È importante la connessione tra la fede e il Decalogo. È importante la connessione tra la fede e il Decalogo


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Sana31.03.2018
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È importante la connessione tra la fede e il Decalogo.

  • È importante la connessione tra la fede e il Decalogo.

  • La fede appare come un cammino, una strada da percorrere, aperta dall’incontro con il Dio vivente.



Alla luce della fede, dell’affidamento totale al Dio che salva, il Decalogo acquista la sua verità più profonda, contenuta nelle parole che introducono i dieci comandamenti: «Io sono il tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto» (Es 20,2).

  • Alla luce della fede, dell’affidamento totale al Dio che salva, il Decalogo acquista la sua verità più profonda, contenuta nelle parole che introducono i dieci comandamenti: «Io sono il tuo Dio che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto» (Es 20,2).



Sul Monte Sinai, la verità di "chi è Dio" è divenuta fondamento e garanzia dell'Alleanza. Mosè entra nell'«oscurità luminosa», e in questo luogo gli viene data la legge scritta «dal dito di Dio» [Es 31, 18]. Che cos'è questa legge? «è la legge vita e della libertà!».

  • Sul Monte Sinai, la verità di "chi è Dio" è divenuta fondamento e garanzia dell'Alleanza. Mosè entra nell'«oscurità luminosa», e in questo luogo gli viene data la legge scritta «dal dito di Dio» [Es 31, 18]. Che cos'è questa legge? «è la legge vita e della libertà!».

  • Discorso del Santo Padre Giovanni Paolo II, al Monastero di Santa Caterina, 26 febbraio 2000



Presso il Mar Rosso il popolo aveva sperimentato una grande liberazione. Aveva visto la forza e la fedeltà di Dio, aveva scoperto che Egli è il Dio che in realtà rende libero il suo popolo, come aveva promesso.

  • Presso il Mar Rosso il popolo aveva sperimentato una grande liberazione. Aveva visto la forza e la fedeltà di Dio, aveva scoperto che Egli è il Dio che in realtà rende libero il suo popolo, come aveva promesso.



Tuttavia, ora sulla sommità del Sinai, questo stesso Dio suggella il suo amore stringendo l'Alleanza alla quale non rinuncerà mai. Se il popolo osserverà la Sua legge, conoscerà la libertà per sempre. L'Esodo e l'Alleanza non sono semplicemente eventi del passato, "essi sono il destino eterno di tutto il Popolo di Dio!"

  • Tuttavia, ora sulla sommità del Sinai, questo stesso Dio suggella il suo amore stringendo l'Alleanza alla quale non rinuncerà mai. Se il popolo osserverà la Sua legge, conoscerà la libertà per sempre. L'Esodo e l'Alleanza non sono semplicemente eventi del passato, "essi sono il destino eterno di tutto il Popolo di Dio!"



L'incontro fra Dio e Mosè su questo Monte racchiude al cuore della nostra religione «il mistero dell'obbedienza che rende liberi, che trova il suo compimento nell'obbedienza perfetta di Cristo nell'Incarnazione e sulla Croce» [cfr. Fil 2, 8; Eb 5, 8-9].

  • L'incontro fra Dio e Mosè su questo Monte racchiude al cuore della nostra religione «il mistero dell'obbedienza che rende liberi, che trova il suo compimento nell'obbedienza perfetta di Cristo nell'Incarnazione e sulla Croce» [cfr. Fil 2, 8; Eb 5, 8-9].

  • «Anche noi saremo veramente liberi se impareremo a obbedire come ha fatto Gesù» [cfr. Eb 5, 8].



I Dieci Comandamenti non sono l'imposizione arbitraria di un Signore tirannico. Essi sono stati scritti nella pietra, ma innanzitutto furono iscritti nel cuore dell'uomo come Legge morale universale, valida in ogni tempo e in ogni luogo.

  • I Dieci Comandamenti non sono l'imposizione arbitraria di un Signore tirannico. Essi sono stati scritti nella pietra, ma innanzitutto furono iscritti nel cuore dell'uomo come Legge morale universale, valida in ogni tempo e in ogni luogo.



