È la lingua che ci ha fatto italiani? L’italiano contemporaneo


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Sana08.07.2018
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  • È la lingua che ci ha fatto italiani?

  • L’italiano contemporaneo

  • Raffaella Setti


  • Lingua d’oggi e lingua contemporanea

  • Lingua d’oggi: LID’O dal 2004 (Dardano)

  • Lingua contemporanea (Lorenzetti – D’Achille)

  • Ma qual è il riferimento temporale?

  • Anche se si pone come punto di partenza il 2000, per la storia dell’italiano restano comunque fondamentali l’epoca postunitaria e il Novecento



  • Anni ’80: già avvertiti “movimenti” in atto nell’italiano.

  • Fine Novecento: l’italiano è ormai descritto in opere fondamentali di riferimento come le grammatiche di Serianni (1988) e Renzi (1988-1995), il LIP (1993), la Storia della Lingua italiana (Serianni- Trifone 1993-1994).



Ultimi 10 anni: ulteriori sviluppi legati a fattori esterni.

  • Ultimi 10 anni: ulteriori sviluppi legati a fattori esterni.

  • Uno dei pochi dati certi (Istat 2000-2006) è l’aumento dell’italofonia.

  • I dialetti non scompaiono e conquistano contesti comunicativi nuovi (narrativa, cinema, canzone, ling. giovanile).



Politica linguistica ad inizio Millennio

  • Politica linguistica ad inizio Millennio

  • Proposta, poi naufragata, di istituire un Consiglio superiore della lingua italiana con il compito di redigere una “Grammatica di Stato”.

  • Nessun impegno invece sul versante dell’insegnamento dell’italiano (le 3 i erano inglese, informatica e impresa, italiano non pervenuto).



L’Accademia della Crusca è intervenuta con due proposte:

  • L’Accademia della Crusca è intervenuta con due proposte:

  • Adesione alle Raccomandazioni di Bad Homburg per la promozione delle lingue europee di uso colto.

  • Introduzione nella nostra Costituzione della frase “La lingua ufficiale della Repubblica è l’italiano”.



Per tracciare un quadro dell’italiano di oggi bisogna tenere presenti contemporaneamente più assi di variazione:

  • Per tracciare un quadro dell’italiano di oggi bisogna tenere presenti contemporaneamente più assi di variazione:

  • Diatopia: variaz. nello spazio

  • Diamesia: variaz. dipendenti dal canale

  • Diafasia: variaz. secondo i contesti

  • Diastratia: variaz. secondo gli strati sociali



  • L’attenzione per le varietà degli usi non può però portare alla negazione dell’esistenza di uno standard, una varietà di riferimento meno rigida e monolitica rispetto a qualche decennio fa e non più improntata sulla lingua letteraria, ma comunque esistente.



  • Pur rimanendo entro i confini dello standard si possono registrare fatti innovativi.

  • Un fenomeno generale è la pressione dell’inglese che investe sia la fraseologia (es. avere uno scheletro nell’armadio), la formazione delle parole, ma soprattutto il lessico (okay, mobbing, stalking…)





  • I linguisti hanno individuato alcuni tratti tipici dell’italiano contemporaneo. In buona parte corrispondono ai dubbi più ricorrenti dei parlanti/scriventi (utenti del servizio di consulenza linguistica dell’Accademia della Crusca).

  • Vediamone i principali divisi per ambiti



  • Fonetica e fonologia

  • L’italiano prevede una buona corrispondenza tra grafia e pronuncia: qualche scossa è dovuta principalmente ad adattamenti di prestiti e a forme ibride





Fonetica e fonologia

  • Fonetica e fonologia

  • Posizione dell’accento in parole di più di due sillabe con tendenza a ritrarlo sulla terzultima

  • Rùbrica invece di rubrìca

  • Èdile invece di edìle

  • Persuàdere invece di persuadére

  • Vàluto è ormai accolto come forma standard



Grafia

  • Grafia

  • Generali trasformazioni (e quindi incertezze):

  • nell’uso di accenti

  • uso di apostrofo e di elementi grafici come trattini, apici, virgolette

  • uso della d eufonica

  • uso delle maiuscole















Morfologia flessiva

  • Morfologia flessiva

  • Generale tendenza alla semplificazione nelle flessioni nominale, pronominale e verbale.

  • Il nuovo Millennio si apre proprio sulla questione della flessione del nome

  • euro







Morfologia flessiva Congiuntivo

  • Morfologia flessiva Congiuntivo

  • La semplificazione verbale è ben rappresentata dalla questione del congiuntivo.

  • In generale il modo verbale tiene, ma ci sono dei casi in cui cede all’indicativo:



Morfologia flessiva Congiuntivo

  • Morfologia flessiva Congiuntivo

  • nelle completive:

  • penso che sei stanca per penso che sia stanca

  • nelle interrogative indirette:

  • chiede se vieni per chiede se venga

  • nelle relative restrittive:

  • cerco un interprete che conosce/conosca bene il tedesco



Morfologia flessiva Gerundio

  • Morfologia flessiva Gerundio

  • Il gerundio è in estensione con valore testuale e ha molto successo nei titoli, in particolare di esercizi commerciali…





Morfologia flessiva Ausiliari e Accordo

  • Morfologia flessiva Ausiliari e Accordo

  • Stabilizzata la scelta degli ausiliari

  • Con i verbi atmosferici ammessi tutti e due:

  • ha piovuto è piovuto

  • Con altri si alternano con estensione di avere:

  • hanno emigrato sono emigrati



Morfologia flessiva Ausiliari e Accordo

  • Morfologia flessiva Ausiliari e Accordo

  • Instabile l’accordo con il participio passato anche se ormai prevale quello al maschile singolare:

  • ho fatto una corsa meno ho fatta una corsa

  • mi sono bevuto (meno bevuta) un’aranciata

  • grazie per averci raggiunto (meno raggiunti)







Morfologia lessicale

  • Morfologia lessicale

  • Uno degli aspetti più interessanti è la composizione

  • Nome + nome: banca dati, partito azienda, effetto serra, allarme inquinamento…

  • Composti misti: incentivi boom, farmaco killer, baby soldato





Altri fenomeni

  • Altri fenomeni

  • di interesse sociolinguistico

  • Politically correct:

  • nomi professionali femminili

  • denominazioni razziste

  • nuove parole per nuove realtà







Altri fenomeni

  • Altri fenomeni

  • di interesse sociolinguistico

  • Allocutivi: allargamento generalizzato del tu

  • Espansione di salve per saluto di media formalità

  • Tipo, piuttosto che e quant’altro





Verso un italiano “copia incolla”

  • Verso un italiano “copia incolla”

  • Soprattutto nella composizione delle parole è evidente il riuso di elementi:

  • tele- : teleferica, ma poi telecronaca, telegiornale

  • euro-: eurasia, ma poi anche europarlamentare e poi eurozona

  • -poli: da tangentopoli a affittopoli, calciopoli, sanitopoli

  • sigle e accorciamenti: info, demo, ma anche Simo, Fede, Edo, Vale





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