finito di stampare nel mese di novembre 2014


Download 1.89 Mb.
bet1/6
Sana14.08.2018
Hajmi1.89 Mb.
  1   2   3   4   5   6

finito di stampare

nel mese di novembre 2014

presso la

CGM di Ogliastro Marina (SA)

per conto di Edizioni del

Centro di Promozione Culturale

per il Cilento - Acciaroli (SA)

San Mauro Cilento

Edizioni

Centro di Promozione Culturale 

per il Cilento – Acciaroli (SA)

Tes


Amedeo La Greca

Traduzioni

Gerardo Di Pasquale

Maria Giovanna Barra

Fotografie

Giampiero Scafuri

Emilia Di Gregorio

Caterina Volpe

Grafica

Caterina Volpe



Consulenza

Osvaldo Marrocco e Roberto Volpe

Sommario

Italiano

1. 


introduzione

7. 


un territorio da scoprire

9.

 il paese come stru ura



    an ca

12. 


Mezzatorre

17.


 Casal So ano

24.


 Casal Soprano

28.


 il Monte Stella

60.


 indirizzi utli

61.


 dove dormire

63.


 dove mangiare

Inglese

32. 


introduc on

35. 


a land to discover

37.


 the ancent structure

      of the village

39. 

Mezzatorre



44.

 Casal So ano

52.

 Casal Soprano



56.

 il Monte Stella

60.

 useful addresses



61.

 where to sleep

63.

 where to eat



Comune di San Mauro Cilento (SA)

PSR 2007/2013 – Misura 313 

“Incen vazione di a vità turis che”

Finanziamento Giunta Regionale della 

Campania – STAPA SALERNO

DRG n. 639 dell’11-12-2013. 

No fica con Decisione Individuale 

di Concessione Prot. n. 2013.0857332  

del 13-12-2013

Assessorato Agricoltura

UNIONE EUROPEA

Fondo europeo agricolo

per lo sviluppo rurale:



l’Europa investe nelle zone rurali

San Mauro Cilento

italiano

inglese


sea 

hill 


mountain

mare 


collina 

montagna


1

Area Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di 

Diano e Alburni cos  tuisce un territorio 

dalle cara  eris  che  signifi ca  ve,  tanto 

che alcuni si   sono annovera   tra quelli 

di rilevanza internazionale e patrimonio 

dell’UNESCO.  Nel suo ambito vi sono 

però par  colari luoghi i quali, sia per le 

peculiarità ambientali sia per la storia, 

rappresentano delle isole culturali che 

contribuiscono a rendere questa Terra di 

assoluto interesse.

È il caso del territorio del Comune di 

San Mauro Cilento che va dalla Marina 

di Mezzatorre alla cima del Monte della 

Stella (m. 1131), abbracciando così, dal 

punto di vista orografi co, il mare, la col-

lina e la montagna. I confi ni sono segna   

da due fi umi, lo Jandolo e il Camarano. 

San Mauro Cilento

mare, collina, montagna

introduzione


2

In questo contesto insistono ambien   

che, dal punto di vista naturalis  co,  in-

cantano il visitatore poiché off rono luo-

ghi che, per la persistenza di specie ve-

getali endemiche e per le cara  eris  che 

geomorfologiche, concorrono a rendere 

il paesaggio sempre diversifi cato.Infat-

 , coloro che giungono da Salerno e si 

lasciano alle spalle il rumore della ci  à, 

dopo aver a  raversato la piana del Sele 

ed imboccato la litoranea cilentana, av-

volta dagli aromi del pino d’Aleppo, sono 

accol   in questa terra che reca ancora il 

sapore an  co delle cose. 

Qui l’ulivo domina le colline e il verde 

della macchia mediterranea si rifl e  e nel 

mare perennemente azzurro, ove l’ampia 

costa sabbiosa si off re luccicante ai rifl es-

si del sole che gioca tra gli scogli e la ve-

getazione marina. 

Sull’ampio litorale, che è il naturale 

sbocco sul mare dei brevi falsopiani pe-

demontani, si aff acciano, con un ininter-

ro  o susseguirsi, dolci colline, ora rico-

perte da un manto di ulivi centenari, ora, 

alternata a brulli e assola   squarci di ter-

reno argilloso, da un’intrica  ssima mac-

chia mediterranea: qui crescono, ricchi di 

fascino, l’agave dal fi ore arboreo, l’erba 

sparta, il mirto aroma  co, le querce no-

dose, il magico alloro, la gialla ginestra.

Queste piante sono la corona naturale 

dell’ambiente dove gruppi di abitazioni, 

per lo più a cara  ere turis  co, si confon-

Mezzatorre - Panorama

introduzione


3

dono con la vegetazione, a volte emer-

gendo nel bianco rifl esso  dell’intonaco, 

a volte austere nella stru  ura, ma per-

fe  amente inserite in un ambiente che 

sembra accoglierle per completare la sua 

armonia. Sono le discrete tes  monianze 

di uno sviluppo che mira ad un auspicato 

progresso: non ha sommerso il passato, 

la cui eredità, forte, emerge da se stessa 

per quasi tu  o l’anno da quel singolare 

“eremi  smo”, che però non è isolamen-

to. 

Questo aspet-



to ha prevalso, 

contribuendo a 

creare l’immagine 

di una terra dura, 

selvaggia, dove 

un tempo il lavoro 

era fa  ca e dove 

chi restava era 

condannato a non 

essere protagoni-

sta della propria 

storia ma a subire 

quella altrui. 

Non si tra  a, be-

ninteso, di una grande storia: invano qui 

si cercherebbero quei fa     che  hanno 

cambiato il volto delle nazioni; invano si 

cercherebbe l’ar  sta di grido o il geniale 

urbanista che avesse disegnato con sa-

piente proge  o la pianta dei nuclei abi-

ta   che oggi formano San Mauro Cilen-

to. Qui tu  o è piccolo, minuscolo; come 

minuscoli sono i vari agglomera   urbani, 

le chiese, le vie. Ma tu  o è razionalmen-

te ordinato ad una funzionalità precisa, 

quasi perfe  a, necessaria, dove il super-

fl uo è bandito e dove trova la sua ragion 

d’essere solo l’essenziale. 

