Castagna di montella igp “castagna di montella (I. G. P.)”


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Sana06.06.2017
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CASTAGNA DI MONTELLA IGP


  • “CASTAGNA DI MONTELLA (I.G.P.)”

  • DISCIPLINARE DI PRODUZIONE

  • Proposta di modifica del testo originale di cui al D.M. 5.12.1987

  • (Il testo modificato o integrato è riportato in corsivo nero,

  • il testo da eliminare è barrato)



  • Art. 1

  • La Indicazione Geografica Protetta “Castagna di Montella (IGP)” è riservata ai frutti che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.



  • Art. 2

  • La “Castagna di Montella (IGP)” è prodotta in provincia di Avellino nell’intera circoscrizione dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e per i seguenti comuni:



  • Montemarano: limitatamente alla contrada Bolifano che si identifica nella zona delimitata dalla statale 7 e precisamente quella ubicata a sud della strada stessa;

  • Sorbo Serpico: limitatamente al territorio delimitato a nord dal fondo valle del torrente Zagarone proseguendo ad est per il vallone della località Valle che dal centro abitato attraversando la proprietà Titomanlio arriva alla strada provinciale 17 (detta Turci) che collega Sorbo Serpico a S. Stefano del Sole e dal confine di questo a est sud-est fino al confine con Volturara Irpina;

  • Calabritto: limitatamente al territorio delimitato a nord dal fondo valle del torrente Zagarone proseguendo ad est per il vallone della Sorgente Acqua la Saliceta a salire fino alla strada di servizio forestale Calabritto-Gaudo proseguendo poi verso il centro abitato di Calabritto fino all’intersezione con la strada comunale Castagni Senerchia – Calabritto e da questa fino all’incrocio con la strada comunale che porta alla località Aria di Canale e al confine con il comune di Senerchia. La delimitazione prosegue lungo il confine con il comune di Senerchia fino alla località Piano del Gaudo e successivamente lungo il confine del comune di Acerno fino alla località Piano Migliato di Calabritto a confine con il comune di Bagnoli Irpino e da qui scendendo per il Vallone di Vado del Carpino fino alla Madonna del Fiume e poi al torrente Zagarone; sulla riva sinistra del torrente Zagarone sale a quota 600 m. slm lungo il Vallone delle Coste dell’Acero Chiuso e mantenendosi fino al vallone successivo ingloba la Piana dei Pomi per ritornare al confine con il Torrente Zagarone.



  • Art. 3

  • La “Castagna di Montella (IGP)” deriva almeno per il 90% dalla varietà “Palummina” e, per il restante 10% al massimo, da altre varietà e in particolare dalla “Verdola”.

  • La “Castagna di Montella (IGP)” corrisponde alle seguenti caratteristiche:

  • pezzatura: media o medio-piccola (75-90/Kg);

  • forma: prevalentemente rotondeggiante, con faccia inferiore piatta, base convessa, sommità ottusa mediamente pelosa;

  • torcia: di limitata lunghezza;

  • cicatrice ilare: di forma ellittica;

  • pericarpo: sottile, di colore marrone chiaro, facilmente staccantesi dall’ episperma che, a sua volta, si separa con facilità dal seme;

  • seme: di polpa bianca, croccante e di gradevole sapore.



  • Art. 4

  • Le condizioni ambientali e di coltura dei castagneti da frutto destinati alla produzione della “Castagna di Montella (IGP)” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire al prodotto le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerarsi idonei i castagneti da frutto ubicati dai 500 ai 1.000 metri s.l.m. su terreni di giacitura ed esposizione adatti.

  • I sesti d’impianto, le forme di allevamento e di sistemi di potatura e di raccolta devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche dei frutti.

  • E’ vietata ogni pratica di forzatura.

  • La resa massima di frutti ammessa per la produzione della “Castagna di Montella (IGP)” è stabilita in Kg. 25 per pianta ed in q.li 30 per ettaro.

  • Il numero delle piante per ettaro varia da un minimo di 80 ad un massimo di 160 200.

  • Anche in annate eccezionali favorevoli la resa per pianta e per ettaro di castagne che utilizzano la I.G.P. dovrà essere riportata ai suddetti limiti di produttività attraverso un’accurata cernita dei frutti che assicuri la rispondenza del prodotto ai requisiti qualitativi di cui all’art. 3.



  • Art. 5

  • Le operazioni di cernita, di calibratura, di trattamenti del prodotto con la “cura” e con la “disinfestazione”, rispettivamente in acqua fredda ed in acqua calda, secondo le tecniche già acquisite localmente, possono essere effettuate su tutto il territorio della provincia di Avellino.

  • Ai fini della commercializzazione il prodotto può essere conservato, per graduarne la vendita, in locali idonei.

  • Il prodotto fresco può essere immesso al consumo a partire dal 4 ottobre dell’anno di produzione.



  • Art. 6

  • La “Castagna di Montella (IGP)” allo stato fresco, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

  • prodotto fresco selezionato e calibrato in diverse pezzature come previsto dalle vigenti leggi. Le norme di cui trattasi si applicano sia per la commercializzazione del prodotto nell’ambito dei Paesi CEE che per l’esportazione verso Paesi terzi;

  • prodotto confezionato in sacchetti di juta, in reti o contenitori di plastica o di altro materiale idoneo, recanti l’indicazione geografica protetta “Castagna di Montella (IGP)”, i dati relativi alla pezzatura, al peso, all’annata di produzione nonché la scadenza per il consumo. Sono ammesse anche le confezioni sottovuoto.



