Monachesimo eremitico


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Sana14.08.2018
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Dopo la primitiva chiesa di medie dimensioni (Cluny I), tra il 948 e il 981 fu ricostruita la chiesa principale (Cluny II), oggi conosciuta solo tramite scavi archeologici. Mostrava un ampio presbiterio, con absidi anche sul transetto, e un coro allungato, tripartito e con deambulatorio. Il modello di Cluny II venne per esempio replicato nella chiesa di Santa Reparata a Firenze.La crescente comunità a Cluny aveva necessità di costruzioni su larga scala. Nel 1088, venne fondata la terza chiesa abbaziale (Cluny III), di dimensioni titaniche: lunga 187 metri, era dotata di nartece ed aveva ben cinque navate, un coro allungato con deambulatorio e cappelle radiali, un doppio transetto e cinque torri. Era il più grande edificio religioso d'Europa prima della ricostruzione della Basilica di San Pietro a Roma nel XVI secolo. Tra l'altro non venne demolita la vecchia chiesa abbaziale, ma venne lasciata a fianco della nuova.

  • Dopo la primitiva chiesa di medie dimensioni (Cluny I), tra il 948 e il 981 fu ricostruita la chiesa principale (Cluny II), oggi conosciuta solo tramite scavi archeologici. Mostrava un ampio presbiterio, con absidi anche sul transetto, e un coro allungato, tripartito e con deambulatorio. Il modello di Cluny II venne per esempio replicato nella chiesa di Santa Reparata a Firenze.La crescente comunità a Cluny aveva necessità di costruzioni su larga scala. Nel 1088, venne fondata la terza chiesa abbaziale (Cluny III), di dimensioni titaniche: lunga 187 metri, era dotata di nartece ed aveva ben cinque navate, un coro allungato con deambulatorio e cappelle radiali, un doppio transetto e cinque torri. Era il più grande edificio religioso d'Europa prima della ricostruzione della Basilica di San Pietro a Roma nel XVI secolo. Tra l'altro non venne demolita la vecchia chiesa abbaziale, ma venne lasciata a fianco della nuova.



La campagna di costruzione fu finanziata dall'annuale census stabilito da Ferdinando I di León, reggente della Castiglia e Leó in un periodo fra il 1053 ed il 1065. Per Cluny, la somma equivaleva semplicemente alla più grande annualità che l'ordine avesse mai ricevuto da un re o un laico, e non venne mai superata.La donazione annuale di Enrico I d'Inghilterra, pari a 100 marchi d'argento (non d'oro), per il 1131, sembra poca cosa al confronto. Il census alfonsino permise all'abate Ugo di affrontare la costruzione della terza e imponente chiesa abbaziale. Quando i pagamenti in monete d'oro islamiche estorte al regno di Castiglia e León vennero in seguito a mancare, non tardò a manifestarsi una imponente crisi finanziaria che afflisse i cluniacensi durante il periodo di Pontius.A Cluny, l'importazione d'oro rese manifeste le ricchezze appena scoperte dei cristiani spagnoli e portò la Spagna centrale per la prima volta nella più ampia orbita europea.A cavallo fra il XVIII secolo e il XIX, venne secolarizzata e, sebbene fosse la più grande abbazie europea, gradualmente demolita, tanto che oggi rimangono di essa solo pochi resti della crociera meridionale, della parte orientale del transetto e di una delle torri, che comunque danno un'idea delle sue dimensioni impressionanti.

