La Psicologia del Turismo Lezione 1 Prof ssa Antonietta Albanese


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Sana14.08.2018
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La Psicologia del Turismo Lezione 1

  • Prof.ssa Antonietta Albanese

  • Università degli Studi di Milano

  • Cattedra di Psicologia Sociale

  • Segretaria scientifica A.R.I.P.T (Associazione Ricerche Interdiscipinari Psicologia del Turismo)


La Psicologia del Turismo nella storia

  • 1.a. Definizione di Psicologia e cenni di storia della Psicologia

  • La Psicologia è la scienza che studia la personalità degli esseri viventi nella relazione all’ambiente



  • Dal 1980, con la pubblicazione dell’opera “Elementi di Psicofisica”, si studia il rapporto tra sensazione e stimolo



Studiano la relazione Stimolo Risposta (S R)



1930, Stati Uniti, Lashley sottolinea che la relazione S R debba essere considerata anche in funzione del sistema nervoso, mediatore della relazione stimolo-risposta. Tale modello (Psicofisiologia) pone l’accento sul ruolo svolto da un elemento intermedio (O), ovvero il sistema nervoso nella relazione tra stimolo ambientale e risposta comportamentale

  • S O R



Tolman, successivamente, evidenziò che l’essere umano con la sua capacità intellettiva e la sua vita emotiva configura in modi diversi la situazione stimolo proveniente dall’ambiente (Behavior and Psychological man, 1951). La personalità arricchisce lo stimolo di attributi che non sono semplici caratteristiche fisiche.

  • S P R



L’indirizzo personalistico studia, dunque, la personalità individualità bio-psico-sociale (W. Stern, Germania; G. Allport, Stati Uniti, allievo di W. Stern ad Amburgo)



S. Freud (1856 - 1939) arricchì gli studi sulla personalità con lo studio della vita emotiva: timori, ansie, paure, vissuti inconsci che condizionano il comportamento e le relazioni della persona con il proprio ambiente di vita.



La Psicoanalisi è:

  • Metodo di indagine

  • Tecnica di trattamento dei disturbi mentali

  • Modello teorico di studio della personalità



1951, K. Lewin con la teoria del campo (field theory) studia la personalità nella continua relazione all’ambiente fisico e sociale.



Lewin apre la psicologia allo studio del gruppo; fondò la scuola Groups dinamics che interpreta i fenomeni manifestantisi nelle relazioni personali tra componenti di un gruppo sociale. Nasce la Psicologia sociale che genera lo spostamento degli studi psicologici alla relazione persona-gruppo e solleciterà le ricerche degli anni ’60 sulle dinamiche relazionali

  • Persona Gruppo Organizzazione



L’ambiente sociale in generale non è realtà esterna all’individuo, secondo Lewin, ma parte essenziale dello “spazio di vita” dell’individuo stesso, che si compone di regioni più personali e private (motivazioni, aspettative, storia personale) e di regioni motorie più strettamente in relazione con l’ambiente fisico.



Il comportamento è, dunque, il risultato del rapporto fra le regioni di cui lo spazio di vita è composto. La rappresentazione mentale dell’ambiente fisico e sociale è parte integrante del modo di agire e pensare dell’individuo.



Gli studi di K. Lewin e di altri studiosi di matrice gestaltista porteranno allo sviluppo del cognitivismo e, successivamente, del socio-cognitivismo.



L’attenzione agli aspetti fisico-ambientali degli ambienti di vita quotidiana favorisce lo sviluppo della Psicologia ambientale, sin dagli anni ’50. La psicologia ambientale si è proposta come una Psicologia sociale dell’ambiente, assumendo l’esistenza di una stretta interdipendenza tra gli aspetti individuali e sociali nella relazione persone-ambiente.



Il luogo, porzione spazialmente definita e rilevante dell’ambiente socio-fisico di vita delle persone, è un sistema interdipendente in cui spazi fisici e processi psicosociali (percezioni, atteggiamenti, cognizioni) si intersecano (Bonnes e Carrus, 2004) La specificità di luogo (place specific) solleciterà ricerche interessanti negli anni 2000 sulle esperienze del luogo o dei luoghi nell’attività turistica.



2. La Psicologia del turismo

  • 2.a. Definizione e cenni storici



La Psicologia del turismo studia i comportamenti turistici individuali e di gruppo.