Sono queste le cara  eris  che  del 

mondo rurale; esse hanno generato quel 

par  colare   po di civiltà basata sul rap-

porto uomo-terra. È un mondo dalla sto-

ria umile, ma intensamente vissuta: per-

ché il rapporto con la terra o è intenso o 

Prodo  o   pici - Castagna

introduzione



4

non ha ragione di esistere. 

Ma chi ha guardato dall’esterno que-

sta realtà o chi da essa ha cercato di fug-

gire per inseguire un diverso risca  o so-

cio-economico, non ne ha dimen  cato la 

vita in  ma e a volte ne ha recuperato le 

memorie che stavano per essere annien-

tate dal tempo. Riemerge così qualche 

vecchia tes  monianza; viene ricostruito il 

focolare come stru  ura, anche se ormai 

solo ricordo e tentato simbolo dell’unità 

familiare; perfi no l’orto dietro casa si fa 

spazio per off rire ancora i succo-

si fru    come un tempo. Del mon-

do an  co, d’altra parte, oggi se ne 

cerca il recupero, non solo per una 

ques  one di buon gusto o di cresci-

ta culturale, ma anche per off rire 

una intelligente e diversa fruizione 

turis  ca che può spaziare tra an  chi 

luoghi di culto, frantoi di legno, mu-

lini ad acqua, palazzi gen  lizi dagli 

ampi cor  li  contorna   da “torrìni” 

o ingen  li   da colombaie, pezzi di 

abile ar  gianato espressi in legno o 

in pietra ed infi ne la stessa stru  ura 

dei nuclei abita   an  chi. 

Qui per gran parte dell’anno vi 

regna il silenzio, che non è solitudi-

ne, custode secolare di queste strut-

ture an  che,  sobrie,   picamente 

rurali, ciascuna con una storia. Que-

ste piccole e poche cose hanno re-

sis  to all’azione erosiva del tempo: 

esse sono degne di cos  tuire l’ogge  o di 

“viaggio” perché sono la tes  monianza di 

un modo di vivere, di una civiltà. 

Ciò è de  ato dalla coscienza che que-

ste emergenze tes  moniano una “pre-

senza”, la cui incidenza nella società an  -

ca, documentata ampiamente dalle fon  , 

ancora si avverte nelle consuetudini del 

popolo come nei raccon  ; esse conserva-

no quel sapore   pico della cultura “pae-

sana” che è uno di quei beni culturali im-

materiali oggigiorno di nuovo interesse, 

Casal So  ano - Frantoio an  co

introduzione


5

Casal Soprano - La Torre  a

introduzione

anche internazionale.

Altro elemento che viene qui 

espresso, nel corso del nostro 

i  nerario, è il conce  o di paese 

come stru  ura  an  ca, cioè quel 

complesso di situazioni socio-eco-

nomiche rimaste quasi immutate 

per secoli e quegli interven   edilizi 

stre  amente  lega   alle esigenze 

con  ngen   e che hanno creato 

quel par  colare ambiente assolu-

tamente originale in tu  e le sue 

manifestazioni. 

In questo ambito, tra le stru  u-

re più considerevoli, si collocano 

alcuni edifi ci religiosi. Non poteva 

essere diversamente in quanto in 

essi si è conservato quanto di me-

glio l’arte popolare abbia espres-

so. La chiesa è stata da sempre il 

“centro” del paese. Ricordiamo 

come  fi n dall’epoca longobarda 

le comunità locali si riunivano sul 

suo sagrato per dirimere vertenze 

e s  pulare  contra   ; e i conven   

sono sta   i centri propulsori non 

solo di vita religiosa, ma anche cul-

turale ed economica. Ques   sono 

dunque i luoghi che meglio conser-

vano le tes  monianze del passato 

e ancora oggi off rono da vedere e 

gustare qualcosa di originale e de-

gno di nota. 

Le abitazioni gen  lizie, a parte 


6

introduzione

quelle che sono tu  ora abitate, e quindi 

non fruibili turis  camente,  presentano 

anch’esse delle par  colarità, pur ripeten-

do quasi tu  e gli stessi schemi nell’im-

pianto e negli ambien  . Troveremo, inol-

tre, nel nostro i  nerario mol   manufa   , 

alcuni di un certo tenore ar  s  co, che in 

gran parte sono sta   raccol   nel Museo 

per la Storia socio-religiosa del Cilento 

An  co, sito nel succorpo della chiesa par-

rocchiale e in  tolato all’Eleusa, l’icona 

bizan  na presente in loco, tes  mone di 

una storia par  colare a cui accenneremo.

Alla nostra gente, agli studen  ,  agli 

ospi   dedichiamo questo lavoro, affi

  nché 


la coscienza di alcuni aspe    della nostra 

iden  tà sia da s  molo per meglio vivere 

I’avvenire. 

Piante   piche - fru  o di corbezzolo



7

Casal So  ano - Centro storico

un territorio da scoprire

Il territorio del Comune di San Mauro 

Cilento e quello immediatamente circo-

stante, presenta cara  eris  che  diverse 

man mano che dalla costa si ci addentra 

verso le colline: ciò avviene non solo a 

causa della non omogeneità orografi ca, 

che pur è notevole, quant’anche per il di-

verso   po di sviluppo agricolo dei secoli 

passa  , riversato ancora oggi nella nuova 

agricoltura in parte anche biologica, che 

fu determinato sopra  u  o dalle colture 

che i Benede   ni introdussero poco dopo 

l’anno Mille, in seguito all’intenso disso-

damento della fascia collinare. Abbiamo 

così la foresta di castagni del versante 

nord-ovest del Monte della Stella, gli uli-

ve    e i vigne    di San Mauro, i pascoli delle 

pietrose colline interne di Serramezzana 

e Montecorice. L’endemica scarsità d’ac-

qua ha rido  o la coltura degli ortaggi nei 

pressi dei torren   e di qualche sorgente 

mentre in par  colare verso la marina o 

la bassa collina viene ancora ampiamen-

te col  vato il fi co in coltura promiscua. 

