San nicola la strada francesco nigro la toponomastica


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LA TOPONOMASTICA

DI

SAN NICOLA LA STRADA



FRANCESCO NIGRO

LA TOPONOMASTICA

DI

SAN NICOLA LA STRADA



A cura di:

Circolo ARCI NOVA "Il Giardino" di San Nicola la Strada

Soc. AVERSANA PETROLI - Deposito Prodotti Petroliferi di Casa] di Principe

-

1990 -



A MIA MADRE

IN SEGNO DI AFFE1TO

PREFAZIONE

11 volume

"

La toponomastica di San Nicola La Strada" costituisce

un altro lodevole contributo del dott. Francesco Nigro alla storia di

San Nicola la Strada che egli aspira a far conoscere soprattutto ai

giovani e a quanti di recente sono immigrati nel nostro comune.

Lo scopo principale che si prefigge l'autore è quello di far compren-

dere l'origine degli antichi nomi delle strade, dei vicoli di San Nico-

la la Strada, come "I Perroni", " La Pagliara", ecc. che tuttora comu-

nemente vengono usati e sostituiscono nel linguaggio corrente la

nuova toponomastica.

Noi docenti apprezziamo la validità culturale del lavoro attento,

preciso del Nigro che ci fornisce un utile strumento didattico per il-

lustrare agli allievi la storia del proprio habitat.

Le notizie storiche sul significato dei toponimi raccolte dall'autore

'facendo ricorso a fonti scritte e al vivo ricordo degli anziani" sono

una prova dell'amore che egli sente per il proprio paese e che vuo-

le trasmettere ai lettori.

E' una piacevole, interessante indagine che ci offre la possibilità di

apprendere che spesso il passato è racchiuso in un nome di un vi-

colo, di una piazza: di scoprire aspetti, tradizioni che credevamo

scomparse, ma che resistono nel tempo persino ai nomi nuovi dati

dalle autorità locali alle vie di San Nicola La Strada.

La presente ricerca storica è, anche, un invito a conservare e valo-

rizzare gli antichi toponimi.

Raffaella Torio

Giuseppina Di Camillo

Vera Della Ventura

Docenti Scuola Media Statale

"G. Mazzini" di San Nicola 1a Strada

AL LETTORE

Il contenuto del presente volume concerne la toponomastica del

nostro comune. Lo studio dei toponimi costituisce pur sempre un

punto di partenza importante per indagini e ricerche storiche o cul-

turali.

I toponimi indicanti le località di oltre due secoli fa, quali I Perro -

ni, La Pagliara, Le Nunziatelle, La Sapienza, Il Trivio, La

Croce, Santa Cumaia, ecc. sono stati tramandati oralmente dai

nostri antenati fino a noi e sono tuttora usati il più delle volte sen-

za conoscerne il significato.

Lo sforzo di capire e spiegare l'origine di antichi toponimi rientra

nel mio intento di contribuire a colmare il vuoto profondo di cono-

scenze che avvolge le radici e la storia della nostra comunità.

Le proposte formulate per redigere un progetto toponomastico van-

no pure nella direzione sopra indicata.

Nel caso in cui, nemmeno per un istante, non sia riuscito nel pre -

detto intento, chiedo al lettore il suo perdono.

Francesco Nigro



NASCITA DI UN TOPONIMO

ASPETTO CULTURALE

Il toponimo (composto del greco topos "luogo" e dnoma "nome") è

nome proprio di luogo.

La toponomastica studia i nomi dei luoghi. Per tale motivo essa si

inserisce nella storia di un paese, porta alla luce il nesso esisten-

te tra il luogo ed il nome, svela il significato del toponimo e risale

alla sua origine.

Attribuire un nome ad una strada anzichè un altro non comporta

spese. La scelta del nome è dettata da motivi di ordine culturale,

urbanistico, storico. Attraverso la denominazione si vuole creare

un legame con il passato, si vuole comunicare con i posteri, si

vuole razionalizzare toponomasticamente i quartieri, si vuole fis-

sare un fatto di cronaca nera, un episodio politico o storico.

L'esigenza culturale costituisce comunque, attualmente, il mo-

vente principale nell'attribuzione dei toponimi.

Nei secoli scorsi non esisteva la denominazione ufficiale delle vie,

delle piazze e delle località di campagna; era la voce popolare,

non l'autorità municipale, a dar loro il nome.

