Storia di vecchiano introduzione


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Sana08.07.2018
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STORIA DI VECCHIANO


Introduzione

  • Il territorio del Comune di Vecchiano si estende per 67,27kmq. Pur nelle sue dimensioni piuttosto modeste, abbraccia paesaggi dalle tipologie naturalistiche diverse. Il territorio del Comune si estende infatti sulla parte meridionale dei monti d'oltre Serchio e in quella settentrionale nella pianura di Pisa a destra del fiume stesso, confinando a sud ed est con il corso del fiume e a nord lungo il monte di Filettole. Esso passa dai monti, non certo così definiti per la loro altezza (toccano appena i 204m) ma per la loro costituzione, in prevalenza calcarea che conferisce loro una pietrosità particolare e pendii piuttosto ripidi, alla pianura di Pisa con l'ampia fascia dei cordoni sabbiosi del litorale.



  • I terreni della Storrigiana, Traversagna e Lama Torta e quelli delle Tagliate sono stati sollevati con il metodo delle colmate. L'alveo del Serchio è stato tagliato in alcune sue anse per accelerare lo scorrimento delle acque di piena e dotato di potenti argini per tutto il suo corso. Tale operazione è stata ripetuta almeno dal XVII secolo e ha portato il fiume a essere pensile su tutto il percorso nell'area comunale favorendo il pericolo di esondazioni. Anche nel territorio montano si sono avuti interventi umani. I monti sono stati terrazzati in tutti gli affioramenti di calcari stratificati con la costruzione di muretti a secco per trattenere la terra rossa proveniente dal residuo della dissoluzione degli strati calcarei. Quest'operazione ha permesso l'impianto di oliveti. L'espansione dell'attività di cava ha distrutto ampie zone del monte cancellando anche parti notevoli della sistemazione a terrazzette. In alcune pareti di cava abbandonate, grosse fessure conseguenti allo scoppio delle mine costituiscono un reale pericolo per frane di crollo.



Preistoria

  • Vari reperti archeologici attestano la frequentazioni delle aree della zona di Vecchiano fin dall'età preistorica. Tali frequentazioni sono legate soprattutto alla particolare conformazione geografica (vd. introduzione) e alla storia delle ricerche. Le montagne sono infatti molto vicine ad una zona acquitrinosa che ha subito nel tempo numerosi fenomeni di regressioni marine, per cui le ricerche furono, in un primo tempo, indirizzate verso le grotte di cui è ricca la zona, al fine di raggirare la difficoltà nel reperire giacimenti nella fascia pianeggiante. I primi a compiere scavi ed esplorazioni in queste zone furono C. Regnoli e A. D'Achiardi che nel 1867 operarono nella grotta del Castello di Vecchiano e in grotte delle Alpi Apuane. All'inizio della scienza paletnologica era privilegiato lo scavo delle grotte in quanto si era certi di rinvenire in essi reperti che permettessero di ottenere una sequenza diacronica delle culture in un area definita, come primo passo per la ricostruzione della storia antica. Nella grotta del Castello fu rinvenuto uno dei complessi materiali più ricchi della zona, specie per quanto riguarda le forme vascolari, gli ornamenti e gli oggetti in metallo. Sono state rinvenute anche ossa che hanno attestato la sepoltura, nella grotta, di almeno 9 individui adulti e un bambino, questo a confermare che la grotta nell'Enolitico,



Il quadro culturale della toscana nord-occidentale, per cui anche di Vecchiano, si differenzia infatti da quello a sud dell'Arno dove si hanno tombe a fossa scavate nella terra o nel tufo, coperte o rivestite da lastre contenti corredi in cui prevalgono le armi, litiche o metalliche. Il resto della documentazione rinvenuta nei siti della zona di Vecchiano è costituita da elementi riguardanti l'industria litica e ossea, tanto che nella grotta del Castello vi sono stati ritrovamenti di punteruoli e spatole, punte sbiecate e particolari punte coniche. Sono molto abbondanti anche gli ornamenti tra cui i più diffusi sono i grani di collana in marmo, calcare, steatite od osso. Gli oggetti di metallo non sono molto numerosi, ma data la loro scarsità in tutta la penisola, il nucleo rinvenuto nella sola zona di Vecchiano appare piuttosto cospicua. Nella zona del Castello sono stati rinvenuti un pugnale e un'armilla. La presenza di questi diversi tipi di oggetti in un'area così ristretta pone il problema dei rapporti con altre aree culturali, con la Valpadana e con l'Italia centrale tirrenica. La presenza di calcopiriti e minerali argentiferi nel massiccio apuano e lungo tutte le Colline Metallifere fino alla valle del fiume Fiora potrebbe spiegare la frequentazione del territorio toscano nell'enolitico. Riflessi di questa intensità e continuità di popolamento si colgono pertanto bene nel territorio di Vecchiano nonostante la limitatezza della documentazione esistente.

  • Il quadro culturale della toscana nord-occidentale, per cui anche di Vecchiano, si differenzia infatti da quello a sud dell'Arno dove si hanno tombe a fossa scavate nella terra o nel tufo, coperte o rivestite da lastre contenti corredi in cui prevalgono le armi, litiche o metalliche. Il resto della documentazione rinvenuta nei siti della zona di Vecchiano è costituita da elementi riguardanti l'industria litica e ossea, tanto che nella grotta del Castello vi sono stati ritrovamenti di punteruoli e spatole, punte sbiecate e particolari punte coniche. Sono molto abbondanti anche gli ornamenti tra cui i più diffusi sono i grani di collana in marmo, calcare, steatite od osso. Gli oggetti di metallo non sono molto numerosi, ma data la loro scarsità in tutta la penisola, il nucleo rinvenuto nella sola zona di Vecchiano appare piuttosto cospicua. Nella zona del Castello sono stati rinvenuti un pugnale e un'armilla. La presenza di questi diversi tipi di oggetti in un'area così ristretta pone il problema dei rapporti con altre aree culturali, con la Valpadana e con l'Italia centrale tirrenica. La presenza di calcopiriti e minerali argentiferi nel massiccio apuano e lungo tutte le Colline Metallifere fino alla valle del fiume Fiora potrebbe spiegare la frequentazione del territorio toscano nell'enolitico. Riflessi di questa intensità e continuità di popolamento si colgono pertanto bene nel territorio di Vecchiano nonostante la limitatezza della documentazione esistente.







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