Caratteristiche generali Nascita e ubicazione territoriale


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UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE Corso di Laurea in Scienze dell’Amministrazione Governo e Sviluppo Locale DISTRETTI INDUSTRIALI IN SARDEGNA Seminario del 13.12.2006 Studente : Pili Mauro

  • Caratteristiche generali

  • Nascita e ubicazione territoriale

  • Riconoscimento giuridico

  • Punti di debolezza

  • Prospettive di sviluppo

  • Politiche industriali regionali


INTRODUZIONE SUI DISTRETTI INDUSTRIALI sono : Realtà produttive nate spontaneamente e senza particolari programmi di aiuti in zone che presentano particolarità produttive A seguito della crisi delle grandi industrie le stesse commissionavano alcune fasi del processo produttivo ad aziende PIU’ PICCOLE con strutture organizzative piu’ flessibili



CARATTERISTICHE GENERALI

  • Secondo la letteratura il distretto industriale ha le seguenti caratteristiche :

  • Modesta dimensione unitaria delle imprese

  • Numerosità delle imprese

  • Raggruppamento nello stesso ambito geografico

  • Interazione tra cooperazione e concorrenza

  • Il D.I. ha come elemento costitutivo fondamentale l’interazione tra il tessuto produttivo di piccole e medie imprese specializzate in un certo settore dove esiste un particolare rapporto tra presenza di imprese e popolazione residente



LA REGIONE SARDEGNA HA INDIVIDUATO 4 distretti industriali

  • Distretto del Sughero di Calangianus- Tempio Pausania (Gallura )

  • Distretto del Marmo di Orosei

  • Distretto del Tappeto di Samugheo

  • Distretto del Granito della Gallura



Rappresentazione grafica delle unità locali e degli addetti nei distretti industriali della Sardegna



Distretto del Sughero (Calangianus)

  • Area di forte specializzazione. Oltre l’80% del sughero prodotto in Italia

  • Processo produttivo scomposto in varie fasi distinte

  • Attività principale : turaccioli e prodotti di artigianato artistico in misura minore prodotti per l’edilizia e l’arredamento

  • Esiste un profondo divario tra le imprese artigiane e le imprese industriali in tutte le fasi del processo produttivo

  • Di recente si è sviluppata nell’area la produzione di macchinari per la lavorazione del sughero tecnologicamente all’avanguardia in Europa.

  • Esiste una scarsa collaborazione tra i produttori di turaccioli e i produttori dei vini sardi



Distretto del Granito (Gallura)

  • L’area della Gallura risulta specializzata anche nell’estrazione e lavorazione del granito

  • L’attività principale : estrazione e vendita del granito grezzo( 70% della produzione nazionale ) ; circa il 30 % viene lavorato in loco

  • Negli ultimi anni si è verificato un aumento dell’attività di trasformazione del prodotto, ma di conseguenza c’è stata una riduzione dell’attività estrattiva

  • Sono presenti fattori critici di successo che rendono le imprese sarde maggiormente competitive rispetto alle imprese nazionali,

  • FATTORI : a)-prezzo concorrenziale

  • b)-alta qualità del prodotto

  • c)-offerta diversificata e capacità innovativa



Distretto del Marmo (Orosei)

  • Insieme al distretto del granito rappresenta l’area nella quale si concentra la quasi totalità dell’attività estrattiva regionale

  • Circa 80% delle unità locali sono dedite all’estrazione della materia prima ( Marmo) e solamente il 20% circa alla trasformazione del prodotto finito nelle sue varie fasi

  • Fine anni novanta l’economia dell’area in esame ha raggiunto circa 1/3 di tutte le esportazioni italiane di marmo



Distretto del Tappeto (Samugheo)

  • Il numero delle imprese è piuttosto basso solo il 4% delle unità locali produce tappeti, e vari prodotti di artigianato tessile

  • Non esiste integrazione verticale con le altre imprese

  • Esiste un forte lavoro sommerso principalmente eseguito a domicilio

  • Elevata mobilità sociale

  • Area di elevata competenza tecnica e di Marketing

  • Prodotto finale commerciabile e molto diversificato; produzione manuale e meccanizzata di alto spessore tecnico



Riconoscimento Giuridico dei Distretti

  • Legge n. 317 del 05.10.1991 art.36 comma 1 ( interventi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese) NASCITA Del DISTRETTO INDUSTRIALE.

