Profilo di salute distretto di orbassano premessa. IL Peps


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Profilo di salute 

 

DISTRETTO DI ORBASSANO 

1. Premessa. Il Peps. 

 

A partire dal Piano socio - sanitario regionale 2007 - 2010 sono stati individuati quali 



protagonisti attivi delle politiche di promozione della salute l'Ente locale (responsabile delle scelte 

di programmazione) e la comunità, che partecipa ai processi decisionali. 

 

Il Profilo e Piano di Salute (Peps) è lo strumento con cui la comunità locale, a livello 



distrettuale, definisce il proprio profilo di salute, individua gli obiettivi di salute e produce linee di 

indirizzo volte ad orientare tutte le politiche del territorio, declinate in termini d’acquisizione e/o 

mantenimento della salute. 

 

Il profilo di salute è per così dire la "fotografia" dello stato di salute della popolazione 



residente nel nostro distretto, "scattata" tenendo conto di fattori sanitari, ambientali, socio - 

economici, ecc... (cd. determinanti). Il benessere di una comunità territoriale dipende infatti da una 

serie complessa di elementi che hanno un notevole impatto sulla qualità della vita.  

 

Il Peps è quindi lo strumento di programmazione in cui definire le politiche per la salute a 



livello distrettuale, con un ruolo centrale attribuito al Comitato dei Sindaci del Distretto, e 

l'assistenza necessaria dell'ASL, che garantisce la disponibilità a fornire dati epidemiologici e 

informazione sui determinanti di salute.  

 

In ottemperanza alle indicazioni del Piano Sanitario Regionale prima, e delle linee guida 



dopo, approvate con DGR n. 3 del 5/11/2008, il Distretto di Orbassano ha costituito un 

"Laboratorio PePS", che ha effettuato attività formative a cui hanno partecipato i sei comuni 

dell'area territoriale, nelle figure di amministratori (sindaci e assessori), tecnici sanitari (Direttore 

del distretto, Referente promozione della salute, un rappresentante per i medici di medicina generale 

(MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS), operatori dei servizi specialistici, epidemiologi del 

Dipartimento di Prevenzione Aziendale e del Centro Regionale per l'Epidemiologia e salute 

ambientale) e sociali (Direttore Consorzio Socioassistenziale, rappresentanti dell' assessorato della 

Solidarietà Sociale della Provincia di Torino). 

 

In questi quattro anni di lavoro (la prima riunione del Laboratorio PePS del Distretto di 



Orbassano risale al 9 Luglio 2007) sono stati approfonditi i significati del PePS e si sono favoriti 

scambi tra politici e tecnici finalizzati a rendere protagonisti gli amministratori nella interpretazione 

dei dati forniti al fine di unire tali informazioni alla conoscenza del territorio locale.  

 

2. Descrizione del percorso di costruzione del profilo. 

 

Punto di partenza del percorso è stata l'acquisizione della consapevolezza che la salute è lo 



stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o 

infermità (OMS 1948).  

 

Tale concetto è stato ripreso nel 1984 dalla Carta di Ottawa e nel 1994 nella 



Dichiarazione di Giacarta “la salute è un diritto umano inalienabile, essenziale per lo sviluppo 

sociale ed economico di qualunque popolo”, e del resto pienamente in sintonia con le norme 

statuali, a partire dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, laddove si sancisce che: 

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della 

collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, pienamente recepita con l’istituzione del 

Servizio Sanitario Nazionale (l. 833/1978), che persegua la finalità di dare attuazione a questo 

principio “nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana” (art. 1 co. 2 l. 833/1978). 

 

Gli Amministratori, confrontandosi tra loro e con i tecnici che li hanno accompagnati nel 



percorso formativo, hanno maturato il concetto che lo “star bene” è una risorsa imprescindibile per 

soddisfare il bisogno di realizzazione individuale di ciascuno e di sviluppo e crescita per l’intera 

comunità. 

 


Nella redazione di un piano territoriale di salute è a questi principi fondamentali che occorre 

fare riferimento: la salute non deve essere vista come la semplice assenza di condizioni patologiche, 

ma anzitutto come una risorsa, come l’insieme delle condizioni che rendono la vita degna di essere 

vissuta nel contesto sociale, delle quali l’assenza di malattie è un aspetto importante, ma non 

l’unico.  

