Il Leone o La Gazzella


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Sana14.08.2018
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Il Leone o La Gazzella

  • Il Leone o La Gazzella

  • Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: l'importante è correre



Discrepanza tra caratteristiche morfo funzionali e sport praticato

  • Discrepanza tra caratteristiche morfo funzionali e sport praticato

  • Scarsa progettazione dell’attività di allenamento e gara

  • Esecuzione scorretta del gesto

  • Approccio psicologico patologico

  • Errata gestione dell’infortunio





E' opportuno superare la definizione di "atlopatia". Le differenze principali tra la patologia da sport e quella più genericamente riscontrabile in soggetti non praticanti riguardano: la frequenza con cui si possono riscontrare alcuni quadri patologici e l’eziopatogenesi degli stessi, che spesso sono dipendenti dalla attività di allenamento e gara ed in relazione al tipo di sport praticato

  • E' opportuno superare la definizione di "atlopatia". Le differenze principali tra la patologia da sport e quella più genericamente riscontrabile in soggetti non praticanti riguardano: la frequenza con cui si possono riscontrare alcuni quadri patologici e l’eziopatogenesi degli stessi, che spesso sono dipendenti dalla attività di allenamento e gara ed in relazione al tipo di sport praticato



ALTERAZIONI MICRO-CIRCOLO E DRENAGGIO VENO-LINFATICO

  • ALTERAZIONI MICRO-CIRCOLO E DRENAGGIO VENO-LINFATICO

  • STASI METABOLITI PRO- INFIAMMATORI LESIVI

  • STIMOLO MACROFAGICO E FLOGOSI CRONICA CELLULO-MEDIATA

  • DEGENERAZIONE CELLULARE CON FENOMI RIPARATIVI FIBROTICI



Fattori intrinseci:

  • Fattori intrinseci:

    • anomalie anatomiche (malallineamenti)
    • asimmetria degli arti inferiori
    • squilibri muscolari
    • rigidità muscolo-tendinea
    • sovrappeso


Fattori estrinseci:

  • Fattori estrinseci:

    • carico eccessivo sul corpo (velocità, n° di ripetizioni, tipo di movimento)
    • errori di esecuzione del movimento
    • condizioni ambientali (umidità, temperatura)
    • equipaggiamento (scarpe, attrezzatura, etc.)


Gareggiano troppo spesso

  • Gareggiano troppo spesso

  • Svolgono allenamenti troppo tirati

  • Recuperano poco

  • Saltano o esagerano con allenamenti di

  • forza generale o specifica

  • Non pianificano

  • Non curano la tecnica di corsa



Discontinuità di allenamento

  • Discontinuità di allenamento

  • Recupero troppo elevato tra un allenamento e

  • l’altro: in pratica si allenano 1-2 volte a settimana ma è troppo poco.

  • Troppo tutto insieme: invece di correre 3 volte a settimana x 40minuti corrono 1 volta 1h e 30’



Sempre lo stesso ritmo.

  • Sempre lo stesso ritmo.

  • Seguono il gruppo

  • Corrono solamente

  • Non abbinano lo stretching e i lavori di forza generale in palestra o a carico naturale

  • Pause periodiche troppo lunghe: 3 mesi allenamento 1 mese fermi



Nella scelta delle scarpe dobbiamo tener presente 4 criteri fondamentali:

  • Nella scelta delle scarpe dobbiamo tener presente 4 criteri fondamentali:

  • 1 Utilizzo che se ne intende fare

  • (allenamento, gara ecc)

  • 2 Il proprio livello (il ritmo al quale si corre)

  • 3 Il proprio peso

  • 4 la presenza di eventuali difetti di appoggio



Superleggere: scarpe veloci flessibili e reattive. Peso 250gr poco dislivello tra avampiede e tallone quasi sempre piatte. Indicate per gare su strada ad atleti leggeri e veloci

  • Superleggere: scarpe veloci flessibili e reattive. Peso 250gr poco dislivello tra avampiede e tallone quasi sempre piatte. Indicate per gare su strada ad atleti leggeri e veloci

  • Intermedie:peso tra 250 e 290 gr

  • buon controllo e movimento e flessibilità, buon ammortizzamento. Gli atleti più leggeri e in forma la usano per allenamento i podisti più pesanti e meno veloci per la gara



Massimo ammortizzamento: da 300 gr in su buon dislivello tra avampiede e tallone per salvaguardare tendini e articolazioni. Utili per corridori che utilizzano plantari.

  • Massimo ammortizzamento: da 300 gr in su buon dislivello tra avampiede e tallone per salvaguardare tendini e articolazioni. Utili per corridori che utilizzano plantari.