I primi studi di Psicologia del turismo in Italia risalgono agli anni ’80. Le prime ricerche, svolte dall’Istituto di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano, riguardano i temi della percezione memoria motivazione altruismo



Queste ricerche si svolgono in stretta collaborazione con l’Istituto di Geografia dell’Università degli Studi di Milano (prof. Giacomo Corna Pellegrini). I temi di ricerca indicati seguono gli interessi e gli sviluppi progettuali del T.C.I (Touring Club Italiano)



La ricerca in Psicologia del turismo si configura come ricerca interdisciplinare: psicologia, geografia, economia, sociologia, antropologia studiano il comportamento turistico nei diversi aspetti scientifici di loro competenza.



Nel 1984 si costituisce il Comitato Scientifico Nazionale Interdisciplinare “Psicologia del turismo” in una giornata di studio sul tema a San Pellegrino Terme (Bergamo) al termine del XX Congresso Nazionale degli Psicologi Italiani (S.I.P.S., Società Italiana di Psicologia, Bergamo, settembre 1984)



Questo momento congressuale ha costituito la Psicologia del turismo italiana; la proposta di una giornata di studio post-congressuale favorì una riflessione scientifica sulla possibilità di applicare le competenze psicologiche non più soltanto all’handicap ed alla patologia, ma al tempo libero, al viaggio, all’attività turistica che andava estendendosi grazie allo sviluppo economico degli anni ’80.



Il tema di studio interessò i geografi dell’Università di Milano, gli economisti, i medici dello sport, la medicina termale (ricordo il dott. Angelo Quarenghi della Clinica Quarenghi di San Pellegrino, promotore con noi della giornata di studio presso le Terme di San Pellegrino) La giornata di studio si è avvalsa delle riflessioni di operatori turistici, direttori di agenzia di viaggio, tour operator, in un confronto stimolante e propositivo.



Al termine della giornata di studio nasce, dunque, il Comitato scientifico nazionale interdisciplinare “Psicologia del turismo”, con la presidenza del prof. Marcello Cesa-Bianchi, allora direttore dell’Istituto di Psicologia della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano; segretaria scientifica nazionale del Comitato la prof.ssa Antonietta Albanese, allora docente di Psicologia presso l’Università di Bergamo e segretaria nazionale del citato XX Congresso nazionale degli psicologi italiani.



Anni ’80-’90: il Comitato scientifico “Psicologia del turismo” nei convegni e congressi nazionali con cadenza biennale studia i temi della motivazione e della conoscenza dell’ambiente fisico e sociale, la stretta relazione tra turismo, salute e cultura.



Anni ’90-2000: il tema centrale dello studio della Psicologia del turismo è la sinergia tra ricerca e impresa per un turismo inteso come cultura dell’incontro. La collaborazione tra le Università italiane, Federturismo, Enti pubblici e Associazioni avvia, dunque, riflessioni e progettualità sulla formazione universitaria in Scienze del Turismo (oggetto di studio di una seguente lezione di Psicologia del turismo).



Il Congresso del 1997 presso l’Università di Milano segnalò la necessità di una non più dilazionabile formazione manageriale nel turismo, non solo economica, ma multidisciplinare. La collaborazione con il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (Salerno) consolidò l’attenzione degli studiosi ai beni culturali e ambientali, alla Psicologia ambientale ed alla Psicologia del turismo.



Anni ’95-2000: l’insostituibile collaborazione dell’ing. Francesco Cetti Sorbelloni consentì sinergie tra ricerca-progettazione-valorizzazione delle risorse umane e ambientali nel turismo, nella stretta collaborazione con: Pro Loco Enti locali Agenzie T.C.I F.A.I WWF ecc…



La ricerca garantisce l’attivazione di innovativi percorsi universitari in diverse Università del Nord, Centro, Sud Italia e non solo in Economia del Turismo



Dal 2000 il Comitato scientifico “Psicologia del turismo” si trasforma in A.R.I.P.T. (Associazione Ricerche Interdisciplinari Psicologia del Turismo/Association Interdisciplinary Research of Psycology of Turism).



Il Congresso di Bari, settembre 2001, dal suggestivo titolo “Il Mediterraneo, luogo di viaggi ed incontro tra culture e identità, memoria, scoperta reciproca”, svoltosi in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Ateneo barese (27-29 settembre 2001) ha evidenziato la dimensione psicologica e sociale del fenomeno turistico quale fondamento dell’incontro tra culture.



La presenza dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo in quella sede ha dimostrato la crescente, indispensabile sinergia tra il mondo delle ricerche e quello produttivo e della progettualità.



