Clara Bow in Mantrap, Victor Fleming, 1926.


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Clara Bow in 
Mantrap, Victor Fleming, 1926. (Library of Congress)

Merna Kennedy, Charles Chaplin in 
The Circus, 1928. (Roy Export S.A.S)

 3 Presentazione 
/ Introduction 
  6  Premio Jean Mitry 
/ The Jean Mitry Award 
  7  In ricordo di Jonathan Dennis 
The Jonathan Dennis Memorial Lecture 
  9  The 2011 Pordenone Masterclasses
  10  Collegium 2011 
  12  La collezione Davide Turconi 
The Davide Turconi Collection
  17  Eventi musicali 
/ Musical Events
Novyi Vavilon
A colpi di note 
/ Striking a New Note
SpilimBrass play Chaplin
El Dorado
Shinel
An Audience with Jean Darling
The Circus
The Wind
  31  Shostakovich & FEKS
  49  Cinema italiano: rarità e ritrovamenti 
Italy: Retrospect and Discovery
  71  Cinema georgiano
 / Georgian Cinema
  83  Kertész prima di Curtiz 
/ Kertész before Curtiz
  99  National Film Preservation Foundation 
Tesori western 
/ Treasures of the West
 109  La corsa al Polo 
/ The Race to the Pole
 119  Il canone rivisitato 
/ The Canon Revisited 
 135  Cinema delle origini 
/ Early Cinema
Le voyage dans la lune; The Soldier’s Courtship
The Corrick Collection; Thanhouser
 155  Pionieri del cinema d’animazione giapponese 
The Birth of Anime: Pioneers of Japanese Animation
 165  Disney’s Laugh-O-grams
 179  Riscoperte e restauri 
/ Rediscoveries and Restorations
The White Shadow; The Divine Woman
The Canadian; Diepte; The Indian Woman’s Pluck
The Little Minister;  Das Rätsel von Bangalor
Rosalie fait du sabotage; Spreewaldmädel
Tonaufnahmen Berglund
Italianamerican: Santa Lucia Luntana, Movie Actor
I pericoli del cinema 
/ Perils of the Pictures
 195  Ritratti 
/ Portraits
 201  Muti del XXI secolo 
/ 21st Century Silents
 206  Indice dei titoli 
/ Film Title Index
Sommario
 / Contents

Introduzioni e note di 
/ Introductions and programme notes by
Peter Bagrov
Aldo Bernardini
Ivo Blom
Lenny Borger
Neil Brand
Geoff Brown
Kevin Brownlow
Günter A. Buchwald
Paolo Cherchi Usai
Ian Christie
Roland Cosandey
Daniela Currò
Carl Davis
Jan Anders Diesen
Bryony Dixon
Miguel A. Fidalgo
Mark Fitz-Gerald
Oliver Hanley
Rex Harsin
Alexander Jacoby
Anton Kaes
Sergei Kapterev
J.B. Kaufman
Otto Kylmälä 
Leslie Anne Lewis
Antonello Mazzucco
Patrick McCarthy
Annette Melville
Russell Merritt
Maud Nelissen
Johan Nordström
Natalia Noussinova
Irela Núñez
Jan Olsson
Maria Assunta Pimpinelli
Touve R. Ratovondrahety
David Robinson
Ulrich Ruedel
Clara Sánchez-Dehesa 
Scott Simmon
Maria Luisa Sogaro
Kristin Thompson
Quentin Turnour
Jon Wengström
Caroline Yeager
Joshua Yumibe
Redazione / Edited by
Catherine A. Surowiec
Traduzioni
 / Translations by
Lenny Borger, Mark Brady, Paolo Cherchi Usai, Aurora De Leonibus,
Sonia Dose, Andrea Filippi, Luca Giuliani, Piera Patat, David Robinson,
Catherine A. Surowiec, Andrea Tessitore; Key Congressi, Trieste.
Copertina
/Cover: The Circus © Roy Export S.A.S. 
Sommario
/Contents page: Goldie Locks and the Three Bears (Laugh-O-gram, 1922).
