Primi risultati del monitoraggio sui fenomeni di violenza contro le donne Il metodo della rilevazione


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Sana08.06.2018
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Primi risultati del monitoraggio sui fenomeni di violenza contro le donne


Il metodo della rilevazione

  • Rilevazione realizzata da: Tavolo Zonale contro la violenza e il maltrattamento e Osservatorio per le Politiche Sociali Provincia di Pisa

  • Scheda di rilevazione di primo accesso

  • Sperimentazione attuale: da novembre 2007 a ottobre 2008. Compilate 290 schede da centri antiviolenza, sportelli donna, forze dell’ordine di 9 comuni dell’Area Pisana (Pisa, Calci, Cascina, Fauglia, Lorenzana, Orciano pisano, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano)



La scheda di primo accesso



Indagine ISTAT - La violenza e i maltrattamenti contro le donne

  • Indagine Istat 2006 su 25.000 donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni (www.istat.it/giustizia/sicurezza)

  • Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate

  • Le donne subiscono più forma di violenza

  • I partners sono responsabili della maggioranza degli stupri

  • Sono più colpite da violenza domestica le donne il cui partner è violento anche all’esterno

  • Le violenze domestiche sono in maggioranza gravi



Indagine ISTAT – I numeri

  • 6.743.000 donne da 16 a 70 anni sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita

  • 2.077.000 donne hanno subito comportamenti persecutori (Stalking)

  • 7.134.000 donne hanno subito o subiscono violenza psicologica

  • 1.400.000 donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni

  • 690.000 donne hanno subito violenze ripetute dal partner ed avevano figli al momento della violenza



Il silenzio delle vittime

  • Stima Istat per la Toscana: il 5,6% delle donne nella fascia di età 16-70 ha subito violenza fisica o sessuale negli ultimi 12 mesi

  • Il 5,6% delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni nei 9 comuni dell’area pisana è pari a circa 3.900 donne

  • Con la nostra rilevazione sono state intercettate 290 donne.

  • Esse rappresentano il 7,3% delle donne che potenzialmente hanno subito violenza (3.900).

  • Il 92,7% delle donne si chiude quindi nel silenzio



Profilo delle donne

  • Nazionalità: italiane (56,9%), straniere (43,1%)

  • Stato civile: coniugate o conviventi (54,2%), divorziate o separate (15,5%), nubili (25,9%)

  • Età: 60% (19-40), 33,9% (44-60)

  • Istruzione: 48,7% ha almeno il diploma, 15% laurea Straniere: 14,6% nessun titolo di studio

  • Condizione professionale italiane: 21,4% disoccupate 19,8% operaie, 13% impiegate, 10,7% artigianato e commercio, 9,2% libero professioniste

  • Condizione professionale straniere: 51% disoccupate, 11,5% collaboratrici domestiche, 9,4% operaie

  • Figli: il 70% delle donne ha figli



Tipologia di maltrattamento

  • Maltrattamento psicologico 34,5%

  • Maltrattamento fisico 33,1%

  • Molestie ripetute e di diversa natura 12,8%

  • Maltrattamento economico 7,6%

  • Violenza sessuale 6,6%

  • Maltrattamenti di diversa natura (psicologico, fisico e economico) 5,5%

  • Complessivamente il 40% delle donne ha subito maltrattamento fisico o violenza sessuale



L’autore del maltrattamento



Il contatto con la struttura



Il motivo del contatto

  • Il 58,6% esprime una richiesta generica di aiuto, il 19% assistenza legale per stalking o maltrattamenti, l’11,4% una richiesta di accoglienza e/o alloggio

  • Differenza tra italiane e straniere: le straniere chiedono di più interventi diretti e concreti: accoglienza e alloggio (24,8% contro 4,8%) e assistenza legale (24,8% contro 14,5%)



Le parole più frequenti (www.wordle.net)



L’esito del contatto



D.L. 23 febbraio 2009, n° 11 “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”

  • Articolo 612 bis c.p. – Atti persecutori

  • Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

  • La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia legata da relazione affettiva alla persona offesa.

  • La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.

  • Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi. Si procede tuttavia d’ ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ ufficio.




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