La parola “pellegrino” deriva dal latino per-ager, per I campi


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Sana14.08.2018
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Il pellegrinaggio non è un fenomeno tipico solo del cristianesimo, esso è infatti presente anche in altre religioni.

  • La parola “PELLEGRINO” deriva dal latino

  • PER-AGER, per i campi.

  • In principio indicava colui che non abita in città, lo straniero, chi è costretto a condizioni di civilizzazione ridotta.

  • Col passare del tempo è diventato indice di chi per scelta si fa stranero, si mette in cammino, affronta fatiche e rischi, rinuncia a comodità e a beni materiali per poter raggiungere vantaggi spirituali o ricevere una grazia da Dio.



Il pellegrinaggio diventa così metafora del cammino interiore e simbolo dell’esperienza dell’uomo come VIANDANTE (homo viator) che lascia la sua terra e i suoi affetti:





Felicità

  • Felicità

  • Verità

  • Conoscenza

  • Propria identità

  • Senso della vita

  • INCONTRO Più PROFONDO CON Dio































Perché la ?



PRESE PIEDE DI CUCIRLA SUL CAPPELLO O SUL MANTELLO OPPURE APPENDERLA AL BASTONE, DI RITORNO SERVIVA ANCHE COME CERTIFICAZIONE DELL’AVVENUTO PELLEGRINAGGIO E PRESENTANDOLA SI POTEVANO OTTENERE ESENZIONI DA TASSE E PEDAGGI.

  • PARE CHE L’USO DI PRELEVARE LA CAPPASANTA DERIVI DALL’ABITUDINE DEI PELLEGRINI DI CIBARSI DI QUESTO MOLLUSCO, MOLTO PRESENTE SULLE COSTE GALIZIANE E DI NE CONSERVASSERO IL GUSCIO COME RICORDO.



Per gli antichi cristiani era simbolo della resurrezione: come al suo interno si conserva la vita e la perla preziosa, così il sepolcro ha conservato la perla preziosa che è corpo di Gesù.







Un monaco catalano del 1200 scrisse: “Vi fu, in tempi remoti, un’era oscura, nel corso della quale scomparvero dal mondo lealtà, solidarietà, verità e giustizia, per cui dilagarono slealtà, inimicizia, ingiuria e falsità, provocando errore e sconcerto nel popolo di Dio per riparare questo stato di cose si cercò, in mezzo a mille uomini, uno che si distinguesse dagli altri per gentilezza d’animo, lealtà, saggezza e forza. Tra tutte le bestie qual è la più bella, la più veloce, la più pronta ad affrontare qualsiasi sacrificio? qual è la più adatta a servire l’uomo? il cavallo! E poiché il cavallo è la bestia più nobile ed adatta a servirlo, essa venne scelta e se ne fece dono a colui che era stato scelto fra mille e perciò si chiamava CAVALIERE.” Tale cavalcatura lo innalzava anche fisicamente al di sopra dell’uomo comune.



Con il termine cavalleria si intende quell’insieme di valori e regole che iniziarono a svilupparsi nell’Europa Occidentale a partire dal VII-VIII secolo D.C. in un momento storico difficile e oscuro in cui ideali e principi stavano scomparendo dopo la caduto dell’Impero Romano d’Occidente (476). in questo periodo cominciano a fiorire sentimenti di lealtà, giustizia e difesa dei più deboli che ispiravano i primi cavalieri solitari. con l’incoronazione di Carlo Magno (800) e le gesta eroiche dei suoi paladini di Francia tramandate dalla letteratura, si posero le basi dell’ideale cavalleresco: ma la nascita effettiva degli ordino equestri (equino significa cavallo: sinonimo di cavalleresco) si avrà solo duecento anni dopo intorno al 1000.



Tra il XII e XIV secolo si svilupparono i maggiori ordini cavallereschi, inizialmente militari e ospedalieri. Essi avevano lo scopo di difendere il centro della cristianità dagli infedeli e la protezione dei pellegrini. Questi ordini venivano anche classificati in ordini di croce (letteralmente: prendere la croce) anche per indicarne lo scopo religioso. Alcuni di tali ordini sono sopravvissuti fino ai giorni nostri (es. ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Sovrano Militare Ordine di Malta). Alcuni sono totalmente scomparsi come i l’Ordine dei Cavalieri Templari, altri, come l’Ordine Teutonico di Santa Maria in Gerusalemme è sopravvissuto ma trasformandosi in ordine unicamente monastico, altri fusi tra loro.







Le vie di pellegrinaggio si attrezzarono con HOSPITALIA, per garantire una modesta sistemazione, vitto e alloggio per almeno tre giorni e la possibilità di essere curati se malati.



Il nobile Bernardo da Mentone, futuro santo che in realtà sarebbe nato ad Aosta intorno al 1020, fondò l'Ospizio del Gran San Bernardo (verso il 1049) con l'intento di aiutare i viandanti delle montagne.

  • Il nobile Bernardo da Mentone, futuro santo che in realtà sarebbe nato ad Aosta intorno al 1020, fondò l'Ospizio del Gran San Bernardo (verso il 1049) con l'intento di aiutare i viandanti delle montagne.

  • I monaci del Gran San Bernardo, istituzione religiosa fondata nel 1050 da San Bernardo, decisero di utilizzare per la loro opera di soccorso dei cani e la scelta cadde sui grandi mastini romani presenti in territorio elvetico ed in Valle d'Aosta.



Questa razza di cani ha molte virtù, è resistente al freddo, ha ottimo fiuto e senso del dovere; per questo era molto utile hai canonici per il trasporto di cibo, per alcuni lavori domestici, per difendere l’ospizio, ritrovare i sentieri coperti dalla neve, per prevedere le valanghe e soprattutto scovare i viandanti sepolti e metterli in salvo.



Nel 1700 il Priore Ballalu progettò un congegno meccanico molto simile ad una ruota giocattolo per criceti, che azionata da un cane, permetteva di traslare il movimento circolare ad uno spiedo posto sul braciere. Così facendo gli "aiuto cuochi" permisero di sveltire le operazioni di cottura soprattutto nel periodo estivo quando gli ospiti dei Canonici raggiungevano nell'arco dell'intera giornata oltre quattrocento viandanti.



I Canonici dell'Ospizio, compresero quali doti caratteriali, quale forza e resistenza potevano offrire i grandi mastini, i primi furono addestrati al soccorso verso il 1750. Da quell'anno si riducono considerevolmente le righe aggiunte all'"obituaire" libro documentale che raccoglie i nomi di quanti hanno perso la vita sul percorso del valico.



I Cani di San Bernardo in realtà, non hanno mai portato al collo barilotti di brandy, darne da bere ad una persona in ipotermia sarebbe un errore enorme: il barilotto di brandy fu l'idea di Edwin Landseer, pittore che nel 1831 dipinse una scena intitolata Alpine Mastiffs Reanimating a Distressed Traveller (mastini delle Alpi che rianimano un viaggiatore in difficoltà) in cui compaiono due Cani di San Bernardo, uno dei quali porta al collo un barilotto di brandy. Da allora l'associazione rimase nell'immaginario collettivo.




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