Anzi, i servizi sanitari pesano solo per il 10 - 15% sulla longevità della comunità. Quindi, 

anche riferendosi soltanto all’aspetto più drammatico e terminale dell’assenza di salute, e cioè la 

morte, concentrando l’attenzione soltanto sugli aspetti sanitari si rischia di trascurare le componenti 

più importanti del problema.  

E’ importante tenere conto degli studi che hanno correlato gli effetti dei diversi determinanti 

sulla salute, evidenziando come gli stili di vita abbiano il maggior peso in termini di salutogenesi. 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



L'OMS ha affermato che: "tutte le politiche del territorio possono concorrere alla 

promozione della salute ed in questo senso nessun ambito delle politiche locali dovrebbe essere 

escluso dalla revisione circa il loro impatto attuale o potenziale sulla salute".

 la salute è uno stato 

Partendo da questo concetto, è apparso evidente che come comunità locali possiamo incidere 

sulla salute in un’ottica di promozione e di miglioramento.  

Anche per questo la Regione Piemonte ha affidato la predisposizione dei Peps agli organi 

politici di governo del territorio. 

I Sindaci, allora, nell'ambito del Laboratorio Peps, hanno individuato le determinanti a loro 

giudizio più significative per la salute del nostro territorio e nella situazione attuale: la vulnerabilità 

sociale, l'ambiente, gli stili di vita, i servizi territoriali (all. 1). 

 

Per ciascuna di tali determinanti i Sindaci si sono sforzati di immaginare per ciascuno 



possibili soluzioni/rimedi/opportunità, esprimendo finanche dei desideri; tornando poi 

responsabilmente sul terreno della fattibilità hanno elencato azioni che potrebbero affrontare il tema 

di quelle priorità/problemi nella direzione dei “desiderata”. 

 

Per ciascuno dei problemi/priorità individuati si è operato al fine di raccogliere e quindi 



conoscere informazioni e dati disponibili con granularità comunale e/o distrettuale, a seconda dei 

dati disponibili (all. 2). 

Al termine di tali approfondimenti, si è ritenuto importante, in un'ottica di partecipazione e 

condivisione delle scelte assunte, proporre un percorso di partecipazione al territorio: si è 

determinato di presentare il Peps e le scelte conseguenti con la finalità di promuovere interesse, 

recepire bisogni e aspettative, validare possibili priorità e scelte operative, per poter rispondere 



davvero e concretamente ai bisogni reali delle persone in materia di salute, anche in ottica di 

prevenzione e riduzione di determinati rischi.  

 

A ciascuno dei temi individuati è stata dedicata una serata a cui sono stati invitati i cittadini, 



le associazioni del volontariato/terzo settore, la scuola, i consiglieri comunali, che, attraverso lavori 

di gruppo, hanno individuato delle priorità nell’ambito delle quattro tematiche proposte: ambiente, 



vulnerabilità sociale, stili di vita e servizi territoriali.  

 

Ciascuno ha potuto fare osservazioni e dare suggerimenti e indicazioni operative. Come 



purtroppo sovente accade la partecipazione non è stata particolarmente numerosa, tuttavia sono 

emersi spunti utili per il proseguimento del percorso ed in particolare per consentire la 

predisposizione del piano di salute.  

 

Il percorso si è svolto tra il 26 gennaio ed il 15 aprile 2010.  

 

Le osservazioni ed i dati raccolti sono utili per la successiva predisposizione del Piano, 



tenendo conto, naturalmente, che sarà necessario di volta in volta reperire informazioni sempre più 

aggiornate, in considerazione del fatto che quanto osservato è sempre soggetto ad una continua 

evoluzione. 

 

 L'ambiente. 



 

La componente ambientale ha un peso minore sull'impatto sulla salute rispetto agli stili di 

vita e a fattori socioeconomici, ma comunque importante per la salute della popolazione e merita 

quindi attenzione. 

 

Le principali preoccupazioni emerse dal confronto con la popolazione hanno riguardato il 



tema dei trasporti e della viabilità, correlati all'inquinamento atmosferico e acustico, ma anche il 

tema della tipologia delle attività commerciali. E' emersa la necessità che nell'approvazione dei 

piani urbani del traffico e nelle decisioni relative alla viabilità si tenga anche conto degli aspetti 

legati alla salute dei cittadini. 

