Indice della relazione Premessa: un bilancio utile, complesso e problematico


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Sana14.08.2018
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particolarmente importante la Convenzione Finanziaria;

  • b) il Concordato definisce le relazioni civili e religiose in Ita-

  • lia fra governo e Chiesa cattolica.

  • I Patti, fra l’altro, riconoscono il Cattolicesimo come religio-

  • ne di Stato in Italia e rendono obbligatorio a scuola l’inse-

  • gnamento scolastico della religione cattolica.



  • 4.5 L’articolo 7 della Costituzione repubblicana

    • La Costituzione all'art. 7 recita: “Lo Stato e la Chie-

    • sa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indi-

    • pendenti e sovrani.

    • I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

    • Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti,

    • non richiedono procedimento di revisione costitu-

    • zionale”.



    4.6 Il nuovo Concordato del 1984 e i nodi irrisolti nelle relazioni Stato - Chiese

    • 4.6.1 L’accordo di Villa Madama (18 febbra-

    • io 1984) e la legge n.121 del 25 marzo 1985

    • 4.6.2 Alcuni nodi irrisolti nelle relazioni fra

    • Stato, Chiese e libertà di pensiero



    4.6.1 L’accordo di Villa Madama (18.2.1984) e la legge n.121 del 25.3.1985

    • L’accordo di Villa Madama (18.2.1984), stipulato

    • dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi,

    • per la Repubblica italiana, e dal Cardinale Segre-

    • tario di Stato Agostino Casaroli per la Santa Sede,

    • si è tradotto nella Legge n. 121 del 25.3.1985.

    • I rapporti fra Santa Sede e Stato italiano restano

    • regolati dai Patti lateranensi del 1929, che, però, si

    • prevede possano essere modificati di comune ac-

    • cordo senza ricorrere a revisione costituzionale.

    • Introduzione dell’8x1.000 e facoltatività dell’inse-

    • gnamento della religione cattolica.



    4.6.2 Alcuni nodi irrisolti nelle relazioni fra Stato, Chiese e libertà di pensiero

    • A) La forma di organizzazione politica non demo-

    • cratica della Santa Sede e i frequenti interventi

    • nella politica interna italiana differenziano la Chie-

    • sa cattolica dalle Chiese protestanti e valdese.

    • B) I cattolici in Italia godono di un trattamento privi-

    • legiato nei confronti dei membri di altre religioni,

    • degli agnostici e degli atei. Un esempio: le dispari-

    • tà di trattamento fra l’ora di insegnamento della re-

    • ligione cattolica e l’”ora alternativa”.



    5. Democrazia: i processi di democra-tizzazione fra conquiste e regressioni

    • Alcuni esempi di processi di democratizza-

    • zione, fra conquiste e regressioni

    • 5.1 I diritti umani, delle donne e dei minori

    • 5.2 I diritti civili e politici

    • 5.3 I diritti socioeconomici

    • 5.4 I diritti culturali

    • 5.5 Un esempio: alcune conquiste dal 1945

    • in poi



    5.1 I diritti umani, delle donne e dei minori

    • Le Carte internazionali dei diritti umani, delle don-

    • ne e dei minori: alcuni esempi

    • A) Dichiarazione universale dei diritti umani (ONU,

    • 10 dicembre 1948).

    • B) Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di

    • discriminazione nei confronti della donna (ONU, 18

    • dicembre 1979).

    • C) Convenzione sui diritti dell’infanzia (ONU, 20

    • novembre 1989).



    5.2 I diritti civili e politici. Un esempio: il diritto di voto

    • Il processo di democratizzazione del voto in Italia, fra con-

    • quiste e regressioni

    • 5.2.1 Il sistema elettorale nel Regno d’Italia nel 1861

    • 5.2.2 Il sistema elettorale nel 1912

    • 5.2.3 Il sistema elettorale nel 1919

    • 5.2.4 La Legge Acerbo (1923) spiana la strada al regime

    • fascista

    • 5.2.5 La negazione fascista del diritto di voto: plebisciti del

    • 1929 e 1934

    • 5.2.6 Il sistema elettorale nell’Italia liberata dai nazifascisti

    • (1946): le donne conquistano il diritto di voto



    5.2.1 Il sistema elettorale nel Regno d’Italia nel 1861

    • 1861: in base alla Legge 680 del 17 marzo 1848 del Regno

    • di Sardegna (parzialmente modificata da una legge del

    • 1859, estesa nel 1861 al Regno d’Italia), solo il 2% della

    • popolazione italiana può eleggere i deputati della Camera.

    • Sono esclusi, infatti, le donne, gli analfabeti, le classi sociali

    • medio-basse (chi non paga un censo/un’imposta almeno di

    • 40 lire: suffragio censitario ristretto), i maschi minori di 25

    • anni, i non cittadini italiani. Il Senato è di nomina regia.

    • Circa il 50% degli aventi diritto al voto (legittimisti, cattolici

    • ossequienti al Non expedit, anarchici ecc.) si astiene.





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