Progetto Concittadini R. E. R


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Sana17.02.2018
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  • Progetto Concittadini R.E.R.

  • "Food security”

  • La sicurezza alimentare sul Territorio Emiliano Romagnolo.




Quasi tutte le regioni ricevettero un assetto territoriale simile a quello attuale, esse furono numerate: l’Emilia e Romagna era l’VIII.

  • Quasi tutte le regioni ricevettero un assetto territoriale simile a quello attuale, esse furono numerate: l’Emilia e Romagna era l’VIII.

  • La loro circoscrizione territoriale fu riconoscibile grazie a elementi fisici dominanti (catene montuose e fiumi).





L'Emilia-Romagna, era una regione molto fertile, questo è stato il frutto di lavori di bonifica cominciati dopo il 1877; le reti d'irrigazione e canalizzazione erano efficienti e non per caso erano presenti alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli. Le colture tipiche erano cerealicole. L'Emilia era soprattutto vocata alla produzione di grano.

  • L'Emilia-Romagna, era una regione molto fertile, questo è stato il frutto di lavori di bonifica cominciati dopo il 1877; le reti d'irrigazione e canalizzazione erano efficienti e non per caso erano presenti alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli. Le colture tipiche erano cerealicole. L'Emilia era soprattutto vocata alla produzione di grano.





Nel tardo Medioevo la pianura ferrarese ha dedicato alla coltivazione del frumento e degli altri cereali le terre più asciutte e fertili disponibili. Le terre alluvionali, pianeggianti e fertili della bassa valle del Po avevano fondato sulla produzione dei grani gran parte della loro economia agraria ma in un quadro molto diverso rispetto alle regioni del Mezzogiorno.

  • Nel tardo Medioevo la pianura ferrarese ha dedicato alla coltivazione del frumento e degli altri cereali le terre più asciutte e fertili disponibili. Le terre alluvionali, pianeggianti e fertili della bassa valle del Po avevano fondato sulla produzione dei grani gran parte della loro economia agraria ma in un quadro molto diverso rispetto alle regioni del Mezzogiorno.







Oltre al frumento autunnale si coltivava il frumento primaverile, grani primaverili come orzo e avena o anche il frumentone giallo, ossia il mais. Grazie a questi si produceva il pane ferrarese che restava riservato alle ricorrenze festive. Affiancavano i cereali da pane e da polenta diverse varietà di leguminose, importanti negli avvicendamenti delle colture per la fertilizzazione dei campi da frumento ma anche quali risorse alimentari: fave, fagioli, ceci, cicerchie, lenti, lupini, piselli, lenticchie, ecc 

  • Oltre al frumento autunnale si coltivava il frumento primaverile, grani primaverili come orzo e avena o anche il frumentone giallo, ossia il mais. Grazie a questi si produceva il pane ferrarese che restava riservato alle ricorrenze festive. Affiancavano i cereali da pane e da polenta diverse varietà di leguminose, importanti negli avvicendamenti delle colture per la fertilizzazione dei campi da frumento ma anche quali risorse alimentari: fave, fagioli, ceci, cicerchie, lenti, lupini, piselli, lenticchie, ecc 



  • Il settore dell'artigianato ferrarese appare in progressiva crescita e va via via irrobustendosi addirittura più della media nazionale.

  • Le imprese artigiane ferraresi rivestono un ruolo fondamentale nell'ambito del sistema produttivo locale caratterizzato da piccole aziende



  • La conservazione degli alimenti è uno dei processi fondamentali della trasformazione agroalimentare e che si prefigge come scopo primario di preservare nel tempo l'edibilità e il valore nutritivo di un prodotto agroalimentare, prevenendone le alterazioni accidentali.



  • Il metodo di conservazione più usato era l'essiccazione attraverso il calore del sole o con il fumo ma ancora più diffusamente attraverso il sale.

  • Grazie al quale non solo si insaporivano gli alimenti, ma li si poteva conservare grazie alla sua proprietà disidratante preservandoli così nel tempo.



Con il sale si conservavano le verdure, la carne e il pesce, cardini di quell'alimentazione rurale che non poteva affidarsi completamente al capriccio delle stagioni.

  • Con il sale si conservavano le verdure, la carne e il pesce, cardini di quell'alimentazione rurale che non poteva affidarsi completamente al capriccio delle stagioni.

