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Sistema creditizio 4 23/23


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Sana14.08.2018
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Sistema creditizio 4 23/23

  • l’80% dei soggetti intervistati ha dichiarato di non aver mai usufruito delle convenzioni stipulate dalle associazioni di categoria;

  • il 9% non conosce le opportunità offerte dalle associazioni. 



SISTEMI ISTITUZIONALI



PIT 1 1/16

  • Il Progetto Integrato Territoriale (PIT) rappresenta una delle modalità ordinarie d’attuazione della programmazione regionale.I principi su cui si fonda sono:

  • Programmazione “dal basso”;

  • Integrazione delle operazioni per il conseguimento della strategia di sviluppo;

  • I fondi di finanziamento dei PIT possono essere attinti da:

  • Fondi ordinarie (leggi nazionali, Bilanci della Regione, delle Province e dei Comuni);

  • Fondi straordinari (fondi strutturali e d’iniziativa Comunitaria);

  • Fondi privati.

  • La risorsa finanziaria di maggiore consistenza è rappresentata dai fonti POR Calabria con la seguente ripartizione:

  • FESR 417.8 Meuro

  • FEOGA 209.5 Meuro

  • FSE 120.0 Meuro

  • SFOP 52.4 Meuro



PIT 2 2/16

  • Gli elementi portanti sono tre:

  • l’idea strategica di sviluppo, che costituisce l’obiettivo da conseguire attraverso l’azione sul territorio;

  • il concetto di integrazione progettuale, finalizzata al più efficace ed efficiente conseguimento dell’obiettivo;

  • la dimensione e il riferimento territoriale del complesso delle azioni programmate.

  • La costruzione e il funzionamento dei PIT dipende dal:

  • Coinvolgimento attivo dei sindaci;

  • Dialogo istituzionale tra Regione, Provincia, Comuni e Comunità Montane;

  • Rapporto con altre componenti territoriali coinvolte nel processo di sviluppo.

  • Si distinguono due livelli di governo e gestione:

  • Uno centrale che consente il coordinamento e il controllo delle attività dei PIT;

  • Uno locale che coincide con l’area PIT che consente lo sviluppo delle attività di programmazione e spesa dei fonti.



PIT 3 3/16

  • PIT 1 ALTO TIRRENO COSENTINO

  • PIT 2 MEDIO TIRRENO COSENTINO

  • PIT 3 POLLINO

  • PIT 4 ALTO JONIO COSENTINO

  • PIT 5 VALLE DEL CRATI

  • PIT 6 SILA JONICA

  • PIT 7 BASSO TIRRENO COSENTINO

  • PIT 8 SERRE COSENTINE

  • PIT 9 SILA

  • PIT 10 SAVUTO



I PIT della Provincia di Cosenza



PIT 4 4/16

  • PIT 1 ALTO TIRRENO COSENTINO

  • L’idea strategica consiste:

  • nella trasformazione dei singoli elementi del patrimonio naturalistico, storico, artistico, culturale ed enogastronomico sia sulla costa sia sulle zone interne in un sistema locale di offerta turistica (SLOT);

  • nell’aumentare il target di offerta delle località costiere al fine di avere una minore utilizzazione ed una maggiore salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali;

  • nella riqualificazione urbanistica attraverso il recupero dei centri storici, nel miglioramento dei collegamenti tra le aree costiere ed interne e nella creazione di infrastrutture a sostegno dei servizi alle persone.



PIT 5 5/16

  • PIT 2 MEDIO TIRRENO COSENTINO

  • L’idea strategica consiste:

  • Nell’avviare un intenso processo di sviluppo socioeconomico del territorio mirando al potenziamento del settore turistico prevalentemente tramite la destagionalizzazione dei flussi turistici, la valorizzazione delle aree interne e l’implementazione di nuove offerte di servizi sociali atti a frenare l’abbandono dei centri storici dei comuni dell’area attraverso due specifiche attività di policy:

  • a)L’impegno nel valorizzare e riorganizzare le risorse locali (patrimonio naturale, siti archeologici, monumenti, centri storici) e le attività economiche ad esse connesse (turismo, agricoltura, servizi, artigianato, pesca).

  • b)Tendere al contenimento del depauperamento demografico mediante interventi volti al miglioramento della qualità della vita nell’area PIT.



PIT 6 6/16

  • PIT 3 POLLINO

  • L’idea strategica

  • L’idea strategica è stata definita assumendo come criteri-guida l’individuazione dei livelli di eccellenza per la creazione di un sistema integrato di turismo sostenibile:

  • nuclei storici di antica formazione;

  • aree naturali;

  • struttura produttiva.

  • Il progetto di sviluppo locale assume come riferimenti il quadro complessivo delle risorse endogene e la struttura socio-economica che se integrate, in una logica di sistema, concorreranno alla creazione del sistema economico “turismo sostenibile”.