Legenda – Credits:
 ad: adattamento/adaptation;  anim:  animazione/animation;  assoc. prod: associate producer; asst:  assistente/assistant;  bn, b&n = bianco e nero; b&w = black and 
white; 
col:  colore/colour;  co-prod: co-produzione/co-production; cost: costumi/costumes; des: designer;  dial:  dialoghi/dialogue; dir: director; dir. prod: direttore di produzione; 
dir. tecn: direzione tecnica; dist: distribuzione/distributor; ed: editor; eff. sp: effetti speciali; exec. prod: executive producer; f: fotografia; fps: fotogrammi al secondo/frames per second; 
ft:  piedi/feet; interv: intervistati/interviewees;  lg. or: lunghezza originale; m: metri/metres; mont: montaggio; mus: musica/music; narr: narrazione/narration/narrator;  op: operator; 
orig. l: original length; ph: cinematography; prod: produzione/producer;  prod. assoc: produttore associato; prod. asst: production assistant; prod. esec: produttore esecutivo; 
prod. mgr: production manager; rec: recordista/recordist; reg. son: registrazione sonora; ried: riedizione; rl: rulli/reel(s); scen:  sceneggiatura/scenario/screenplay; scg: scenografia; 
sd: sonoro/sound; sogg: soggetto; spec. eff: special effects; supv: supervisione/supervisor; supv. ed: supervising editor; supv. mont: supervisione montaggio; supv. tecn: supervisione tecnica; 
tech. dir: technical director; tech. supv: technical supervisor; v.c: visto di censura.
L’anno indicato tra parentesi, nell’area del titolo, è, salvo errori, quello di edizione. / 
The year indicated in parentheses on the title line is ordinarily that of the film’s release.

Presentazione 
/ Introduction
Siamo dunque arrivati alla trentesima edizione delle Giornate del Cinema Muto, un traguardo che certo non immaginavamo nel settembre del 1982 quando organizzammo 
una rassegna di tre giorni destinata a un piccolo gruppo di amici. La star di quella prima edizione era Max Linder e non è senza un pizzico di nostalgia che riportiamo 
quest’anno sullo schermo del Verdi alcuni dei comprimari di allora, da Cretinetti a Polidor a Charlot. Ammireremo quest’ultimo in 
The Circus con partitura orchestrale dal 
vivo e in due cortometraggi Mutual accompagnati dall’eccellente gruppo friulano degli SpilimBrass. Il film inaugurale sarà invece 
Nuova Babilonia di Kozintsev e Trauberg, 
con il restauro della geniale ma difficile partitura di Shostakovich, innalzata a nuove vette da Mark Fitz-Gerald, che dirigerà anche la musica del compositore per 
quello che doveva essere il finale del film. Concluderemo il festival con il maestoso accompagnamento che Carl Davis ha scritto per 
The Wind e che avevamo ascoltato 
per la prima volta a Pordenone nel 1986. Maud Nelissen proporrà il suo score per 
Il cappotto di Kozintsev e Trauberg, mentre Touve Ratovondrahety accompagnerà 
El Dorado di Marcel L’Herbier con una trascrizione per pianoforte della musica originale, raramente eseguita, di Marius-François Gaillard. Non mancherà “A colpi di note”, 
l’ormai tradizionale appuntamento della domenica pomeriggio con le piccole orchestre delle scuole pordenonesi, mentre i nostri pianisti si produrranno nei consueti 
prodigi musicali quotidiani. 