Oggi come sempre, le Dieci Parole della legge forniscono l'unica base autentica per la vita degli individui, delle società e delle nazioni; oggi come sempre, "esse sono l'unico futuro della famiglia umana". Salvano l'uomo dalla forza distruttiva dell'egoismo, dell'odio e della menzogna.

  • Oggi come sempre, le Dieci Parole della legge forniscono l'unica base autentica per la vita degli individui, delle società e delle nazioni; oggi come sempre, "esse sono l'unico futuro della famiglia umana". Salvano l'uomo dalla forza distruttiva dell'egoismo, dell'odio e della menzogna.



  • I Comandamenti evidenziano tutte le false divinità che lo riducono in schiavitù: l'amore di sé sino all'esclusione di Dio, l'avidità di potere e di piacere che sovverte l'ordine della giustizia e degrada la nostra dignità umana e quella del nostro prossimo.



  • Se ci allontaneremo da questi falsi idoli e seguiremo il Dio che rende libero il suo popolo e resta sempre con lui, allora emergeremo come Mosè, dopo quaranta giorni sulla montagna, «risplendenti di gloria» [san Gregorio di Nissa, Vita di Mosè, II, 230], accesi della luce di Dio!



Quando san Paolo scrive che noi «mediante il corpo di Cristo» siamo «stati messi a morte quanto alla legge» [Rm 7, 4], non intende dire che la Legge del Sinai sia passata. Vuol significare che "i Dieci Comandamenti ora si fanno udire attraverso la voce del Figlio prediletto".

  • Quando san Paolo scrive che noi «mediante il corpo di Cristo» siamo «stati messi a morte quanto alla legge» [Rm 7, 4], non intende dire che la Legge del Sinai sia passata. Vuol significare che "i Dieci Comandamenti ora si fanno udire attraverso la voce del Figlio prediletto".



La persona resa libera da Gesù Cristo è consapevole di essere legata "non esternamente" da una moltitudine di prescrizioni, "ma interiormente" dall'amore che si è profondamente radicato nel suo cuore.

  • La persona resa libera da Gesù Cristo è consapevole di essere legata "non esternamente" da una moltitudine di prescrizioni, "ma interiormente" dall'amore che si è profondamente radicato nel suo cuore.



I Dieci Comandamenti sono la legge della libertà: non la libertà di seguire le nostre cieche passioni, ma "la libertà di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione", anche quando farlo è un peso. Non obbediamo a una legge impersonale; ciò che è richiesto è di arrendersi amorevolmente al Padre mediante Cristo Gesù nello Spirito Santo [cfr. Rm 6, 14; Gal 5, 18]. Rivelando se stesso sul Monte e consegnando la sua Legge, Dio ha rivelato l'uomo all'uomo. «Il Sinai sta al centro della verità sull'uomo e sul suo destino».

  • I Dieci Comandamenti sono la legge della libertà: non la libertà di seguire le nostre cieche passioni, ma "la libertà di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione", anche quando farlo è un peso. Non obbediamo a una legge impersonale; ciò che è richiesto è di arrendersi amorevolmente al Padre mediante Cristo Gesù nello Spirito Santo [cfr. Rm 6, 14; Gal 5, 18]. Rivelando se stesso sul Monte e consegnando la sua Legge, Dio ha rivelato l'uomo all'uomo. «Il Sinai sta al centro della verità sull'uomo e sul suo destino».



“Bisogna sempre considerare la persona, guardare alla persona”, dice Papa Francesco: “Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia.”

  • “Bisogna sempre considerare la persona, guardare alla persona”, dice Papa Francesco: “Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia.”

  • Intervista di Papa Francesco su “Civiltà cattolica”



Ritengo piuttosto che lo sforzo da intraprendere sia quello di spostare tutta l’attenzione sull’uomo”.

  • Ritengo piuttosto che lo sforzo da intraprendere sia quello di spostare tutta l’attenzione sull’uomo”.

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Il Decalogo non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’ "io" autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia per portare la sua misericordia. La fede confessa così l’amore di Dio, origine e sostegno di tutto, si lascia muovere da questo amore per camminare verso la pienezza della comunione con Dio.