  • La campagna di costruzione fu finanziata dall'annuale census stabilito da Ferdinando I di León, reggente della Castiglia e Leó in un periodo fra il 1053 ed il 1065. Per Cluny, la somma equivaleva semplicemente alla più grande annualità che l'ordine avesse mai ricevuto da un re o un laico, e non venne mai superata.La donazione annuale di Enrico I d'Inghilterra, pari a 100 marchi d'argento (non d'oro), per il 1131, sembra poca cosa al confronto. Il census alfonsino permise all'abate Ugo di affrontare la costruzione della terza e imponente chiesa abbaziale. Quando i pagamenti in monete d'oro islamiche estorte al regno di Castiglia e León vennero in seguito a mancare, non tardò a manifestarsi una imponente crisi finanziaria che afflisse i cluniacensi durante il periodo di Pontius.A Cluny, l'importazione d'oro rese manifeste le ricchezze appena scoperte dei cristiani spagnoli e portò la Spagna centrale per la prima volta nella più ampia orbita europea.A cavallo fra il XVIII secolo e il XIX, venne secolarizzata e, sebbene fosse la più grande abbazie europea, gradualmente demolita, tanto che oggi rimangono di essa solo pochi resti della crociera meridionale, della parte orientale del transetto e di una delle torri, che comunque danno un'idea delle sue dimensioni impressionanti.





San Francesco d'Assisi, nato da Giovanni di Pietro Bernardone ad Assisi il 26 settembre 1181 e morto all’età di 45 anni sempre ad Assisi, il 3 ottobre 1226. Fondatore dell'ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. È stato proclamato patrono principale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII, che lo definì: "Il più italiano dei Santi, il più Santo degli Italiani".

  • San Francesco d'Assisi, nato da Giovanni di Pietro Bernardone ad Assisi il 26 settembre 1181 e morto all’età di 45 anni sempre ad Assisi, il 3 ottobre 1226. Fondatore dell'ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica. È stato proclamato patrono principale d'Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII, che lo definì: "Il più italiano dei Santi, il più Santo degli Italiani".

  • Conosciuto anche come "il poverello d'Assisi", la sua tomba è meta di pellegrinaggio per decine di migliaia di devoti ogni anno. La città di Assisi, a motivo del suo illustre cittadino, è stata assunta a simbolo di pace, soprattutto dopo aver ospitato i due grandi incontri tra gli esponenti delle maggiori religioni del mondo, promossi da Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002.







“ Fate attenzione a come par- late! Potrebbe essere la pro- fezia della vostra vita” (celebre frase del santo). San Francesco d’Assisi, affresco di Cimabue, nella basilica di Assisi

  • “ Fate attenzione a come par- late! Potrebbe essere la pro- fezia della vostra vita” (celebre frase del santo). San Francesco d’Assisi, affresco di Cimabue, nella basilica di Assisi



L'Ordine francescano fu fondato da San Francesco d'Assisi. Egli ottenne nel 1209/1210 dal papa Innocenzo III la possibilità di vivere in modo radicale la povertà evangelica. Questo, infatti, a differenza degli altri ordini religiosi esistenti, in particolare agostiniani e benedettini, ebbe il carisma di praticare non solo una vita povera ma di non possedere beni, quali conventi e terre, conducendo al contempo una vita mendicante.

  • L'Ordine francescano fu fondato da San Francesco d'Assisi. Egli ottenne nel 1209/1210 dal papa Innocenzo III la possibilità di vivere in modo radicale la povertà evangelica. Questo, infatti, a differenza degli altri ordini religiosi esistenti, in particolare agostiniani e benedettini, ebbe il carisma di praticare non solo una vita povera ma di non possedere beni, quali conventi e terre, conducendo al contempo una vita mendicante.

  • Gli ordini mendicanti sono quegli ordini religiosi che, non vivendo stabilmente con le rendite del lavoro dei campi o del commercio, vivono di "provvidenza", cioè grazie alle offerte dei fedeli. Tale scelta, come nel caso dei francescani, comporta la necessità di vivere nella povertà più radicale.



Già alla morte di Francesco, l'ordine da lui fondato si divise tra gli "spirituali" ed i "conventuali". Più che per il modo di intendere e praticare la povertà evangelica, i due rami si distinsero per il "ruolo" che attribuirono all'ordine. Gli spirituali fecero propria la vita ascetica e mendicante che aveva contraddistinto l'ordine ai suoi inizi; i secondi, invece, preferirono una vita più conventuale e di cura delle anime. Tipica figura di frate conventuale fu Antonio di Padova, noto tanto per la sua povertà radicale, quanto per la sua opera di apostolato. Nella diatriba sorta si trovarono coinvolti anche i laici aderenti al Terzo Ordine, infatti questi uomini riuniti in fraternità, pur non aderendo alla vita religiosa vera e propria con i tre voti di povertà, castità ed obbedienza, e non essendo nemmeno chierici con facoltà di celebrare la messa e confessare, con il loro modo di vivere povero, penitenziale ed in soccorso dei deboli e dei malati in ospedali ed ospizi per pellegrini calcarono l'ideale francescano al punto che videro l'autorità papale dar loro una regolamentazione con la Bolla Supra montem del 18 agosto 1289, emanata a Rieti da papa Niccolò IV e diretta ai 'penitenti lombardi' francescani.