È questo un anno di spettacolari scoperte, a cominciare dal ritrovamento in Italia, dopo più di un secolo, di uno dei primi film a soggetto mai girati in Inghilterra (e nel 
mondo intero), 
The Soldier’s Courtship di Robert Paul (1896), di cui finora si conoscevano solo pochi fotogrammi e un estratto di flip-book: alle Giornate lo vedremo 
praticamente intero nel meticoloso restauro della Cineteca Nazionale. Ma vedremo anche Greta Garbo baciare Lars Hansen (il co-protagonista di 
The Wind) in un breve 
frammento di 
The Divine Woman. E segnaliamo anche Santarellina di Mario Caserini, considerato il primo esempio di commedia sofisticata italiana. È stato trovato 
di recente anche un rullo imbibito con inquadrature “perdute” di 
La grande ruota di Kozintsev e Trauberg – un film che l’accanimento della censura e le ingiurie del 
tempo hanno ridotto di metà della lunghezza originale. Il caso vuole che l’unico provino sopravvissuto risalente al cinema muto sovietico sia quello per il ruolo femminile 
principale in 
Nuova Babilonia. La diciassettenne candidata, Raisa Garshnek, non ottenne la parte, ma ora, a 101 anni di età, è felice che il suo film di un minuto venga 
proiettato in prima assoluta sullo schermo del Verdi. Le Giornate hanno già presentato i 
Laugh-O-grams di Walt Disney, ma questa volta la serie è davvero integrale, in 
quanto comprende due titoli finora ritenuti perduti e un terzo di cui si ignorava persino il fatto che fosse stato realizzato. Altri grandi animatori ci saranno svelati grazie a 
due programmi dedicati ai pionieri dell’
anime giapponese. Riscoperta dal Museo Nazionale del Cinema di Torino a cento anni dalla realizzazione e in una copia pressoché 
perfetta, la prima versione cinematografica di 
David Copperfield costituisce l’elemento centrale di un omaggio agli straordinari esiti ottenuti nei primi anni Dieci dalla 
Thanhouser Company (e rappresenta altresì un invitante anticipazione dell’omaggio che le Giornate dedicheranno l’anno prossimo al bicentenario dickensiano).
Il ritrovamento più acclamato sul piano internazionale è quello di 
The White Shadow di Graham Cutts: tre rulli superstiti sono stati identificati presso il New Zealand Film 
Archive, “rimpatriati” negli Stati Uniti (anche se in realtà si tratta di una produzione britannica) e restaurati a cura della National Film Preservation Foundation. Prima 
ancora di essere proiettato, questo film è stato definito un “Hitchcock riscoperto”: l’allora ventitreenne esuberante cineasta vi collaborò come assistente alla regia, co-
sceneggiatore e scenografo, dando, a quanto sembra, un contributo così rilevante che dopo il film successivo Cutts chiese che gli togliessero di torno quell’impiccione. 
L’intero festival attende con ansia la proiezione nella speranza di scorgere la mano del futuro maestro.
Le Voyage dans la lune di Georges Méliès non si può definire una novità, ma alle Giornate questo capolavoro potrà essere ammirato nella versione originale colorata a 
mano che è il risultato di un’operazione di restauro decennale condotta dalla Lobster Films e i cui sbalorditivi costi sono stati sostenuti, nelle ultime fasi, dalle fondazioni 
Gan e Technicolor. Non potevamo non invitare a parlarci del progetto da loro avviato e amorevolmente seguito, i fondatori della Lobster, Serge Bromberg e Eric Lange, 
che infatti terranno la Jonathan Dennis Memorial Lecture 2011.
E nella doppia ricorrenza della nostra trentesima edizione e del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, non potevamo non celebrare il cinema nazionale 
proponendo vecchie conferme e nuove scoperte, personalità a noi care, Francesca Bertini, Pina Menichelli, Febo Mari, Gigetta Morano, unitamente ad anonimi maestri 
dei primi anni della Cines. 
La rassegna “Shostakovich & FEKS” indaga i rapporti tra l’abbondante produzione del compositore per il cinema e il gruppo di giovani stravaganti che nel 1922 fondarono 
la Fabbrica dell’attore eccentrico (FEKS) e che “da grandi” furono registi di fama internazionale, mentre “Kertész prima di Curtiz” presenta alcuni dei tanti titoli che 
il prolifico cineasta girò nella natia Ungheria e in Austria prima di emigrare diventando, con il nome di Michael Curtiz, un esponente di punta di Hollywood. La sezione 
sul cinema della Georgia sovietica continua quella dedicata l’anno scorso a Mikhail Kalatozov e al dimenticato Lev Push, di cui vedremo altri due lungometraggi da lui 
realizzati prima che la sua carriera fosse tragicamente stroncata dal regime stalinista. Con una dozzina di documentari commemoriamo la corsa internazionale al Polo 
Sud di un secolo fa, mentre tre eccezionali western – 
The Lady of the Dugout, Mantrap e Salomy Jane – saranno proiettati in omaggio al nuovo set di dvd della serie 
Treasures from American Film Archives curata dalla National Film Preservation Foundation e incentrata sul genere cinematografico americano per eccellenza.
