Città e cultura nella economia delle reti Come creare turismo


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Sana11.06.2018
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Città e cultura nella economia delle reti

  • Come creare turismo

  • nelle città d’arte

  • all’interno della net-economia


Turismo culturale:

  • Se per turismo culturale intendiamo lo spostamento di persone verso luoghi di interesse culturale, allora molto potrebbe essere definito turismo culturale, anche vedere la solita sagra paesana o partecipare alla corsa nei sacchi che rinverdisce antiche tradizioni locali.

  • Se ci riferiamo al passeggio nelle vie di una città d’arte, tra capolavori e bancarelle, magari con macchina fotografica, cinepresa e guida turistica, ci avviciniamo di più all’oggetto di studio, ma ancora in modo approssimativo.



...ancora

  • Sebbene possa essere a volte difficile definire turismo culturale le galoppate veloci nei musei, per vedere quanta più arte è possibile, in questo caso, anche perché è stato pagato un biglietto d’ingresso, almeno la motivazione di quei turisti è strettamente riferibile ad un bisogno culturale da soddisfare; il grado di soddisfazione varia al variare del livello formativo del turista.

  • Per cui, il turismo culturale va definito a partire dalla motivazione, direttamente riferibile ad un bisogno estetico e culturale insieme.



IL TURISMO CULTURALE E’

  • Costituito dal movimento turistico finalizzato alla visita e alla fruizione di beni culturali, intesi come monumenti, chiese, musei, castelli, siti storici ed archeologici, ecc.

  • Nella percezione comune dei turisti, l'attrattiva culturale di un'area dipende dall'insieme degli elementi socio-culturali che la caratterizzano.



Con maggiore precisione

  • In Italia la legge n. 84 del 1990 allarga il concetto di bene culturale

    • a "rilevante testimonianza delle storia della civiltà e della cultura“
    • a "elemento costitutivo della identità culturale della Nazione“
  • In questo modo, si suggerisce una nuova angolatura per l'analisi del fenomeno: oggetto del turismo culturale possono essere considerate tutte le forme nelle quali si esprime la vita di un popolo, dunque non solo opere d'arte e architettoniche, ma anche tradizioni, gastronomia, artigianato, ecc.



Con maggiore precisione

  • Di recente, si è giunti alla definizione di turismo culturale in questi termini:

    • visite, al di fuori della propria area di residenza, interamente o parzialmente motivate da un interesse negli aspetti legati alla storia, all'arte, alla scienza o alle tradizioni/stili di vita di una località, regione, gruppo o istituzione.


Primi dati

  • Il movimento turistico verso le città d'arte e i luoghi culturali è stimolato anche da alcune tendenze generali del mercato turistico,

    • minore propensione verso la vacanza prolungata
    • frazionamento del tempo disponibile in più viaggi di breve durata
    • aumento delle iniziative ed degli eventi culturali di grande richiamo
  • Anche in Italia il turismo culturale risulta in crescita; quasi tutti i musei hanno fatto registrare consistenti incrementi di afflusso (la presenza di visitatori è aumentata dal 20 al 25%)



Il turismo culturale in Italia

  • L'Italia detiene una quota enorme del patrimonio artistico, storico e culturale a livello mondiale:

    • 3.260 musei, oltre 2.000 fra pinacoteche e gallerie d'arte principali, più di 80.000 chiese d'interesse storico e artistico.
    • Ciò nonostante, la dinamica del turismo in Italia è complessa, ed occorre distinguere tra il turismo dei nostri connazionali e il movimento degli stranieri. Le attrattive storico-culturali del nostro Paese risultano essere il primo fattore del flusso turistico proveniente dall'estero. La quota di provenienza straniera rappresenta il 42,3% degli arrivi ed il 43,3% delle presenze nelle località di turismo culturale, mentre incide per soltanto 1/3 circa nel complesso delle destinazioni turistiche italiane, culturali e non.


Motivazioni al turismo

  • Da diverse indagini, risulta che gli interessi culturali, espressi come "arricchirsi culturalmente, crescere", risultano determinanti solo per i 16,3% dei turisti italiani, ai quali occorre inoltre aggiungere un 3,1% di persone che si sposta per "assistere a un'occasione culturale, un festival".

  • Dalla classifica delle motivazioni di vacanza risulta dunque che gli Italiani in vacanza cercano principalmente un'occasione per stare in famiglia (31%), per vivere la natura (30,5%), abbronzarsi al sole (27,9%), riposare (26,4%), conoscere nuove persone (21,5%), fare cose nuove e non annoiarsi mai (18,8%), soddisfare i bambini (17,1%), oppure si adeguano alle scelte di amici e parenti (19,8%).