In Italia la toponomastica fu introdotta alla fine del secolo XVIII.

A Napoli fu introdotta nel 1792, in seguito ad un dispaccio di

Ferdinando IV di Borbone. Il problema toponomastico trovò solu-

zione nel XIX secolo.

Oggi ogni strada ha un nome. Questo serve a tutti coloro che vo-

gliono cercare una persona. Senza conoscere l'indirizzo, ossia il

nome della strada ed il numero della casa, è quasi impossibile

trovare una persona in una città.

Il nome di un luogo può nascere sia dal basso, ossia dal volgo, sia

dall'alto, ossia dall'istituzione.

Nel primo caso è il volgo che per motivi pratici, reali, di costume

sceglie il nome e lo usa anche se non vi è l'ufficialità del provvedi-

mento amministrativo. Nel secondo caso è l'istituzione (il comu-

ne) che fa la scelta del toponimo e lo adotta con atti amministra-

tivi.

Molti vicoli e strade prendono il nome delle famiglie che vi hanno



abitato o vi abitano (es. vicolo Tiscione). Altri toponimi sono da

collegare al culto di santi o alla presenza di edifici sacri (es. Vico-

lo S. Giuseppe). Altri ancora derivano il nome dalle caratteristiche

ambientali (es.il Giardino) e dalla forma del luogo (es. Rotonda).

Vi sono luoghi che sono denominati col nome dei mestieri che ivi

si praticavano o si praticano (es. vicolo dei "funai"; vicolo dei

"mannesi" ossia costruttori di carri e carrozze).

Altri si riferiscono a personaggi del Risorgimento,ad uomini politi-

ci, a scienziati, ad artisti, a date storiche. Ad esempio via XX Set-

tembre è dedicata alla data dell'occupazione di Roma da parte del

re d'Italia Vittorio Emanuele II (breccia di Porta Pia, 1870): Via IV

5


Novembre è dedicata alla data della fine della guerra contro l'Au-

stria, nel 1918.



Aspetto normativo (1)

Per poter intitolare strade, piazze e vicoli occorre una deliberazio-

ne del consiglio comunale del comune nel cui ambito territoriale

le arterie insistono.

La procedura relativa alla denominazione delle vie e delle piazze

fu regolata, all'inizio, dall'articolo unico del RD.L. 10 maggio

1923, n. 1158. Successivamente dalla legge 23 giugno 1927, n.

1188. Secondo questa legge per poter attribuire una denomina-

zione a nuove strade e piazze pubbliche occorre l'autorizzazione

del Prefetto, udito il parere della Deputazione di Storia Patria, o,

dove questa manchi, dalla società storica del luogo o della Regio-

ne. Di più, per poter intitolare una strada o piazza pubblica ad

una persona, occorre che questa sia deceduta da almeno dieci

anni, salva la facoltà di deroga concessa dal Ministero degli Inter-

ni "in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano be-

nemeritato della Nazione".

Le istanze di deroga, secondo una circolare del 13 dicembre

1954, n. 15300-10 del Ministero degli Interni, devono essere cor-

redate da:

1) deliberazione del Consiglio Comunale;

2) parere espresso, circa la nuova denominazione, dalla Deputa-

zione di Storia Patria o, dove questa manchi, dalla Società storica

del luogo o della Regione;

3) breve relazione, vistata per conferma dai Prefetti, da cui risulti-

no le più importanti notizie biografiche sul conto della persona di

cui si intende onorare la memoria;

4) approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione rilasciata

tramite le Sovrintendenze ai monumenti, nel caso in cui si voglia

cambiare il nome di vecchie strade o piazze.



CONSIDERAZIONI

Negli ultimi anni notevole è stato lo sviluppo urbanistico del pae-

se e di conseguenza sono sorte numerose nuove arterie di colle-

gamento a cui si sono dovuti dare dei nomi. Quali? Si sono usati

nomi di città, poeti, musicisti, pittori, patrioti, filosofi, uomini po-

litici, cittadini caduti nell'adempimento del loro dovere. Si è cer-

cato di raggrupparli per zone-così come si va facendo un pò in

(1)

Agenda dei Comuni, 1988, a cura di Mario Zoia, Editrice Caparrini

s. r. L, Di Gasperi Edizioni s. r. L e C., Firenze.