  • Il Decalogo non è un insieme di precetti negativi, ma di indicazioni concrete per uscire dal deserto dell’ "io" autoreferenziale, chiuso in se stesso, ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia per portare la sua misericordia. La fede confessa così l’amore di Dio, origine e sostegno di tutto, si lascia muovere da questo amore per camminare verso la pienezza della comunione con Dio.



Il Decalogo appare come il cammino della gratitudine, della risposta di amore, possibile perché, nella fede, ci siamo aperti all’esperienza dell’amore trasformante di Dio per noi. E questo cammino riceve una nuova luce da quanto Gesù insegna nel Discorso della Montagna (cfr Mt 5-7).

  • Il Decalogo appare come il cammino della gratitudine, della risposta di amore, possibile perché, nella fede, ci siamo aperti all’esperienza dell’amore trasformante di Dio per noi. E questo cammino riceve una nuova luce da quanto Gesù insegna nel Discorso della Montagna (cfr Mt 5-7).



Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? ”. Egli rispose “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. Ed egli chiese “Quali? ”. Gesù rispose “ Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora? ”. Gli disse Gesù “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze. Mt 19, 16 ss

  • Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? ”. Egli rispose “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. Ed egli chiese “Quali? ”. Gesù rispose “ Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora? ”. Gli disse Gesù “Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze. Mt 19, 16 ss



Gesù risponde innanzitutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come "il solo Buono", come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene.

  • Gesù risponde innanzitutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come "il solo Buono", come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene.

  • Elenca al suo interlocutore i comandamenti che riguardano l'amore del prossimo

  • Aggiunge subito: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" ( Mt 19,21 ). Essa non annulla la risposta precedente.



Gesù ha ripreso i dieci comandamenti, ma ha manifestato la forza dello Spirito. Egli ha predicato la "giustizia" che supera "quella degli scribi e dei farisei" ( Mt 5,20 ) come pure quella dei pagani [Cf Mt 5,46-47 ]. Ha messo in luce tutte le esigenze dei comandamenti. "Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere. ... Ma io vi dico: chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio" ( Mt 5,21-22 ).

  • Gesù ha ripreso i dieci comandamenti, ma ha manifestato la forza dello Spirito. Egli ha predicato la "giustizia" che supera "quella degli scribi e dei farisei" ( Mt 5,20 ) come pure quella dei pagani [Cf Mt 5,46-47 ]. Ha messo in luce tutte le esigenze dei comandamenti. "Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere. ... Ma io vi dico: chiunque si adira contro il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio" ( Mt 5,21-22 ).



Quando gli si pone la domanda: "Qual è il più grande comandamento della Legge?" (Mt 22,36), Gesù risponde: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti" ( Mt 22,37-40 ) [Cf Dt 6,5; Lv 19,18 ].

  • Quando gli si pone la domanda: "Qual è il più grande comandamento della Legge?" (Mt 22,36), Gesù risponde: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti" ( Mt 22,37-40 ) [Cf Dt 6,5; Lv 19,18 ].

  • Il Decalogo deve essere interpretato alla luce di questo duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge.



  La parola "Decalogo" significa alla lettera "dieci parole" (Es 34,28; Dt 4,13; Dt 10,4). Queste "dieci parole" Dio le ha rivelate al suo popolo sulla santa montagna. Le ha scritte con il suo "dito" (Es 31,18) [Cf Dt 5,22 ]

  •   La parola "Decalogo" significa alla lettera "dieci parole" (Es 34,28; Dt 4,13; Dt 10,4). Queste "dieci parole" Dio le ha rivelate al suo popolo sulla santa montagna. Le ha scritte con il suo "dito" (Es 31,18) [Cf Dt 5,22 ]



Il Decalogo si comprende innanzi tutto nel contesto dell'Esodo che è il grande evento liberatore di Dio al centro dell'Antica Alleanza. Siano essi formulati come precetti negativi, divieti, o come comandamenti positivi (come: "onora tuo padre e tua madre"), le "dieci parole" indicano le condizioni di una vita liberata dalla schiavitù del peccato. Il Decalogo è un cammino di vita