PIT 7 7/16

  • PIT 4 ALTO JONIO COSENTINO

  • L’idea strategica

  • La strategia d’intervento punta a ricondurre il mix diversificato di risorse di cui gode l’intera area in un sistema integrato di offerta territoriale identificato sotto il marchio Sibari.

  • Gli obiettivi generali del disegno strategico consistono in quattro punti:

  • Valorizzare e mettere a sistema le risorse archeologiche e storiche culturali dell’area;

  • Sostenere il recupero e la valorizzazione degli insediamenti urbani;

  • Sostenere l’imprenditorialità giovanile e femminile;

  • Sviluppare le attività economiche in un’ottica di filiera (artigianato tipico, produzioni agroalimentari, turismo di qualità, ecc.).



PIT 8 8/16

  • PIT 5 VALLE CRATI

  • L’idea strategica

  • Le azioni per l’istituzione del Sistema Valle Crati mirano a definire una strategia di sviluppo volta alla valorizzazione delle attività agricole ed agroindustriali esistenti condotte in modo innovativo e consortile, alla tutela ed alla riproduzione delle risorse ambientali, allo sviluppo del turismo sostenibile, alla valorizzazione dei beni culturali ed archeologici dell’area e alla tutela del patrimonio rurale rivalutato dalle produzioni biologiche.

  • La realizzazione degli interventi mira alla creazione di un marchio di qualità del territorio.



PIT 9 9/16

  • PIT 6 SILA JONICA

  • L’idea strategica

  • L’idea strategica consiste nell’orientare lo sviluppo del territorio verso la produzione di un’offerta turistica diversificata e integrata sulla base delle vocazioni, delle potenzialità, della presenza di beni ambientali, monumentali, archeologici.

  • Tale sistema si integra con la trasformazione e valorizzazione dell’agricoltura e della zootecnia, dell’agroalimentare, della PMI ecocompatibile, dell’artigianato.



PIT 10 10/16

  • PIT 7 BASSO TIRRENO COSENTINO

  • L’idea strategica

  • La strategia del pit basso tirreno punta su tre azioni:

  • Accrescere la realtà economica tramite la sviluppo dei principali settori produttivi caratteristici dell’area (turismo, agroalimentare, artigianato);

  • Valorizzare e rafforzare l’identità culturale;

  • Recuperare la qualità ambientale, promuovere la cultura del recupero e gli standard di vita, sviluppare la capacità di relazione ed integrazione con le realtà territoriali esterne.

  • Sono previsti numerosi interventi per lo sviluppo territoriale attuando iniziative di sensibilizzazione ambientale e miglioramenti infrastrutturali.



PIT 11 11/16

  • PIT 8 SERRE COSENTINE

  • L’idea strategica

  • Le particolarità territoriali del PIT Serre Cosentine contraddistinguono il Progetto rispetto alle altre strategie PIT della Provincia. La strategia mira a qualificare e mettere in relazione le risorse territoriali, al fine di accrescere le qualità competitive e migliorare l’offerta di territorio, nonché di rafforzare l’identità e la coesione sociale del sistema locale.

  • Le linee d’azione principali sono:

  • Rafforzare, in un’ottica di rete corta territoriale integrata, l’identità culturale collettiva, migliorare la qualità della vita, aumentare la coesione sociale;

  • Potenziare e qualificare il sistema produttivo dell’area migliorando i servizi alle imprese, effettuando investimenti innovativi, messa in rete dei servizi connessi alla RS&T, al fine di promuovere un sistema distrettuale integrato di “knowledge”.



PIT 12 12/16

  • PIT 9 SILA

  • L’idea strategica

  • La strategia consiste nell’assumere il territorio, in tutte le sue componenti, come risorsa non riproducibile e conseguentemente sviluppare azioni e iniziative sostenibili in termini ambientali, economici e sociali finalizzate all’emersione di nuovi profili innovativi dell’identità territoriale attraverso la cornice della costituzione del Sistema Turistico Locale.

  • Su questo orientamento si distinguono due differenti livelli operativi:

  • Azioni di sistema e di miglioramento del contesto territoriale per favorire lo sviluppo socioeconomico;

  • Azioni verticali finalizzate a innovare e integrare le filiere produttive e consolidare le filiere con elevate potenzialità occupazionali.



PIT 13 13/16

  • PIT 10 SAVUTO

  • L’idea strategica

  • La strategia del Pit Savuto è quella di ricomporre il contesto fragile promuovendo un nuovo quadro di sviluppo sostenibile ed integrato, l’area, infatti, sotto il profilo economico produttivo non presenta specializzazioni forti che da sole possano fare da volano per lo sviluppo d’area, ma se solo le diverse micronicchie (agroalimentare-artigianato-turismo) fossero integrate tra loro, potrebbero produrre un reddito adeguato e sostenere l’occupazione locale.

