Cristologia è la parte della teologia che si occupa di Cristo. Studia Gesù Cristo


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Sana21.07.2018
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La cristologia è la parte della teologia che si occupa di Cristo. Studia Gesù Cristo come Verbo incarnato e Figlio di Dio e come nostro Salvatore e Redentore, così come ce lo propone la fede della Chiesa.

  • La cristologia è la parte della teologia che si occupa di Cristo. Studia Gesù Cristo come Verbo incarnato e Figlio di Dio e come nostro Salvatore e Redentore, così come ce lo propone la fede della Chiesa.

  • Il mistero di Cristo, che si riferisce alla sua persona e alla sua opera di salvezza, collega e riassume tutti gli articoli della fede: quelli che si riferiscono alla Trinità: Egli è Dio, il Figlio del Padre, e ci rivela la Trinità; e quelli che si riferiscono ai disegni e alle opere di Dio, infatti Lui ha realizzato il piano della volontà salvifica del Padre.



Mediante i metodi propri della storia possiamo giungere a conoscere sempre meglio la realtà visibile della vita di Gesù.

  • Mediante i metodi propri della storia possiamo giungere a conoscere sempre meglio la realtà visibile della vita di Gesù.

  • Tuttavia solo mediante la Rivelazione divina e la fede possiamo trascendere la realtà e giungere a conoscere chi è Lui veramente: “nessuno conosce il Figlio se non il Padre” (Mt 11, 27); “nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha inviato”(Gv. 6, 44).

  • Gesù Cristo, mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione, non è un mito: è Dio fatto uomo che visse in un contesto storico concreto, e gli avvenimenti della sua vita furono reali e verificabili. Però per capire la sua opera c’è bisogno di una conoscenza amorosa, fino a farci simili a Lui (cfr. CCC 428-429).









Il fine dell’Incarnazione è la salvezza degli uomini: il Figlio di Dio venne “perché il mondo si salvasse per mezzo di Lui” (Gv 3, 17), “essendo il Salvatore del mondo”(1 Gv 4, 14).

  • Il fine dell’Incarnazione è la salvezza degli uomini: il Figlio di Dio venne “perché il mondo si salvasse per mezzo di Lui” (Gv 3, 17), “essendo il Salvatore del mondo”(1 Gv 4, 14).

  • Nel Credo noi diciamo: “per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.



La salvezza dell’uomo comprende due fatti insieme: la liberazione dal peccato e la comunicazione della vita divina.

  • La salvezza dell’uomo comprende due fatti insieme: la liberazione dal peccato e la comunicazione della vita divina.

  • CCC 457: “Il Verbo si è fatto carne per salvarci riconciliandoci con Dio”.

  • CCC 458: “Il Verbo si è fatto carne perché noi conoscessimo l’amore di Dio”.

  • CCC 459: “Il Verbo si è fatto carne per essere nostro modello di santità”.

  • CCC 460: “Il Verbo si è fatto carne perché noi diventassimo ‘partecipi della natura divina’ (2 Pt 1, 4)”.





Accostarci a Cristo non può che essere in primo luogo attraverso le Sacre Scritture Basti pensare alla famosa espressione di S. Girolamo, ripresa da DV 25, per cui «l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo».

  • Accostarci a Cristo non può che essere in primo luogo attraverso le Sacre Scritture Basti pensare alla famosa espressione di S. Girolamo, ripresa da DV 25, per cui «l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo».

  • L’importanza dell’AT per la conoscenza di Cristo è messa in luce innanzitutto da lui stesso in Lc 24,25-27.



I due discepoli sono immagine dell’estrema incomprensione davanti alla figura di colui che era considerato il Messia ed invece era morto miseramente in croce. L’incomprensione cristologica raggiunge qui il suo culmine.

  • I due discepoli sono immagine dell’estrema incomprensione davanti alla figura di colui che era considerato il Messia ed invece era morto miseramente in croce. L’incomprensione cristologica raggiunge qui il suo culmine.

