Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855 da famiglia agiata


Download 445 b.
Sana14.08.2018
Hajmi445 b.



Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855 da famiglia agiata

  • Nasce a San Mauro di Romagna nel 1855 da famiglia agiata

  • Quarto di dieci fratelli

  • Primi anni felici

  • 10 agosto 1867: muore il padre, assassinato

  • 1868: muoiono anche la madre e una sorella

  • Nel 1871 muore il fratello Luigi



Fu un dramma in tutti i sensi

  • Fu un dramma in tutti i sensi

  • Forse ucciso per interessi economici o di lavoro: era l’amministratore delle tenute Torlonia

  • La famiglia sapeva chi era l’assassino e per Giovanni, continuare a vivere vedendolo passare per strada, fu straziante





È testimonianza di fragilità psicologica

  • È testimonianza di fragilità psicologica

  • Implica l’incapacità di rapportarsi con l’altro

  • Determina una visione turbata della sessualità

  • Il poeta vive il rapporto amoroso in modo sublimato attraverso la sua relazione con le sorelle







Questo saggio è un manifesto poetico:

  • Questo saggio è un manifesto poetico:

    • La voce del fanciullino va affievolendosi e solo il poeta vero la ascolta
    • In questo modo traduce in poesia le sue fantasie, le sue intuizioni.
    • La vera conoscenza è sempre intuitiva, così come è intuitivo il fanciullo. La poesia pura coincide con questa conoscenza, fatta di suggestioni simboliche che rivelano il mistero della vita al di là del razionale.
    • In questo modo il poeta riesce a cogliere la bellezza nascosta nelle piccole cose, nei personaggi umili e semplici. Poeta veggente
    • La poesia deve essere consolatrice, esprimere buoni sentimenti, conciliare l’armonia


Prima dagli Scolopi a Urbino

  • Prima dagli Scolopi a Urbino

  • poi al Liceo classico a Rimini e a Firenze

  • Infine l’Università a Bologna dove fu allievo di Carducci

  • La sua formazione era classica e umanistica, ma in ambito positivista

  • La consapevolezza del fallimento della scienza e della ragione lo trasformò nel primo vero poeta decadente italiano



Il carattere mite non gli impedì di impegnarsi attivamente in politica nelle file socialiste

  • Il carattere mite non gli impedì di impegnarsi attivamente in politica nelle file socialiste

  • Tiene comizi accesi e viene pure arrestato: 100 giorni di galera

  • La sua adesione al PSI può essere vista come una sorta di allargamento del nido a livello nazionale

  • Era infatti per un socialismo solidale non per la lotta di classe



Insegna nei licei classici di Matera e poi di Massa

  • Insegna nei licei classici di Matera e poi di Massa

  • Qui vuole con sé le sorelle Ida e Maria in un estremo tentativo di ricostruire il nido distrutto

  • Poi insegnò a Livorno

  • Vince 13 premi come compositore latino

  • 1894 viene chiamato a Roma a collaborare col Ministero P.I.

  • Qui frequenta D’Annunzio



In questi anni comincia a scrivere poesie raccolte in Myricae (1900)

  • In questi anni comincia a scrivere poesie raccolte in Myricae (1900)

  • Il termine latino si riferisce ad un verso delle “Bucoliche” del poeta latino Virgilio che definisce questi fiori, le tamerici appunto, “Humiles”

  • P. vuole indicare la caratteristica della sua prima poesia, quella delle “piccole cose”; il titolo è anche un omaggio a Virgilio, ma sottolinea anche lo stretto legame di queste liriche col mondo agreste.

  • Sono 156 poesie dedicate al padre





La descrizione del mondo contadino non è fine a se stessa ma porta ad un significato universale

  • La descrizione del mondo contadino non è fine a se stessa ma porta ad un significato universale

  • La rappresentazione della vita nei campi è solo all'apparenza il messaggio che il poeta vuole dare

  • In realtà fa da scenario a stati d'animo, inquietudini ed emozioni.

  • Il significato delle Myricae va quindi oltre l'apparenza.



San Lorenzo , io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla.

  • San Lorenzo , io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla.

  • Ritornava una rondine al tetto : l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini.

  • Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano.

  • Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono ; e restò negli aperti occhi un grido:  portava due bambole in dono.

  • Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano.

  • E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!



TEMPORALE

  • TEMPORALE

  • Un bubbolio lontano…..

  • Rosseggia l’orizzonte,

  • Come affocato, a mare;

  • Nero di pece, a monte

  • stracci di nubi chiare:

  • tra il nero un casolare:

  • un’ala di gabbiano.



IL LAMPO

  • IL LAMPO

  • E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto   una casa apparì sparì d'un tratto; come un occhio,che, largo,esterrefatto, s'aprì si chiuse, nella notte nera.



Il tuono

  • Il tuono

  • E nella notte nera come il nulla,

  • a un tratto, col fragor d’arduo dirupo

  • che frana,il tuono rimbombò di schianto:

  • rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

  • e tacque, e poi rimareggiò rifranto,

  • e poi vanì. Soave allora un canto

  • s’udì di madre, e il moto di una culla.



  • Nascondi le cose lontane,

  • tu nebbia impalpabile e scialba,

  • tu fumo che ancora rampolli,

  • su l’alba,

  • da’ lampi notturni e da’ crolli

  • d’aeree frane! 

  • Nascondi le cose lontane,

  • nascondimi quello ch’è morto!

  • Ch’io veda soltanto la siepe

  • dell’orto,

  • la mura ch’ha piene le crepe

  • di valeriane. 

  • Nascondi le cose lontane:

  • le cose son ebbre di pianto!