L’abbondanza di erba sparta sui piccoli 

e assola   rilievi prospicien   la costa, ha 

dato origine in passato ad un fervido ar-

 gianato per la fabbricazione di corde, i 


8

cosidde      libbàni, usate nella pesca come 

nell’agricoltura e in parte anche avviate 

ai merca   della Puglia. 

Il paesaggio che accoglie il visitatore, 

man mano che la strada si inerpica sul-

le assolate colline, è vivacizzato ora da 

abitazioni rurali, ora da an  chi  luoghi 

di culto semi abbandona  , ora da rude-

ri, ora da minuscoli gruppi di abitazioni, 

seminascos   alla vista del mare, la cui 

ubicazione obbedì un tempo alle neces-

sarie leggi di sicurezza per proteggersi 

dagli a  acchi dei pira  . Non più i colori 

vivi e lucen   della costa, non più gli spa-

zi sconfi na   del mare, ma la collina dove 

dominano ulive   centenari contorna   ed 

intervalla   dalla macchia mediterranea. 

Il paesaggio naturale non è solo pro-

tagonista in questa realtà che sembra es-

sere rimasta fuori dal tempo, ma è anche 

elemento chiarifi catore di quel comples-

so di fa   , usi, costumi, stru  ure che qui 

vi resistono e che recano in sé il sapore 

dell’an  co. Qui i ritmi e le dinamiche del-

la civiltà moderna appena affi

  orano; l’o-

pera dell’uomo si mostra con discon  nu-

ità, quasi con   midezza: e ciò è un bene. 

Infa   , i vari nuclei abita   an  chi che 

formano San Mauro Cilento sono rima-

s   (forse senza una precisa coscienza) 

quelli di un tempo. E questa è stata la 

loro fortuna, perché oggi riprendono una 

splendida vita nella quale le dimensioni 

del progresso sono intese come valoriz-

zazione di quelle stru  ure che un tempo 

accolsero gli sten   e la fa  ca. 

A chi li guarda da una certa distanza, 

così da abbracciare un arco abbastanza 

ampio di paesaggio, sembra che si mi-

me  zzino nell’ambiente e appaiono im-

mobili come se la frene  ca vita moderna 

non li toccasse. Forse proprio nell’assorta 

e provinciale tranquillità è da ricercare 

una non piccola parte del loro fascino. 

Osserviamoli più a  entamente: sono 

arrocca   sul fi anco o sul dorsale di una 

collina e presentano elemen   comuni. Le 

abitazioni sono addossate l’una all’altra, 

i muri sono in pietra calcarea a faccia vi-

sta, i te    costrui   con coppi di terracot-

ta; qua e là sve  a una torre che domina 

la vallata so  ostante, a fi anco del com-

pagno inseparabile, il campanile di una 

chiesa; mol   i palazzi gen  lizi la cui mole 

si stacca dal resto delle case. 

Questo impianto edilizio è rimasto 

pra  camente immutato da secoli e co-

s  tuisce oggi un elemento che dis  ngue 

ques   piccoli agglomera   urbani, che 

trovano un’altra loro cara  eris  ca  pro-

prio nella sta  cità; la quale, se come ele-

mento economico e sociale va considera-

ta nega  va, dal punto di vista este  co ci 

ha donato questa realtà, forse unica nel 

suo genere, che comunque cos  tuisce un 

bene culturale da custodire gelosamente 

ed una grossa a  razione turis  ca.

un territorio da scoprire



9

“Paese” non è solo un piccolo agglo-

merato di case, ma è sopra  u  o la cul-

tura di coloro che vi abitano, che è il ri-

sultato di secoli di storia. Di conseguenza 

la sua stru  ura non è soltanto quel par-

 colare impianto urbanis  co, ma è so-

pra  u  o l’espressione di quanto in esso 

avviene come organizzazione e rappor   

sociali. 

Queste cose, anche se oggi appaiono 

so  o una forma moderna, recano dentro 

di sé l’esperienza del passato e perciò il 

“paese” vive ancora oggi come “stru  ura 

an  ca”. In questa i nuclei umani e i nuclei 

urbani hanno trovato la loro concreta re-

alizzazione. I primi si sono forma   lungo i 

secoli in funzione di precise esigenze so-

cio-economiche, le quali si sono poi mo-

difi cate profondamente, a volte scompa-

rendo per essere sos  tuite da altre del 

tu  o diverse. Al contrario, i nuclei urbani 

sono rimas   il più delle volte immuta   

nella loro globalità, conservando un loro 

volto fuori dal tempo; in essi l’evolversi 

dei vari aspe    della vita ha causato veri e 

propri processi di decadimento: ciò è do-

vuto ai cara  eri fondamentali del mondo 

contadino che in una sorta di sta  cità e 

nell’inerzia esprime la sua fi sionomia. 

Di conseguenza il punto di partenza per 

il “decollo” economico è situato a quote 

più basse rispe  o ad altre aree. Ma que-

il paese come strutttura antica

Località Sala - Rudere


10

sto non signifi ca che i conce    di prote-

zione ambientale, di fruizione turis  ca, di 

sviluppo edilizio pianifi cato non abbiano 

trovato anche qui, già da anni, e forse pri-

ma di tante altre aree più sviluppate, una 

loro pra  ca applicazione; anzi, in alcuni 

casi, una vera e propria esaltazione. 

Qui, se tu   o ha subito qualche ritardo, 

non lo è stato in maniera irrimediabile; 

anzi, forse la sta  cità propria della cultu-

ra rurale ha impedito il totale smembra-

mento delle tes  monianze del passato. 

Inizialmente non si è tra  ato di una scel-

ta operata da parte della classe dirigente 

né della popolazione, ma di un semplice 

naturale andare delle cose. Poi la matu-

razione culturale dell’una e dell’altra, ha 

creato quella sensibilità che oggi è un 

bene anche economico di rilievo e che 

in gran parte regge il benessere del pa-

ese. 


