Il partigiano di rignano flaminio


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IL PARTIGIANO 

DI RIGNANO FLAMINIO

Felice 

Platone


La famiglia Platone è originaria dell’Astigiano, ma Felice nasce a Rignano Flaminiol’11 novembre 

del 1896, dove il padre Giovanni si era trasferito per lavoro, dove ha incontrato e poi sposato 

la mamma di Felice, Rita Guizzi e dove crescerà il figlio.


Oramai adulto, Felice si laurea in giurisprudenza e sente il dovere di partire volontario nella 

prima guerra mondiale dove dà prova di coraggio e di determinazione e viene ferito due volte. 

Indicato per la medaglia d’argento sul campo, rifiuta il riconoscimento perché 

l’onorificenza non viene estesa ai suoi soldati. E’questa la prima testimonianza 

pubblica della tempra e della dignità di Felice Platone.


L’onorificenza rifiutata

Felice Platone allo scoppio della 1° Guerra Mondiale si arruola come volontario in 

Artiglieria e viene mandato a specializzarsi alla scuola di formazione del nuovo Corpo dei 

Bombardieri a Susegana. Ne esce con i gradi di Tenente ed è immediatamente mandato al fronte 

alla testa di un plotone che ha l’incarico di gestire una batteria di 12 bombarde. 

Con i suoi uomini partecipa alle più importanti battaglie sull’Isonzo e nel giugno del 1917 

alla battaglia di Ortigara, dove per la prima volta le bombarde vengono usate su terreno 

montagnoso. Durante la disfatta di Caporetto mantiene la posizione ad oltranza, incitando il 

suo plotone a resistere e poi lo guida in un estremo tentativo di attacco, tanto avanzato 

che una granata lanciata dalla trincea nemica lo colpisce alle spalle. 

Immediatamente soccorso dai suoi uomini è portato in salvo. Subirà una tremenda operazione 

alla schiena e l’estrazione di innumerevoli schegge conficcate vicino ai polmoni, ma nella 

confusione generale subirà anche l’accusa infamante di “viltà” con il differimento al 

Tribunale Straordinario, essendo stato colpito alla schiena e quindi ritenuto “in fuga”. 

Saranno i suoi stessi soldati e sottufficiali a scagionarlo e a evidenziare le sue doti di 

comandante coraggioso e leale, tanto che la sentenza si ribalta e gli viene assegnata la 

medaglia d’argento al valore. Ma Felice, che nel frattempo si sta faticosamente riprendendo, 

rifiuta di ritirare l’onorificenza se non verrà estesa anche a tutti i suoi soldati. 

La medaglia non verrà mai ritirata.


Nel dicembre 1921 Felice Platone si 

trasferisce ad Asti, dove esercita 

la professione di avvocato. 

Il 26 novembre 1923 sposa Maria 

Viarengo, da cui ha le figlie Elena 

e Amelia.

Aderisce al partito comunista 

clandestino e, sotto il regime, 

viene ammonito e cancellato 

dall’albo dei curatori di 

fallimento, ma non subisce altre 

restrizioni salvo il danneggiamento 

della targa dell’ufficio.


Nel 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale, viene richiamato con il grado di maggiore 

di artiglieria ed è maestro e guida dei suoi soldati e ufficiali, con cui mantiene un rapporto 

costante, anche dopo la guerra. All’8 settembre  decide di resistere qualche giorno ma in 

mancanza di ordini superiori lascia liberi i suoi sottoposti e si dà alla macchia. 

Si rifugia a Rignano Flaminio dove, aiutato dal cugino Virginio Badiali

trova un nascondiglio nei pressi di Coniunte.



Tornato ad Asti prende contatti con esponenti del partito comunista per preparare la 

Resistenza. Opera con il nome di battaglia di Filosofo o Gamba nelle brigate “Garibaldi”. 

Viene designato a rappresentare il partito comunista nel primo Comitato di Liberazione 

nazionale e poi va ad occuparsi del Comando di piazza e dei contatti con gli Alleati.



Il Sindaco 

della 


Liberazione

Il 25 aprile 1945 il Comitato di 

liberazione nazionale nomina sindaco 

l’avvocato comunista Felice Platone 

con una giunta composta da tutti i 

partiti antifascisti. Quello stesso 

giorno Felice Platone, il sindaco 

della Liberazione, come verrà sempre 

chiamato e ricordato, si rivolge 

direttamente al popolo affermando che 

è iniziata la rinascita. 

Prevede che sarà un’opera lunga e 

difficile che richiede il concorso di 

tutti, e confida che la cittadinanza 

accolga il suo appello con pieno 

senso di consapevolezza e di 

responsabilità. 

Da quel momento Platone avrà un 

rapporto diretto e costante con i 

cittadini, che lo rispettano per la 

sua onestà e ripongono fiducia 

nelle sue capacità.Verrà riconfermato 

sindaco nelle prime elezioni a 

suffragio universale del marzo 1946.



Felice Platone è sindaco della città di Asti dal 1945 al 1951, in un periodo particolarmente 

drammatico con problemi sociali ed economici molto gravosi, complicati dallo scontro 

ideologico tra le forze politiche. Il suo primo obiettivo diventa quello di garantire i 

diritti dei cittadini, soprattutto dei più bisognosi. 

Si impegna nella ricostruzione postbellica per riportare alla normalità la città, far 

funzionare le fabbriche nonostante la mancanza delle materie prime e dei combustibili

provvedere all’approvvigionamento alimentare della popolazione afflitta dalla povertà. 

