Monachesimo eremitico


Download 445 b.
bet9/10
Sana14.08.2018
Hajmi445 b.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10

L'architettura è un'altra affermazione della potenza e dell'influenza di Cluny. L'architettura cluniacense proseguì il modello benedettino gettando le basi per quello cistercense, contribuendo a diffondere il modello architettonico dell'abbazia ossia un complesso di strutture di cui la chiesa è quella principale, tutte ruotanti attorno ad un chiostro quadrato o a "T" come nel caso di Cluny. Le piante caratteristiche dell'architettura cluniacense furono quelle cosidette "a gradoni" e "a cappelle radiali".A una chiesa contemporanea alla fondazione che successe all'abbaziale di Bernone, poi quella degli abati Aymard e Maiolo detta Saint-Pierre-le-Vieux, di cui la pianta caratteristica, col suo coro pourvu de collatéraux, è più o meno riprodotta in tutto un gruppo di chiese monastiche. A questa succede l'abbaziale dell'abate Ugo, il cui coro è consacrato nel 1095. Cluny fa da modello, anche considerando tre tempi di costruzione diversi, di cui il terzo e ultimo risale al 1100. Si ritrova la pianta di Saint-Pierre-le-Vieux in Borgogna, in Germania, in Svizzera. In Italia si hanno validi esempi ben conservati come la chiesa lombarda di San Salvatore a Capo di Ponte in Val Camonica.

  • L'architettura è un'altra affermazione della potenza e dell'influenza di Cluny. L'architettura cluniacense proseguì il modello benedettino gettando le basi per quello cistercense, contribuendo a diffondere il modello architettonico dell'abbazia ossia un complesso di strutture di cui la chiesa è quella principale, tutte ruotanti attorno ad un chiostro quadrato o a "T" come nel caso di Cluny. Le piante caratteristiche dell'architettura cluniacense furono quelle cosidette "a gradoni" e "a cappelle radiali".A una chiesa contemporanea alla fondazione che successe all'abbaziale di Bernone, poi quella degli abati Aymard e Maiolo detta Saint-Pierre-le-Vieux, di cui la pianta caratteristica, col suo coro pourvu de collatéraux, è più o meno riprodotta in tutto un gruppo di chiese monastiche. A questa succede l'abbaziale dell'abate Ugo, il cui coro è consacrato nel 1095. Cluny fa da modello, anche considerando tre tempi di costruzione diversi, di cui il terzo e ultimo risale al 1100. Si ritrova la pianta di Saint-Pierre-le-Vieux in Borgogna, in Germania, in Svizzera. In Italia si hanno validi esempi ben conservati come la chiesa lombarda di San Salvatore a Capo di Ponte in Val Camonica.



In questo senso il movimento cluniacense si poneva nel solco della tradizione che si era espressa nello Pseudo-Isidoro, una raccolta di di decreti, decisioni sinodali, lettere papali, che si proponeva di rafforzare la posizione dei vescovi soprattutto rispetto al potere secolare, insistendo sull'idea di un papato forte, nel quale si vedeva la migliore garanzia in particolare per le diocesi più piccole.Con il secolo XI, e in particolare sotto l'abate Odilo, si verificò nella riforma cluniacense una svolta riguardo alla politica ecclesiastica. Essa ebbe origine dalla frequente presenza di monaci cluniacensi a Roma, dove il problema non era tanto l'ingerenza da parte delle autorità secolari, quanto un papa che, pur capo spirituale della Chiesa, non era per nulla libero dai condizionamenti del potere laico: in particolare l'elezione del papa era, di fatto, in mano all'aristocrazia romana, oltre ad altre influenze extraecclesiastiche di vario genere.

  • In questo senso il movimento cluniacense si poneva nel solco della tradizione che si era espressa nello Pseudo-Isidoro, una raccolta di di decreti, decisioni sinodali, lettere papali, che si proponeva di rafforzare la posizione dei vescovi soprattutto rispetto al potere secolare, insistendo sull'idea di un papato forte, nel quale si vedeva la migliore garanzia in particolare per le diocesi più piccole.Con il secolo XI, e in particolare sotto l'abate Odilo, si verificò nella riforma cluniacense una svolta riguardo alla politica ecclesiastica. Essa ebbe origine dalla frequente presenza di monaci cluniacensi a Roma, dove il problema non era tanto l'ingerenza da parte delle autorità secolari, quanto un papa che, pur capo spirituale della Chiesa, non era per nulla libero dai condizionamenti del potere laico: in particolare l'elezione del papa era, di fatto, in mano all'aristocrazia romana, oltre ad altre influenze extraecclesiastiche di vario genere.





A Cluny l'arte centrale era la liturgia stessa che, estensiva e bella in un contesto fonte d'ispirazione; l'intercessione monastica appariva indispensabile al raggiungimento di uno stato di grazia ed i potenti facevano a gara per essere ricordati nelle infinite preghiere del monastero, dando inizio alle donazioni di terra e ai benefici che resero possibile lo sviluppo di altre arti. A Cluny III i capitelli più antichi si trovavano nel deambulatorio e risalgono a prima del 1095. L'ingresso era affiancato da due semicolonne, che presentavano due capitelli istoriati, uno con il Peccato dei progenitori e l'altro con il Sacrificio di Isacco. Sugli altri capitelli era raffigurato una sorta di compendio del sapere medievale, con vari soggetti: un capitello corinzio che dimostra una notevole comprensione dell'arte antica, uno con atleti, uno con un apicoltore, una serie con le virtù teologali e cardinali uno con una raffigurazione della Primavera, uno dell'Estate, uno con i Fiumi del Paradiso e una serie con gli otto toni del canto gregoriano.La grande varietà di temi era bilanciata anche dalla notevole varietà degli schemi entro i quali erano scolpite le raffigurazioni: si va dalle mandorle con figure intere di personaggi, ad altri dove l'istoriazione non ha soluzione di continuità.

  • A Cluny l'arte centrale era la liturgia stessa che, estensiva e bella in un contesto fonte d'ispirazione; l'intercessione monastica appariva indispensabile al raggiungimento di uno stato di grazia ed i potenti facevano a gara per essere ricordati nelle infinite preghiere del monastero, dando inizio alle donazioni di terra e ai benefici che resero possibile lo sviluppo di altre arti. A Cluny III i capitelli più antichi si trovavano nel deambulatorio e risalgono a prima del 1095. L'ingresso era affiancato da due semicolonne, che presentavano due capitelli istoriati, uno con il Peccato dei progenitori e l'altro con il Sacrificio di Isacco. Sugli altri capitelli era raffigurato una sorta di compendio del sapere medievale, con vari soggetti: un capitello corinzio che dimostra una notevole comprensione dell'arte antica, uno con atleti, uno con un apicoltore, una serie con le virtù teologali e cardinali uno con una raffigurazione della Primavera, uno dell'Estate, uno con i Fiumi del Paradiso e una serie con gli otto toni del canto gregoriano.La grande varietà di temi era bilanciata anche dalla notevole varietà degli schemi entro i quali erano scolpite le raffigurazioni: si va dalle mandorle con figure intere di personaggi, ad altri dove l'istoriazione non ha soluzione di continuità.







Do'stlaringiz bilan baham:
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10


Ma'lumotlar bazasi mualliflik huquqi bilan himoyalangan ©fayllar.org 2017
ma'muriyatiga murojaat qiling