In questo ambiente l’opera del “pae-

sano”, anche se frammentaria e a volte 

modesta, resta comunque un episodio 

signifi ca  vo ed interessante, basata su 

una sorta di condizionamento reciproco 

tra uomo e natura. La stru  ura dei cen-

tri abita   ha dovuto ada  arsi ad un am-

biente naturale dominato da un paesag-

gio collinoso e aspro, subendo più che 

gestendo la realtà orografi ca. Ma nello 

stesso tempo le necessità impellen   di 

sopravvivenza, hanno portato il contadi-

no a saper sfru  are ogni elemento u  le 

a proprio vantaggio. Là dove era possibile 

captare le scarse acque, egli vi costruì più 

mulini digradan   che potessero u  lizza-

re lo stesso fl usso come forza motrice; e 

dove le sorgen   erano scarse, scavò delle 

cisterne che facessero da riserva e da ba-

cino raccoglitore delle acque piovane. 

Non fu una lo  a pienamente vi  o-

riosa, perché le calamità naturali spesso 

vinsero: e non solo esse. Bisognava difen-

dersi anche dalle avversità degli uomini. 

Le stru  ure che incontreremo nel no-

stro viaggio, risalgono per lo più al XVI-X-

VII secolo, ma edifi cate su stra  fi cazioni 

molto an  che. Lo sviluppo dei villaggi, 

An  co frantoio - Par  colare macino

il paese come strutttura antica



11

conseguente ad un modesto in-

cremento demografi co,  a  fi anco 

alla costruzione dei palazzi e chie-

se, tenne conto sopra  u  o  delle 

precarie condizioni di sicurezza a 

causa delle scorrerie dei pira   bar-

bareschi e dei malandrini, come il 

popolo chiamava i brigan  . I nuclei 

abita   si svilupparono in lunghezza, 

stre    a  orno ad uno o più palazzi 

for  fi ca  ,  a  raversa   da una sola 

via principale dalla quale si dirama-

vano vicoli ripidi e stre   . Ogni casa, 

oltre all’entrata principale che dava 

sulla Via Pubblica, ne aveva un’altra 

sul retro verso l’orto. Quest’ul  ma 

non era solo un’uscita di “servizio”, 

come ancora oggi in mol   casi, ma 

anche e sopra  u  o un’uscita di si-

curezza per me   ersi in salvo in caso 

fosse stato necessario abbandonare 

l’abitato. Importanza strategica ebbero le 

fi nestre del piano superiore: le abitazioni 

erano costruite a zig-zag lungo la via prin-

cipale e su ogni lato una fi nestra control-

lava parte della via o del vicolo di fronte. 

Questo impianto è rimasto quasi inta  o.

Non meno interessan   sono le abita-

zioni rurali, molte delle quali recuperate 

trasformate in stru  ure  agrituris  che, 

senza perdere la loro an  ca  vocazione. 

Ce ne sono di molte e di varie forme. Ve-

nivano usate solo durante le ore diurne 

in quanto nessuna garanzia off rivano du-

rante la no   e per il proliferare del brigan-

taggio che fl agellò queste campagne fi no 

agli ul  mi decenni del XIX secolo. Come 

nel Medioevo l’individuo isolato non go-

deva di alcuna protezione giuridica, così 

in tempi più recen   egli doveva coaliz-

zarsi per sopravvivere. L’accentramento 

della popolazione nei piccoli centri urba-

ni, retaggio di situazioni sociali ormai tra-

montate, costringe ancora oggi i contadi-

ni al duplice quo  diano tragi   o dal paese 

alla zona di lavoro e viceversa, anche se 

molto facilitato dalla tante strade rurali 

carrabili. 

il paese come strutttura antica

Casal So  ano - An  co casolare - interno


12

IL NOSTRO VIAGGIO

La strada provinciale che viene da 

Agropoli, superate le Ripe Rosse lussureg-

gian   di Pini d’Aleppo, a   raversato il bor-

go marinaro di Agnone, dirigendosi verso 

sud si inerpica sul costone prospiciente il 

mare e, in località Zamarro, approda nel 

territorio del Comune di San Mauro Ci-

lento. Qui la macchia mediterranea pren-

de il sopravvento sugli ul  mi pini d’Alep-

po e si specchia nel mare so  ostante che 

riverbera i colori del cielo col verde della 

vegetazione. La strada poi a  raversa un 

dolce declivio segnato a monte dalla folta 

vegetazione e a valle da colture e da mol-

te piante ornamentali, tra le quali sorgo-

no numerose nuove costruzioni fi n quasi 

a lambire le rive del mare. Qui la costa, 

che inizialmente è cio  olosa, poi diven-

ta sabbiosa e la spiaggia, meta in estate 

di un intenso fl usso di bagnan  , è lunga 

circa tre chilometri: ha inizio all’Acqua r’i 

Canne, dove si erge la 

torre della Fiumarola, 

costruita a metà del 

XVI, oggi adibita a civi-

le abitazione, e termi-

na nei pressi delle sco-

gliere di Acciaroli. 

Qui in un breve al-

ternarsi di insenatu-

re che sorprendono il 

viaggiatore per la loro 

varietà, si inserisce 

la Marina di Mezzatorre, di recente svi-

luppo: in estate si rianima e si ripopola 

in maniera inverosimile, contribuendo a 

dare quel “colore” par  colare al nostro 

turismo.

Essa cos  tuisce il portato contempo-

raneo di due insediamen    an  chi:  Ma-

ri  ma e San Primo, quest’ul  mo già do-

cumentato antecedente all’anno Mille, 

il cui solo toponimo sopravvive lungo la 

provinciale che porta ad Acciaroli, sede di 

alcuni insediamen   e stru  ure a cara  e-

re turis  co. 

Dopo una breve escursione sul mare, 

riguadagnando la strada provinciale e 

lambendo i muri dell’an  ca Torre dei Sa-

lurso, oggi adibita a rice   vità  turis  ca, 

imbocchiamo la strada a monte del nu-

cleo di case. 

La strada, costruita ex novo agli ini-

zi degli anni Se  anta del secolo appena 

trascorso, dopo una salita molto ripida, ci 

Strada per Mezzatorre - Giro d’Italia 2013

Mezzatorre



13

porta con mol-

   tornan    fi no 

a quota 460 m. 

l./m. Man mano 

che si sale, il 

panorama si 

allarga sulla di-

stesa azzurra 

del mare, al li-

mite della quale 

la breve fascia 

cos  era  appa-

re minuscola e 

palpitante. Non 

a caso nel 2013 

il Giro d’Italia ha vo-

luto onorare il nostro territorio con una 

tappa che ha risalito il paese assegnando 

anche il “premio della montagna” di II ca-

tegoria.