  • Il Decalogo si comprende innanzi tutto nel contesto dell'Esodo che è il grande evento liberatore di Dio al centro dell'Antica Alleanza. Siano essi formulati come precetti negativi, divieti, o come comandamenti positivi (come: "onora tuo padre e tua madre"), le "dieci parole" indicano le condizioni di una vita liberata dalla schiavitù del peccato. Il Decalogo è un cammino di vita



Le "dieci parole" sono pronunciate da Dio durante una teofania (Il Signore vi ha parlato faccia a faccia sul monte dal fuoco" (Dt 5,4). Appartengono alla rivelazione che Dio fa di se stesso e della sua gloria. Il dono dei comandamenti è dono di Dio stesso e della sua santa volontà. Facendo conoscere le sue volontà, Dio si rivela al suo popolo.

  • Le "dieci parole" sono pronunciate da Dio durante una teofania (Il Signore vi ha parlato faccia a faccia sul monte dal fuoco" (Dt 5,4). Appartengono alla rivelazione che Dio fa di se stesso e della sua gloria. Il dono dei comandamenti è dono di Dio stesso e della sua santa volontà. Facendo conoscere le sue volontà, Dio si rivela al suo popolo.



Il Signore comandò l'amore verso Dio e insegnò la giustizia verso il prossimo, affinché l'uomo non fosse né ingiusto, né indegno di Dio. Così, per mezzo del Decalogo, Dio preparava l'uomo a diventare suo amico e ad avere un solo cuore con il suo prossimo... Le parole del Decalogo restano validissime per noi. Lungi dall'essere abolite, esse sono state portate a pienezza di significato e di sviluppo dalla venuta del Signore nella carne [Sant' Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 16, 3-4].

  • Il Signore comandò l'amore verso Dio e insegnò la giustizia verso il prossimo, affinché l'uomo non fosse né ingiusto, né indegno di Dio. Così, per mezzo del Decalogo, Dio preparava l'uomo a diventare suo amico e ad avere un solo cuore con il suo prossimo... Le parole del Decalogo restano validissime per noi. Lungi dall'essere abolite, esse sono state portate a pienezza di significato e di sviluppo dalla venuta del Signore nella carne [Sant' Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 16, 3-4].



I dieci comandamenti appartengono alla Rivelazione di Dio. Al tempo stesso ci insegnano la vera umanità dell'uomo. Mettono in luce i doveri essenziali e, quindi, indirettamente, i diritti fondamentali inerenti alla natura della persona umana. Il Decalogo contiene una espressione privilegiata della "legge naturale":

  • I dieci comandamenti appartengono alla Rivelazione di Dio. Al tempo stesso ci insegnano la vera umanità dell'uomo. Mettono in luce i doveri essenziali e, quindi, indirettamente, i diritti fondamentali inerenti alla natura della persona umana. Il Decalogo contiene una espressione privilegiata della "legge naturale":

  • Fin dalle origini, Dio aveva radicato nel cuore degli uomini i precetti della legge naturale. Poi si limitò a richiamarli alla loro mente. Fu il Decalogo [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 15, 1].



Gesù dice: "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla" ( Gv 15,5 ). Il frutto indicato in questa parola è la santità di una vita fecondata dall'unione con Cristo. Quando noi crediamo in Gesù Cristo, comunichiamo ai suoi misteri e osserviamo i suoi comandamenti, il Salvatore stesso viene ad amare in noi il Padre suo ed i suoi fratelli, Padre nostro e nostri fratelli. La sua Persona diventa, grazie allo Spirito, la regola vivente ed interiore della nostra condotta. "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" ( Gv 15,12 ).

  • Gesù dice: "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla" ( Gv 15,5 ). Il frutto indicato in questa parola è la santità di una vita fecondata dall'unione con Cristo. Quando noi crediamo in Gesù Cristo, comunichiamo ai suoi misteri e osserviamo i suoi comandamenti, il Salvatore stesso viene ad amare in noi il Padre suo ed i suoi fratelli, Padre nostro e nostri fratelli. La sua Persona diventa, grazie allo Spirito, la regola vivente ed interiore della nostra condotta. "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" ( Gv 15,12 ).




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