 

D'altro canto, occorre porre un'attenzione sempre crescente alla possibilità di potenziare la 



rete di mezzi pubblici, confrontandosi a questo proposito con la Provincia di Torino, interlocutore 

sia nei PEPS sia nei Piani di zona.  

 

L’analisi dei dati ed indicatori della valutazione del bilancio ambientale territoriale (BAT) e 



della banca dati indicatori ambientali territoriali (BDIAT) effettuata dall’Arpa nei sei comuni 

distrettuali non evidenzia allo stato attuale specifiche urgenze e/o emergenze. (all. 3) 

 

Certamente occorrerà garantire un attento e periodico monitoraggio degli indicatori 



mediante la consulenza dell’Arpa (in questa direzione va lo studio VIS, Valutazione dell’Impatto 

sulla Salute, intrapreso in collaborazione col Laboratorio PePS del Distretto di 

Collegno/Grugliasco, sul particolato PM10), ma anche operare sul piano educativo, per sviluppare 

una coscienza critica al riguardo del tema ambientale. 



La poli 

 

La vulnerabilità sociale. 

 

Tema prioritario è la vulnerabilità sociale, che può essere definita come una minore capacità 



a reagire in situazioni difficili.  

E’ diffusa la consapevolezza che in questo particolare periodo storico la diminuzione del 

reddito e la perdita del posto di lavoro (o comunque l'elevato rischio di perdita) costituiscono la 

preoccupazione principale nelle nostre comunità e l'aspetto su cui occorre orientare tutte le 

politiche, ivi comprese quelle di salute. 

 

La disoccupazione aumenta moltissimo la probabilità di peggiorare il proprio stato di salute 



(all. 4; per tutti i dati si rinvia al sito http://www.provincia.torino.it/sportello-

lavoro/Osservatorio_mercato_lavoro/presentazione). Purtroppo tale problema, che deve essere 

evidenziato per definire un profilo dello stato di salute sociale del territorio, richiede, per la sua 

soluzione, interventi ad un livello che non è quello delle amministrazioni locali e quindi 

difficilmente potranno tradursi in azioni di intervento nel futuro piano di salute. 

 

Tuttavia, la conoscenza del territorio e la capacità degli enti locali di promuovere tavoli di 



confronto ha consentito in questi anni di evidenziare l’importanza di sviluppare un lavoro di rete tra 

tutti i soggetti su progetti specifici (es. progetto “Un euro per abitante”). 

 

È da notare che la povertà viene considerata dagli epidemiologi come la prima causa di 



malattia e di morte nel mondo odierno, quindi il nesso con la salute appare evidente a chiunque. 

 

Pare dunque evidente che se si vuole migliorare il profilo di salute di tutti i cittadini del 



territorio sia necessario fare ogni sforzo per sconfiggere o ridurre la povertà. 

 

La perdita di senso di appartenenza e la solitudine si manifestano specialmente negli anziani 



e negli stranieri, ma talvolta anche nei giovani che non riescono a trovare una propria collocazione 

nel contesto sociale in cui vivono; bisogna allora favorire le relazioni interpersonali e solidali, sia 

attraverso il lavoro delle associazioni sia mediante iniziative pubbliche di socializzazione. Nei casi 

più gravi possono svolgere un ruolo anche l’assistenza domiciliare e la mediazione culturale.   La 

comunità locale deve insomma aiutare a superare i diffusi contesti di solitudine, creare occasioni di 

entrare in relazione, favorire la nascita di reti di solidarietà tra scuole, associazioni di volontariato

singoli cittadini, diffondere il modello del mutuo aiuto.  

 

L'azione dei Comuni può e deve tendere a migliorare il supporto alle reti sociali ed 



istituzionali preposte sia nella fase di prevenzione (su questo aspetto occorre concentrare 

l'attenzione sia sugli aspetti informativi, sia sugli aspetti più propriamente educativi), sia in quella di 

guida ed aiuto per i soggetti più svantaggiati e vulnerabili (all. 5). 

 

In questi mesi i Comuni del Distretto di Orbassano si trovano anche nella condizione di 



ragionare per la definizione del nuovo Piano di Zona 2010-2012, strumento per la programmazione 

degli interventi che vanno a definire il “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali” del 

territorio ai sensi dell’art. 17 della L.R. n 1/2004. 

