Religione spiritualità fede


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Sana14.01.2018
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Religione spiritualità fede

  • Religione spiritualità fede

  • Salute, malattia e guarigione

  • Studi sulle basi neuropsicologiche della spiritualità

  • La meditazione di consapevolezza





Per Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.) il termine religio designava il compimento scrupoloso delle pratiche del culto alle potenze superiori.

  • Per Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.) il termine religio designava il compimento scrupoloso delle pratiche del culto alle potenze superiori.

  • Per Lucio Cecilio Lattanzio (250-327 d.C.) religio derivava dal verbo religare (congiungere) la religione è ciò che unisce l’uomo al suo creatore.

  • Per Ramon Panikkar (1918-2010) l’atteggiamento religioso/spirituale consiste nella capacità di stare consapevolmente di fronte al mistero.



Muoversi all’interno del mistero per cercare di fare qualcosa davanti ad esso.

  • Muoversi all’interno del mistero per cercare di fare qualcosa davanti ad esso.

  • Scegliere una direzione, andare incontro al mistero in modo consapevole.



Si tratta di un’esperienza (qualcosa che accade)

  • Si tratta di un’esperienza (qualcosa che accade)

  • Determina delle modificazioni transitorie:

  •  del mondo (modificazione del senso della realtà; disorientamento)

  •  del sé (attenuazione delle barriere io/altro)

  •  del tempo (uscita dal tempo corrente  eterno presente)

  • Apertura di una comunicazione con l’ambito spirituale

  • Fonte di nuovi significati (sul mondo, sulla vita, sul destino)



Abbandonarsi, superare la diffidenza, sottomettersi alle cose così come sono.

  • Abbandonarsi, superare la diffidenza, sottomettersi alle cose così come sono.

  • Abbandonarsi non vuol dire essere accondiscendenti, non significa che deve piacere (es. abbandonarsi alla malattia, alla morte, alla fine di una relazione) riconoscere che le cose stanno come stanno e lasciarsi andare.

  • Avere una direzione ma abbandonare il proprio ego.



Se non riconosco di essere “malato”, se non riconosco la mia passione, la mia nevrosi cercando di andare oltre il mio ego… sono solo dei pretesti per rimanere in uno squilibrio mentale senza prenderne consapevolezza.

  • Se non riconosco di essere “malato”, se non riconosco la mia passione, la mia nevrosi cercando di andare oltre il mio ego… sono solo dei pretesti per rimanere in uno squilibrio mentale senza prenderne consapevolezza.





Assenza di malattie.

  • Assenza di malattie.

  • Assenza di disagio psicologico.

  • Vivere una vita dignitosa e significativa.

  • Portare a compimento il progetto della propria esistenza.

  • Prendere consapevolezza che la vita è un «percorso di maturazione».

  • La malattia può essere considerata un’interruzione o una deviazione dal percorso e viene superata riprendendo la propria via attraverso la guarigione.



Terapia spirituale per purificare l’anima afflitta dalle passioni.

  • Terapia spirituale per purificare l’anima afflitta dalle passioni.

  • È il lento lavoro per ritrovare la salute o salvezza (soteria).

  • Studio di tutto ciò che può perturbare la coscienza ed è alla base di comportamenti disfunzionali.



L’uomo può giungere al completo sviluppo solo se si assume la responsabilità di se stesso.

  • L’uomo può giungere al completo sviluppo solo se si assume la responsabilità di se stesso.

  • Conoscere se stesso.

  • Volontà di sopportare le conseguenze delle proprie azioni senza scappare o incolpare gli altri.

  • Riconoscere che spetta a lui risolvere le proprie difficoltà senza pretendere che siano gli altri, il destino o il tempo a farlo al posto suo.



Nella pratica religiosa la ricerca della serenità non significa rinunciare alle lotte interiori, piuttosto richiede che si debba indirizzarle verso il conseguimento di scopi più elevati.

  • Nella pratica religiosa la ricerca della serenità non significa rinunciare alle lotte interiori, piuttosto richiede che si debba indirizzarle verso il conseguimento di scopi più elevati.

  • Per il nevrotico invece, cercare la serenità interiore significa rinunciare a ogni lotta ad ogni sforzo e accontentarsi di qualcosa di meno; …è un processo di minimizzazione e svalorizzazione della propria esistenza.

  • K.Horney

















Si riferisce alla pedagogia della liberazione

  • Si riferisce alla pedagogia della liberazione

  • insegnata dal principe Siddharta Gautama

  • conosciuto come il Buddha, che si articola:

  • Quattro nobili verità:

  • I) Esistenza del malessere (dukka)

  • II) Origine del malessere (ignoranza, desiderio, avversione)

  • III) Cessazione del malessere

  • IV) Ottuplice sentiero per la liberazione

  • Ottuplice sentiero:

  • 1) Samma ditti (retta comprensione)

  • 2) Samma sankappo (retta intenzione)

  • 3) Samma vacco (retto pensiero)

  • 4) Samma kammanto (retta azione)

  • 5) Samma ajivo (retti mezzi di sussistenza)

  • 6) Samma vayano (retto sforzo)

  • 7) SAMMA SATI (retta consapevolezza)

  • 8) Samma samadhi (retto assorbimento)



Come praticare la meditazione di consapevolezza è stato insegnato direttamente dal Buddha nel Grande discorso sui fondamenti della presenza mentale.

  • Come praticare la meditazione di consapevolezza è stato insegnato direttamente dal Buddha nel Grande discorso sui fondamenti della presenza mentale.

  • Si tratta di imparare a praticare due tipi di meditazione ovvero:

  • 1. La focalizzazione dell’attenzione volontaria sul respiro (ānānapānasati) o sulle diverse parti del corpo (contemplazione del corpo) (con una particolare disposizione della mente: gentile, non attaccata alle sensazioni, immagini pensieri, ecc.)

  • 2. L’osservazione delle modificazioni che capitano nella mente (Vipassana)





Ispirato al metodo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) di Kabat-Zinn, unisce elementi della tradizione Buddhista Therevada agli insegnamenti e riflessioni di Claudio Naranjo e di Henepola Gunaratana.

  • Ispirato al metodo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) di Kabat-Zinn, unisce elementi della tradizione Buddhista Therevada agli insegnamenti e riflessioni di Claudio Naranjo e di Henepola Gunaratana.











È collegata all’attenzione volontaria (lobo prefrontale laterale)

  • È collegata all’attenzione volontaria (lobo prefrontale laterale)

  • Inibisce il vagabondare della mente (MTT)

  • Facilita la capacità di auto-osservazione

  • Rafforza i parametri positivi del carattere (TCI, Big Five) in soggetti sani e con malattie (dip. Alcolica, SM)

  • Aumenta la spiritualità esplicita e implicita

  • Riduce l’ansia in situazioni di stress

  • Migliora componenti del carattere in bambini (7-8 anni) e insegnanti






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