  • Ed ecco quindi che al gusto del sale si associa indissolubilmente la cucina povera, contadina.



Da queste tecniche di conservazione nacquero invenzioni straordinarie: il formaggio e gli altri derivati del latte, i prosciutti e gli altri salumi che integrano la fermentazione con la salatura, talvolta con l'affumicatura.

  • Da queste tecniche di conservazione nacquero invenzioni straordinarie: il formaggio e gli altri derivati del latte, i prosciutti e gli altri salumi che integrano la fermentazione con la salatura, talvolta con l'affumicatura.





















  • I PRODOTTI TIPICI

  • DEL FERRARESE



La loro ricetta risale al 1811, importata dalla Romagna, riveduta e corretta per soddisfare gli esigenti palati ferraresi.

  • La loro ricetta risale al 1811, importata dalla Romagna, riveduta e corretta per soddisfare gli esigenti palati ferraresi.



La loro origine si perde nella mitologia. Si narra infatti che un giorno Venere si mostrò nuda ad un cuoco.

  • La loro origine si perde nella mitologia. Si narra infatti che un giorno Venere si mostrò nuda ad un cuoco.

  • Questi, sconvolto da tanta bellezza, tornò in cucina, prese un pizzico di “batù” di carne, tagliò un piccolo rettangolo di sfoglia e, modellandolo sulla forma dello stupendo ombelico di Venere, creò il cappelletto.





La storia della “coppia ferrarese” va indietro nel tempo, al carnevale del 1536 quando, secondo quanto riportato da Cristoforo da Messisbugo, il grande scalco della corte estense, nel grande banchetto offerto dal Duca comparì un “pane ritorto”. La forma della “coppia” (la ciupèta), era composta da due doppie corna unite in un cuore dalla mollica morbida e compatta.

  • La storia della “coppia ferrarese” va indietro nel tempo, al carnevale del 1536 quando, secondo quanto riportato da Cristoforo da Messisbugo, il grande scalco della corte estense, nel grande banchetto offerto dal Duca comparì un “pane ritorto”. La forma della “coppia” (la ciupèta), era composta da due doppie corna unite in un cuore dalla mollica morbida e compatta.



Un pane davvero unico, che viene consumato prevalentemente nella provincia ferrarese e di cui si producono circa 300 tonnellate.

  • Un pane davvero unico, che viene consumato prevalentemente nella provincia ferrarese e di cui si producono circa 300 tonnellate.





Le prime norme sulla sicurezza alimentare vennero emanate a partire dagli anni ’60.

  • Le prime norme sulla sicurezza alimentare vennero emanate a partire dagli anni ’60.

  • Grazie ad esse aumentò radicalmente il controllo sulla condizione igienico-sanitaria dei prodotti finiti messi in commercio.

  • Con il passare dei decenni, però, grande attenzione è stata riservata a tutti i passaggi della produzione: dalle materie prime alla distribuzione.



  • Con la realizzazione del Mercato Unico Europeo (operativo dal 1° gennaio 1993), uno spazio in cui persone, merci, servizi e capitali possono circolare liberamente all’interno del territorio europeo, si comprese l’importanza di una normativa europea armonizzata.

  • Lo Stato italiano, che recepisce quindi le norme europee, delega i controlli sugli alimenti alle Regioni.



La normativa che regola la sicurezza alimentare è stata ridisegnata attraverso la General Food Law (2002), che responsabilizza tutti gli operatori della filiera alimentare, dalla produzione agricola primaria alla distribuzione finale al consumatore (ristorazione compresa).

  • La normativa che regola la sicurezza alimentare è stata ridisegnata attraverso la General Food Law (2002), che responsabilizza tutti gli operatori della filiera alimentare, dalla produzione agricola primaria alla distribuzione finale al consumatore (ristorazione compresa).

  • Una delle componenti più importanti di questa nuova normativa europea è il Pacchetto Igiene, composto da quattro testi legislativi.



I principi del Pacchetto Igiene sono i seguenti:

  • I principi del Pacchetto Igiene sono i seguenti:

  • L’intera filiera del prodotto deve essere rintracciabile

  • Rispetto dei criteri microbiologici

  • Registrazione e, in alcuni casi, autorizzazione, di tutti gli operatori alimentari.

  • Rispetto dei requisiti generali di igiene per tutti gli operatori del settore alimentare.