S  amo percorrendo le pendici ovest 

del Tuzzàle (m. 437) alla cui sommità fi no 

al primo dopoguerra vi era una piccola 

stru  ura per il telegrafo. È questa una 

delle zone più intensamente col  vata. 

Nei pressi del Tuzzàle vi è il colle della 

Palmenta; in località Monaco, da alcuni 

reper   del V-IV secolo a.C. (conserva   

nel Museo dell’Eleousa, v. oltre) è tes  -

moniata una presenza abita  va in fun-

zione dello sfru  amento di un’area di 

alta produ   vità cerealicola nei pressi di 

un corso d’acqua, il torrente Jandolo, sul 

quale sorgevano alcuni mulini ad acqua. 

L’insediamento era, probabilmente, col-

legato col centro for  fi cato che sorgeva 

sul monte della Stella, per il quale poteva 

cos  tuire una riserva agroalimentare. 

La zona è ricoperta di ulive   e vigne   

in gran parte asservi   ad alcune stru  u-

re agrituris  che: essi ci aff ascinano  per 

la loro vas  tà, quasi aggrappa   ai ripidi 

pendii, interro    qua e di là dai muri a 

secco dei terrazzamen  . 

San Mauro è uno di quei pochi paesi 

del Cilento dove l’agricoltura cos  tuisce 

ancora la base dell’economia. Gli abitan   

l’hanno saputa valorizzare anche nel cor-

so di quegli anni nei quali in altri paesi la 

si sfuggiva. 

Oggi la terra ha ripagato: il paese è 

conosciuto per l’olio genuino, per il buon 

vino e per la lavorazione dei fi chi; i “fon-

a  qu

u

ota 



460 

m.

 



l.

l

/m



/m.

.

Ma



Ma

n

n



ma

m

no



 

ch

che



e

si

si s



s

al

ale,



e, ii

l

l



pa

no

ra



ma

 

si



al

al

la



la

rg

rg



a

a

su



su

ll

lla



a  di

d

-



-

st

stes



esa 

az

az



zu

zu

rr



rr

a

a



de

de



ma

mare



re,

,

al



al

l

l



i-

i-

mi



mi

mi

mi



mi

t

te



te

te

te



t

d

d



d

d

d



l

el

el



el

el

l



la

la

la



la

q

q



q

q

ua



ua

ua

ua



le

l

le



le

le

 



la

l

l



la

b

b



b

re

re



re

ve

ve



ve

f

f



f

f

as



as

s

ci



c

a

a



a

co

co



co

s

s



s

s

e



e

e

e



e

ra

ra



ra

ra

ra



a

a

a



a

a

a



a

pp

pp



pp

pp

pp



p

pp

pp



p

a-

a-



a-

a-

a-



a

a

re



re

re

re



re

re

re



e

e

re



ee

r

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



in

in

in



in

in

in



in

in

us



us

us

us



us

us

u



us

co

co



co

co

co



co

co

o



co

o

co



co

co

co



co

co

co



co

o

co



co

o

o



c

c

co



o

o

o



co

la

la



la

la

a



a

a

e



e

e

e



e

 

pa



pa

pa

p



pa

p

pa



p

lp

lp



l

lp

lp



p

lp

p



p

it

it



it

it

t



it

it

it



i

an

a



an

an

a



an

an

an



an

an

an



a

n

a



an

a

n



a

a

a



n

a

n



n

n

te



te

te

te



te

t

.



.

.

No



No

No

No



No

No

No



N

No

N



No

No

No



No

o

o



o

No

No



o

o

o



No

No

o



o

o

o



o

N

No



o

N

N



o

o

No



o

o

o



o

o

o



o

o

No



o

o

No



No

N

No



No

No

No



No

o

o



No

N

o



N

N

o



o

o

N



No

N

N



o

N

N



N

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

ca

ca



ca

ca

ca



ca

ca

ca



ca

ca

ca



ca

a

a



ca

ca

a



a

a

c



c

ca

c



ca

a

a



a

a

ca



a

a

c



a

a

ca



a

a

a



a

a

c



a

a

a



c

ca

ca



c

a

c



c

ca

ca



ca

a

a



ca

ca

a



a

a

a



a

a

a



c

c

c



c

a

so



so

so

so



so

so

so



so

so

so



o

so

o



so

s

so



so

so

so



o

so

so



so

so

so



so

s

so



so

so

s



so

so

so



o

so

so



so

s

so



s

s

s



s

so

so



o

o

so



s

o

o



s

s

o



s

o

o



o

s

s



s

s

o



s

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

n

n



n

el

el



el

el

el



el

el

el



el

el

el



el

el

e



el

el

el



el

el

e



e

l

el



el

el

el



el

el

e



e

e

e



e

el

e



e

e

l



e

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

2



2

2

0



0

01

01



01

01

01



01

01

0



01

01

01



01

01

01



01

01

01



01

01

01



1

01

01



1

1

1



0

01

0



01

1

0



01

1

01



1

0

0



01

0

0



01

0

1



01

1

1



01

01

0



1

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

3



3

3

il



il

il

il



il

il

il



l

i

il



il

l

il



il

il

il



il

il

i



il

il

i



il

il

ilil



il

il

i



lll G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

G



G

G

ir



ir

ir

ir



ir

ir

ir



ir

ir

ir



ir

i

ir



ir

ir

r



ir

ir

ir



ir

ir

ir



ir

ir

ir



ir

r

ir



ir

ir

ir



ir

ir

ir



ir

r

r



i

r

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

d’

d’



d’

d’

d’



d’

d

d



d

d

d



d

d’

d’



d’

d’

d’



d’

d’

d’



d’

d’

d



d’

d’



d’

d’



d’

d’

d



d’

d’

d’



d’

d

d’



d

d’

d



d’