I successivi Congressi nazionali:

  • “Ambiente e turismo” (San Miniato, Firenze, 2003)

  • “Viaggiare bene per vivere meglio” (Milano, 2005)

  • “Ambiente e turismo: la memoria e lo sguardo” (Napoli, 2007)

  • nonché il Convegno intermedio svoltosi a Isili (Cagliari, 2002)



Si consultino gli Atti dei dodici Congressi nazionali svoltisi, riportati qui di seguito:

  • 1984 San Pellegrino Terme “Psicologia e turismo”

  • 1987 Sangemini “Turismo, salute, cultura”

  • 1988 Sassari “Psicologia del Turismo”

  • 1990 Sangemini “Ambiente, salute, cultura”

  • 1994 Trento “Risorse naturali e risorse umane nel turismo”

  • 1995 Ravello “Scienza e impresa per un turismo come cultura dell’incontro”

  • 1997 Milano “Turismo di gruppo e formazione degli operatori”

  • 1999 Gorizia “Viaggiare per conoscersi”

  • 2001 Bari “ Il Mediterraneo, luogo di viaggi ed incontro fra culture: memoria, identità, scoperta reciproca”

  • 2003 S. Miniato “Ambiente e turismo”

  • 2005 Milano “Viaggiare bene per vivere meglio”

  • 2007 Napoli “Ambiente e turismo: lo sguardo e la memoria” (in via di pubblicazione per Padova University Press)



Pubblicazioni promosse dal Comitato:

  • Traini A. (1986) (a cura di), Psicologia e turismo, Bolis, Bergamo.

  • Virdi R. e A. Traini (1990) (a cura di), Psicologia del turismo: turismo, salute, cultura, Armando, Roma.

  • Ferrari C. (1991) (a cura di), Psicologia e turismo: riflessioni in Sardegna, Iniziative Culturali, Sassari.

  • Cinanni V., Virdi R. e Fumai G. (1995), Ambiente, salute, cultura, Kappa, Roma.

  • Albanese A. e Grandi G. (1997) (a cura di), Turismo: risorse umane e ambientali, Cuem, Milano

  • Albanese A. (a cura di), Scienza e impresa per un turismo come cultura dell’incontro, Annali Italiani del turismo internazionale, Comunicazioni ’90, Milano, n. 4 anno 1996-1997.

  • Albanese A. e Corna Pellegrini G. (1999) (a cura di), Turismo di gruppo e formazione degli operatori, Cuem, Milano.

  • Gabassi P. G. e Togni M. (2000) (a cura di), Viaggiare per conoscersi, Cuem, Milano.



Serino C. (2003) (a cura di), Il Mediterraneo, luogo di viaggi ed incontro tra culture: identità, memoria, scoperta reciproca, Laterza, Milano. Albanese A., Maeran R. (2007), Viaggiare bene per vivere meglio, Padova University Press, Padova. Albanese A., Fabbiani M. (2007), Ambiente e turismo, Cleup, Padova. Albanese A., Cristini C. (2007), Psicologia del turismo: prospettive future. Un percorso di ricerca-formazione nazionale interdisciplinare. Scritti in onore di Marcello Cesa-Bianchi, Milano, Franco Angeli.



2.b. Il comportamento turistico

  • Il comportamento turistico va studiato nelle quattro fasi fondamentali:

  • Fase percettiva

  • Fase motivazionale

  • Fase esecutiva

  • Azione



Fase percettiva



La fase percettiva studia la percezione ambientale con ricerche interdisciplinari. Si applicano al comportamento turistico gli studi psicologici concernenti gli schemi ambientali, le informazioni congruenti e compatibili con lo schema (R. Job, 1991)

  • Schemi ambientali

  • Informazioni

  • Congruenti e compatibili

  • con lo schema

  • (R. Job, 1991)



Si studia, altresì, la relazione tra schemi ambientali e informazioni incongruenti con lo schema

  • Schemi Ambientali

  • Informazioni

  • Incongruenti con lo schema

  • (R. Job 1991)



Si applicano al comportamento turistico gli studi di Witkin (1954) sugli stili cognitivi e la stretta relazione esistente tra stili cognitivi e personalità



Stili cognitivi (Witkin, 1954)



Fase motivazionale

  • Questi temi fondano gli studi sulla fase motivazionale del comportamento turistico

  • La motivazione è “motivo” dell’azione, del comportamento



Motivazione

  • “Motivo” dell’azione, del comportamento





Il comportamento turistico soddisfa, nella scala dei bisogni di Maslow, bisogni di realizzazione e successo, bisogni di autostima e senso di appartenenza.





Gli studi psicoanalitici evidenziano la connotazione della vacanza quale “ritorno alla libertà dell’uomo primitivo”, in un ritorno alla vita del vero contatto con la natura, della primaria relazione

  • O A



Si evidenziano nella vacanza vissuti di attrazione (soddisfacimento dei bisogni di autorealizzazione, autostima, bisogni fisiologici) e vissuti di repulsione quali il senso di colpa per l’abbandono del lavoro (Harlinger, 1960) o il timore del “quadro di riferimento” quotidiano, delle reti relazionali quotidiane, con conseguente timore di perdita delle sicurezze e reazioni psicosomatiche.



