1 giugno 2018 venerdì VIII settimana del tempo ordinario san giustino martire ufficio delle letture


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Sana21.07.2018
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1 GIUGNO 2018 VENERDÌ - VIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO SAN GIUSTINO Martire UFFICIO DELLE LETTURE

  • INVITATORIO V. Signore, apri le mie labbra R. e la mia bocca proclami la tua lode.   Antifona Venite, adoriamo il re dei martiri, Cristo Signore.

  • SALMO  66  Tutti i popoli glorifichino il Signore Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28) Dio abbia pietà di noi e ci benedica, * su di noi faccia splendere il suo volto;  perché si conosca sulla terra la tua via, * fra tutte le genti la tua salvezza.  Ti lodino i popoli, Dio, * ti lodino i popoli tutti.  Esultino le genti e si rallegrino, † perché giudichi i popoli con giustizia, * governi le nazioni sulla terra. 


  • Inno

  • Gerusalemme nuova, immagine di pace, costruita per sempre nell'amore del Padre. Tu discendi dal cielo come vergine sposa, per congiungerti a Cristo nelle nozze eterne. Dentro le tue mura, risplendenti di luce, si radunano in festa gli amici del Signore:



  • 1^ Antifona Non disprezzare la mia supplica, o Dio, nel clamore degli empi. SALMO 54, 2-9   (I) L'amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo? (Lc 22, 48). Porgi l'orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico,  al clamore dell'empio.  Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore.  Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte.  Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime.  Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? 



  • 2^ Antifona Dall'assalto del nemico Dio ci ha liberato. SALMO 54, 10-15   (II) L'amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo? (Lc 22, 48). Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese.  Giorno e notte si aggirano sulle sue mura; † all'interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze  sopruso e inganno.  Se mi avesse insultato un nemico, * l'avrei sopportato;  se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. 



  • 3^ Antifona Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà. SALMO 54, 17-24   (III)

  • Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno  mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce;  mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari.  Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre.  Per essi non c'è conversione * e non temono Dio.  Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza.  Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra;  più fluide dell'olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. 



  • Giobbe allora rispose agli amici:  E' vero, sì, che voi siete la voce del popolo  e la sapienza morirà con voi! Anch'io però ho senno come voi,  e non sono da meno di voi;  chi non sa cose simili? Ludibrio del suo amico è diventato chi grida a Dio perché gli risponda; ludibrio il giusto, l'integro!  «Per la sventura, disprezzo», pensa la gente prosperosa, «spinte, a colui che ha il piede tremante». Le tende dei ladri sono tranquille, c'è sicurezza per chi provoca Dio, per chi vuol ridurre Dio in suo potere. Ma interroga pure le bestie, perché ti ammaestrino, gli uccelli del cielo, perché ti informino, o i rettili della terra, perché ti istruiscano o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. 



  • Nei canuti sta la saggezza e nella vita lunga la prudenza.  In lui risiede la sapienza e la forza, a lui appartiene il consiglio e la prudenza! Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire, se imprigiona uno, non si può liberare.  Se trattiene le acque, tutto si secca, se le lascia andare, devastano la terra. Da lui viene potenza e sagacia, a lui appartiene l'ingannato e l'ingannatore.  Rende stolti i consiglieri della terra, priva i giudici di senno; scioglie la cintura dei re e cinge i loro fianchi d'una corda. Fa andare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti.  Toglie la favella ai più veraci e priva del senno i vegliardi.  Sui nobili spande il disprezzo e allenta la cintura ai forti. Strappa dalle tenebre i segreti e porta alla luce le cose oscure. Fa grandi i popoli e li lascia perire, estende le nazioni e le abbandona. 



  • Dopo il loro arresto, i santi furono condotti dal prefetto di Roma di nome Rustico. Comparsi davanti al tribunale, il prefetto Rustico disse a Giustino: «Anzitutto credi agli dèi e presta ossequio agli imperatori». Giustino disse: «Di nulla si può biasimare o incolpare chi obbedisce ai comandamenti del Salvatore nostro Gesù Cristo». Il prefetto Rustico disse: «Quale dottrina professi?». Giustino rispose: «Ho tentato di imparare tutte le filosofie, poi ho aderito alla vera dottrina, a quella dei cristiani, sebbene questa non trovi simpatia presso coloro che sono irretiti dall'errore». Il prefetto Rustico disse: «E tu, miserabile, trovi gusto in quella dottrina?». Giustino rispose: «Sì, perché io la seguo con retta fede».  Il prefetto Rustico disse: «E qual è questa dottrina?». Giustino rispose: «Quella di adorare il Dio dei cristiani, che riteniamo unico creatore e artefice, fin da principio, di tutto l'universo, delle cose visibili e invisibili; e inoltre il Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, che fu preannunziato dai profeti come colui che doveva venire tra gli uomini araldo di salvezza e maestro di buone dottrine. E io, da semplice uomo, riconosco di dire ben poco di fronte alla sua infinita Deità. Riconosco che questa capacità è propria dei profeti che preannunziano costui che poco fa ho detto essere Figlio di Dio.



  • Riunitevi insieme e sacrificate concordemente agli dèi». Giustino rispose: «Nessuno che sia sano di mente passerà dalla pietà all'empietà».

  • Il prefetto Rustico disse: «Se non ubbidirete ai miei ordini, sarete torturati senza misericordia». Giustino rispose: «Abbiamo fiducia di salvarci per nostro Signore Gesù Cristo se saremo sottoposti alla pena, perché questo ci darà salvezza e fiducia davanti al tribunale più temibile e universale del nostro Signore e Salvatore». Altrettanto dissero anche tutti gli altri martiri: «Fa' quello che vuoi; noi siamo cristiani e non sacrifichiamo agli idoli». Il prefetto Rustico pronunziò la sentenza dicendo: «Coloro che non hanno voluto sacrificare agli dei e ubbidire all'ordine dell'imperatore, dopo essere stati flagellati siano condotti via per essere decapitati a norma di legge». I santi martiri glorificando Dio, giunti al luogo solito, furono decapitati e portarono a termine la testimonianza della loro professione di fede nel Salvatore.






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