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



It

It

It



It

It

It



It

It

It



It

It

It



t

It

It



It

It

It



t

It

It



It

It

It



It

It

t



I

It

It



t

t

t



t

It

tt



It

It

It



It

t

t



I

I

I



al

al

al



al

al

al



al

al

al



al

al

al



al

l

l



al

al

al



a

al

al



l

l

l



al

al

l



a

al

al



l

al

a



al

a

a



al

al

al



al

a

a



ia

ia

ia



ia

ia

ia



ia

ia

iaa



ia

ia

ia



ia

a

ia



a

ia

ia



ia

ia

iaaa



ia

ia

ia



ia

ia

ia



ia

ia

i



ia

ia

ia



a

ia

ia



i

ia

ia



i

a

i



a

a

a



a

a

ia



a

a

a



a

a

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

h

h



h

aa

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

aa

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



v

vo

vo



vo

vo

vo



vo

vo

vo



vo

vo

vo



vo

vo

o



vo

vo

vo



vo

vo

o



o

vo

vo



vo

vo

vo



vo

o

vo



vo

o

vo



vo

o

o



vo

o

vo



o

o

v



v

o

v



v

o

o



o

v

v



o

vo

-



-

-

-



-

-

-



-

-

-



-

-

-



-

-

-



-

-

-



-

-

-



lu

lu

lu



lu

u

lu



lu

u

lu



u

u

lu



lu

lu

lu



lu

lu

lu



l

l

lu



l

lu

lu



u

lu

u



u

lu

lu



l

lu

lu



lu

lu

lu



lu

lu

u



u

lu

lu



u

l

u



u

u

u



lu

u

lu



u

u

to



to

to

to



to

to

o



o

to

to



to

to

o



to

o

to



o

to

to



o

o

o



o

to

o



to

to

to



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

no



no

no

no



no

n

n



no

n

no



no

no

no



no

no

no



no

no

no



no

o

o



o

no

no



no

no

no



no

o

n



no

no

no



o

o

no



no

no

no



n

o

no



no

no

no



o

no

no



n

o

o



n

no

n



o

no

o



n

o

n ra



rra

ra

ra



ra

ra

ra



ra

ra

ra



ra

ra

ra



ra

r

ra



ra

ra

ra



a

ra

ra



ra

ra

ra



a

ra

ra



ra

ra

r



a

a

ra



ra

ra

ra



a

ra

r



ra

a

a



a

a

r



ra

r

rrr



a

r

r



r

r

r



ra

r

r



a

a

a



r

a

a



re

re

re



re

re

re



re

re

re



re

e

re



re

re

r



re

re

re



r

r

re



re

re

re



re

re

r



re

re

re



e

e

re



r

re

e



e

e

re



re

re

re



e

r

r



e

e

r



r

e

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

i

i



i

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



lll

l

lll



l

l

l



no

no

no



no

no

no



n

no

no



no

no

o



no

no

no



no

no

no



no

n

no



no

no

n



n

no

o



o

o

no



no

n

no



no

no

no



n

n

no



o

o

o



no

n

o



st

st

st



s

st

st



st

st

st



st

st

t



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

s

st



st

t

t



st

st

t



t

st

s



st

st

st



st

t

t



st

s

st



st

st

st



t

t

t



t

st

t



t

t

t



st

st

t



t

st

st



s

t

s



t

t

ro



ro

ro

ro



r

ro

ro



rro

r

ro



ro

o

ro



ro

ro

ro



ro

ro

o



ro

ro

ro



ro

ro

ro



o

ro

ro



ro

ro

ro



o

ro

ro



ro

ro

o



o

o

o



r

ro

o



o

ro

r



o

o

o



ro

r

o



ro

ro

o



o

o

o



o

o

r



ro

ro

o



o

o

tt



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

er

e



er

er

er



er

er

er



er

r

er



er

r

er



er

er

er



er

er

er



er

r

er



er

er

er



r

er

r



r

er

r



er

er

r



r

r

er



e

r

r



r

r

e



er

r

r



r

e

r



e

er

r



eer

eee


r

r

r



r

er

r



r

r

rr



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



ta

ta

ta



ta

ta

ta



ta

ta

ta



ta

t

ta



ta

ta

ta



ta

ta

ta



ta

t

ta



ta

ta

ta



a

ta

ta



ta

ta

ta



ta

t

a



a

t

ta



t

t

ta



a

t

a



a

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



p

p

p



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

pp

pp



pp

p

p



pp

pp

p



p

p

p



p

pp

a



a

a

a



a



a

a



a



a

a



a

a



a

a

a



a

a



a

a

a



a

a

aa



a

a

a



a

a

a



aaa

a

a



ch

ch

ch



ch

ch

ch



ch

c

ch



ch

ch

ch



ch

ch

ch



h

ch

c



c

ch

ch



h

ch

c



ch

ch

ch



ch

cc

c



ch

ch

c



ch

h

h



h

h

h



ch

ch

c



ch

c

c



c

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

ha



ha

ha

ha



h

ha

ha



ha

ha

ha



ha

ha

ha



ha

h

ha



ha

ha

ha



ha

ha

ha



h

ha

ha



ha

ha

h



ha

ha

ha



ha

ha

ha



h

ha

ha



ha

ha

h



ha

h

h



ha

ha

ha



ha

h

ha



h

h

h



ha

ha

ha



h

ha

a



a

h

h



ha

a

a



a rr

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



r

r

r



rr

r

r



r

r

r



r

is

is



is

is

is



is

is

is



is

is

s



is

is

is



is

is

is



s

is

s



is

is

is



is

is

s



s

is

is



s

is

is



is

s

s



i

is

s



s

s

i



i

al

al



al

al

al



al

al

aa



al

al

al



l

a

l



al

al

al



a

al

al



a

al

al



al

a

al



a

a

al



al

al

al



al

al

a



a

a

l



a

a

a



l

a

l



a

a

it



it

it

it



it

it

it



t

it

it



it

t

it



it

it

it



t

t

it



it

it

t



t

it

t



it

t

it



i

t

it



t

it

t



t

it

t



it

it

i



t

t

t



t

t

t



t

t

o



o

o

o



o

o

o



o



o

o



o

o



o

o

o



o

o



o

o

o



o

o



o

o

o



o

o



o

o



o

o

o



o

o

o



o

o

il



il

il

il



il

il

il



il

il

il



l

il

il



il

il

l



il

il

il



l

l

il



i

l

il



ll

il

il



il

il

il



l

il

l



l

il

l



i

il

l



i

l

i



il

l

i



il

i

i



l

l

i