  • Quello che occorre sottolineare è che Cristo rivela loro come tale incomprensione sia dovuta alla loro incapacità di comprendere le Scritture. Essi conoscono le Scritture, ma le interpretano male, secondo i loro schemi. Solo attraverso una corretta comprensione dell’AT possiamo riconoscere nel Gesù crocifisso il salvatore; in questi libri infatti «è nascosto il mistero della nostra salvezza» (DV 15). D’altro lato, una corretta comprensione della Scrittura è possibile soltanto alla“scuola” di Cristo.



L’economia dell’Antico Testamento era ordinata soprattutto a preparare, ad annunciare profeticamente (cfr. Lc 24,44; Gv 5,39; 1Pt 1,10) e a indicare attraverso varie figure (cfr. 1Cor 10,11) la venuta di Cristo redentore dell’universo e del suo regno messianico (DV 15).

  • L’economia dell’Antico Testamento era ordinata soprattutto a preparare, ad annunciare profeticamente (cfr. Lc 24,44; Gv 5,39; 1Pt 1,10) e a indicare attraverso varie figure (cfr. 1Cor 10,11) la venuta di Cristo redentore dell’universo e del suo regno messianico (DV 15).

  • L’AT prepara la venuta di Cristo e ci offre quindi una luce per comprenderne il mistero. Se i discepoli saranno confusi davanti alla morte del loro maestro è perché essi sono “stolti e duri di cuore” nel comprendere le Scritture (Lc 24,25-27).

  • L’AT illumina e spiega il NT: DV 16.



  • protovangelo (Gn 3, 15);

  • promessa ad Abraham (Gn 12) di dargli una terra e renderlo padre di un grande popolo; e che per la sua discendenza sarebbero state benedette tutte le nazioni della terra;

  • confermazione e rinnovazione della promessa fatta a diversi eletti, concretando l’ascendenza del Messia: discendente da Giacobbe, della tribù di Giuda, della famiglia di Davide.



Profezie sul Messia re:

  • Profezie sul Messia re:

  • 1) sarà figlio di Davide e il suo regno non avrà fine (Natan; 2 Sam 7, 2-16);

  • 2) speciale filiazione divina (Salmo 2);

  • 3) nascerà da una vergine e si chiamerà Emanuele, che significa “Dio con noi” (Is 7, 14).

  • Profezie sul Messia re e profeta: Mosè, tipo e figura di tutti i profeti. Dt 18, 15-19: Dio invierà un “altro profeta” come Mosè che insegnerà e guiderà il suo popolo. Is 61, 1-2: il Messia sarà unto da Dio con lo spirito dei profeti per annunziare la salvezza agli uomini.

  • Profezie sul Messia re e sacerdote: Salmo 109 (110): il Salvatore sarà sia re che sacerdote. Ma il suo sacerdozio non è secondo il levitico. Figura di Cristo: Melchisedec, re-sacerdote (cfr. Ebr 7, 3).

  • Profezie sul sacrificio di Cristo: Is 42, 49, 50, 52: canti sul “Servo di Yahvéh”; Salmo 21 (22): “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

  • Dan 7: il “Figlio dell’uomo” restaura il regno messianico.



Il nome del Messia proviene dall’ebreo “mashiah” che significa “unto”. Fu tradotto in greco come “christós” e latinizzato in “christus”.

  • Il nome del Messia proviene dall’ebreo “mashiah” che significa “unto”. Fu tradotto in greco come “christós” e latinizzato in “christus”.

  • Originariamente si applicava al re di Israele, unto con olio alla propria investitura. Fu applicato a Davide e alla sua dinastia; e anche ai consacrati per una missione ricevuta da Dio (sacerdoti ed eccezionalmente profeti).



Il Messia “che Dio dovrebbe inviare per instaurare definitivamente il suo Regno (...) dovrà essere unto dallo Spirito del Signore sia come re che come sacerdote (cfr. Zac 4, 14; 6, 13), ma anche come profeta (cfr. Is 61, 1; Lc 4, 16-21).

