Il partenariato azienda Ospedaliera di Cremona dsm e uonpia


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Sana10.07.2018
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IL PARTENARIATO

  • Azienda Ospedaliera di Cremona - DSM e UONPIA

  • Azienda Ospedaliera di Crema - DSM e UONPIA

  • Uffici di Piano di Crema

  • Uffici di Piano di Cremona

  • Uffici di Piano di Casalmaggiore

  • Provincia di Cremona

  • CSA – Ufficio Scolastico Provinciale

  • Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro

  • Consorzio SOLCO di Cremona

  • Consorzio Coop. Sociale Arcobaleno di Crema

  • Consorzio Cooperative Solidali casalasche

  • CARITAS di Crema

  • ANFFAS di Crema

  • ANFFAS di Cremona

  • Associazione DiDiAPsi di Cremona

  • Associazione Diversabilità Onlus di Ripalta Cremasca

  • Centro di Riabilitazione Equestre di Crema





IL MANDATO

  • Progetto a valenza provinciale…

  • …con attenzione particolare alla fascia giovani- adulti…..

  • .. che valorizzasse le risorse già presenti sul territorio…

  • ..... “portatore” di un pensiero esteso alla comunità, non solo tecnicistico



I PRINCIPALI NODI CRITICI

  • I PRINCIPALI NODI CRITICI

  • la discontinuità assistenziale, con segmentazione delle risposte;

  • la disomogeneità degli interventi ( per contesto, per area territoriale );

  • la limitatezza nelle risorse dedicate , sia umane, che strumentali;

  • la carenza specifica di risposte sulla età giovane/adulta in riferimento alla stanchezza-logoramento familiare.



IMPIANTO PROGETTUALE 3 AREE



PROGETTO ORMA

  • COS’È:

  • un modello organizzativo d’intervento di rete,

  • da sperimentare

  • e sostenere nel tempo

  • COSA NON È:

  • l’unica risposta

  • a tutti i bisogni del territorio in materia di autismo



DUE DIRETTRICI



MODELLO DI SISTEMA



L’EDUCAZIONE

  • L’educazione è fondamentale per il trattamento delle disabilità dei bambini con autismi

  • Serve però un’educazione “ad hoc” , che insegni al bambino le abilità di cui è carente



L’EDUCAZIONE STRUTTURATA

  • Per favorire l’apprendimento:

  • utilizzare il canale visivo come supporto

  • strutturare il materiale per le attività

  • organizzare lo spazio

  • ( lavoro, relax )

  • strutturare il tempo scandendo le attività



“Un sistema per organizzare spazio, cambiare attività, struttura, sistemi studio-lavoro, che facilitano l’apprendimento di compiti, e per organizzare il materiale al fine di promuovere l’indipendenza degli studenti”

  • “Un sistema per organizzare spazio, cambiare attività, struttura, sistemi studio-lavoro, che facilitano l’apprendimento di compiti, e per organizzare il materiale al fine di promuovere l’indipendenza degli studenti”

  • ( da “Apprendimento e cognizione” Schopler, Mesibov,Heansy )



I PROTAGONISTI



LA “CASA”: TORLINO

  • Il luogo dell’accoglienza

  • Il luogo delle famiglie

  • Il luogo delle associazioni

  • Il luogo degli apprendimenti

  • Il luogo delle attività

  • La “scuola di vita”



I SERVIZI SANITARI

  • Lavoro sulle competenze: strumenti diagnostici, nuovi approcci al trattamento

  • I protocolli comuni

  • Le sinergie di “cura” con i luoghi di vita: generalizzazione

  • L’intercettazione precoce: il lavoro con i Pediatri ed i Nidi

  • Le partnership con il Privato



LA SCUOLA

  • Il protocollo interistituzionale d’integrazione scolastica

  • La sperimentazione

  • I confronti con altre realtà

  • Le sinergie con i servizi territoriali

  • Lo stage intensivo

  • La formazione sul campo



L’INFORMAZIONE

  • L’autismo è uno dei disturbi più invalidanti e complessi dell’età evolutiva, che causa disabilità sociale, comunicativa e cognitiva

