Monachesimo eremitico


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Sana14.08.2018
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Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio - il futuro Papa Vittore III - che alla fine dell'XI secolo fece ricostruire completamente l'abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici. L'abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale. La maggior parte delle decorazioni erano costituite da pitture, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio. Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l'abbazia assunse nel XVII secolo l'aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti.

  • Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio - il futuro Papa Vittore III - che alla fine dell'XI secolo fece ricostruire completamente l'abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici. L'abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale. La maggior parte delle decorazioni erano costituite da pitture, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio. Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l'abbazia assunse nel XVII secolo l'aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti.





"Ammirai la severità della loro vita, la fermezza nel travaglio, fui stupito della loro applicazione alla preghiera, del modo in cui dominavano il sonno e si piegavano di fronte a nessuna necessità della natura. Essi serbavano sempre elevati e liberi i sentimenti dell'anima. Mostravano con gli atti cosa significhi vivere quaggiù pellegrini ed avere cittadinanza del cielo. Tutto ciò attirò la mia ammirazione e stimai beata la vita di questi uomini". san Basilio il Grande

  • "Ammirai la severità della loro vita, la fermezza nel travaglio, fui stupito della loro applicazione alla preghiera, del modo in cui dominavano il sonno e si piegavano di fronte a nessuna necessità della natura. Essi serbavano sempre elevati e liberi i sentimenti dell'anima. Mostravano con gli atti cosa significhi vivere quaggiù pellegrini ed avere cittadinanza del cielo. Tutto ciò attirò la mia ammirazione e stimai beata la vita di questi uomini". san Basilio il Grande



Il monachesimo (dal greco monachos, persona solitaria) è un fenomeno religioso per cui, nelle maggiori religioni, individui si allontanano dalla consueta vita sociale, per realizzare nel modo più completo, in vita solitaria o da comunità, le norme della fede, rinunciando agli interessi terreni.

  • Il monachesimo (dal greco monachos, persona solitaria) è un fenomeno religioso per cui, nelle maggiori religioni, individui si allontanano dalla consueta vita sociale, per realizzare nel modo più completo, in vita solitaria o da comunità, le norme della fede, rinunciando agli interessi terreni.



Il monachesimo bizantino passa attraverso tre stadi di sviluppo, il secondo dei quali è detto lauritico: il monaco vive solo, per lo più in una grotta, mentre in altre grotte vicine vivono altri monaci. In alcune occasioni particolari però, come feste, uffici e preghiere speciali, tutti si riuniscono insieme per le celebrazioni ed è per questo che il monachesimo laurita può essere visto come lo stadio intermedio tra il monachesimo eremitico e quello cenobitico, il monaco vive cioè una vita a metà tra la completa solitudine e la vita comune.

  • Il monachesimo bizantino passa attraverso tre stadi di sviluppo, il secondo dei quali è detto lauritico: il monaco vive solo, per lo più in una grotta, mentre in altre grotte vicine vivono altri monaci. In alcune occasioni particolari però, come feste, uffici e preghiere speciali, tutti si riuniscono insieme per le celebrazioni ed è per questo che il monachesimo laurita può essere visto come lo stadio intermedio tra il monachesimo eremitico e quello cenobitico, il monaco vive cioè una vita a metà tra la completa solitudine e la vita comune.









Nel 21 marzo 1098, 21 Monaci lasciarono il Monastero di Molesme per fondare, nella Borgogna francese, un nuovo insediamento monastico, che fu chiamato «Nuovo Monastero». A capo dei 21 Monaci c'era l'Abate di Molesme, Roberto, che aveva avuto in precedenza l'approvazione del legato del Papa. Più tardi il monastero verrà chiamato Cistercium.

  • Nel 21 marzo 1098, 21 Monaci lasciarono il Monastero di Molesme per fondare, nella Borgogna francese, un nuovo insediamento monastico, che fu chiamato «Nuovo Monastero». A capo dei 21 Monaci c'era l'Abate di Molesme, Roberto, che aveva avuto in precedenza l'approvazione del legato del Papa. Più tardi il monastero verrà chiamato Cistercium.



Roberto nacque verso il 1028 in un paesino della Champagne da nobili genitori e presto entrò nell' Abbazia di Moutier-la-Celle presso Troyes, dove, verso il 1053, divenne priore. Nel 1068 fu eletto Abate di S. Michel de Tonnerre, poi, per ragioni ignote, ritornò a Troyes e subito dopo fu eletto priore di S. Ayoul. Nel 1074 realizzò il suo desiderio di vita eremitica ritirandosi nei boschi di Collan. Presto altri eremiti si raggrupparono attorno a lui e il gruppo divenne così numeroso da consigliare la fondazione di un Monastero, Molesme, nel 1075.

  • Roberto nacque verso il 1028 in un paesino della Champagne da nobili genitori e presto entrò nell' Abbazia di Moutier-la-Celle presso Troyes, dove, verso il 1053, divenne priore. Nel 1068 fu eletto Abate di S. Michel de Tonnerre, poi, per ragioni ignote, ritornò a Troyes e subito dopo fu eletto priore di S. Ayoul. Nel 1074 realizzò il suo desiderio di vita eremitica ritirandosi nei boschi di Collan. Presto altri eremiti si raggrupparono attorno a lui e il gruppo divenne così numeroso da consigliare la fondazione di un Monastero, Molesme, nel 1075.





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