Indice della relazione Premessa: un bilancio utile, complesso e problematico


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Sana14.08.2018
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Indice della relazione

  • 1. Premessa: un bilancio utile, complesso e problematico

  • 2. Unità: da tanti Stati preunitari a un solo Stato italiano

  • 3. Indipendenza/sovranità: da dominazioni/predomini stra-

  • nieri alla sovranità nazionale

  • 4. Laicità: dallo Stato confessionale allo Stato laico

  • 5. Democrazia: i processi di democratizzazione fra conqui-

  • ste e regressioni

  • 6. Problemi aperti: quali priorità? Un esempio di elenco per-

  • sonale

  • 7. Riferimenti bibliografici



Premessa: un bilancio utile, ma complesso e problematico

  • 1.1 Utilità, complessità e problematicità di un

  • bilancio

  • 1.2 Processi di unificazione nazionale e di

  • democratizzazione



1.1 Utilità, complessità e problematicità di un bilancio

  • 1.1.1 Utilità del bilancio

  • 1.1.2 Complessità e problematicità del bilan-

  • cio



1.1.1 Utilità del bilancio

  • 1.1.1.1 La storia è maestra di vita solo per

  • chi non la dimentica e sa interpretarla

  • 1.1.1.2 Un bilancio sensato è una selezione

  • critica di punti fermi e problemi aperti

  • 1.1.1.3 La democrazia è un patrimonio e un

  • processo aperto e non irreversibile



1.1.1.1 La storia è maestra di vita solo per chi sa interpretarla

  • Se non si conosce il passato e non ci si orienta nel presen-

  • te, non si può progettare bene il futuro.

  • La storia è maestra di vita solo per chi non la rimuove/di-

  • mentica, ma ha la pazienza di studiarla e la competenza di

  • interpretarla.

  • Si possono imparare tante cose dai nostri predecessori, sia

  • dagli errori (per non ripeterli), sia dalle conquiste (per sal-

  • vaguardarle, perfezionarle e trasmetterle alle future gene-

  • razioni), sia dai loro progetti (per attuarli), sia dai loro ideali,

  • se validi (per incarnarli in processi effettivamente sostenibi-

  • li).



1.1.1.2 Un bilancio sensato è una selezione critica di eredità e problemi

  • Un bilancio storico sensato è una selezione

  • critica di

  • - punti fermi da cui ripartire, eredità da as-

  • sumere e trasmettere, patrimoni da salva-

  • guardare, valorizzare, ampliare e diffondere;

  • problemi aperti, da affrontare lucidamente,

  • cercando di evitare gli errori del passato.



1.1.1.3 La democrazia è un patri- monio e un processo aperto (I)

  • Nessun processo storico (tanto meno un processo

  • di democratizzazione) è ineluttabile e irreversibile.

  • Le conquiste democratiche sono il risultato del-

  • l’impegno e delle lotte di uomini e donne del pas-

  • sato, a cui dobbiamo riconoscenza e di cui dobbia-

  • mo assumere e trasmettere l’eredità.

  • La democrazia è una pianta giovane e delicata,

  • che va coltivata attentamente.



1.1.1.3 La democrazia è un patri- monio e un processo aperto (II)

  • “La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da

  • sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: per-

  • ché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna

  • metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse,

  • la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costitu-

  • zione è l’indifferenza alla politica.

  • […] Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere

  • giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame

  • nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le stra-

  • de di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché la libertà e

  • la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto

  • che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è

  • un testamento di centomila morti”.

  • Piero Calamandrei, La Costituzione e la gioventù, discorso del 26 gennaio

  • 1955 (Società Umanitaria di Milano); la sua registrazione è scaricabile da

  • www.territorioscuola.com/youtube/index.php?key=%22Piero+Calamandrei%22

  • +%22Università+di+Milano+1955+parte+*%22



1.1.1.3 La democrazia è un patri- monio e un processo aperto (III)

  • “Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella

  • Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che […]

  • può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli di-

  • venti realtà […]. […] non bisogna lasciarsi vincere dallo scoramento.

  • […] durante la Liberazione e la Resistenza […] Ci sono stati professori

  • e maestri che hanno dato esempi mirabili, dal carcere al martirio. […] E

  • tutti noi, vecchi insegnanti abbiamo nel cuore qualche nome dei nostri

  • studenti che […] hanno dato il sangue per la libertà d’Italia. Pensiamo a

  • questi ragazzi nostri che uscirono dalle nostre scuole e pensando a lo-

  • ro, non disperiamo dell’avvenire. Siamo fedeli alla Resistenza.

  • Bisogna, amici, continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la

  • continuità della coscienza morale”.

  • Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Asso-

  • ciazione a difesa della scuola nazionale (Roma, 11 febbraio 1950),

  • “Scuola democratica”, suppl. al n.2 del 20 marzo 1950, pp.1-5



1.1.2 Complessità e problematicità del bilancio

  • Tale bilancio è complesso e problematico

  • per vari motivi.

  • 1.1.2.1 Complessità del periodo storico e

  • rischi di una sua lettura strumentale o troppo

  • dipendente dalle mode del momento

  • 1.1.2.2 Necessità di ridefinire preliminar-

  • mente alcuni concetti chiave



1.1.2.1 Complessità del periodo storico e rischi di una sua lettura strumentale

  • Si tratta di un periodo storico piuttosto lungo

  • e tormentato, che risente di eredità storiche

  • di lunghissima durata e in cui siamo ancora

  • immersi. La bibliografia scientifica è amplis-

  • sima; il dibattito storiografico è molto vivace

  • e variegato, ma assai meno noto di quello

  • mediatico e politico, in cui a volte prevalgo-

  • no le mode e/o gli approcci strumentali.



1.1.2.2 Necessità di ridefinire preliminarmente alcuni concetti chiave

  • 1.1.2.2.1 Identità personale e sociale

  • 1.1.2.2.2 Nazione e identità nazionale

  • 1.1.2.2.3 Democrazia e processi di demo-

  • cratizzazione

  • 1.1.2.2.4 Diritti/responsabilità

  • 1.1.2.2.5 Altri esempi di concetti chiave da

  • ridefinire



1.1.2.2.1 Identità personale e sociale

  • Identità personale/sociale come combinatoria

  • globale di differenti tratti di identità individuali/so-

  • ciali (di specie, età/generazione, genere, ruolo,

  • geoambientali, socioeconomici, politici, culturali…).

  • B) L’identità personale/sociale non è un’essenza

  • pura, statica, astorica, decontestualizzata e asso-

  • luta, ma un processo storico complesso, contrad-

  • dittorio/conflittuale, dinamico, non lineare, relativo,

  • contestuale, inevitabilmente ‘meticcio’.



1.1.2.2.2 Nazione e identità nazionale

  • Concetti come ‘nazione’, ‘etnia’, ‘popolo’,

  • ‘patria’, ‘carattere nazionale’, ‘identità nazio-

  • nale’ e ‘identità etnica’ sono usati per lo più

  • in modo non scientifico, ma ideologico, as-

  • soluto/decontestualizzato e astorico.

  • Occorre, quindi, o sostituirli con categorie

  • più scientifiche, o almeno riconvenzionarne i

  • significati in modo critico e trasparente.



1.1.2.2.3 Democrazia e processi di democratizzazione

  • 1.1.2.2.3.1 Diverse definizioni di democrazia

  • 1.1.2.2.3.2 Che cosa significa ‘processi di

  • democratizzazione’?



1.1.2.2.3.1 Diverse definizioni di democrazia

  • Nella storiografia e nelle scienze sociali si incontrano diver-

  • se definizioni e concettualizzazioni di “democrazia”. Cfr.

  • Giovanni Sartori, Democrazia e definizioni, Il Mulino, Bolo-

  • gna, 1987 (I ed.: ivi, 1957); Id., Democrazia: cosa è, Rizzo-

  • li, Milano, 2007 (nuova ed. aggiornata; I ed.: ivi, 1993);

  • Leonardo Morlino, Democrazie e democratizzazioni, Il Muli-

  • no, Bologna, 2003.

  • Per indicare le forme più avanzate di democrazia, Robert

  • A.Dahl usa il termine “poliarchia” (cfr. R.A.Dahl, Poliarchia.

  • Partecipazione e opposizione nei sistemi politici, Angeli,

  • Milano, 1997, VII ed.; I ed.: ivi, 1981; ed.or.: 1971).



1.1.2.2.3.2 Che cosa significa ‘processi di democratizzazione’?

  • Si tratta di un concetto usato in modo consa-

  • pevolmente convenzionale per indicare per-

  • corsi non irreversibili di costruzione di una

  • società più giusta, inclusiva e solidale, ri-

  • spettosa dei beni comuni, delle regole de-

  • mocratiche, delle differenze, delle responsa-

  • sabilità e dei diritti fondamentali di tutti gli

  • esseri viventi.

  • Cfr. Leonardo Morlino, op.cit..



1.1.2.2.4 Diritti/responsabilità

  • A) Diritti e responsabilità: due facce della stessa

  • medaglia

  • B) Diverse ‘generazioni di diritti’

  • C) I diritti umani e la loro ridefinizione

  • D) Diritti dei minori e pari opportunità

  • E) Diritti civili e politici

  • F) Diritti socio-economici

  • G) Diritti culturali

  • H) Diritti bioetici ecc.



