E … state in parrocchia 2007 Le origini


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Sana14.08.2018
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E … state in parrocchia 2007

  • Le origini


Anno 863 d. C.

  • Il Rapace attacca Calatia



Ma che storia è? ….



Calatia







Nata da un piccolo villaggio dell’età del ferro, si era rapidamente ingrandita per la sua posizione strategica, posta com’era ai limiti delle zone montuose del Sannio e la pianura campana, fino a raggiungere un’estensione di circa 15 ettari.

  • Nata da un piccolo villaggio dell’età del ferro, si era rapidamente ingrandita per la sua posizione strategica, posta com’era ai limiti delle zone montuose del Sannio e la pianura campana, fino a raggiungere un’estensione di circa 15 ettari.



La città cominciò a decadere dal I sec. d. C. quando Cesare vi installò una colonia di veterani.

  • La città cominciò a decadere dal I sec. d. C. quando Cesare vi installò una colonia di veterani.

  • La distruzione definitiva avvenne nell’anno 863 ad opera del condottiero longobardo, Pandone il Rapace.





Macerata

  • In pianura tra i vari villaggi, nacque quello di Macerata, a poca distanza dalle rovine di Calatia.



Era un villaggio campestre, composto da semplici capanne di paglia e legno, come ce n’erano tanti nelle campagne dell’Alto Medioevo.

  • Era un villaggio campestre, composto da semplici capanne di paglia e legno, come ce n’erano tanti nelle campagne dell’Alto Medioevo.





Le capanne

  • La struttura delle capanne era fatta con pali, il tetto era coperto di paglia e rami, le pareti erano innalzate intrecciando canne o rami flessibili ricoperti di fango o terreno argilloso: era una protezione molto fragile e provvisoria.





La chiesa

  • Il solo edificio in muratura era la chiesa o cappella che ospitava le cerimonie religiose e proteggeva gli abitanti da fenomeni atmosferici eccezionali o da assalti di poca importanza.





La Bolla

  • Di Macerata ormai è rimasto solo il nome.

  • Un documento che risale alla primavera dell’anno 1113 nomina per la prima volta questo villaggio.

  • E’ la famosa Bolla di Senne o Sennete, vescovo metropolita di Capua. Egli, con questo scritto, concede per sempre 133 chiese del territorio casertano al vescovo Rainulfo (1100?-1129).



Nella Bolla tra le altre chiese vengono nominate “ … Ecclesiam Sancti Clementis, Ecclesiam Sanctae Mariae, Ecclesiam S. Stephani quae sunt in loco Macerata …” (le chiese di san Clemente, la chiesa di santa Maria, la chiesa di Santo Stefano che sono nella località Macerata).

  • Nella Bolla tra le altre chiese vengono nominate “ … Ecclesiam Sancti Clementis, Ecclesiam Sanctae Mariae, Ecclesiam S. Stephani quae sunt in loco Macerata …” (le chiese di san Clemente, la chiesa di santa Maria, la chiesa di Santo Stefano che sono nella località Macerata).



Da Macerata a San Clemente

  • Per motivi sconosciuti, ma forse perché troppo esposto, il villaggio intorno alla chiesa di santa Maria fu abbandonato e rimase in piedi solo la chiesetta.



Santo Stefano

  • Gli abitanti si trasferirono in un'altra zona vicina, intorno alla chiesa di santo Stefano, proprio all’imbocco della cupa della mamma e della figlia, dietro l’attuale campo di baseball: era una posizione strategica perché permetteva di raggiungere rapidamente la collina in caso di bisogno.



Le Case vecchie

  • Ma già nel Seicento quella zona venne chiamata “le case vecchie”, a testimonianza del fatto che anche quel posto era stato abbandonato. La stessa chiesa di santo Stefano si deteriorò a tal punto che alcuni documenti del Settecento dicono che all’epoca vi rimanevano solo “pochi avanzi”.



San Clemente

  • Il villaggio fu trasferito attorno alla chiesa di San Clemente e man mano si ingrandì nell’area dell’attuale via Cittadella e via Daniele, fino a diventare l’attuale abitato.



Un’ultima cosa … Che significa il nome Macerata?

  • I Romani dividevano il territorio ocupato in quadrati regolari (la cosiddetta “centuriatio”), che venivano assegnati a soldati o privati.

  • Questo lavoro era fatto da appositi funzionari, gli agrimensori.



Ai limiti dei quadrati di terreno spesso sorgevano sentieri o addirittura strade. Per segnare gli incroci più importanti, gli agrimensori lasciavano cumuli di macerie, in latino “màcera”.

  • Ai limiti dei quadrati di terreno spesso sorgevano sentieri o addirittura strade. Per segnare gli incroci più importanti, gli agrimensori lasciavano cumuli di macerie, in latino “màcera”.

  • Probabilmente il villaggio, costruito all’incrocio di due strade di campagna, prese il nome da questo cumulo di macerie che vi si trovava.




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