Affronta con determinazione, anche se con forti ristrettezze di bilancio, la disoccupazione, 

la mancanza di alloggi popolari, attiva i servizi sanitari, l’assistenza sociale e 

interviene per l’edilizia scolastica.

Durante l’alluvione del 1948, il sindaco affronta i gravissimi problemi con coraggio

abnegazione personale e attenzione ad evitare abusi e ingiustizie nella distribuzione degli 

aiuti. La riqualificazione del quartiere più povero e più colpito diventa la priorità della 

sua amministrazione come l’affannosa richiesta di aiuti statali, che non giungono 

tempestivamente e in misura adeguata alle richieste. Dedica tempo e attenzione ai cittadini, 

come documentano le sue note dettagliate autografe, dove segnala persone che incontra e i 

loro bisogni.

Dotato di una ricca formazione culturale e politica, Platone ha una concezione avanzata 

delle problematiche amministrative con una visione non localistica. Impegna spesso il 

Consiglio comunale sui temi di politica nazionale e internazionale e soprattutto sulla pace, 

essendo ancora vivo il pericolo di una guerra atomica.

Platone ha la tempra del combattente ed esercita con autorità il suo mandato di Sindaco, 

mantenendo anche una certa autonomia dal suo partito, grazie al suo forte ascendente. Non 

abusa mai del suo ruolo né gode di alcun beneficio. E’ uomo di specchiata onestà, 

riconosciuta anche dagli avversari politici nel clima conflittuale della guerra fredda.


Durante il suo mandato amministrativo Platone commissiona studi per 

uno sviluppo produttivo della città, dai quali emerge l’indicazione 

che sarà l’economia del vino il motore della ripresa economica.


Il Sindaco progetta importanti piani di opere pubbliche con la priorità di creare nuovi posti di 

lavoro e opera un riassetto urbanistico della città con interventi di abbellimento, ammodernamento 

e dotazione di infrastrutture, per dare ad Asti una dimensione adeguata al ruolo di capoluogo. 

Pertanto, valorizza l’identità storica e culturale della città assumendo come riferimento Vittorio 

Alfieri, per lo spirito di libertà e per la rilevanza a livello internazionale. 

Nonostante i danni dell’alluvione ancora incombenti, conferma le celebrazioni del bicentenario 

della nascita che si svolgono regolarmente nel 1949 con risonanza in Italia e all’estero e la 

partecipazione del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.



Per la grande popolarità guadagnata come Sindaco della Liberazione e per le sue capacità politiche, 

Felice Platone viene candidato e eletto all’Assemblea Costituente. Nei suoi interventi in 

Parlamento il deputato Platone si dimostra molto competente, soprattutto in diritto amministrativo

sostenendo l’esigenza improcrastinabile di un’urgente definizione dei rapporti 

tra Stato e enti locali, come un convinto difensore della loro autonomia contro 

il centralismo statale e la burocrazia.

La presenza a Roma gli consente di rivedere il cugino Virginio Badiali, nel frattempo 

diventato anche lui sindaco di Rignano Flaminio nel 1946.



Felice Platone muore ad Asti l’8 ottobre 1962. 

Per sua volontà, l’annuncio del decesso è dato a funerali avvenuti. 

Viene ricordato con cordoglio unanime per le sue capacità, la sua umanità 

ela sua passione politica, unite alla generosità e all’adamantina onestà.



Buon 25 aprile 2016

in memoria di Felice Platone, il padre costituente rignanese di nascita

 

Il 25 aprile del 1945 è una data storica per il nostro paese. 



È il giorno che ha permesso all’Italia di liberarsi dall’occupazione nazifascista. 

Quel giorno rappresenta il riscatto della democrazia. 

Democrazia scritta con il sangue di tante persone che, facendo parte di formazioni partigiane diverse tra 

loro, hanno sacrificato la loro vita pur di dare al proprio Paese una prospettiva di libertà e di speranza. 

La Carta Costituzionale, vale a dire l’insieme dei valori fondanti su cui il tessuto civile, culturale e sociale 

dell’Italia si riconosce, sorta proprio a seguito della Liberazione, porta la firma anche di un nostro 

concittadino, uomo politico di cosi alto spessore da essere annoverato tra le fila dei padri della Patria.

Felice Platone, nato a Rignano, eroe delle due guerre, combattente nella Brigata Garibaldi, successivamente 

Sindaco della città di Asti e membro, appunto, dell'Assemblea Costituente. 

Dedicando il giorno della Liberazione ad uno dei padri fondatori della Repubblica, Rignano Flaminio intitola il 

vialetto di fronte al Municipio, accanto a piazza Giacomo Matteotti, altro personaggio chiave della storia 

d’Italia, proprio a Felice Platone, che ad Asti è ricordato come il “Sindaco della Liberazione”, con l’intento di 

tramandare soprattutto alle nuove generazioni il suo ricordo.

Valorizzare, promuovere e divulgare la memoria storica del proprio paese è compito di un’Amministrazione 

attenta e sensibile.  Buon 25 aprile, dunque, in memoria di Felice Platone. 

Fabio Di Lorenzi

Sindaco

Stefano Pucci



Assessore

Questa Pubblicazione è stata realizzata a cura dell’Assessorato alle Attività Produttive, all’Ambiente e alla 

Promozione del Territorio del Comune di Rignano Flaminio, nell’ambito del progetto “Gente di Giano”.

Un doveroso Ringraziamento va a Laurana Laiolo per i testi e a Maurizio Conte per le illustrazioni che hanno 

messo a disposizione in maniera del tutto disinteressata. 

Un Ringraziamento particolare va anche a Rita Castellana e a Rodolfo Passagrilli.

INFO: Stefano.pucci@comune.rignanoflaminio.rm.it




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