Si creò un “comitato di pubblica salvezza”, che ebbe come segretario D. Giuseppe Colacino


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Sana14.08.2018
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Si creò un “comitato di pubblica salvezza”, che ebbe come segretario D. Giuseppe Colacino

  • Si creò un “comitato di pubblica salvezza”, che ebbe come segretario D. Giuseppe Colacino

  • I membri più attivi del comitato andavano nei posti vicini(Carlopoli, Castagna, Conflenti, Decollatura, Filadelfia, Maida, Martirano, Soveria, ecc)per informare la gente e formare nuovi comitati



Anche a sambiase si forma un comitato, presieduto da Francesco Santacroce

  • Anche a sambiase si forma un comitato, presieduto da Francesco Santacroce

  • Vicepresidente era Giovanni Maria Cataldi

  • Segretario Giuseppe Majone

  • Altri membri:Achille Scalfaro, Vincenzo Matarazzo, Felice Nicotera, Francesco e Pasquale Paladino, Giorgio Sinopoli (zio di Francesco Fiorentino), Paolo Petronio, Giuseppe Matarazzo, Raffaele Paladino, Alessandro TojaVincenzo Agapito

  • Il membro più attivo del comitato era senz’altro Giovanni Nicotera















In seguito ai processi, tanti patrioti lametini furono condannati a duri anni di carcere;

  • In seguito ai processi, tanti patrioti lametini furono condannati a duri anni di carcere;

  • fra essi: Antonio Misiani, Ippolito d’Ippolito, Felice Sacchi, Giuseppe Colacino, Giovanni Maria Cataldi, Francesco Paladino

  • Alcuni morirono in carcere: fra essi Giuseppe Colacino, che morì a Ventotene



Durante le ribellioni che portarono alla costituzione della repubblica romana, non mancarono i lametini:

  • Durante le ribellioni che portarono alla costituzione della repubblica romana, non mancarono i lametini:

  • Benedetto Musolino, Domenico Mauro, ANTONINO Plutino, ma soprattutto Giovanni Nicotera, che si distinse durante gli scontri di Porta san Pancrazio e del Casino dei quattro venti, giudicato da Garibaldi un punto chiave per la difesa della città



Per la difesa di Venezia, oltre a Guglielmo Pepe, Alessandro Poerio combattè il lametino Francesco Matarazzo, originario di Sambiase

  • Per la difesa di Venezia, oltre a Guglielmo Pepe, Alessandro Poerio combattè il lametino Francesco Matarazzo, originario di Sambiase



Nella sfortunata spedizione di Sapri, oltre a Carlo Pisacane, non mancò Nicotera

  • Nella sfortunata spedizione di Sapri, oltre a Carlo Pisacane, non mancò Nicotera

  • Egli rimase ferito, fu arrestato e condannato all’ergastolo, da scontare nel carcere di Favignana, da dove fu poi liberato da Garibaldi dopo il suo sbarco in Sicilia



Le idee liberali e l’entusiasmo suscitato dai garibaldini contagiarono Pietro Ardito, giovane sacerdote, docente al seminario di Nicastro, che fu chiuso dal Vescovo per timore di disordini

  • Le idee liberali e l’entusiasmo suscitato dai garibaldini contagiarono Pietro Ardito, giovane sacerdote, docente al seminario di Nicastro, che fu chiuso dal Vescovo per timore di disordini



A Soveria, 10000 soldati borbonici, guidati dal generale Giuseppe Ghio, si dovettero arrendere alle truppe garibaldine(30 agosto 1860)

  • A Soveria, 10000 soldati borbonici, guidati dal generale Giuseppe Ghio, si dovettero arrendere alle truppe garibaldine(30 agosto 1860)

  • Le truppe erano guidate dal generale Stocco, e tra i volontari c’era anche Francesco Fiorentino

  • Garibaldi entrò senza combattere in Cosenza.

  • La via per Napoli era aperta.

  • Il 31 agosto Garibaldi partì per Castrovillari.



“ Ancora più clamoroso ciò che combinò il generale Giuseppe Ghio che al comando di 10 mila uomini si arrese a Soveria Mannelli.Ancora una volta la truppa si ribellò e stava per passare a vie di fatto. Riuscì a fuggire per il rotto della cuffia e si presentò a Napoli davanti a Garibaldi indossando la divisa dell’esercito piemontese. Qualcuno, però, fece notare che il Ghio era stato tra gli ufficiali che aveva catturato Pisacane e i suoi compagni. Venne perciò emarginato e collocato a riposo a soli 42 anni. Qualche tempo dopo fu trovato morto: si disse che, roso dai rimorsi, si era tolto la vita.”

  • “ Ancora più clamoroso ciò che combinò il generale Giuseppe Ghio che al comando di 10 mila uomini si arrese a Soveria Mannelli.Ancora una volta la truppa si ribellò e stava per passare a vie di fatto. Riuscì a fuggire per il rotto della cuffia e si presentò a Napoli davanti a Garibaldi indossando la divisa dell’esercito piemontese. Qualcuno, però, fece notare che il Ghio era stato tra gli ufficiali che aveva catturato Pisacane e i suoi compagni. Venne perciò emarginato e collocato a riposo a soli 42 anni. Qualche tempo dopo fu trovato morto: si disse che, roso dai rimorsi, si era tolto la vita.”



FRANCESCO MATARAZZO

  • FRANCESCO MATARAZZO

  • GIOVANNI NICOTERA

  • GIUSEPPE MAJONE

  • FRANCESCO STOCCO

  • FELICE SACCHI

  • DOMENICO ANGHERÀ

  • GAETANO BOCA

  • BENEDETTO MUSOLINO

  • VINCENZO AGAPITO,

  • FRANCESCO E RAFFAELE PALADINO DI SAMBIASE,

  • GREGORIO DE FAZIO DI PLATANIA,

  • PIETRO SPINELLI DI FALERNA,

  • BRUNO SACCO DI SAN MANGO,

  • ANTONIO MICELI DI GIZZERIA.

  • FELICE SACCHI

  • ANTONIO RENDA

  • IPPOLITO E GIUSEPPE D'IPPOLITO

  • GIUSEPPE COLACINO PRIMICERIO,

  • ANTONIO PRESTERÀ

  • GIUSEPPE MAJONE

  • GIOVANNI MARIA CATALDI

  •  

  • PENSATORI: CARLO MARIA TALLARIGO; FRANCESCO FIORENTINO; ANTONIO PAOLA; PIETRO ARDITO




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