  • ƒ ƒ ƒ





I controlli ufficiali eseguiti dalle Autorità competenti devono seguire i seguenti metodi e tecniche di controllo:

  • I controlli ufficiali eseguiti dalle Autorità competenti devono seguire i seguenti metodi e tecniche di controllo:

    • Monitoraggio
    • Sorveglianza
    • Verifica
    • Audit
    • Ispezione
    • Campionamento
    • Analisi
  • Essi devono essere regolari, efficaci e imparziali.







Altezza dei caratteri → Le informazioni obbligatorie in etichetta devono avere un’altezza di almeno 1,2 mm, riferita alla “x” minuscola. Per le etichette la cui superficie sia inferiore a 80 cm², la “x” può avere un’altezza minima di 0,9mm.

  • Altezza dei caratteri → Le informazioni obbligatorie in etichetta devono avere un’altezza di almeno 1,2 mm, riferita alla “x” minuscola. Per le etichette la cui superficie sia inferiore a 80 cm², la “x” può avere un’altezza minima di 0,9mm.

  • Data di scadenza → L’indicazione “da consumarsi entro” è obbligatoria su ogni singolo preimballo. A partire dal giorno successivo alla scadenza, i prodotti sono considerati a rischio, a prescindere da ogni sua effettiva e concreta valutazione.

  • La data di scadenza si applica solo ai prodotti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico.



Oli e grassi vegetali → Bisogna precisare la natura specifica degli oli e grassi vegetali impiegati (es. palma, cocco, soia, colza).

  • Oli e grassi vegetali → Bisogna precisare la natura specifica degli oli e grassi vegetali impiegati (es. palma, cocco, soia, colza).

  • Allergeni → Gli ingredienti allergenici devono venire graficamente evidenziati rispetto agli altri, nell’apposita lista. Bisogna evidenziare la parola chiave, es. “latte”, e non l’intera dicitura. E ripetere la citazione, pur senza replicare l’evidenza grafica, laddove lo stesso allergene sia presente in diversi ingredienti o altre matrici.

  • Acqua →  e ingredienti volatili aggiunti. Devono sempre essere indicati sulle etichette di carni e preparati di carni, prodotti ittici non processati e molluschi bivalvi vivi. Su tali prodotti, quando essi abbiano la parvenza di fetta, filetto o porzione – e, in accordo con gli Stati membri (tra cui, salsicce e würstel) – deve riportarsi la dicitura “con acqua aggiunta”, accanto alla denominazione di vendita, quando essa raggiunga o superi il 5%.



Etichettatura nutrizionale → La tabella nutrizionale diverrà obbligatoria per la quasi totalità dei prodotti alimentari. Le etichette che riportino la tabella nutrizionale, devono comprendere valore energetico (in Kjoule e Kcal), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

  • Etichettatura nutrizionale → La tabella nutrizionale diverrà obbligatoria per la quasi totalità dei prodotti alimentari. Le etichette che riportino la tabella nutrizionale, devono comprendere valore energetico (in Kjoule e Kcal), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale.

  • Alimenti venduti sfusi →  e i cosiddetti “preincartati”. È definitivamente fuori legge il “cartello unico degli ingredienti”, impiegato negli esercizi di vendita dei prodotti di gastronomia, pasticceria, panetteria, gelateria. Perché un’indicazione generalizzata non è in grado di esprimere, come invece prescritto, il contenuto di allergeni in ogni alimento.

  • Origine → Obbligatoria da aprile 2015, per le carni fresche, refrigerate e congelate, delle specie suina, ovina, caprina e di pollame.



L’etichetta alimentare ha come scopo quello di tutelare il consumatore sia da un punto di vista della salute che da un punto di vista economico.

  • L’etichetta alimentare ha come scopo quello di tutelare il consumatore sia da un punto di vista della salute che da un punto di vista economico.

  • Essa dà la possibilità di confrontare i prodotti in commercio e a compiere acquisti consapevoli.



