Un sistema che coinvolge tutta l'organizzazione dello Stato anche la società civile soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato. In altri paesi la protezione civile è un compito assegnato ad una o poche strutture pubbliche


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Sana26.09.2017
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In altri paesi la protezione civile è un compito assegnato ad una o poche strutture pubbliche. In Italia è un SISTEMA che coinvolge tutta l'organizzazione dello Stato anche la società civile soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato.

  • In altri paesi la protezione civile è un compito assegnato ad una o poche strutture pubbliche. In Italia è un SISTEMA che coinvolge tutta l'organizzazione dello Stato anche la società civile soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato.

  • Perché? Per la varietà dei rischi di calamità e catastrofi e la loro frequenza. Serve un sistema che assicuri in ogni area la presenza di risorse umane, mezzi, capacità operative e decisionali in grado di intervenire , di prevenire e prevedere i disastri.

  • Esaminiamo nel seguito come si sono evolute la normativa e l’organizzazione del sistema della protezione civile a seguito degli eventi calamitosi che si sono verificati nell’ultimo secolo.

  • Distingueremo tre diverse fasi.



Le norme in materia vengono create ad hoc quando si verificano le emergenze

  • Le norme in materia vengono create ad hoc quando si verificano le emergenze

  • Non si parla ancora di protezione civile

  • Sindaci e Prefetti intervengono in caso di necessità utilizzando il potere d’ordinanza.



Comincia a delinearsi un concetto di Protezione Civile esclusivamente basato sul soccorso durante le emergenze.

  • Comincia a delinearsi un concetto di Protezione Civile esclusivamente basato sul soccorso durante le emergenze.

  • È predominante il ruolo dello Stato centrale e dei Prefetti







Necessità di una figura con pieni poteri: un Commissario straordinario per dirigere contemporaneamente Forze armate, Vigili del fuoco, Forze di Polizia ed Organizzazioni del Volontariato.

  • Necessità di una figura con pieni poteri: un Commissario straordinario per dirigere contemporaneamente Forze armate, Vigili del fuoco, Forze di Polizia ed Organizzazioni del Volontariato.

  • Ai sindaci viene dato il potere di dirigere le forze provenienti dall’esterno, comprese quelle assicurate dalle amministrazioni centrali.

  • Viene istituito una struttura simile all’attuale Dipartimento della Protezione Civile per coordinare e razionalizzare l’intervento in emergenza.

  • La protezione civile non può essere trattata nell'ambito di un settore specifico dell'Amministrazione pubblica ma coinvolge il Governo nella sua interezza.



Si afferma il principio di sussidiarietà

  • Si afferma il principio di sussidiarietà

  • Vengono trasferite competenze in materia di PC dallo stato alle autonomie

  • Reduce dall’esperienza del ter-remoto del ’76, la regione FVG decide di dotarsi di una normativa organica in materia di protezione civile.



Per la prima volta vengono riconosciute come attività di PC anche la previsione e la prevenzione

  • Per la prima volta vengono riconosciute come attività di PC anche la previsione e la prevenzione

  • È prevista la creazione di una struttura permanente - la Protezione Civile della Regione - che si occupa di protezione civile in modo continuativo, e non solo durante l’emergenza.

  • Limiti: considera solo eventi “gravi”.



La legge:

  • La legge:

  • Definisce a livello nazionale una struttura preesistente al verificarsi di eventi calamitosi

  • Considera fondamentali le fasi di prevenzione e di preparazione dell’emergenza.

  • Allarga il campo della protezione civile a comprendere ogni evento calamitoso non necessariamente “grave”.



L.R. 64/86 e L. 225/92

  • L.R. 64/86 e L. 225/92

  • Il FVG è precursore nell’individuazione di un sistema regionale di protezione civile strutturato e organizzato. La legge regionale 64/86 e la legge nazionale 225/92 hanno in comune alcuni punti fondamentali:

  • 1) la previsione e la prevenzione vengono riconosciute formalmente attività di protezione civile

  • 2) viene istituita una struttura permanente, rispettivamente a livello regionale e nazionale, che si occupa di protezione civile 24 su 24 e 365 giorni all’anno,

  • 3) l’ente Comune viene individuato come ente di base del sistema di protezione civile sia nazionale che regionale





Al verificarsi di emergenze di tipo c), l’atto che ufficialmente dà il via alla macchina del sistema nazionale di protezione civile è la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri: in tale documento si identifica la zona colpita dall’evento calamitoso e si sancisce la necessità di interventi urgenti. Successivamente viene emanata un’ordinanza relativa alla descrizione dei primi interventi da realizzare.