1.1.2.2.5 Altri esempi di concetti chiave da ridefinire

  • A) Cultura, identità culturale, multiculturalità/

  • multiculturalismo, dialogo interculturale

  • B) Popolo e classi sociali

  • C) Politica

  • D) Legalità democratica

  • E) Laicità dello Stato e pluralismo

  • F) Sistema delle autonomie, federalismo

  • ecc.



1.2 Processi di unificazione nazio-nale e di democratizzazione

  • Per evitare interpretazioni ideologiche (es.:

  • nazionaliste) dei processi di unificazione na-

  • zionale, occorre verificarne il grado di effet-

  • tiva democraticità.

  • Si tratterà, quindi, di esaminare in che misu-

  • ra i processi di unificazione nazionale produ-

  • cano società più democratiche sul piano lo-

  • cale, nazionale e internazionale.



2. Unità: fare l’Italia e fare gli italiani

  • 2.1 Fare l’Italia e fare gli italiani

  • 2.2 Fare l’Italia: unificazione territoriale e

  • spinte centrifughe

  • 2.3 Fare gli italiani: diversi modelli di costru-

  • zione di una comunità italiana



2.1 Fare l’Italia e fare gli italiani (I)

  • “I più pericolosi nemici d’Italia non sono gli Austriaci, sono gl’Italiani.

  • E perché?

  • Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro ri-

  • manere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie mora-

  • li che furono ab antico il loro retaggio; […] pensano a riformare l’Italia, e

  • nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino lo-

  • ro […]”. “[…] il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani dotati d’alti

  • e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno verso il polo opposto: pur

  • troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”.

  • Massimo Taparelli d’Azeglio, I Miei Ricordi (opera postuma, 1867), a

  • cura di Alberto M. Ghisalberti, Einaudi, Torinio, 1971, pp.8 e 9 (Origine

  • e scopi dell’opera): cfr.

  • www.letteraturaitaliana.net/pdf/Volume_8/t207.pdf



2.1 Fare l’Italia e fare gli italiani (II)

  • “’Professore’ esclamò Nando a testa bassa, ‘voi a-

  • mate l’Italia?’

  • Di nuovo ebbi intorno a me le facce di tutti: Tono,

  • la vecchia, le ragazze, Cate. Fonso sorrise.

  • ‘No’ dissi adagio, ‘non amo l’Italia. Gli italiani’.

  • ‘Qua la mano’ disse Nando. ‘Ci siamo capiti’”.

  • Cesare Pavese, La casa in collina, in Prima che il

  • gallo canti, Arnoldo Mondadori, Milano, 1967, p.

  • 196 (I ed.: Einaudi, Torino, 1949).



2.2 Fare l’Italia: unificazione territoriale e spinte centrifughe

  • 2.2.1 Da tanti Stati preunitari a un solo Stato italia-

  • no

  • 2.2.2 Le tappe dell’unificazione italiana (1859-

  • 1919)

  • 2.2.3 Le spinte centrifughe nell’Italia liberale

  • (1861-1914)

  • 2.2.4 L’Italia fuori d’Italia: emigrazione e colonie

  • 2.2.5 L’Italia ridivisa e la sua riunificazione (1943-

  • 1945)

  • 2.2.6 Le spinte centrifughe nell’Italia repubblicana



2.2.1 Da tanti Stati preunitari a un solo Stato italiano

  • 2.2.1.1 Assenza di uno Stato unitario italiano

  • dal ‘condominio’ longobardo-bizantino (568)

  • al 1861

  • 2.2.1.2 Situazione anteriore alla prima guer-

  • ra d’indipendenza italiana (1859)



2.2.1.1 Assenza di uno Stato unitario italiano dal ‘condominio’ longobardo-bizantino (568) al 1861

  • L’invasione longobarda (568) sostituisce l’I-

  • talia bizantina unitaria con una specie di

  • ‘condominio’ longobardo-bizantino. Da allora

  • fino al 1861 (o meglio al 1918) l’attuale terri-

  • torio italiano resta diviso fra due o più Stati.

  • Quasi 1.300 anni senza unità politica hanno

  • reso difficile e complicato il successivo pro-

  • cesso di unificazione nazionale.