Avendo lo scopo di informare, l’etichetta deve rispettare obbligatoriamente alcuni requisiti fondamentali:

  • Avendo lo scopo di informare, l’etichetta deve rispettare obbligatoriamente alcuni requisiti fondamentali:

      • Chiarezza
      • Leggibilità (tipografia e dimensioni) e Facilità di lettura (grafica)
      • Indelebilità


Il produttore è tenuto a citare con attenzione soprattutto:

  • Il produttore è tenuto a citare con attenzione soprattutto:

      • Marca
      • Denominazione
      • Peso sgocciolato
      • Quantità netta (priva di tara)




  • Prodotti dimagranti, di bellezza e cosmetici;

  • Prodotti alimentari come bevande energetiche e integratori;

  • Prodotti elettronici come telefonini, tablet e computer;

  • Per questi motivi, secondo l'articolo 14 della direttiva

  • 2005/29/CE:

  • Le disposizioni del presente decreto legislativo hanno lo

  • scopo di tutelare i soggetti dalla pubblicità

  • ingannevole e dalle sue conseguenze sleali, nonché di

  • stabilire le condizioni di liceità della pubblicità comparativa.

  • Inoltre, deve essere palese, veritiera e corretta.



  • Quando vediamo una pubblicità è bene fare attenzione non solo allo slogan, ma anche all'intero corpo del messaggio. Il segreto sta nel leggere anche le scritte più piccole che, molto spesso, contengono informazioni utili circa le condizioni economiche d'acquisto

  • Se una pubblicità contiene l'indicazione del prezzo del prodotto è buona norma verificare che questo sia comprensivo di tutti gli oneri e le spese accessorie. Lo stesso vale in caso di pagamenti rateizzati, in cui è opportuno controllare tutte le condizioni specifiche del finanziamento.



Pubblicità redazionale: nasconde il messaggio pubblicitario

  • Pubblicità redazionale: nasconde il messaggio pubblicitario

  • Product placement: inserisce un marchio o un prodotto all’interno di uno spettacolo di intrattenimento

  • Pubblicità subliminale: stimola bisogni secondari per indurre all’atto d’acquisto

  • Pubblicità comparativa: distorce la vera percezione che il consumatore ha del prodotto pubblicizzato





Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare la concorrenza all'interno del mercato, anche attraverso attività consistenti nel:

  • Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare la concorrenza all'interno del mercato, anche attraverso attività consistenti nel:

  • fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali;



impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico;

  • impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, gli investimenti, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico;

  • ripartire i mercati o le fonti di approvvigionamento;

  • applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;

  • subordinare la conclusione di contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura o secondo gli usi commerciali, non abbiano alcun rapporto con l'oggetto dei contratti stessi.



Le regole comunitarie antitrust

  • Le regole comunitarie antitrust

  • vietano alle imprese di abusare

  • della loro posizione dominante

  • sul mercato. La posizione

  • dominante è data quando è

  • detenuta una parte importante

  • di un mercato e l’azienda è in

  • grado di sottrarsi alla normale

  • concorrenza.

  • In questo caso, a tale impresa,

  • viene vietato di praticare prezzi

  • molto alti o troppo bassi e neppure

  • può esercitare discriminazioni fra

  • partner commerciali.



  • “TRA GLI ANTICHI ORTI, VIGNETI

  • E GRANAI DI FERRARA”



  • Tra gli antichi orti, vigneti e granai di Ferrara” è il titolo di un progetto conclusosi con la realizzazione di un video da parte della classe IY del Liceo Ariosto in collaborazione con la professoressa Maria Rita Casarotti, docente del Liceo, e la professoressa Silvana Onofri, collaboratrice esterna, facente parte dell’Associazione Culturale Nereo Alfieri “Arch’è”.

  • Il video contiene numerose fotografie del giardino del Liceo Ariosto, il quale a partire dal 2002 rappresenta un Laboratorio sperimentale di archeologia urbana.



Attualmente si possono visitare i resti dell’antico granaio presente in giardino e ripercorrere i luoghi interni alla cerchia muraria dove vi erano rigogliosi orti e vigneti sin dall’epoca estense.

  • Attualmente si possono visitare i resti dell’antico granaio presente in giardino e ripercorrere i luoghi interni alla cerchia muraria dove vi erano rigogliosi orti e vigneti sin dall’epoca estense.

  • Il Liceo classico Ariosto sorge infatti su antiche aree casamentive ed ortive, risalenti all’incirca al 1393.

  • Dal 1783 sul medesimo territorio, nascono i primi Pubblici Granai, ma rimangono comunque presenti ampi spazi coltivati.

  • I Pubblici Granai erano caratterizzati da tre enormi vani, uno per piano, adibiti a partire dal 1878 circa a deposito del reggimento d’artiglieria.







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