Fra gli appuntamenti ormai fissi, la terza parte del “Canone rivisitato” e la quinta della Corrick Collection; i “Ritratti”, costituiti da nuovi documentari su cineasti 
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dell’epoca del muto; e i “Muti del XXI secolo”, in cui giovani cineasti contemporanei si cimentano con il linguaggio del cinema delle origini. Ricordiamo anche che la 
sezione “Riscoperte e restauri” include l’ultimo tassello del “progetto Steinhoff”,
 Das Spreewaldmädel, e The Canadian di William Beaudine, il cui soggetto è analogo a 
quello di 
The Wind. 
I nostri musicisti si esibiranno quotidianamente insieme ai due dotati pianisti scelti per le Pordenone Masterclasses, interessante e approfondito esercizio di interpretazione 
cinematografica. Il Collegium porta a Pordenone dodici nuovi giovani studiosi appassionati di cinema muto: a uno dei partecipanti all’edizione del 2010 sarà attribuito 
l’annuale premio della Banca Popolare FriulAdria; una speciale sessione sarà dedicata alla collezione Davide Turconi, rendendo così omaggio, nel centenario della nascita, 
al grande studioso e primo direttore delle Giornate.
Ogni anno auspichiamo di allestire un programma migliore del precedente e qualche volta ci riusciamo. Quest’anno possiamo dire con orgoglio che il festival non reca i 
segni delle restrizioni economiche inflitte alla cultura e questo è stato reso possibile anche dalla generosità dei nostri ospiti. Se affermiamo, senza sentirci imbarazzati, 
che l’edizione 2011 è notevole per la ricchezza e varietà delle sue proposte, è perché il merito non va a noi organizzatori, ma ai nostri indispensabili amici e sostenitori: 
gli archivi cinematografici di tutto il mondo che hanno condiviso con noi i frutti delle loro ricerche e i film stessi; accanto a loro, i curatori delle tante sezioni e gli autori 
dei contributi raccolti in questo catalogo. Fra gli archivi che da sempre collaborano col festival, ci corre l’obbligo di menzionare l’EYE Film Instituut Nederland, la cui 
collezione Jean Desmet è stata inserita nel programma “Memoria del mondo” dell’UNESCO. È la prima collezione cui viene attribuito questo riconoscimento: non a caso, 
appartengono alla Desmet molti dei film riscoperti dalle Giornate 2011. – L
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This year the Giornate del Cinema Muto achieves its 30th edition – a longevity that the first founders hardly anticipated in September 1982 when they organized a 
three-day event for a handful of friends. The star of that inaugural event was Max Linder, and this year’s festival nostalgically brings back some of the supporting cast 
from 1982 – Cretinetti, Polidor, and Charles Chaplin, who will be seen both in a live orchestral production of The Circus and in a performance of two Mutual shorts 
accompanied by an outstanding Friulian ensemble, SpilimBrass.
The gala opening show is Kozintsev and Trauberg’s New Babylon, with the restoration of Shostakovich’s miraculous but problematic score brought to a new peak, and 
conducted by Mark Fitz-Gerald, who will also conduct the first concert performance of Shostakovich’s score for the abandoned intended ending of the film. We close – 
nostalgically again – with a reprise of Carl Davis’s majestic score to The Wind, first heard in Pordenone in 1986. Maud Nelissen will perform her quartet accompaniment 
to Kozintsev and Trauberg’s The Overcoat. Touve Ratovondrahety will accompany Marcel L’Herbier’s El Dorado with a piano transcription of its original and rarely-heard 
score by the young Marius-François Gaillard. Now a tradition, in Sunday afternoon’s “Striking a New Note” the orchestras of Pordenone’s schools provide original music 
for two comedy films. Our resident musicians, in consort with various now-familiar friends, will perform their habitual daily marvels.