2.2.1.2 Situazione anteriore alla pri-ma guerra d’indipendenza (1859)

  • Alla vigilia di tale guerra l’attuale territorio italiano era diviso in 7 Stati principali

  • (non considerando microstati come il Principato di Monaco e la Repubblica di

  • San Marino):

  • A) Regno di Sardegna (attuali Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Sardegna),

  • sotto la dinastia sabauda;

  • B) Regno Lombardo-Veneto (attuali Lombardia, Veneto e Friuli), sotto la dina-

  • stia absburgica dell’Impero d’Austria, a cui appartenevano anche i territori degli

  • attuali Trentino-Alto Adige e Venezia Giulia;

  • C) Ducato di Parma e Piacenza (attuali province di Parma e Piacenza), sotto

  • un ramo della dinastia borbonica;

  • D) Ducato di Modena e Reggio (attuali province di Modena e Reggio Emilia),

  • sotto la dinastia degli Austria-Este;

  • E) Granducato di Toscana, sotto la dinastia degli Absburgo-Lorena;

  • F) Stato della Chiesa (attuali province di Ferrara e Bologna, Romagna, Marche,

  • Umbria e Lazio), sotto il papa;

  • G) Regno delle Due Sicilie (attuali regioni meridionali, Abruzzi, Molise e Sicilia),

  • sotto la dinastia borbonica.



2.2.2 Le tappe dell’unificazione italiana (1859-1919)

  • 2.2.2.1 Sconfitte dei moti risorgimentali (1820-

  • 1849) e della I guerra d’indipendenza (1848-1849)

  • 2.2.2.2 II guerra d’indipendenza (1859), spedizione

  • dei Mille (1860-1861), discesa dell’esercito sabau-

  • do, plebisciti (1860) e proclamazione del Regno

  • d’Italia (17 marzo 1861)

  • 2.2.2.3 III guerra d’indipendenza (1866), conquista

  • di Roma (1870) e ‘Grande Guerra’ (1915-1918)



2.2.2.1 Sconfitte dei moti risorgimentali (1820- 1849) e della I guerra d’indipendenza (1848-1849)

  • Repressione dei moti liberali (1820-1821

  • e 1831) e democratici (dal 1834 al 1857).

  • B) I moti rivoluzionari del 1848-1849: con-

  • quiste parziali durevoli (es.: lo Statuto alber-

  • tino) e temporanee (Costituzioni e Repubbli-

  • ca romana) ed eredità politico-culturali.

  • C) Sconfitta della I guerra d’indipendenza

  • (1848-1849) e abdicazione di Carlo Alberto.



2.2.2.2 Dopo la II guerra d’indipendenza (1859) e la spedizione dei Mille (1860-1861)

  • Il nuovo Regno d’Italia incorpora al Regno di

  • Sardegna la Lombardia, i ducati di Parma e

  • Piacenza e di Modena e Reggio, il Grandu-

  • cato di Toscana e tutti i territori del Regno

  • delle Due Sicilie e dello Stato della Chiesa

  • (ad eccezione del Lazio). La capitale nel

  • 1864 viene spostata provvisoriamente da

  • Torino a Firenze (per avvicinarsi a Roma).



2.2.2.3 Fra la terza guerra d’indipendenza, la conquista di Roma e la ‘Grande Guerra’

  • Al Regno d’Italia vengono annessi

  • - Veneto e Friuli dopo la terza guerra d’indipenden-

  • za (1866);

  • - il Lazio (tranne il Vaticano) dopo la conquista di

  • Roma (1870);

  • - Trentino, Alto Adige, Venezia Giulia, Istria e Zara

  • dopo la prima guerra mondiale.

  • A parte la Repubblica di San Marino, la Città del

  • Vaticano e le questioni controverse di Fiume e

  • Dalmazia, l’Italia resta unita dal 1919 fino al 1943.



2.2.3 Le spinte centrifughe nell’Italia liberale (1861-1914)

  • A) I ‘legittimisti’ (seguaci delle dinastie spodestate: es.: filo-

  • borbonici).

  • B) I ‘papalini’ (sostenitori del potere temporale del Papa).

  • Pio IX, il Sillabo (1864: condanna papale di liberalismo, cat-

  • tolicesimo liberale, socialismo, comunismo ecc.) e il Non

  • expedit (1874: divieto papale alla partecipazione dei catto-

  • lici alle elezioni politiche).

  • C) Il ‘brigantaggio’ e la ‘questione meridionale’.

  • D) Repubblicani, anarchici, operaisti e socialisti, percepiti

  • da una parte del ceto politico dirigente come una minaccia

  • al nuovo Stato liberale.

  • E) La Massoneria.

  • F) Le mafie.



2.2.4 L’Italia fuori d’Italia: emigrazione e colonie

  • 2.2.4.1 L’emigrazione italiana stabile

  • 2.2.4.2 Colonialismo italiano, annessione

  • dell’Alto Adige e processi di italianizzazione

  • forzata



2.2.4.1 L’emigrazione italiana stabile

  • Le diverse ondate emigratorie italiane (e in



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