Ora si mostravano a noi, nella loro vera vita. Il nemico, gli austriaci, gli austriaci!


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Sana14.08.2018
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«Ora si mostravano a noi, nella loro vera vita. Il nemico, il nemico, gli austriaci, gli austriaci!...

  • «Ora si mostravano a noi, nella loro vera vita. Il nemico, il nemico, gli austriaci, gli austriaci!...

  • Ecco il nemico ed ecco gli austriaci. Uomini e soldati come noi, fatti come noi,

  • in uniforme come noi, che ora si muovevano, parlavano e prendevano il caffè, proprio

  • come stavano facendo, dietro di noi, in quell’ora stessa, i nostri stessi compagni. Strana

  • cosa. Un’idea simile non mi era mai venuta alla mente. Ora prendevano il caffè. Curioso!

  • E perché mai non avrebbero dovuto prendere il caffè? Perché mai mi appariva straordinario

  • che prendessero il caffè?».

  • Emilio Lussu (1890-1975), Un anno sull’altipiano, 1938.







Il carattere traumatico e luttuoso della guerra balza in primo piano : nel suo cuore “nessuna croce manca”. La parola diventa un monumento, un cippo che segna la memoria di chi è scomparso. La percezione più acuta del lutto collettivo si può trovare nella semplice, nuda constatazione dell’assenza di chi non c’è più.

  • San Martino del Carso

  • Di queste case

  • non è rimasto

  • che qualche

  • brandello di muro

  • Di tanti

  • che mi corrispondevano

  • non è rimasto

  • neppure tanto

  • Ma nel cuore

  • nessuna croce manca

  • E' il mio cuore

  • il paese più straziato

  • (Giuseppe Ungaretti, L'Allegria, 1914 – 1919)





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