Vissuti di attrazione

  • Soddisfacimento dei bisogni



Vissuti di repulsione (Pearce, 1981)

  • Reazioni psicosomatiche astenia, irritabilità, insonnia, problemi digestivi, ansia

  • (Rubenstein, 1980)



Nell’ottica psicosociale si studia il comportamento turistico dapprima quale “comportamento d’élite” (dal Grand Tour al viaggio quale esibizione di autonomia dal bisogno) e successivamente quale turismo di gruppo e di massa.



Dal 1984 il Comitato scientifico “Psicologia del turismo” ha svolto ricerche sulla motivazione del gruppo dei giovani al viaggio quale status symbol e quale modalità di “appartenenza” al gruppo dei pari. Gli studi sul gruppo di K. Lewin e R. Brown sono stati applicati, come vedremo nelle successive lezioni, al comportamento turistico di gruppo.



Dagli anni ’90 la focalizzazione dei temi concernenti il turismo sostenibile consente ricerche e riflessioni sul turismo come cultura dell’incontro che può divenire “scontro” tra turista e residente se il turista è percepito come “invasore” ed ha un impatto negativo con la cultura locale. Interessanti ricerche degli anni 2005-2007 sottolineano, altresì, l’importanza della “cultura” dell’ospitante per l’accoglienza del turista nel rispetto delle reciproche identità.



Fase esecutiva

  • La fase esecutiva è la vera e propria azione per la realizzazione dei progetti.



Gli studi interdisciplinari psicologici ed economici analizzano l’interazione tra domanda di vacanza e offerta ed esaminano, altresì, il più recente comportamento di scelta delle vacanze “low cost”, con evidente dominanza di elementi economici rispetto a quelli psicologici.



Studi interdisciplinari Psicologia-Economia

  • Evento turistico



Gli studi interdisciplinari tra Psicologia e Medicina esaminano la relazione Psicologia del turismo e salute con particolare riguardo al turismo termale. Le diverse mete turistiche proposte, “offerte” per il benessere, non sempre soddisfano i reali bisogni psicofisici della persona. Il benessere psicofisico della persona si accompagna, infatti, alla qualità dei servizi (dal mezzo di trasporto all’hotel, alla programmazione senza stress del viaggio) ed alla qualità dell’ambiente ospitante in un turismo ecocompatibile.



La più recente ricerca di Psicologia del turismo, pertanto, si occupa di organizzazione-turismo sostenibile-qualità (F. Marini, 2007; A. Albanese, 2006-2008) come esamineremo nelle successive lezioni. La collaborazione scientifica è sempre più multidisciplinare tra Psicologia, Geografia, Economia, Medicina, Sociologia, Antropologia, Diritto e la ricerca è sempre più intercorrelata e comparata.



L’azione

  • L’azione è la messa in atto di comportamenti turistici, risultato di motivazioni, scelte, decisioni



Si studiano comportamenti dissonanti rispetto all’atteggiamento e si applica la dissonanza cognitiva (Festinger) ai temi del comportamento turistico. La dissonanza cognitiva è la discordanza tra atteggiamento, opinione e comportamento che crea disequilibrio e tensione.



Per ristabilire l’equilibrio l’individuo può:

  • Modificare la situazione (soluzione molto difficile)

  • Modificare l’atteggiamento, l’opinione (ricercando informazioni congruenti al comportamento e modificando l’elaborazione cognitiva)

  • Modificare il comportamento



Nell’applicazione al comportamento turistico è molto difficile quest’ultima modificazione: una volta decisa la meta turistica, prenotato e “pagato” il viaggio è altrettanto difficile modificare il comportamento, in un’analisi costi- benefici



Studi psicologici e sociologici evidenziano comportamenti dissonanti in gruppi di giovani, in un confronto europeo stimolante; vengono analizzati questi comportamenti soprattutto nel turismo scolastico.



Si privilegia, inoltre, negli anni 2000, lo studio del comportamento turistico degli anziani e dei pensionati, che vedono nel viaggio la soddisfazione di un bisogno spesso non considerato negli anni di lavoro per mancanza di tempo o per motivi economici (A. Albanese, F. Facchini, G. Vitrotti, Dal lavoro al pensionamento, Milano, Franco Angeli, 2006).



Quesiti:

  • La Psicologia Studia:



La Psicologia del turismo studia:

  • La conoscenza dell’ambiente da parte del turista

  • I comportamenti turistici individuali

  • I comportamenti turistici individuali e di gruppo




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