 

L’analisi dei bisogni e delle priorità del Profilo di Salute partecipato coincide in larga misura 



con quanto espresso nei tavoli di lavoro del Piano di Zona 2006-2008 dai partner  territoriali. 

L'obiettivo, partendo dall’analisi di identici problemi/priorità/bisogni, è di giungere a sintoniche 

azioni, anche se declinate a diversi livelli di sviluppo e responsabilità, sia per il Piano di Salute che 

per il Piano di Zona, in particolar modo nelle parti riguardanti l'area integrata socio - sanitaria

tenendo conto dei reali margini di fattibilità, in considerazione delle competenze e soprattutto delle 

risorse comunali.  



 

 

Gli stili di vita. 

 

Consapevoli che per “stile di vita” si intende un “modo di vivere fondato su modelli 



comportamentali riconoscibili, determinati dall’interazione fra caratteristiche personali del 

singolo, relazioni sociali e socio – economiche nonché condizioni di vita ambientali” (OMS) e che 

le azioni che possono determinare maggiore guadagno in termini di salute sono certamente quelle 

che incidono sui principali fattori di rischio individuale, è opportuno sottolineare l’importanza di 

indagare anche ambiti quali il livello culturale della popolazione, inteso non solo come livello di 

istruzione ma anche come comportamento nei confronti di iniziative culturali (lettura di quotidiani, 

libri, ecc…).  

 

Un ulteriore profilo di indagine in ordine al benessere potrebbe essere quello relativo alla 



distanza tra abitazione e luogo di lavoro (e quindi anche alla disponibilità di tempo effettivamente 

libero in cui sviluppare relazioni positive sul territorio in cui si vive). 

 

Vista la difficoltà nel reperire dati in tal senso, la scelta è stata quella di impegnarsi 



per contrastare l'abitudine al fumo di tabacco ed agli alcolici, soprattutto tra i giovani, da un lato, 

ma anche contrastare l'obesita' sia infantile sia dell'eta' adulta. Contro questi comportamenti occorre 

investire politicamente con tutti gli approcci possibili, sia pubblicitari - informativi, sia educativi. 

 

Sappiamo che gli stili di vita insieme ai fattori socio-economici hanno un peso importante 



sull’impatto sulla Salute e quindi attraverso un preciso percorso educativo i Comuni si 

impegneranno a produrre progetti ed azioni in collaborazione con il Distretto di Orbassano e con il 

Distretto Scolastico 34 per combattere le principali dipendenze Fumo, Alcool e Gioco; è in questa 

direzione il progetto deliberato dal Comitato dei Sindaci del 12/12/2008 “Comuni liberi dal Fumo” 

in collaborazione con la Consulta Regionale “Piemonte Libero dal Fumo” e con il Centro di 

Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte (C.P.O. Piemonte). 



 

Stante la positiva partecipazione e fattiva collaborazione nell'ambito del Laboratorio dei 

medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, sarà ipotizzabile mettere in campo anche, 

sempre in collaborazione con il Distretto di Orbassano e con il Distretto Scolastico 34, iniziative 

comunitarie per combattere l’obesità, rivolte soprattutto al target dei minori, ma anche progetti 

quali  pedibus, insegnando ad andare a scuola a piedi, ed in generale nella predispozione dei POF 

con le scuole dell' obbligo si potrà porre una particolare attenzione al tema della salute. (all. 6) 


Priorità/problemi  

Soluzioni/rimedi/opportunità/desideri  

Componenti                 

ALLEGATO 1

 

Ambiente

- qualità dell’aria 

- fattori ed aspetti ambientali 

- inquinamento 

- difesa dell’ambiente 

 

  • 

Analisi “partecipata” del contesto territoriale per 

costruire “mappe di rischio … e di opportunità” condivise. 

• 

Avvio e governo di “politiche” di gestione/contrasto dei 



problemi … sviluppo e promozione delle opportunità. 

• 

Assumere decisioni rispettose dell’ambiente. 



• 

Promuovere sensibilità e crescita culturale per 

determinare stili di vita coerenti con le politiche 

ambientali compatibili. 

 

 



Monitoraggio dei dati in termini di tempo, 

localizzazione di aria, acqua, suolo, rumore 

e discariche. 