  • Già alla morte di Francesco, l'ordine da lui fondato si divise tra gli "spirituali" ed i "conventuali". Più che per il modo di intendere e praticare la povertà evangelica, i due rami si distinsero per il "ruolo" che attribuirono all'ordine. Gli spirituali fecero propria la vita ascetica e mendicante che aveva contraddistinto l'ordine ai suoi inizi; i secondi, invece, preferirono una vita più conventuale e di cura delle anime. Tipica figura di frate conventuale fu Antonio di Padova, noto tanto per la sua povertà radicale, quanto per la sua opera di apostolato. Nella diatriba sorta si trovarono coinvolti anche i laici aderenti al Terzo Ordine, infatti questi uomini riuniti in fraternità, pur non aderendo alla vita religiosa vera e propria con i tre voti di povertà, castità ed obbedienza, e non essendo nemmeno chierici con facoltà di celebrare la messa e confessare, con il loro modo di vivere povero, penitenziale ed in soccorso dei deboli e dei malati in ospedali ed ospizi per pellegrini calcarono l'ideale francescano al punto che videro l'autorità papale dar loro una regolamentazione con la Bolla Supra montem del 18 agosto 1289, emanata a Rieti da papa Niccolò IV e diretta ai 'penitenti lombardi' francescani.



Col passare dei secoli, l'ordine, o meglio gli ordini francescani sono stati oggetto di continui tentativi di riforma. La più ampia è stata quella avviata dai "cappuccini", frati che hanno cercato di coniugare vita contemplativa e povertà austera. Questi frati, caratteristici per le lunghe barbe, hanno preso il nome dal proprio cappuccio, più lungo di quello degli altri rami francescani.

  • Col passare dei secoli, l'ordine, o meglio gli ordini francescani sono stati oggetto di continui tentativi di riforma. La più ampia è stata quella avviata dai "cappuccini", frati che hanno cercato di coniugare vita contemplativa e povertà austera. Questi frati, caratteristici per le lunghe barbe, hanno preso il nome dal proprio cappuccio, più lungo di quello degli altri rami francescani.

  • frati francescani durante una preghiera



L'Ordine francescano

  • L'Ordine francescano

  • Francesco d'Assisi fondò tre ordini riconosciuti dalla Chiesa cattolica esistenti tutt'oggi ed aventi Costituzioni proprie.

  • Il primo ordine è quello dei frati minori. La loro vita è ancora oggi ispirata dalla Regola bollata approvata dal papa Onorio III nel 1223. In seguito di ottocento anni di una storia molto complessa, al giorno d'oggi l'originario Ordo Minorum si divide in tre rami principali: i Frati Minori, i frati minori conventuali e i frati minori cappuccini. Oltre a questi tre diramazione storiche, vi sono oggi altre fondazioni minori che si ispirano a san Francesco e alla sua Regola. Ciascuno dei tre Ordini ha la loro propria organizzazione e struttura legale, ma tutti hanno in comune san Francesco come loro "padre" e fondatore.



Il secondo ordine è quello delle Clarisse fondato da Chiara d'Assisi, la quale ha redatto una Regola propria. È costituito da suore di clausura ed attualmente è presente in tutto il mondo. Analogamente al primo ordine, anche le discepole di santa Chiara hanno subito un percorso storico piuttosto articolato e oggi i monasteri clariani sono raccolti in diverse "obbedienze".