  • Al verificarsi di emergenze di tipo c), l’atto che ufficialmente dà il via alla macchina del sistema nazionale di protezione civile è la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri: in tale documento si identifica la zona colpita dall’evento calamitoso e si sancisce la necessità di interventi urgenti. Successivamente viene emanata un’ordinanza relativa alla descrizione dei primi interventi da realizzare.

  • In una seconda fase viene varato infine un decreto-legge con il quale sono stanziati i contributi definitivi a favore dei privati e le risorse necessarie per l'attuazione del piano degli interventi infrastrutturali d’emergenza e di rimozione del pericolo.



Due fasi d’intervento:

  • Due fasi d’intervento:

  • Prima emergenza: il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato d’emergenza nell'area interessata e sono emanate ordinanze per i primi interventi.



Seconda fase: decreto-legge per stanziare i contributi definitivi a favore dei privati e le risorse necessarie per gli interventi infrastrutturali d’emergenza e di rimozione del pericolo.

  • Seconda fase: decreto-legge per stanziare i contributi definitivi a favore dei privati e le risorse necessarie per gli interventi infrastrutturali d’emergenza e di rimozione del pericolo.



Tale meccanismo viene ripreso anche a livello regionale, in occasione di emergenze di tipo b) particolarmente gravi (soprattutto in caso di incendi boschivi): in tali casi la dichiarazione dello stato di emergenza viene sancita con un decreto del Presidente della Regione.

  • Tale meccanismo viene ripreso anche a livello regionale, in occasione di emergenze di tipo b) particolarmente gravi (soprattutto in caso di incendi boschivi): in tali casi la dichiarazione dello stato di emergenza viene sancita con un decreto del Presidente della Regione.

  • In entrambi i casi la dichiarazione dello stato di emergenza è un atto fondamentale, in quanto i successivi interventi ed i relativi fondi per finanziarli trovano motivazione in tale atto, comprese le procedure di rimborso ai datori di lavoro dei volontari e ai volontari stessi per spese sostenute nell’ambito dell’emergenza.



Lo Stato si limita a disposizioni legislative di principio ovvero ai principi fondamentali.

  • Lo Stato si limita a disposizioni legislative di principio ovvero ai principi fondamentali.

  • Le Regioni hanno la potestà legislativa di regolazione in materia di Protezione Civile

  • Alle Regioni spettano, fra l’altro:

  • competenze relative ad eventi di minore entità (eventi di tipo "b" )

  • attuazione degli interventi di ripristino

  • organizzazione e utilizzo del volontariato.

  • Alle Province spetta, fra l'altro:

  • attività di previsione e prevenzione e predisposizione dei piani provinciali

  • Ai Comuni spetta, fra l'altro:

  • predisporre i piani comunali (o intercomunali)

  • adottare tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi alla popolazione e compiere gli interventi urgenti necessari a fronteggiare l'emergenza

  • gestire il volontariato a livello comunale (o intercomunale).



Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco.

  • Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco.

  • Quando avviene un evento calamitoso:

  • il Servizio nazionale della protezione civile definisce la portata dell’evento e valuta se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte.

  • Si identificano da subito le autorità che devono assumere la direzione delle operazioni

  • Nei casi d’emergenza nazionale il Dipartimento della Protezione Civile assume la direzione delle operazioni, la responsabilità politica è assunta direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri.



La Commissione europea ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere e incoraggiare gli sforzi compiuti a livello nazionale, regionale e locale attraverso. Utilizza allo scopo due strumenti fondamentali:

  • La Commissione europea ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere e incoraggiare gli sforzi compiuti a livello nazionale, regionale e locale attraverso. Utilizza allo scopo due strumenti fondamentali:

  • il Programma di Azione che fornisce supporto ai principali progetti, workshop e corsi di formazione nel campo della previsione, prevenzione e risposta ai disastri naturali che occorrono sia sulla terraferma che sul mare.

  • il Meccanismo Comunitario per la Protezione Civile che ha l’obiettivo di facilitare la co-operazione negli interventi di assistenza nei casi di grave calamità o in quelli ci sia un imminente pericolo che tali calamità di verifichino e la preparazione per il disastro dello stato colpito non sia sufficiente a fornire una risposta adeguata.

  • http://ec.europa.eu/environment/civil/prote/cp01_en.htm




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