  • Art. 7

  • La “Castagna di Montella (IGP)” può essere commercializzata anche allo stato secco (in guscio, sgusciata intera, sfarinata) o infornata e reidratata, in quest’ultimo caso dovrà essere seguita dalla menzione aggiuntiva di “castagna infornata”.

  • Il prodotto deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

  • - ottenuto con l’essiccazione su metati o graticci ed a fuoco lento e continuo alimentato esclusivamente da fascine e da legna di qualunque essenza, secondo le tecniche locali tradizionali già acquisite dai produttori;

  • - umidità contenuta nei frutti interi o sfarinati non superiore al 15%; per la “castagna infornata” non superiore al 25-30%;

  • - immune da attacchi parassitari di qualunque natura (larve di insetti, muffe, etc.);

  • - la resa di castagne secche con guscio relativa a 1 q.le non può superare la percentuale del 60%, per le castagne secche sgusciate intere del 40-45%, per la “castagna infornata” del 75%.

  • - le castagne secche sgusciate devono essere intere, sane, di colore bianco paglierino e con non più del 10% di difetti (tracce di bacatura, deformazioni, etc.);



  • - le castagne infornate e reidratate vengono ottenute da castagne di pezzatura medio-piccola attraverso essiccazione e tostatura in forno a legna (o in forno rotativo) e successiva reidratazione con acqua.

  • Le tipologie di castagne secche in guscio, sgusciate intere o sfarinate, nonché quelle infornate e reidratate, devono essere commercializzate in contenitori di materiale idoneo alla conservazione previsto dalle leggi vigenti. Le confezioni possono essere di peso variabile in relazione alle richieste di mercato e devono riportare l’indicazione geografica protetta “Castagna di Montella (IGP)”.

  • Per il prodotto secco in guscio, è facoltativo procedere alla calibratura per la vendita al fine di ottenere pezzature migliori.

  • Ai fini della commercializzazione e della esportazione del prodotto secco si applicano le norme previste dalle leggi vigenti.



  • Art. 8

  • All’indicazione geografica protetta “Castagna di Montella (IGP)” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi “extra”, “superiore”, “fine”, “scelto”, “selezionato” e similari.

  • E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non atti a trarre in inganno il consumatore.

  • E’ consentito altresì l’uso, sia per il prodotto fresco che per quello secco, di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, zone e località e aziende comprese nei territori dei comuni di cui all’art.2 e dai quali effettivamente provengono le castagne con l’indicazione geografica protetta.



  • Art. 9

  • Gli impianti idonei alla produzione della “Castagna di Montella (IGP)” sono iscritti nell’apposito Registro, attivato, tenuto e aggiornato da apposito organismo di controllo, che risponda ai requisiti di cui alle vigenti norme in materia; questi è tenuto a verificare, attraverso opportuni sopralluoghi, la sussistenza delle condizioni tecniche e dei requisiti richiesti per l’iscrizione al Registro di cui sopra.

  • L’accertamento della sussistenza delle condizioni tecniche di idoneità delle produzioni ed i relativi controlli, di cui all’art. 10 del Reg. CEE 2081/92, saranno comunque effettuati dall’organismo di controllo all’uopo designato.



  • Art. 10

  • I prodotti derivati per la cui preparazione è utilizzata la denominazione “Castagna di Montella IGP”, anche a seguito di processi di elaborazione e di trasformazione, possono essere immessi al consumo in confezioni recanti il riferimento a detta denominazione senza l’apposizione del logo comunitario, a condizione che:

  • il prodotto a denominazione “Castagna di Montella – IGP”, certificato come tale, costituisca il componente esclusivo della categoria merceologica di appartenenza;

  • gli utilizzatori del prodotto a denominazione protetta siano autorizzati dai titolari del diritto di proprietà intellettuale conferito dalla registrazione della denominazione “Castagna di Montella – IGP” riuniti in Consorzio incaricato alla tutela dal Ministero delle Politiche Agricole. Lo stesso Consorzio incaricato provvederà anche ad iscriverli in appositi registri e a vigilare sul corretto uso della denominazione protetta. In assenza di un Consorzio di tutela incaricato le predette funzioni saranno svolte dal MiPAF in quanto autorità nazionale preposta all’attuazione del Reg. CEE 2081/92.

  • L’utilizzazione non esclusiva delle castagne a denominazione “Castagne di Montella – IGP” consente soltanto il riferimento alla denominazione, secondo la normativa vigente, tra gli ingredienti del prodotto che lo contiene, o nel quale è trasformato o elaborato.



  • Art. 11

  • Il logotipo della “Castagna di Montella (IGP)” è costituito da:

  • un cerchio con immagine e scritta interne: il cerchio è di colore celeste (PANTONE S232-1 CVS); l’immagine raffigura una castagna stilizzata di poco inferiore alla dimensione del logo, dritta con torcia e cicatrice ilare ben evidenti, ottenuta con disegno vettoriale bianco per le linee di contorno su fondo celeste della stessa tinta del cerchio (PANTONE S232-1 CVS); la scritta “CASTAGNA DI MONTELLA” di colore bianco e carattere Arial è localizzata simmetricamente all’apice del cerchio, quella di “INDICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA”, dello stesso colore e carattere, nella parte inferiore del cerchio anch’essa in posizione simmetrica.






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