Itinerario turistico di taranto le isole cheradi


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Sana14.08.2018
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  • ITINERARIO TURISTICO DI TARANTO

  • LE ISOLE CHERADI

  • ITINERARIO REALIZZATO DA SERGIO MULAS E SABINE SCHECK IN COLLABORAZIONE CON LA CLASSE 4^G LICEO LINGUISTICO INTERNAZIONALE


  • VISITATE TARANTO E LA SUA PROVINCIA

















  • ITINERARIO REALIZZATO DA SERGIO MULAS E SABINE SCHECK IN COLLABORAZIONE CON LA CLASSE 4^G LICEO LINGUISTICO INTERNAZIONALE











Le Isole di San Paolo e San Pietro sono chiamate Cheradi (in greco Choiràdes). Esse costituiscono un piccolo arcipelago nel Golfo di Taranto. Più precisamente, si trovano di fronte alla città di Taranto,circondate dal Mar Grande. Si possono ammirare dal Palazzo del Governo,percorrendo Corso Vittorio Emanuele III, oppure visitando il Castello Aragonese ed il centro storico .Questi luoghi permettono d’apprezzare la bellezza ed il fascino di questi meravigliosi isolotti,tesori naturali. La loro distanza dal Canale Navigabile è di circa sei kilometri. Ad oggi,esse appartengono alla Marina Militare italiana. Le isole di San Pietro e San Paolo sono delle oasi naturalistiche e la loro origine geologica risale a venti mila anni fa. All’epoca della loro formazione geologica,esse costituivano delle colline di circa 130 metri d’altezza e formavano una penisola nel Golfo di Taranto,collegata alla terra da Capo Rondinella e Capo Lo Scanno. Durante le diverse ere geologiche, esse divennero degli isolotti a causa dell’innalzamento del livello del mare. Tempo addietro,affianco a queste due isole,vi era l’isolotto di San “Nicolicchio” vicino Capo Rondinella, scomparso a causa dei lavori di ristrutturazione del porto commerciale di Taranto e della costruzione del molo “Polisettoriale”.

  • Le Isole di San Paolo e San Pietro sono chiamate Cheradi (in greco Choiràdes). Esse costituiscono un piccolo arcipelago nel Golfo di Taranto. Più precisamente, si trovano di fronte alla città di Taranto,circondate dal Mar Grande. Si possono ammirare dal Palazzo del Governo,percorrendo Corso Vittorio Emanuele III, oppure visitando il Castello Aragonese ed il centro storico .Questi luoghi permettono d’apprezzare la bellezza ed il fascino di questi meravigliosi isolotti,tesori naturali. La loro distanza dal Canale Navigabile è di circa sei kilometri. Ad oggi,esse appartengono alla Marina Militare italiana. Le isole di San Pietro e San Paolo sono delle oasi naturalistiche e la loro origine geologica risale a venti mila anni fa. All’epoca della loro formazione geologica,esse costituivano delle colline di circa 130 metri d’altezza e formavano una penisola nel Golfo di Taranto,collegata alla terra da Capo Rondinella e Capo Lo Scanno. Durante le diverse ere geologiche, esse divennero degli isolotti a causa dell’innalzamento del livello del mare. Tempo addietro,affianco a queste due isole,vi era l’isolotto di San “Nicolicchio” vicino Capo Rondinella, scomparso a causa dei lavori di ristrutturazione del porto commerciale di Taranto e della costruzione del molo “Polisettoriale”.



Nel Medio Evo,gli abitanti di Taranto costruirono sull’isolotto di San Nicolicchio una chiesetta dedicata a San Nicola,vescovo di Mira. L’isolotto di San Paolo è il più piccolo delle Cheradi,solamente 5 ettari. L’isolotto di San Pietro ha una superficie di 117 ettari ed ha forma triangolare. Esso è circondato da tre Capi: Punta “La Forca” ad ovest; Punta “Lo Scanno” a nord e Punta “Il Posto” ad est. Le isole sono molto sfruttate dai radioamatori, grazie alla potenza del segnale radio. La costa che circonda l’arcipelago delle Cheradi permette ai turisti di ammirare il Golfo di Taranto,le spiagge del Salento ed i monti della Basilicata e della Calabria. Dal punto di vista turistico,l’isola di San Paolo non è accessibile ai turisti mentre la città di Taranto offre un servizio di idrovie organizzato dal servizio pubblico locale AMAT per accedere all’isola di San Pietro. I due traghetti (Clodia ed Adria) partono da “Piazzale Democrito” nei pressi del terminal bus del porto mercantile e della stazione e conducono i turisti sulle spiagge meravigliose e selvagge dell’isolotto,tutto questo soprattutto in estate.