6


tutt'Italia - al fine di creare omogeneità e al fine di rendere più fa-

cilmente individuabili abitazioni e negozi commerciali nella fitta

selva di cemento. Lo scopo di una simile operazione non sempre

ha trovato compiuta realizzazione, atteso anche le preesistenze.

E' così che in una zona del paese sono stati accorpati i nomi di

città: Via Roma, Via Napoli, Via Trieste, Via Firenze, Via Venezia,

ecc.. Mentre in un'altra zona sono stati deliberati i nomi di musi-

cisti: Via Bellini, Via Rossini, Via Donizetti.

Se il ricorso a nomi che non hanno alcun nesso con il luogo può

trovare giustificazione, tra l'altro, nella esigenza di omogeneizzare

e razionalizzare toponomasticamente il tessuto urbano, nessuna

giustificazione trova la soppressione di toponimi originari e la loro

sostituzione con nomi nuovi. Anzi, tale sostituzione costituisce, a

mio avviso, un errore. Si fa violenza alla tradizione quando si de-

cide di cambiare i nomi di località, vicoli e vie che resistono nel

tempo e nella parlata. E la conclusione a cui spesso si perviene

quando si sostituisce il toponimo dall'alto, ricorrendo ad un no-

me che non ha alcun nesso con il luogo, è che la popolazione

non usa il nuovo nome, bensì il vecchio.

E' quanto è avvenuto anche per le antiche strade del comune di

San Nicola la Strada. Diversi toponimi originari sono stati sop-

pressi e sostituiti con altri nuovi. I cittadini continuano, però, a

chiamare con l'antico nome "I Perroni

"

la strada che, invece, oggi



porta il nome di Pilade Bronzetti. Si continua a dire

"a via 'a Ma-

ronna",

l'attuale Via XX Settembre,



-e Nunziatelle",

l'attuale Via

Appia,

"'e Pagaiare",

l'attuale Corso Alcide De Gasperi.

Sulla scorta di quanto detto è bene, perciò, deliberare i nomi

nuovi solo per le vie create di recente o per quelle che non ne

hanno nella parlata. Mantenere i nomi antichi delle strade è im-

portante se si vuole rispettare la storia e la cultura locali.

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NOTIZIE SUI TOPONIMI

Le notizie qui di seguito fornite sono state raccolte facendo ricor-

so a fonti scritte e al vivo ricordo degli anziani. Esse concernono,

in gran parte, il significato dei nomi delle strade, delle località

rurali e dei vicoli antichi di San Nicola La Strada.

Sono stati tralasciati i toponimi deliberati di recente che non han-

no alcun legame con la storia locale, che non fanno alcun riferi-

mento alla vita sociale del passato e che non hanno sostituito i

toponimi originari.

Un lungo elenco di notizie concernenti strade intitolate a città o a

personaggi notissimi avrebbe soltanto reso pesante e noiosa la

lettura.


* * *

Partiamo dalle due piazze centrali e dalle strade che in esse con-

fluiscono.

PIAllA PARROCCHIA

Il toponimo è da collegare alla presenza della chiesa parrocchiale,

i cui lavori di costruzione, iniziati nel secolo XVIII, furono diretti

da Pietro Bernasconi, capomastro milanese, chiamato a Caserta

per impiantare il cantiere per la costruzione della reggia, e, in se-

guito alla sua morte, dall'architetto Carlo Patturelli. Nel 1700 il

luogo in questione era detto "La Parrocchia". In esso era sito an-

che il palazzo in cui erano ubicate le curie notarili dei notai della

Peruta.

PIAllA MUNICIPIO

Questa piazza prende il nome dalla presenza del palazzo sede del

Municipio.

IL TRIVIO ('U TRIVECE)

Dall'incrocio delle seguenti strade: Via XX Settembre, Via Santa

Croce, Corso Alcide De Gasperi.

La parola Trivio deriva da "trivium" ed indica il luogo in cui con-

fluiscono tre vie. Il termine dialettale è "trivice". Nel luogo detto "il

Trivio" è sita la

"

casa palaziata" in cui nel XVIII secolo abitava la



ricca famiglia de Piccolellis, di Napoli, la quale occupava uno dei

primi posti, se non addirittura il primo, nella scala sociale locale.

Nello stesso luogo, nella sua casa, un tale Nicola Motta faceva la

"dogana della farina".



VIA SANTA CROCE ('A VIA 'A ROCE)

Da una cappella, ora distrutta, detta della Santa Croce, ius patro-

nato della famiglia Santoro del secolo XVIII.