Mappa delle attività produttive a rischio (es. 



Servizi Industriali). 

 

Vulnerabilità sociale

- senso di appartenenza 

- solitudine 

- qualità della vita  

- sicurezza/insicurezza 

- burocrazia/deburocratizzazione 

- comunicazione 

- incertezza socio-economica 

- intolleranza ai cambiamenti 

generazionali 

 

  • 

Favorire relazioni interpersonali e solidali. 

• 

Attivare programmi di contrasto alle criticità che 



determinano incertezza /sicurezza (casa,lavoro,reddito,…). 

• 

Attivare un sistema di risposte/protezione a rete sia per 



quello che riguarda i possibili strumenti di risposta, sia 

nella programmazione del contesto socio-economico delle 

nostre comunità. 

• 

Creazione d’una rete intergenerazionale. 



• 

Coinvolgimento dei decisori politici. 

 

 



Acquisizione di dati su composizione nuclei, 

famiglie, cultura, mobilità, reddito ed 

abbandono scolastico. 



Misurazione del senso di appartenenza 



attraverso l’acquisizione di dati diretti ed 

indiretti. 



Creazione di servizi sempre più integrati. 



Semplificazioni legittime su procedure. 

Determinanti

- solitudine intergenerazionale 

- persone socialmente deboli 

- utilizzo risorse sanitarie 

- alimentazione e consumi 

- dipendenze (alcool, fumo, droghe) 

- incidenti stradali 

- sostegno alla genitorialità 

 

  • 

Definire la dimensione, specificità, cause del fenomeno 

• 

Attività ed azioni di informazione ed educazione che diano 



importanza alla persona. 

• 

Contrasto a forme di comunicazione e/o pubblicità che 



favoriscono comportamenti autolesivi e scorretti. 

• 

Normative specifiche di supporto. 



• 

Lavoro di rete con scuole ed associazioni. 

 

 



Analisi dei dati di prevalenza di alcool 

droga, fumo e gioco d’azzardo. 



Analisi di prevalenza degli incidenti stradali. 



Analisi di prevalenza per obesità infantile, 

bulimia, anoressia. 



Analisi delle attività esistenti di Promozione 



alla Salute. 

Servizi: 

- prevenzione mirata 

 

 

  • 

Agire con etica + conoscenza scientifica + interesse 

(inteso come economico per gli operatori coinvolti 

finalizzato al miglioramento in termine di salute) 

 

 



Interventi di Promozione ed Educazione alla 

salute promossi da  Distretto, C.i. di.S., 

Scuola, Comuni, terzo settore.  

 

 



Realizzazione di Gruppo di Cure Primarie così 

come previsti dalle linee guida regionali e in 

via di sperimentazione nei Comuni di Volvera 

e Beinasco. 



Utilizzo in ambiti festivi e feriali degli spazi 



“Scuola” per attività di ricreazione 

organizzata 



Creazione di punti di erogazione Sovracup 



(prenoto “qui” per tutte le strutture 

sanitarie regionali e viceversa  tutta la 

Regione  può prenotare “qui”) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Servizi ambulatoriali e territorio 



 

• 

Informare i cittadini per un corretto utilizzo delle risorse  



sanitarie (strutture, farmaci, visite specialistiche, esami 

diagnostici) 

• 

Intervenire migliorando gli stili di vita 



• 

Migliorare l’igiene abitativa: disagio abitativo         

   sfratti 

• 

Promuovere una prevenzione nell’area “Famiglia”: 



gravidanza, giovani coppie, solitudine 

• 

Superare il pregiudizio verso i nomadi, ma anche 



promuovere una educazione alla legalità di queste stesse 

popolazioni (ROM) 

• 

Ottimizzare la fruibilità dei Servizi: prossimità, 



domiciliarità, tempi d’attesa,  ma anche dialogo tra le 

banche dati 

• 

Incrementare l’appropriatezza  della domanda  e 



della risposta al bisogno: protocolli diagnostico-terapeutici 

(operativi per i prescrittori), maggiore raccordo 

nell’operato dei medici di medicina generale e pediatri di 

libera scelta, organizzazione di servizi fondata  su 

evidenza di dati sull’incidenza delle patologie (anche 

dipendenze                   alcool, fumo, droghe, giochi)  

   

 

 




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