  • Gli obiettivi generali di questa strategia saranno rivolti al recupero dell’immagine dell’offerta locale tramite:

  • il sostegno delle PMI con particolare riferimento alle attività della tradizione (artigianato e agroalimentare), all’attrazione di nuove imprese nel territorio, alla creazione di neo-imprenditorialità giovanile e femminile;

  • lo sviluppo del settore turismo e tempo libero di nicchia;

  • la creazione di un sistema di accoglienza socio-sanitario post-ospedaliero e per la terza età.



PIT 14 14/16

  • OSSERVAZIONI

  • Nell’insieme i territori dei 10 PIT della provincia di Cosenza presentano le stesse caratteristiche territoriali e socio-economiche che hanno indotto alla realizzazione delle medesime strategie di sviluppo locale. In particolare, l’attenzione maggiore è stata concentrata sul:

  • Settore turistico integrato in una logica di tutela ambientale, recupero dei centri storici e d’eccellenza, salvaguardia del patrimonio artistico e culturale;

  • Settore agroalimentare attraverso implementazione della qualità e il rafforzamento delle filiere produttive;

  • Sviluppo e valorizzazione dell’artigianato tipico e di qualità.

  • Questi settori tendono ad integrarsi, in alcuni PIT, attraverso la creazione di marchi territoriali.

  • Tuttavia…



PIT 15 15/16

  • …si riscontrano alcune criticità:

  • Nelle strategie di sviluppo la risoluzione dei problemi relativi all’occupazione vengono affrontati in maniera latente;

  • Gli obiettivi specifici sono scarsamente integrati con l’idea strategica di sviluppo che s’intende perseguire: il ricorso ad un maggior numero di misure del POR non sempre coincide con interventi finalizzati ad un unico disegno strategico;

  • All’interno di ogni area PIT non sono definiti quegli ambiti territoriali dai quali far partire le direttrici dello sviluppo per il conseguimento dell’idea strategica;

  • Non risulta alcuna distinzione temporale degli interventi che s’intendono realizzare indispensabile per una maggiore efficacia ed economicità dell’idea progettuale;

  • Non risulta una assegnazione dei compiti e degli interventi che i singoli comuni andranno a assolvere all’interno dell’ area;

  • Alcuni partenariati sono molto ristretti. Il partenariato dovrebbe essere il più ampio possibile coinvolgendo anche le rappresentanze del terzo settore e l’associazionismo locale per la condivisione strategica degli obiettivi del progetto;



PIT 16 16/16

  • Da una prima analisi degli specifici interventi che s’intendono realizzare, prevale la sensazione che le istituzioni coinvolte tendono ad effettuare interventi di ordinaria amministrazione piuttosto che effettuare una progettazione innovativa e strutturata;

  • La comunicazione tra i PIT, soprattutto tra quelli confinanti, è praticamente assente. Questo potrebbe comportare, ad esempio, la realizzazione di interventi in un determinato PIT, che rischiano di essere incompatibili con quelli dei PIT adiacenti;

  • L’assomiglianza delle strategie tra i PIT rischia di realizzare opere e interventi molto simili concentrati in piccole aree territoriali, determinando situazioni di sovrautilizzazione delle risorse, da una parte, e di sottoutilizzazione delle risorse dall’altra;

  • Bisognerebbe prevedere il coinvolgimento più attivo del partenariato prevedendo anche l’apporto di mezzi finanziari.

  • Bisognerebbe stimolare la progettualità privata per favorire lo sviluppo del territorio e per dare coerenza alle iniziative pubbliche.



CONCLUSIONI



1/3

  • La Provincia di Cosenza ha delle innumerevoli opportunità da sfruttare e coordinare per la rivitalizzazione del territorio:

  •   formazione e qualità delle competenze, (la provincia dispone di risorse umane qualificate a basso costo rispetto alla media nazionale, che tuttavia in larga misura trovano lavoro fuori dalla regione, con conseguenze sull’occupazione locale);

  •   localizzazione delle attività produttive, (il territorio presenta un numero consistente di aree industriali a basso costo).



2/3

  • Ciò potrà attuarsi se si realizzerà un’azione forte e incisiva di coordinamento del sistema territoriale.

  • Il nuovo modo di vedere lo sviluppo della provincia è quello di ragionare per vocazioni produttive e socioeconomiche delle aree mettendo in luce le singole caratteristiche territoriali all’interno delle principali tematiche delle strategie di sviluppo.

  • Necessitano quindi in primo luogo politiche d’integrazione degli interventi favorite dall’alto dagli attori istituzionali (Regione e Provincia) ma determinati da approcci economici e politici scaturiti dalle realtà sub-territoriali.

  • Ciò di cui necessita l’intero sistema territoriale è:

  •        di una politica integrata di gestione del territorio;

  •        dell’individuazione delle direttrici portanti dello sviluppo. 



3/3

  • Il territorio Provinciale deve puntare:

  • Sul coinvolgimento degli attori locali;

  • Su nuove forme di progettazione degli interventi di sviluppo locale che producano effetti immediati sul territorio;

  • Avvalersi di tutte le strutture di supporto, sia per fare da collante tra i vari attori locali e sia per indirizzarli nei processi decisionali.





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