VIA XX SETTEMBRE ('A VIA 'A MARONNA)

Intitolata ad una data storica è la strada che porla alla chiesa

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della Madonna della Pietà. La gente continua a dire "'a via 'a Ma-

ronna".


CORSO A. DE GASPERI (A VIA 'E PAGLIARE)

Tratto di strada dell'Antica Via Appia che va da Viale Carlo III fi-

no a Piazza Municipio.

Prima di diventare corso era denominata Via Municipio; prima

ancora era chiamata "'a via 'e Pagliare" perchè menava al luo-

godetto "La Pagliara", in tenimento di San Nicola la Strada, ove

nel 1813 la Reale Amministrazione acquistò moggia 11, passi 15

e passitelli 2 di terreno, al fine di costruire lo "Stradone" e i "Pas-

seggiatoi" davanti alla Reggia di Caserta.

Quest'ultima denominazione è ancora molto diffusa tra i cittadi-

ni.

VIA SANTI COSMA E DAMIANO

Via intitolata ai santi Cosma e Damiano, i due fratelli medici che

subirono il martirio sotto Diocleziano.

In gergo popolare Via Santa Cumaia.



VIA APPIA ('A VIA 'E NUNZIATELLE)

Tratto di strada dell'Antica Via Appia che da Piazza Parrocchia va

al Cimitero. In gergo popolare è denominato "'a via 'e Nunziatel-

le". Tale toponimo deriva dalla chiesa della Santissima Annunzia-

ta volgarmente detta "La Nunziatella". La predetta chiesa, non

più esistente, già nel 1717 risultava•-"diruta".



VIA PILADE BRONZETTI ('A VIA 'E PERRONI)

Dal nome di un soldato garibaldino caduto in uno scontro d'armi

contro l'esercito borbonico. Tale toponimo ha sostituito quello

originario di "Perroni", tuttora in voga.

I Perroni probabilmente erano una famiglia di grandi possidenti

da cui traeva il nome una vasta zona del Casale delle "Massarie"

(attuale San Marco Evangelista) che si estendeva fino al nostro

comune. Le "Massarie" erano sottoposte a due giurisdizioni.

Quelle che si trovavano nelle pertinenze di Maddaloni erano de-

nominate le "Massarie di S. Marco", mentre quelle sottoposte alla

giurisdizione della città di Capua prendevano il nome di "Massa-

rie delli Perroni".



Proseguiamo poi con le altre strade e località facenti parte dello

antico tessuto urbano.

VIA DOMENICO GENTILE

Dal nome e cognome di un soldato nativo del luogo, caduto du-

rante la

la

guerra mondiale. A tal uopo voglio riportare la parte-

cipazione di decesso, datata 5 luglio 1915, del comando del 10°

reggimento artiglieria da campagna al sindaco di San Nicola la

Strada.

9


"Questo Comando compie il doloroso compito di partecipare alla

S.V. che il 24 giugno 1915 nel quadrivio di Trevisan mancava ai

vivi alle ore 17 in età di anni 20 il Sergente Gentile Domenico, fi-

glio di Francesco e di Paolella Maria, in seguito a ferite alla tempia

sinistra. Si prega la S.V. partecipare, con i dovuti riguardi, la do-

lorosa nuova ai genitori dell'estinto".



VIA CAIROLI ('A VIA 'O TURCO)

Prende il nome dai fratelli Cairoli, patrioti del Risorgimento italia-

no. Il volgo l'ha sempre chiamata e continua a chiamarla "'a via 'o

Turco". Il significato di tale denominazione deriva dal fatto che nel

passato risiedeva in quel luogo un turco.

E' da scartare l'ipotesi dell'origine del toponimo dalla coltivazione

del granturco che ivi si praticava.

LARGO ROTONDA (FORE 'O TUORNO)

Dalla forma circolare della piazza. In gergo popolare è detto "o

tuorno" ossia intorno, rotondo, cerchio.

VIA APPIA ANTICA - LOCALITA' PONTESELICE ('A VIA 'A POL-

VERIERA)

Tratto dell'Antica Via Appia che portava anche alla "polveriera",

deposito di armi belliche, sul cui suolo sorge oggi la sede dell'Uffi-

cio Provinciale della Motorizzazione Civile di Caserta.



PIZZO DELLA BUFALA

Località in cui anticamente vi era un allevamento bufalino.