  • Nel Medio Evo,gli abitanti di Taranto costruirono sull’isolotto di San Nicolicchio una chiesetta dedicata a San Nicola,vescovo di Mira. L’isolotto di San Paolo è il più piccolo delle Cheradi,solamente 5 ettari. L’isolotto di San Pietro ha una superficie di 117 ettari ed ha forma triangolare. Esso è circondato da tre Capi: Punta “La Forca” ad ovest; Punta “Lo Scanno” a nord e Punta “Il Posto” ad est. Le isole sono molto sfruttate dai radioamatori, grazie alla potenza del segnale radio. La costa che circonda l’arcipelago delle Cheradi permette ai turisti di ammirare il Golfo di Taranto,le spiagge del Salento ed i monti della Basilicata e della Calabria. Dal punto di vista turistico,l’isola di San Paolo non è accessibile ai turisti mentre la città di Taranto offre un servizio di idrovie organizzato dal servizio pubblico locale AMAT per accedere all’isola di San Pietro. I due traghetti (Clodia ed Adria) partono da “Piazzale Democrito” nei pressi del terminal bus del porto mercantile e della stazione e conducono i turisti sulle spiagge meravigliose e selvagge dell’isolotto,tutto questo soprattutto in estate.







  • Lo storico greco Tucidide fu il primo erudito a parlare dell’arcipelago delle Cheradi (dal greco Choiràdes ) che significa promontorio oppure corno. Queste isole furono chiamate dagli antichi greci Elettridi (dal greco Elektrides), in onore di Elettra,figlia di Poseidone,adorata e venerata a Taranto. Taras, fondatore di Taranto,era figlio di Poseidone. Alcuni storici attribuirono il nome Cheradi agli alberi di queste isole che producevano dell’ambra (in greco elettro). Questo fu dimostrato dalla scoperta di collane in ambra durante gli scavi archeologici. Una leggenda narra che Dedalo si rifugiò su queste isole per scappare dall’isola di Creta. Alcuni resti di un villaggio risalente all’epoca della Magna Grecia e alla conquista romana sono stati scoperti nella zona di Capo Lo Scanno,davanti alla Secca del “Casale”. Nei dintorni del villaggio,sono state ritrovate testimonianze archeologiche di antiche necropoli mentre,sull’isola di San Pietro,sono state trovate alcune rovine di un villaggio medievale. La leggenda afferma che San Pietro sbarcò sull’isola e lasciò un’impronta scolpita sopra una pietra che fu chiamata “Apodonia”.



Secondo alcune fonti storiografiche,durante il Medio Evo,le due isole furono chiamate San Pelago e Sant’Andrea,poiché esse accoglievano dei monasteri dedicati a San Paolo e San Pietro,grazie anche alla fede cristiana degli abitanti del luogo. Durante il VI° secolo,la leggenda narra che l’isolotto di San Pietro fu abitato da Santa Sofronia,martire cristiana. All’epoca dell’invasione dei Saraceni,guidati da Alì Sinam Bassà, l’arcipelago fu utilizzato come porto d’imbarco e di sbarco delle navi turche. Nel 1594, i Turchi furono annientati dai Tarantini guidati dal vescovo di Mottola,nella battaglia del fiume Tara. Verso la fine del XVIII° secolo,l’isola di San Paolo fu fortificata grazie a Villeneuve,ammiraglio dell’esercito napoleonico. Il porto di Taranto divenne luogo d’imbarco delle truppe francesi nel Mar Mediterraneo. L’opera di fortificazione fu affidata al Generale dell’esercito Choderlos de Laclos, poeta e scrittore che,dopo la morte,fu seppellito sull’isola,in un forte che prende il suo nome.