  • Il Messia “che Dio dovrebbe inviare per instaurare definitivamente il suo Regno (...) dovrà essere unto dallo Spirito del Signore sia come re che come sacerdote (cfr. Zac 4, 14; 6, 13), ma anche come profeta (cfr. Is 61, 1; Lc 4, 16-21).

  • Gesù compì la speranza messianica di Israele nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re” (CCC 436).



L’Incarnazionesignificato a tutta la storia. Cristo è il fondamento di tutta la storia precedente, che ha valore salvifico solo per mezzo di Lui e si ordina verso di Lui. Allo stesso modo Cristo è il fondamento di tutta la storia posteriore, che vive della grazia proveniente dalla sua opera redentrice.

  • L’Incarnazione dà significato a tutta la storia. Cristo è il fondamento di tutta la storia precedente, che ha valore salvifico solo per mezzo di Lui e si ordina verso di Lui. Allo stesso modo Cristo è il fondamento di tutta la storia posteriore, che vive della grazia proveniente dalla sua opera redentrice.



Nell’ammirevole piano della donazione che Dio fa di se stesso alla creatura, l’Incarnazione è l’evento centrale e culminante e Maria è stata colei che ha collaborato con la sua fede e con il suo amore all’unione di Gesù con l’umanità.

  • Nell’ammirevole piano della donazione che Dio fa di se stesso alla creatura, l’Incarnazione è l’evento centrale e culminante e Maria è stata colei che ha collaborato con la sua fede e con il suo amore all’unione di Gesù con l’umanità.

  • L’Incarnazione è opera della Trinità. Il Padre (Eb 10, 5; Gal 4, 4) la realizza per mezzo dello Spirito Santo (Lc 1, 35) con l’adesione con il Figlio (Fil 2, 7). Lo affermano S. Agostino e il IV Concilio Lateranense

  • Maria è veramente Madre di Dio. “In effetti, Colui che Lei ha concepito come uomo, per opera dello Spirito Santo, e che si è fatto veramente suo Figlio secondo la carne, non è altro che il Figlio eterno del Padre, la seconda persona della Santissima Trinità” (CCC 495)



Immagine perfetta di ogni creatura (Col 1, 15)

  • Immagine perfetta di ogni creatura (Col 1, 15)

  • Nuovo Adamo (Rm 5, 14)

  • Nostro modello perfetto (Fil 2, 5; 1 Gv 2, 6)

  • Venuto nella carne… (1 Gv 4, 2)

  • Senza peccato… (1 Gv 3, 5)



È superiore alla Legge: Signore del sabato (Mt 12, 1-8).

  • È superiore alla Legge: Signore del sabato (Mt 12, 1-8).

  • È superiore ai profeti e ai re (Giona e Salomone: Mt 12, 41-42).

  • Perdona i peccati, potere esclusivo di Dio.

  • Si equipara a Dio in autorità (“...Ma Io vi dico...”).

  • Chiede fede (Gv 14, 1) e amore al di sopra di tutto (Mt 10, 37) che solo Dio può esigere, e la sua professione è requisito necessario per la salvezza (Mt 10, 32).

  • Chiede anche che si doni la vita per Lui (Lc 17, 33).







Prologo del Vangelo di San Giovanni;

  • Prologo del Vangelo di San Giovanni;

  • Rm 9, 5: “il quale è sopra tutte le cose, Dio benedetto per i secoli”;

  • Fil 2, 5-8: “essendo di condizione divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio...”;

  • Tt 2, 13-14: “aspettiamo la manifestazione gloriosa del gran Dio (...) Gesù Cristo”.



S. Clemente Romano:scettro della Maestà di Dio” (Lettera ai Corinti, 96-98);

  • S. Clemente Romano:scettro della Maestà di Dio” (Lettera ai Corinti, 96-98);

  • S. Ignazio di Antiochia:Dio vivente nella carne” (Lettera agli Efesini, ~100) e “Figlio unico di Dio” (Lettera ai Romani, ~100);

  • S. Policarpo:Cristo è Dio Figlio” (Lettera ai Filippesi, 107-108);

  • S. Giustino:Cristo è il Verbo [che] come primogenito di Dio, è Dio” (Apologia, ~140);








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