Non è male ricordare che nel secolo XVIII la ricca famiglia de Pic-

colellis possedeva moltissime bufale; numero 152 animali bufalini

erano tenuti nella difesa denominata" l'Incogna", sita in tenimento

di Carinola, ed altri nella palude "dell'Olmo Cupo", in tenimento

delle "Massarie" di Maddaloni.

Colgo l'occasione per riferire dello svolgimento, nella città di Mad-

daloni, nell'anno 1757, di una caccia alla bufala, presa nella pa-

lude "dell'Olmo Cupo", da alcuni "Asciartajoli" ed un soldato di

cavalleria del reggimento di Russiglione con sciabola e cornetta.

La caccia fu fatta nella piazza di Maddaloni. La bufala fu trapaz-

zata talmente da cani e da ferretti che fu tenuta per due giorni nel

Monastero di S. Domenico di detta città. Non essendo in condizio-

ne di andar via, la bufala fu trasportata con un carro in San Nico-

la la Strada per ordine di Maria Grazia Benito, vedova di don Ot-

tavio de Piccolellis.

I ferretti usati durante lo svolgimento della caccia alla bufala ser-

vivano per aizzare l'animale.

La scena ci porta alla mente la corrida spagnola.

s r s

Passiamo ora ad esaminare i vicoli e Ie strade che si affacciano

sulle vie sin qui citate.

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I VICOLI DI VIA PILADE BRONZETTI

'A VENELLA 'E SANTU NICOLE

Il toponimo deriva dall'omonima chiesetta di San Nicola di Bari,

adiacente al vicolo. Sopra la porta di ingresso della chiesetta è

scritto: Confraternita di S. Nicola di Bari - 1719.

La "vinella" è una via piccola e stretta, generalmente senza sboc-

co, collegata con un'arteria principale. La parola "vinella" potreb-

be derivare da "viella " o "viarella".

VICOLO VANVITELLI ('A VENELLA LONGA)

Dal cognome dell'architetto progettista della Reggia di Caserta.I1

volgo chiama, però, il vicolo "a venella longa". Il significato è evi-

dente. Il toponimo originario deriva dalla forma lunga del vicolo.



VICOLO PERRECA

A conferire il toponimo è un casato. Adiacente al vicolo vi è l'e-

norme ed antico palazzo dei Perreca.

VICOLO DEI FUNAI ('A VENELLA RI FUNARI)

Il toponimo deriva dal mestiere dei "funari" che in quel luogo era

svolto. Si facevano corde intrecciando la canapa intorno ad una

grande ruota di legno. I "funari" lavoravano camminando all'in-

dietro e tenendo in mano la canapa che veniva trasformata in

corda. E' rimasto il detto "vai indietro come il funaro" per dire a

uno che regredisce anzichè progredire.

VIA GROTTA ('NCOPPE 'A ROTTA)

L'antica strada di campagna, oggi municipalizzata, che porta alle

due piccole grotte in muratura di cui non si conosce con preci-

sione l'epoca e lo scopo della costruzione. Anni fa si raccontava

ai piccini che in esse si nascondeva un ornino cattivo, chiamato

"Mazzammauriello", al quale si minacciava di fare ricorso per

spaventarli e tenerli buoni.

La gente chiamava le grotte con l'espressione "'a tana 'e Mazzam-

mauriello".

LOCALITA' E STRADE DI VIA DOMENICO GENTILE

LA SAPIENZA

Località che ha assunto il nome da una masseria denominata

"Massaria della Sapienza" data in affitto nel secolo XVIII dal Mo-

nastero delle Monache della Sapienza della città di Napoli. Tutto-

ra le mura del fabbricato dimostrano che si trattava di una mas-

seria non certo piccola.



'U CENTIMOLO

Strada vicinale di campagna che trae il nome dal "centimolo",

l'arnese con cui si tirava l'acqua su dal pozzo della benestante fa-

miglia Como. Il "centimolo", installato nel pozzo, era composto di

11


recipienti ("catose") che, ruotando intorno ad un ingranaggio,

portavano in superficie l'acqua che veniva utilizzata per irrigare

l'orto della predetta famiglia, oltre che per uso domestico.

L'attingitoio era fatto funzionare dal tiro di un asino, che girava

bendato intorno al pozzo. La benda sugli occhi dell'asino aveva lo

scopo di impedire che all'animale, a furia di girare, si annebbias-

se la vista.