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

ae



ae

ae

ae



ae

a

a



a

ae

ae



ae

ae

ae



ae

aae


aae

e

e



e

e

ae



e

ae

ae



ae

ae

ae



e

ae

ae



a

ae

e



ae

ae

e



a

e

e



e

ae

e



ae

e

e



e

e

ae



e

e

a



a

e

e



e

e

a



e

e

a



a

an

an



an

an

a



an

an

an



an

an

an



an

an

an



a

a

an



an

a

a



an

n

an



n

an

n



n

an

n



n

an

n



a

a

a



n

a

ch



ch

ch

ch



ch

ch

ch



ch

h

h



ch

ch

h



h

h

h



h

ch

ch



ch

ch

ch



h

h

h



ch

ch

ch



h

ch

ch



ch

h

ch



h

h

c



h

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



il

il

il



il

il

il



il

il

l



il

il

il



il

il

il



il

l

il



l

il

i



l

l

il



il

il

l



il

il

l



il

l

i



l

il

l



l

i

il



il

i

il



l

l









““























pr

pr

pr



pr

p

pr



pr

pr

pr



pr

pr

pr



pr

pr

pr



pr

pr

pr



pr

p

pr



pr

pr

pr



pr

p

pr



r

pr

pr



p

p

p



p

r

r



pr

pr

pr



pr

pr

pr



p

p

p



pr

p

pr



pr

r

r



r

p

r



pr

pr

p



p

p

r



p

p

p em



em

em

em



em

em

em



e

em

em



em

em

em



em

em

em



em

em

m



em

m

em



m

em

m



m

em

em



em

em

em



em

m

m



em

em

em



em

em

e



em

em

m



m

em

em



m

m

em



e

m

m



em

m

m



e

m

e



e

io

io



io

io

io



o

o

io



o

io

io



io

io

io



io

io

io



io

io

io



io

io

io



io

io

io



o

o

o



io

o

io



io

io

o



i

o

o



o

o

io



o

o

io



i

i

i



o

o

o



i

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

el

el



e

el

el



el

el

el



el

el

el



e

e

el



el

el

el



el

l

el



e

el

el



e

el

el



l

el

l



el

el

e



e

el

el



el

el

el



el

e

l



el

l

l



e

el

el



l

e

l



l

la

la



la

la

la



la

la

la



la

la

la



la

la

la



la

la

la



a

la

la



la

la

la



la

la

la



la

la

la



la

a

l



la

la

la



l

laa


la

la

la



a

la

l



la

la

l



a

a

a



l

a

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



m

m

m



on

on

on



on

on

on



on

on

on



on

on

o



o

o

on



on

on

on



on

o

on



on

o

on



on

o

o



o

o

n



n

o

o



o

o

n



o

o

n



o

t

te



te

te

te



te

te

te



te

te

te



te

te

te



te

te

te



te

te

e



te

te

t



te

te

e



te

te

te



te

te

te



te

e

te



te

te

e



te

t

e



e

te

e



te

go

go



go

go

go



g

go

go



go

go

go



go

go

go



go

go

go



go

go

go



g

g

o



go

go

go



go

g

g



go

g

go



o

g

go



o

o

g



g

go

o



g

g

go



g

g

o



o

g

g



o

o

g



g

g

g



g

r

ri



ri

ri

r



ri

ri

ri



ri

ri

ri



ri

ri

ri



ri

ri

r



r

ri

r



ri

ri

ri



ri

i

i



ri

i

i



i

i

i



i

i

i



i

r

i



a.

a.

a.



a.

a.

a.



a.

a.

a



a.

a.

a



a

a.

a.



.

a.

a.



a

a.

a



a.

a

a.



a

a.

a



a

a

a



a.

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

.

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



SS

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



S

S

S



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

aa

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



o

o

o



mo

mo

mo



mo

mo

m



mo

o

mo



mo

mo

m



mo

mo

o



mo

m

mo



mo

m

mo



o

o

m



m

m

o



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

er

er



er

er

er



er

er

er



er

er

er



er

er

e



e

er

er



er

er

er



r

r

r



er

er

e



er

er

er



er

e

r



er

e

r



e

e

e



e

e

co



co

co

co



co

co

co



c

co

co



co

co

co



co

o

co



co

o

o



co

co

co



c

co

co



co

c

co



co

co

c



co

o

o



o

c

c



rr

rr

rr



rr

rr

r



rr

rr

rr



rr

rr

rr



rr

rr

rr



r

rr

rr



rr

rr

r



rr

r

r



r

rr

r



rr

r

r



r

r

r



r

r

r



en

en

en



en

en

en



en

en

en



e

en

en



en

n

en



en

en

en



en

en

en



en

en

en



e

n

e



e

en

n



en

e

n



n

en

n



n

n

n



n

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



do

do

do



d

d

do



do

do

do



do

do

o



o

do

o



do

d

d



o

o

do



do

do

d



o

do

d



do

o

o



d

o

o



o

o

o



o

o

o



d

o

o



d

d

d



d

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

e

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

de

de



de

d

e



e

d

d



de

de

de



d

d

d



d

d

e



d

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



l

l

l



Tu

T

Tu



Tu

Tu

Tu



Tu

Tu

T



Tu

Tu

Tu



Tu

Tu

Tu



u

Tu

Tu



Tu

T

Tu



Tu

T

Tu



T

Tu

Tu



Tu

Tu

Tu



u

u

Tu



Tu

T

Tu



T

Tu

Tu



Tu

Tu

T



T

T

T



T

T

u



Tu

Tu

u



T

u

u



u

u

u



T

u

u



T

zz

zz



zz

zz

zz



zz

zz

zz



zz

zz

zz



z

zz

z



zz

z

z



zz

zz

zz



zz

zz

z



zz

zz

zz



zz

z

zz



zz

z

z



zz

z

z



z

z

z



àl

àl

àl



àl

àl

àl



àl

àl

àl



àl

à

àl



àl

àl

à



àl

àl

àl



àl

à

àl



àl

àl

à



àl

à

l



à

l

àl



l

l

l



l

à

à



à

àl

àl



l

à

l



à

l

àl



à

à



e

e



e

e



e





e

e

e



e

e

e



e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e



e

e

e



(

(m

(m



(m

(m

(m



(m

(m

(m



(m

(m

(m



(m

(m

(m



(m

(m

(m



(

(m

m



(m

m

(m



(

(

m



(

(

(m



(m

m

(



(

(m

(



m

(

(



(

(

m



(

m

(m



m

(

m



m

m

(m



m

m

m



.