L’evoluzione dei media e delle ICT ha ridotto l’importanza di essere presente fisicamente per fare esperienza diretta di persone e di fatti

  • L’evoluzione dei media e delle ICT ha ridotto l’importanza di essere presente fisicamente per fare esperienza diretta di persone e di fatti

  • Da qualche tempo è possibile comunicare con altri senza trovarsi nello stesso luogo



L’arte e la cultura si sono sedimentate in luoghi storici e geografici delimitati e riconoscibili;

  • L’arte e la cultura si sono sedimentate in luoghi storici e geografici delimitati e riconoscibili;

  • L’arte e la cultura si producono ancora all’interno di territori fisici, anche se non più delimitati geograficamente (mobilità delle installazioni, ecc.);

  • I non luoghi telematici sono ancora all’inizio del processo di produzione, anche se consentono la fruizione dell’arte prodotta.



Città e cultura nell’economia delle reti

  • Ogni città importante, nella società post-industriale e post-fordista, cerca di ridefinire il proprio ruolo specializzandosi in un settore nel quale applica al meglio le opportunità delle nuove tecnologie

  • Le città d’arte e le città con un contesto ambientale di pregio dovranno utilizzare al meglio i due importanti fattori di vantaggio competitivo che posseggono:



Nuove tecnologie e sviluppo

  • il valore economico del patrimonio culturale,

  • la qualità dell’esperienza di consumo e di produzione della cultura,

  • l’adeguata fruizione culturale nazionale e internazionale



Le condizioni minime per un programma di sviluppo innovativo sono:

  • Le condizioni minime per un programma di sviluppo innovativo sono:

  • - la formazione adeguata;

  • - la disponibilità di servizi di qualità;

  • - la disponibilità di risorse finanziarie.

  • Il luogo dove tutto questo può realizzarsi è la politica.

  • Gli attori sociali da coinvolgere sono politici, economici, culturali



Quale vantaggio collettivo è dato dal turismo culturale?

  • Quale vantaggio collettivo è dato dal turismo culturale?

  • Se i beni culturali sono collettivi, perché la collettività non è cointeressata alla gestione dei propri beni, appannaggio esclusivo di pochi operatori privati e pubblici?

  • Il turismo culturale è una forma di diffusione della cultura (processo di democratizzazione della cultura)?



Trasformazioni della città e sviluppo delle ICT

  • Le trasformazioni dei ruoli economici, sociali e culturali delle città sono direttamente proporzionali alle trasformazioni determinate dalle ICT (Information and Communication Technology)



Dalla città reale alla città virtuale

  • La città era un sistema auto-contenuto regolato da due meccanismi: la prossimità (rapporti diretti all’interno) e la distanza (barriera protettiva verso l’esterno).

  • Con lo sviluppo dell’ICT, i due meccanismi non riescono più a regolare le dinamiche interne ed esterne.

  • Per cui, le relazioni interpersonali, gli scambi economici, le informazioni e le comunicazioni sono sempre più interne alla rete globale.



La comunicazione in piazza

  • La città reale aveva nella piazza il luogo dove fisicamente avvenivano gli scambi economici, le comunicazioni interpersonali, la costruzione delle identità collettive.

  • La città virtuale realizza tutto ciò (almeno in gran parte) all’interno della rete telematica, che non pone confini fisici tra interno ed esterno, ma pone barriere all’accesso.



La città storica

  • Era il luogo di traffici e commerci, in osmosi con la campagna circostante.

  • Il ruolo di centro di un territorio consentiva alla città di funzionare da catalizzatore delle attività di maggior pregio.



La città fordista

  • È il luogo dove la produzione di beni e servizi è stata spostata fuori di essa, che diventa luogo di produzione terziaria (commercio, finanza, servizi di sostegno).

  • Si organizzano e attrezzano aree intorno alla città-fabbrica, in alcuni casi residenziali, in altre periferiche.



La città post-fordista

  • La città diventa un reticolo integrato verso l’interno e relazionato con l’esterno globale.

  • La città resta rilevante solo se capace di supportare processi innovativi diffusi.

  • La capacità di creare conoscenza e progettualità supera di importanza la semplice continuità fisica.



di complementarità, che legano centri specializzati o complementari di divisione del lavoro;

  • di complementarità, che legano centri specializzati o complementari di divisione del lavoro;

  • di sinergia, che connettono centri impegnati in azioni cooperative;

  • di innovazione, che collegano centri attorno a specifici progetti.




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