  • Secondo alcune fonti storiografiche,durante il Medio Evo,le due isole furono chiamate San Pelago e Sant’Andrea,poiché esse accoglievano dei monasteri dedicati a San Paolo e San Pietro,grazie anche alla fede cristiana degli abitanti del luogo. Durante il VI° secolo,la leggenda narra che l’isolotto di San Pietro fu abitato da Santa Sofronia,martire cristiana. All’epoca dell’invasione dei Saraceni,guidati da Alì Sinam Bassà, l’arcipelago fu utilizzato come porto d’imbarco e di sbarco delle navi turche. Nel 1594, i Turchi furono annientati dai Tarantini guidati dal vescovo di Mottola,nella battaglia del fiume Tara. Verso la fine del XVIII° secolo,l’isola di San Paolo fu fortificata grazie a Villeneuve,ammiraglio dell’esercito napoleonico. Il porto di Taranto divenne luogo d’imbarco delle truppe francesi nel Mar Mediterraneo. L’opera di fortificazione fu affidata al Generale dell’esercito Choderlos de Laclos, poeta e scrittore che,dopo la morte,fu seppellito sull’isola,in un forte che prende il suo nome.



Nel XIX° secolo,dopo l’Unità d’Italia,l’arcipelago divenne proprietà del re e un faro venne costruito per migliorare la navigazione marittima nel golfo di Taranto. Verso la fine del XIX° secolo,le isole divennero un luogo militare di grande importanza per la difesa della costa e della città di Taranto,grazie al colonnello Cugini ed alla costruzione della base militare nel Mar Piccolo. Due fortificazioni furono costruite sull’isola di San Paolo: la fortezza dell’ammiraglio Aubry e la torre corazzata Vittorio Emanuele II contenente dei cannoni. Questa torre è ancora in buono stato e costituisce un esempio formidabile di genio militare.

  • Nel XIX° secolo,dopo l’Unità d’Italia,l’arcipelago divenne proprietà del re e un faro venne costruito per migliorare la navigazione marittima nel golfo di Taranto. Verso la fine del XIX° secolo,le isole divennero un luogo militare di grande importanza per la difesa della costa e della città di Taranto,grazie al colonnello Cugini ed alla costruzione della base militare nel Mar Piccolo. Due fortificazioni furono costruite sull’isola di San Paolo: la fortezza dell’ammiraglio Aubry e la torre corazzata Vittorio Emanuele II contenente dei cannoni. Questa torre è ancora in buono stato e costituisce un esempio formidabile di genio militare.





L’isola di San Pietro è la più vasta dell’arcipelago ed è ancora considerata un’ oasi naturalistica protetta ed è vietato ai turisti di sbarcare sull’isola. Tutto questo per preservare la flora e la fauna del luogo. Qui si possono ammirare degli uccelli rari come il gufo,il martin pescatore,il falco ed il cormorano. Nel Medio Evo,durante la colonizzazione dei monaci di San Basilio, furono piantati numerosi ulivi. Nel corso del XVIII° secolo,fu costruita sull’isola una fattoria chiamata “Capitolo” che favorì l’agricoltura. Nel corso del XX° secolo,la proprietà dell’isola fu affidata alla Marina Militare che contribuì allo sviluppo di una vasta pineta. Si possono trovate querce,palme,platani e numerose erbe curative. Il fondo marino attorno alle isole è basso e sabbioso,popolato da diverse specie di alghe,coralli molluschi,spugne,ricci,stelle marine,cozze e vari tipi di pesce. A volte, qualche branco di delfini,popola la rada del Mar Grande,molto vicino all’arcipelago.

  • L’isola di San Pietro è la più vasta dell’arcipelago ed è ancora considerata un’ oasi naturalistica protetta ed è vietato ai turisti di sbarcare sull’isola. Tutto questo per preservare la flora e la fauna del luogo. Qui si possono ammirare degli uccelli rari come il gufo,il martin pescatore,il falco ed il cormorano. Nel Medio Evo,durante la colonizzazione dei monaci di San Basilio, furono piantati numerosi ulivi. Nel corso del XVIII° secolo,fu costruita sull’isola una fattoria chiamata “Capitolo” che favorì l’agricoltura. Nel corso del XX° secolo,la proprietà dell’isola fu affidata alla Marina Militare che contribuì allo sviluppo di una vasta pineta. Si possono trovate querce,palme,platani e numerose erbe curative. Il fondo marino attorno alle isole è basso e sabbioso,popolato da diverse specie di alghe,coralli molluschi,spugne,ricci,stelle marine,cozze e vari tipi di pesce. A volte, qualche branco di delfini,popola la rada del Mar Grande,molto vicino all’arcipelago.

































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