  • E’ una condizione difficile da comunicare e da comprendere, se non la si conosce da vicino



L’INFORMAZIONE

  • Oggi l’autismo è considerato un DISTURBO GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO delle funzioni cerebrali che impedisce al soggetto l’organizzazione e la comprensione delle infomazioni L’autismo non è una malattia, è una grave disabilità generalmente le persone autistiche presentano anche difficoltà di apprendimento,difficoltà ad attribuire al mondo lo stesso significato che darebbe la maggior parte delle persone anche l’apprendimento presenta caratteristiche specifiche:a volte lento,discontinuo, diverso da bambini con altre difficoltà di apprendimento



FORMAZIONE

  • Corso ADOS clinico e ricerca – D.ssa Alaya -c/o Fondazione Sospiro

  • dal 19 al 23 ottobre 2009

  • 80 partecipanti

  • Convegno sullo screening precoce della sindrome autistica – Scala CHAT

  • 14 novembre 2009

  • c/o Azienda Ospedaliera di Cremona

  • 86 partecipanti

  • Seminario Ufficio Scolastico Provinciale

  • 18 dicembre 2009

  • d.ssa Dallavecchia con il gruppo di lavoro sul protocollo

  • ( 21 partecipanti)



FORMAZIONE



FORMAZIONE

  • Cremona, 13 aprile

  • Seminario Ufficio Scolastico Provinciale

  • Prof.ssa Costa

  • con il gruppo di lavoro sul protocollo

  • Crema, 5 maggio 2010

  • Convegno”Autismo: su chi posso contare?”

  • Cremona Inclusiva

  • 6 maggio

  • Interventi sul Progetto ORMA

  • sul protocollo scolastico e workshop sull’intervento di Fondazione Sospiro con la scuola



FORMAZIONE

  • In preparazione

  • 23-24 Settembre 2010 corso PEP-3

  • Da ottobre eventi distrettuali per Pediatri ed Asili Nido

  • Stage intensivo presso Spazio Autismo di Bergamo

  • In autunno formazione per gli operatori scolastici

  • A fine anno Convegno conclusivo di fine progetto



DIMENSIONE SANITARIA

  • Significativo è il riconoscimento che l'efficacia dell'intervento riabilitativo è strettamente connessa alla continuità d'approccio nei luoghi di vita quotidiani

  • Gli esiti operativi dell'Accordo nel Distretto di Cremona convincono sulle opportunità aperte dall'integrazione fra risorse e competenze pubbliche e private in tema di trattamento

  • Criticità dell'adesione progettuale

  • isorisorse da parte dei Servizi pubblici



DIMENSIONE SOCIALE

  • Titolarità della presa in carico:

  • progetto di vita (art.14 Legge 328/2000)

  • Baricentro del sistema riportato

  • sulla risposta al bisogno

  • Cruciali le forme d’intervento flessibili,

  • non solo interventi “standard”

  • Condivisione fra Ambiti diversi del modello di case management

  • in capo al sociale

  • Cruciale è anche la condivisione

  • di strumenti valutativi

  • (cartella sociale informatizzata )

  • Apertura a forme gestionali nuove



DIMENSIONE EDUCATIVA

  • Coltivare il continuum fra “cura” ed “educazione”

  • Sviluppare sinergie con le competenze dei servizi ( no rischio colonizzazione )

  • Ridurre lo scarto fra l’ideologia dell’integrazione e le prassi quotidiane

  • Il valore dei coetanei come tutor

  • Il piccolo gruppo come fonte di apprendimento

  • Aumentare il dialogo fra gli operatori di base ed i dirigenti (il paradosso delle Autonomie)



RIFLESSIONI



PROSPETTIVE



GRAZIE PER L’ATTENZIONE!




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