I VICOLI DI VIA APPIA

«

VICOLO TISCIONE

Il toponimo è dovuto al cognome della famiglia Tiscione, la quale

ancora oggi abita nel vicolo.

VICOLO STELLATO

Nome patronimico.



VICOLO MOLINELLO

Dall'esistenza negli anni passati di un mulino a palmento di

piccole dimensioni dove si sfarinava grano, granone, orzo e ave-

na.


VICOLO MAROTTA

Il toponimo è stato originato dal cognome della famiglia Marotta

che negli anni passati abitava in quel vicolo.

LOCALITA

'

LE TAGLIE ('NCOPPE 'E TAGLIE)

Con il nome "Le Taglie" erano definite le località in cui si effettua-

va il taglio delle pietre dolci per uso delle reali fabbriche e delle

"reali delizie". Le cave di tufo erano denominate "monti". Di qui il

termine di "tagliamonti" per indicare gli addetti al taglio delle pie-

tre di tufo nelle cave. Per riunire gli animali addetti al trasporto

delle pietre fu costruito, poco distante dalle "taglie", un locale cui

si diede il nome di boveria. Terminato il trasporto delle pietre,

quegli edifici furono ingranditi per uso del seguito della Reale

Corte. Posteriormente furono destinati per canetteria.



I VICOLI DI VIA SANTA CROCE

VICOLO SANTORO ('A CUNCIARIA)

La denominazione si riferisce alla famiglia Santoro che abitava

nel vicolo. Tuttora, però, molti continuano a chiamarlo "'a cuncia-

ria" dall'esistenza nel vicolo, nei secoli passati, di una conceria

per la concia delle pelli.

VICOLO MIRRI (ENTE 'A FUNTANA) Nome patronimico. Il volgo

chiama il luogo "inte 'a funtana" per la presenza di un'artistica

fontana.

I VICOLI DI CORSO DE GASPERI

VICOLO SAN GIUSEPPE Vicolo intitolato a san Giuseppe.

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I VICOLI E LE LOCALITA'

DI VIA XX SETTEMBRE E ROTONDA

'A CUPA 'E RECALE

Antica strada di campagna che unisce Recale e San Nicola la

Strada e che ha l'uscita su Largo Rotonda.

La "cupa" è di nonna una strada campestre stretta e con il fondo

sottostante ai terreni adiacenti. A dare luogo ad una cupa è gene-

ralmente lo scolo delle acque piovane.



VIALE CARLO III (LO STRADONE)

Nel progetto del Vanvitelli il viale in questione, per l'enorme am-

piezza, era denominato "Lo Stradone" (volgarmente "'u stradone").

Solo successivamente ha assunto il nome di viale Carlo III, dal

nome del re Carlo di Borbone.

Per costruire l'ampio e grandioso "Stradone", che doveva condur-

re a Napoli, la Reale Amministrazione nel 1813 iniziò gli acquisti

di diversi terreni e nel 1814 acquistò alcuni "casamenti", al fine

di demolirli ed avere così "libero l'ingresso dello stradone che me-

na a questa Reggia". Lo Stradone doveva annunziare agli osserva-

tori la magnificenza della Reggia.

I GALOPPATOI (I "PASSEGGIATOI

"

OSSIA "GROTTONI")

Le due strade laterali e parallele allo "Stradone", nel progetto van-

vitelliano erano dette "passeggiatoi" ossia "grottoni". Anche per

costruire i due "passeggiatoi

"

, che dovevano fiancheggiare a dritta



e sinistra lo Stradone, furono acquistati diversi terreni. L'idea del

Vanvitelli, secondo quanto afferma l'architetto Ferdinando Pattu-

relli, era quella di destinare la strada centrale, più spaziosa, per

andare in carrozza, e le due laterali, per passeggio ossia per an-

dare a piedi. I due passeggiatoi erano detti "passeggiatoio ad

oriente" e "passeggiatoio ad occidente".



VICOLO GIANTURCO

Dal nome del famoso giurista.



'A MASSARIA 'A SIGNORA

Località che trae il nome da una masseria che era nei secoli scor-

si di proprietà della signora donna Maria Grazia Bonito, vedova

dell'illustre don Ottavio de Piccolellis.