  • Il secondo ordine è quello delle Clarisse fondato da Chiara d'Assisi, la quale ha redatto una Regola propria. È costituito da suore di clausura ed attualmente è presente in tutto il mondo. Analogamente al primo ordine, anche le discepole di santa Chiara hanno subito un percorso storico piuttosto articolato e oggi i monasteri clariani sono raccolti in diverse "obbedienze".



Il terzo ordine nacque per i laici, o meglio per i secolari, cioè coloro che pur non entrando in convento, vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana. Oggi è chiamato Ordine Francescano Secolare. Parte integrante di esso è la Gioventù Francescana: una associazione riconosciuta dalla Chiesa di giovani cattolici che condividono e vivono il Vangelo e il loro essere francescani nel mondo di oggi, sul posto di lavoro o nello studio. Oltre a questi, abbiamo anche il Terzo Ordine Regolare , costituito - appunto - da "regolari" cioè religiosi che, nel corso della storia, sono divenuti tali a partire da fraternità di laici intenzionati a condurre una vita di consacrazione totale. Mentre nei primi secoli l'Ordine è fortemente caratterizzato da una incidenza della fraternità, nei secoli successivi sarà più la testimonianza di singoli importanti personaggi ad esprimere il valore del vivere la penitenza nel secolo. Questo non significa che l'incidenza sia minore; ne è la prova il fatto che ogni regime oppressivo fino ad oggi ha visto sempre con grande preoccupazione questa sorta di ordine "religioso" presente nel mondo.

  • Il terzo ordine nacque per i laici, o meglio per i secolari, cioè coloro che pur non entrando in convento, vivono nelle loro famiglie la spiritualità francescana. Oggi è chiamato Ordine Francescano Secolare. Parte integrante di esso è la Gioventù Francescana: una associazione riconosciuta dalla Chiesa di giovani cattolici che condividono e vivono il Vangelo e il loro essere francescani nel mondo di oggi, sul posto di lavoro o nello studio. Oltre a questi, abbiamo anche il Terzo Ordine Regolare , costituito - appunto - da "regolari" cioè religiosi che, nel corso della storia, sono divenuti tali a partire da fraternità di laici intenzionati a condurre una vita di consacrazione totale. Mentre nei primi secoli l'Ordine è fortemente caratterizzato da una incidenza della fraternità, nei secoli successivi sarà più la testimonianza di singoli importanti personaggi ad esprimere il valore del vivere la penitenza nel secolo. Questo non significa che l'incidenza sia minore; ne è la prova il fatto che ogni regime oppressivo fino ad oggi ha visto sempre con grande preoccupazione questa sorta di ordine "religioso" presente nel mondo.



Papa Leone XIII, alla fine del XIX secolo, ha voluto porre ordine tra i tanti movimenti nel frattempo nati, e decise di riunirli in quattro ordini, ognuno dei quali ha il proprio Ministro Generale:

  • Papa Leone XIII, alla fine del XIX secolo, ha voluto porre ordine tra i tanti movimenti nel frattempo nati, e decise di riunirli in quattro ordini, ognuno dei quali ha il proprio Ministro Generale:

  • i tre ordini dei Minori:

    • Ordine dei Frati Minori;
    • Ordine dei Frati Minori Conventuali;
    • Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
  • il Terzo Ordine Regolare

  • Ciò nonostante, nell'ultima metà del XX secolo, sono nate nuove diramazioni: in Italia i "Fratelli di San Francesco", i "Piccoli Fratelli e Sorelle della Via" e i "Frati Minori Rinnovati" (che si ripromettono di rivivere l'originaria povertà francescana non possedendo alcun bene, neanche come ordine), i Frati Minori Missionari in Brasile, i "Francescani del Rinnovamento" negli USA, ed in particolare i "Frati Francescani dell'Immacolata", nati dall'Ordine dei Frati Minori Conventuali, che si dedicano, sull'esempio di San Massimiliano Kolbe, alle comunicazioni sociali, alla preghiera eucaristica, diffusione della venerazione alla Vergine Immacolata.



Michele Diomedi

  • Michele Diomedi

  • Luca Raffaeli

  • Alessio Aireti




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