.

.



.

.

.



.

.

.



.

.

.



.

.

43



43

43

43



43

43

43



43

43

43



43

43

43



43

3

43



43

43

43



43

4

4



43

43

4



3

43

43



43

3

43



3

43

43



4

43

3



4

7)

7)



7)

7)

7)



7)

7)

7)



7)

7)

7



7)

7)

7)



7

7

7)



7)

7)

7)



7)

7)

7)



7)

7)

7)



7)

7)

7)



7)

7

7)



7)

7)

7



7

7

7)



7)

7

)



7

)

7



a

a

aa



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



aaa

a

a



a

a

a



a

a

ll



ll

ll

l



ll

l

ll



ll

l

ll



ll

ll

ll



l

l

l



ll

l

ll



l

l

l



l

l

l



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



aa

a

a



cu

c

c



c

cu

cu



cu

cu

cu



cu

cu

cu



cu

cu

cu



cu

c

cu



cu

cu

cu



cu

cu

c



c

c

cu



c

cu

u



u

u

u



c

c

cc



c

al

al



a

al

al



al

al

al



al

al

al



al

al

al



al

a

al



al

al

al



a

a

aa



a

a

a



a

aaaa


al

a

a



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



p

p

p



ri

ri

r



ri

ri

ri



ri

ri

ri



ri

ri

ri



r

ri

ri



ri

ri

i



ri

r

ri



ri

ri

r



ri

r

r



ri

r

ri



ri

r

r



ri

i

ri



r

i

ri



r

ri

ri



i

i

i



rrr

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

mo

mo



mo

m

mo



mo

mo

m



mo

mo

mo



m

mo

mo



m

mo

o



m

m

mo



m

m

o



o

m

o



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

d



d

d

op



op

op

op



op

op

op



op

op

op



op

op

op



op

op

op



p

p

p



op

o

o



op

op

op



op

p

p



o

op

o



op

p

p



p

op

p



p

p

p



op

o

o



p

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

og



og

og

g



g

g

og



o

o

og



og

og

o



o

o

g



g

g

og



g

ue

ue



ue

ue

ue



ue

ue

u



e

ee

ue



ue

ue

ue



ue

e

ue



ue

ue

ue



u

ue

ue



ue

ue

ue



ue

ue

e



e

ue

ue



ue

e

u



u

u

e



e

rr

rr



rr

rr

rr



rr

rr

rr



r

rr

rr



rr

rr

rr



rr

r

r



r

r

r



r

rr

r



r

r

r



r

r

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



vi

vi

vi



vi

v

v



vi

vi

v



vi

vi

vi



vi

i

v



vi

vi

vi



vi

vi

vi



v

vi

v



vi

v

vi



vi

v

v



v

vi

i



v

v

v



v

vi

v



v

i

v



vi

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



e

e

e



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

st

st



st

t

st



st

st

st



st

st

st



s

st

t



st

st

st



t

s

st



st

st

st



s

t

t



s

s

t



t

t

ru



ru

ru

ru



ru

ru

ru



ru

ru

ru



ru

u

u



ru

r

ru



ru

ru

u



ru

u

ru



ru

ru

ru



rru

ru

r



ru

ru

ru



ru

ru

ru



ru

r

ru



r

u

u



ru

u

r



r

u

u



u

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

u



ur

ur

ur



ur

ur

ur



ur

u

ur



ur

ur

ur



ur

ur

u



ur

u

u



ur

ur

ur



u

u

ur



ur

ur

ur



ur

u

ur



ur

r

u



ur

ur

u



ur

u

u



u

u

u



u

u

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

pe



pe

p

pe



pe

pe

pe



pe

pe

pe



pe

pe

pe



pe

pe

pe



e

pe

pe



p

pe

pe



pe

pe

pe



e

e

pe



pe

pe

pe



pe

pe

pe



p

e

e



e

p

p



p



r

r



r



r

r

r



r

r

r



r

r



r

r



r

r



r

r



r



r

r

r



il

il

i



l

il

il



il

il

il



il

il

il



il

i

i



il

i

l



il

il

i



i

il

i



i

i

il



i

l

l



i

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

t



t

t

el



el

e

e



e

el

el



e

el

el



el

e

el



el

el

e



el

el

el



el

e

e



e

e

e



e

e

el



l

e

eg



eg

eg

eg



eg

eg

eg



eg

eg

eg



eg

g

eg



eg

eg

eg



eg

eg

eg



eg

g

eg



eg

eg

eg



eg

eg

eg



eg

eg

eg



eg

g

g



g

g

ra



ra

ra

ra



ra

ra

ra



ra

ra

a



a

a

ra



ra

a

ra



ra

a

a



a

a

a



a

a

a



a

a

ra



ra

ra

a



a

a

r



a

a

a



r

fo

f



f

f

f



fo

fo

fo



fo

fo

fo



fo

fo

fo



fo

f

fo



o

fo

fo



o

o

f



f

fo

o



f

o

o



f

f

fo



o

fo

f



fo

f

fo



f

f

f



o

f

f



f

o

o



fo

fo

fo



f

f

f



f

o

f



f

f

f



f

f

fo



f

f

o



f

o

o



o

.

.



.

.

.



.

.

.



.

.

.



.

Mezzatorre

Ulive  




Do'stlaringiz bilan baham:
  1   2   3   4   5   6


Ma'lumotlar bazasi mualliflik huquqi bilan himoyalangan ©fayllar.org 2017
ma'muriyatiga murojaat qiling