  • Stabili: peso tra 300 e 400gr

  • strutturate in modo da correggere l’eccesso di pronazione, buona ammortizzazione







  • Centro di gravità dietro al piede di appoggio

  • Appoggio in flessione plantare Iperestensione del ginocchio con contrazione dei flessori e del t. d’Achille

  • Sovraccarico del comparto esterno



Sindrome dolorosa dei peronei secondaria a reiterati movimenti di inversione del piede contro resistenza che provocano una lesione longitudinale su base cronica dei tendini (generalmente il t. peroneo breve)

  • Sindrome dolorosa dei peronei secondaria a reiterati movimenti di inversione del piede contro resistenza che provocano una lesione longitudinale su base cronica dei tendini (generalmente il t. peroneo breve)

  • Favorita da:

  • •piede cavo

  • •eccessiva pronazione o supinazione





Contrazioni eccentriche nella fase di atterraggio•Tensione eccessiva m. ischiocrurali•Insufficienza e/o fatica del quadricipite•Eccessiva torsione tibiale (iperpronazionedel piede -fatica muscolare)•Anomalie apparato estensore (malallineamento femoro-rotuleo rotula alta ipermobile

  • Contrazioni eccentriche nella fase di atterraggio•Tensione eccessiva m. ischiocrurali•Insufficienza e/o fatica del quadricipite•Eccessiva torsione tibiale (iperpronazionedel piede -fatica muscolare)•Anomalie apparato estensore (malallineamento femoro-rotuleo rotula alta ipermobile



  • •MALALLINEAMENTI–iperpronazione–ipopronazione–retropiede varo-valgo–tibia vara•



  • ALTERATE ESCURSIONI ARTICOLARI–limitazione della sottoastragalica

  • Limitazione della tibio-tarsica



  • Eterometrie•

  • Tensione/retrazione tricipite surale-forza torsionale eccentrica diminuita•

  • Deformita’di Haglund(pseudohaglund: osteofita reattivo)•

  • Avampiede varo



eccessiva tensione del

  • eccessiva tensione del

  • plantare gracile

  • (tibia vara, calcagno varo)

  • • accentuata prominenza

  • della apofisi posteriore

  • del calcagno

  • • attrito con la calzatura













Oltre l’80% degli sportivi praticanti agonisti e non si rivolgono al medico specialista dopo un lungo iter tra fisioterapisti, massaggiatori, chiropratici, osteopati, agopuntori, sciamani e stregoni

  • Oltre l’80% degli sportivi praticanti agonisti e non si rivolgono al medico specialista dopo un lungo iter tra fisioterapisti, massaggiatori, chiropratici, osteopati, agopuntori, sciamani e stregoni

  • RISULTATO: nell’80% dei casi il quadro patologico che affronta lo specialista è rappresentato dalla riacutizzazione di un danno cronicizzato



Terapia fisica: ghiaccio, Laser, Ionoforesi,

  • Terapia fisica: ghiaccio, Laser, Ionoforesi,

  • U.S., tecarterapia, ipertermia, O.U.

  • Terapia manuale:

  • Massaggio decontraturante

  • Massaggio tipo Cyriax del tendine

  • Esercizio fisico

  • Correzione di fattori predisponenti



Il tendine è costituito da tessuto capace di adattare la sua struttura e le sue caratteristiche meccaniche alle necessità funzionali.

  • Il tendine è costituito da tessuto capace di adattare la sua struttura e le sue caratteristiche meccaniche alle necessità funzionali.

  • Quindi il trattamento e la prevenzione delle patologie tendinee potrà attuarsi attraverso un protocollo specifico progressivo che permetta l’adattamento necessario a mantenere l’integrità strutturale.



Il Riposo è riposo

  • Il Riposo è riposo

  • In alcun giorni il miglior allenamento è non allenarsi affatto

  • Deve essere inserito dopo una giornata di allenamento duro e deve essere osservato se si è infortunati



Recovery o Recupero

  • Recovery o Recupero

  • Lavoro a bassa intensità

  • Da seguire dopo una giornata di “Carico” o dopo la gara



Si tratta di patologie molto frequenti e correlate a:

  • Si tratta di patologie molto frequenti e correlate a:

  • •Preparazione atletica

  • •Gesto specifico

  • •Livello di attività agonistica



Dal loro corretto inquadramento clinico, strumentale ed anatomo-patologico dipende l’opportuna strategia terapeutica ed il ritorno all’attività agonistica

  • Dal loro corretto inquadramento clinico, strumentale ed anatomo-patologico dipende l’opportuna strategia terapeutica ed il ritorno all’attività agonistica








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