  • Ch’io veda i due peschi, i due

  • meli, soltanto,

  • che dànno i soavi lor mieli

  • pel nero mio pane. 

  • Nascondi le cose lontane

  • che vogliono ch’ami e che vada!

  • Ch’io veda là solo quel bianco

  • di strada,

  • che un giorno ho da fare tra stanco

  • don don di campane… 

  • Nascondi le cose lontane,

  • nascondile, involale al volo

  • del cuore!

  • Ch’io veda il cipresso

  • là, solo,

  • qui, solo quest’orto, cui presso

  • sonnecchia il mio cane.  







Nonostante la docenza universitaria in diverse città, si cercò un “nido” nel piccolo paese di Castelvecchio, in Garfagnana insieme a 2 sorelle in una casa che comprò nel 1902

  • Nonostante la docenza universitaria in diverse città, si cercò un “nido” nel piccolo paese di Castelvecchio, in Garfagnana insieme a 2 sorelle in una casa che comprò nel 1902

  • L’idea di ricostruire un nido con le sorelle ha del morboso. Decise di non sposarsi e non accettò mai il matrimonio di Ida

  • Si tratta del tentativo estremo di ricostruire il nido dell’infanzia

  • Qui resterà fino alla morte nel 1912



Analogie con Myricae

  • Analogie con Myricae

    • Dedica ad un parente scomparso (la madre)
    • Temi campestri e famigliari
    • “Myricae autunnali” le aveva definite il Pascoli
    • Presente il tema dei parenti morti
    • La natura come luogo di consolazione e di serenità, ma anche di compartecipazione al dolore


Mi son seduto su la panchetta come una volta... quanti anni fa? Ella, come una volta, s'è stretta su la panchetta. E non il suono d'una parola; solo un sorriso tutto pietà. La bianca mano lascia la spola. Piango, e le dico: Come ho potuto, dolce mio bene, partir da te? Piange, e mi dice d'un cenno muto: Come hai potuto? Con un sospiro quindi la cassa tira del muto pettine a sé. Muta la spola passa e ripassa. Piango, e le chiedo: Perché non suona dunque l'arguto pettine più? Ella mi fissa timida e buona: Perché non suona? E piange, e piange - Mio dolce amore, non t'hanno detto? non lo sai tu? Io non son viva che nel tuo cuore. Morta! Si, morta! Se tesso, tesso per te soltanto; come, non so; in questa tela, sotto il cipresso, accanto alfine ti dormirò.

  • Mi son seduto su la panchetta come una volta... quanti anni fa? Ella, come una volta, s'è stretta su la panchetta. E non il suono d'una parola; solo un sorriso tutto pietà. La bianca mano lascia la spola. Piango, e le dico: Come ho potuto, dolce mio bene, partir da te? Piange, e mi dice d'un cenno muto: Come hai potuto? Con un sospiro quindi la cassa tira del muto pettine a sé. Muta la spola passa e ripassa. Piango, e le chiedo: Perché non suona dunque l'arguto pettine più? Ella mi fissa timida e buona: Perché non suona? E piange, e piange - Mio dolce amore, non t'hanno detto? non lo sai tu? Io non son viva che nel tuo cuore. Morta! Si, morta! Se tesso, tesso per te soltanto; come, non so; in questa tela, sotto il cipresso, accanto alfine ti dormirò.



E s'aprono i fiori notturni,  nell'ora che penso a' miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari.  Da un pezzo si tacquero i gridi:  là sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse.  Splende un lume là nella sala. Nasce l'erba sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra  va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento . . . È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova.

  • E s'aprono i fiori notturni,  nell'ora che penso a' miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari.  Da un pezzo si tacquero i gridi:  là sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse.  Splende un lume là nella sala. Nasce l'erba sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra  va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento . . . È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova.



1904: Poemi conviviali

  • 1904: Poemi conviviali

    • Poesia preziosa, colta, simbolica
    • Miti del mondo classico in chiave decadente
    • Protagonisti Ulisse, Alessandro Magno, Tiberio…
  • 1909: Nuovi poemetti

    • Poesia della natura, del mistero, del cosmo, della morte (La vertigine)
  • 1908-12: Canzone di Re Enzio, Poemi italici e Poemi del Risorgimento

    • Poesia a tema politico e storico


La situazione internazionale difficile e i dolori privati lo mandano in depressione che P. tenta di “curare” con l’alcol

  • La situazione internazionale difficile e i dolori privati lo mandano in depressione che P. tenta di “curare” con l’alcol

  • Succede a Carducci nella cattedra di Letteratura Italiana all’università di Bologna

  • In occasione della guerra in Libia P. si schiera a favore dell’intervento scrivendo il celebre discorso  La grande Proletaria si è mossa”

  • Malato di cirrosi epatica causata dal suo alcolismo, muore a 56 anni per un tumore al fegato, nel 1912



Fece scalpore l’adesione nazionalista alla guerra di Pascoli noto socialista

  • Fece scalpore l’adesione nazionalista alla guerra di Pascoli noto socialista

  • Ma tutto va letto come una proiezione dell’ideologia del “nido”.

  • P. avverte il dramma degli emigrati costretti a lasciare la patria e per questo legittima le conquiste coloniali, allo scopo di offrire ai figli della nazione “proletaria” (l’Italia) una terra

  • E per P. era anche giusto che “La grande Proletaria” si impegnasse nell’aiutare i popoli più svantaggiati

  • P. vuole ricreare il nido a livello transnazionale










Do'stlaringiz bilan baham:


Ma'lumotlar bazasi mualliflik huquqi bilan himoyalangan ©fayllar.org 2017
ma'muriyatiga murojaat qiling