* * *

Un cenno meritano anche le strade vicinali, che grande importan-



za hanno avuto nel tempo andato, cioè quando la società era

agricola. Alcune di queste strade sono state cancellate o modifi-

cate dai mutamenti subiti dal territorio comunale, altre sono an-

cora li senza però più svolgere un ruolo importante ai fini delle

comunicazioni, altre sono state municipalizzate.

Nei fogli catastali (levata anno 1895) riprodotti nel 1971 figurano

le seguenti strade vicinali: Ponticello, Pozzillo, Trivicello, S. Lu-

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ciella, Censo, Gaudio Grande, Gaudio Piccolo o Cuparella, Censo

o Pizzo Pilato.

* * *

PROPOSTE

Dopo aver svolto brevi considerazioni e dopo aver fornito alcune

notizie circa i toponimi, ritengo di dovere avanzare precise propo-

ste all'Amministrazione comunale al fine di revisionare l'attuale

toponomastica e di elaborare un vero e proprio progetto concer-

nente i toponimi cittadini.

1) Bisogna evitare, a mio avviso, di fare eccessivo ricorso a nomi

di personalità eminenti che immancabilmente vengono usati per

le vie e le piazze di quasi tutt'Italia.

2) E' doveroso citare anche nomi "minori", ma significativi, che

puntualmente sono schiacciati dai "grandi".

3) Occorre valutare se vi sono nativi del luogo a cui possono esse-

re intitolate strade, perchè distintisi in campo artistico, religioso,

sportivo, etc. Non esistono solo i morti ammazzati, nativi del luo-

go. Di recente sono state intitolate due vie a due cittadini delle

forze dell'ordine caduti nell'adempimento del loro dovere. Si tratta

di Luigi D'Andrea, ucciso dalla banda Vallanzasca mentre svolge-

va compiti di controllo su di un'autostrada del Nord, e di France-

sco Evangelista, caduto mentre svolgeva servizio davanti ad una

scuola romana.

4) Aggiungere, dove è possibile, ai nomi di persona la qualifica o

la professione o il titolo e la data di nascita e di morte (es. Gaeta-

no Donizetti, musicista 1797-1848; Guglielmo Marconi, scienzia-

to 1874-1937; Torquato Tasso, poeta 1544-1595; Carlo Pisacane,

patriota 1818-1857).

5) E' importante inserire nello stradario comunale quei toponimi

originari, tramandati oralmente, che non sono stati valorizzati nel

corso degli anni e che rischiano di cadere nel dimenticatoio. L'in-

serimento nella toponomastica cittadina di quegli antichi nomi

dei luoghi che sono tuttora in voga nel linguaggio orale è un mo-

do per ricollegarsi al passato. Far morire i toponimi popolari vuoi

dire cancellare l'identità di una comunità.

"Le Taglie", ad esempio, che indicano il luogo in cui si tagliavano

le pietre di tufo che servivano per la costruzione della reggia van-

vitelliana e per civili abitazioni, è un nome quasi caduto in disu-

so, mentre, nel passato, è stato molto in voga.

6) Non bisogna omettere di attribuire le denominazioni che ven-

gono alla luce in seguito a ricerche storiche o culturali. Ad esem-

pio "L'Arbusto" è il nome di una località usato nel secolo XVIII.

Esso deriva da una masseria denominata "L'Arbusto", di pro-

prietà dell'illustre signore don Filippo de Piccolellis.

7) Occorre dare precedenza ai nomi delle donne, se si vuole sal-

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dare il pesantissimo debito contratto verso il mondo femminile.

Le donne, infatti, sono state fortemente discriminate, dato che,

su oltre cento toponimi, nello stradario comunale figurano appe-

na due nomi di donne. La lotta per l'emancipazione e la liberazio-

ne della donna passa anche attraverso l'indicazione dei luoghi

con nomi femminili.

8) Le variazioni delle denominazioni delle vie e delle piazze com-

portano conseguenze per i cittadini e per gli uffici pubblici. I cit-

tadini, infatti, devono provvedere ad aggiornare i loro documenti

(le carte di circolazione, le patenti di guida, i libretti di assistenza

e di pensione etc.), mentre gli uffici pubblici i loro schedari, i regi-

stri, le cartografie etc.. Di qui la necessità di fare ricorso alle var-

iazioni predette nei casi di effettiva importanza storica.

9) Per ovviare agli inconvenienti di cui sopra si può ripristinare,

in aggiunta al vigente, il toponimo originario. Ad esempio: Via P.

Bronzetti, già Via dei Perroni.



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