  • D.M. dell’industria del 21.04.1993 fissa i parametri per l’individuazione dei Distretti.

  • Delibera CIPE del 21.03.1997 inserisce le

  • rappresentanze di distretti industriali tra i soggetti promotori.







PUNTI DI DEBOLEZZA DEI DISTRETTI INDUSTRIALI DELLA SARDEGNA

  • Il mancato completamento a valle del ciclo produttivo, con il risultato negativo che la maggior parte del valore aggiunto alla risorsa locale viene creata e distribuita al di fuori dei confini della Sardegna, portano ad altri i benefici economici e i posti di lavoro.

  • Esiste sul territorio una scarsa cooperazione tra le imprese dovuta al limitato scambio di informazioni e conoscenze nel settore.



PROSPETTIVE DI SVILUPPO

  • Nel 1995 è stato creato il CLUB dei distretti industriali per rivendicare interventi a loro favore, in quanto a livello di Governo Nazionale c’è stato un disinteresse nei loro confronti.

  • Anche i programmi dell’UNIONE EUROPEA che dedicano molto spazio alle piccole e medie imprese, non hanno colto la dimensione spaziale dello sviluppo che esiste tra gruppi di imprese localizzate in una stessa area geografica come appunto sono i Distretti Industriali.



POLITICHE INDUSTRIALI REGIONALI

  • La Regione Sardegna, come tante altre, non ha fatto della L.317/91 un’efficace strumento di sostegno dei distretti, sia a causa di ritardi organizzativi interni che-soprattutto- a causa della scarsa praticabilità del quadro previsto dalle norme di legge vigenti.

  • Tuttavia, per l’anno 2006 la regione ha previsto nel proprio programma all’obiettivo n. 3 (ricerca industriale e innovazione tecnologica) un sostegno finanziario per servizi reali alle piccole e medie imprese, per favorire la qualificazione e specializzazione dei servizi reali per le imprese, con l’obiettivo del loro POTENZIAMENTO e l’INCREMENTO della loro COMPETITIVITA



IN CONCLUSIONE

  • Con la Legge n. 140 del 1999 sono stati ridefiniti i Distretti Industriali con la terminologia di:

  • Sistemi Produttivi Locali (SPL),

  • ciò dovuto al fatto che i Distretti I. non potevano essere considerati solamente come entità amministrative , ma realmente come strutture produttive necessarie allo sviluppo economico locale.

  • Questa legge ha rinnovato di fatto i criteri rigidi Ministeriali che spesso non consentivano di far emergere le specificità locali



IL DECRETO MINISTERIALE DEL 21.04.1993 FISSA,COME STABILITO DALLA LEGGE N. 317/91, I PARAMETRI PER L’INDIVIDUAZIONE DEI DISTRETTI INDUSTRIALI. LE ZONE DA PRENDERE A RIFERIMENTO PER LA DEFINIZIONE DEI DISTRETTI SONO I SISTEMI LOCALI DEL LAVORO (SLL) INDIVIDUATI DALL’ISTAT, DOVE DEVONO VERIFICARSI LE SEGUENTI 5 CONDIZIONI :

  • 1-Il sistema locale del lavoro deve essere manifatturiero, sia in termini di prevalenza dell’occupazione nell’industria manifatturiera che in termini di densità della presenza di unità locali manifatturiere

  • 2-Il sistema locale del lavoro deve essere caratterizzato da una forte specializzazione in un determinato settore dell’industria manifatturiera; tale specializzazione deve risultare preponderante nell’industria manifatturiera del sistema e lo deve contraddistinguere rispetto al dato nazionale

  • 3-Il peso degli addetti al settore di specializzazione manifatturiera rispetto agli addetti manifatturieri in totale devono superare del 30% il dato nazionale

  • 4-Il livello assoluto degli addetti al settore di specializzazione manifatturiera deve superare del 30% il livello dell’occupazione manifatturiera del sistema

  • 5-Il tessuto produttivo del settore di specializzazione manifatturiera deve essere formato da piccole imprese



  • L’intento di questa norma è, chiaramente, selettivo, dato che ciascuno dei 5 parametri enunciati introduce specifiche soglie quantitative da rispettare.

  • Di conseguenza l’applicazione di questi criteri per l’individuazione dei distretti industriali è stata problematica ed ha creato numerosi ritardi.




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