This is an exceptional year for spectacular rediscoveries. Most sensational is the reappearance, after some 115 years, of one of Britain’s (and one of the world’s) first 
fiction films, Robert Paul’s The Soldier’s Courtship (1896). Known till now only from a few surviving frames and a “flip-book” extract, the film was found in the Cineteca 
Nazionale of Rome, and will be unveiled, almost complete and painstakingly restored, in the Giornate. We shall see Garbo kiss Lars Hanson (co-star of The Wind) in a 
brief fragment omitted from the release version of The Divine Woman. Several Italian rediscoveries include Mario Caserini’s Santarellina, historically celebrated as Italy’s 
first “sophisticated comedy” film. Newly discovered, too, is a tinted reel of “lost” shots from Kozintsev and Trauberg’s The Devil’s Wheel – a film reduced by censors 
and the ravages of time to only half its original length. The only known surviving screen test from Soviet silent cinema happens to be for the main role in New Babylon. 
The 17-year-old candidate, Raisa Garshnek, did not get the job, but at 101 is delighted that her one-minute film will be premiered in Pordenone. Walt Disney’s first 
cartoon films, the Laugh-O-gram series, are shown more complete than ever before, including two titles till now thought lost, and one which was never even known to 
have existed. Other great animators, practically unknown to the West, are revealed in two programmes of pioneers of Japanese “Anime”. Rediscovered in its centenary 
year by the Museo Nazionale del Cinema of Turin, in a near-pristine print, the earliest screen version of David Copperfield forms the centerpiece of a tribute to the 
exceptional achievements in narrative of the Thanhouser Company in the early 1910s. (It also affords a promising “trailer” for next year’s planned Giornate celebration 
of Dickens’ bicentenary.)
Our most internationally publicized rediscovery has been the three surviving reels of Graham Cutts’ The White Shadow, found in the New Zealand Film Archive and 
“repatriated” (though it is actually a British production) and restored by America’s National Film Preservation Foundation. The film has been hailed – ahead of any 
screening – as a “Hitchcock” rediscovery, since the enthusiastic 23-year-old worked as assistant director, co-writer, and designer on the film, generally, it seems, 
contributing so much that after one more film Cutts asked to be relieved of such a busybody. The whole festival will wait with apprehension for the chance to spot the 
hand of the future master.
Hardly a new discovery, Georges Méliès’ Le Voyage dans la lune is seen as never before, in the original hand-coloured print whose restoration has been an unprecedentedly 
costly, ten-year operation, funded in the later stages by the Groupama Gan and Technicolor Foundations. Serge Bromberg and Eric Lange, the creators of Lobster Films, 
who initiated and saw the project through, will jointly give this year’s Jonathan Dennis Memorial Lecture.
Our main programme series are varied. It was irresistible to celebrate Italy in our 30th edition and on the 150th anniversary of the nation’s unification: the result is a 
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rather random selection of old friends and new discoveries, focused on some favourite personalities – Bertini, Menichelli, Mari, Gigetta Morano – but also celebrating 
some of the anonymous masters of Cines’ early years. “Shostakovich and FEKS” emphasizes the links between the composer’s massive output for cinema and the crazy 
youths who in 1922 established the Factory of the Eccentric Actor (FEKS) and “grew up” to be directors of great international distinction. “Kertész before Curtiz” is a 
small selection of the prolific output of the director in his native Hungary and in Austria before his emigration, to become Michael Curtiz, one of Hollywood’s most durable 
star directors. Following on last year’s discovery of Mikhail Kalatozov and the hitherto forgotten Lev Push, we have a further selection of films from Soviet Georgia, 
including two titles which complete our survey of the tragically curtailed œuvre of Push. Three documentary programmes commemorate the international race to the 
South Pole in 1910-12. Three exceptional westerns – The Lady of the Dugout, Mantrap, and Salomy Jane – are screened in tribute to a new DVD set in the “Treasures 
from American Film Archives” series, produced by the National Film Preservation Foundation.
Regular features are the third annual selection of “The Canon Revisited”; “Rediscoveries and Restorations”, which include Das Spreewaldmädel, the latest addition to 
the Steinhoff Project, and William Beaudine’s The Canadian, shown for its story similarities to The Wind; “Portraits”, with new documentaries about silent filmmakers; 
and “21st Century Silents”, showing young contemporary filmmakers grappling in different ways with the idiom of silent cinema.
Our resident musicians will work daily with two gifted guest pianists in the Pordenone Masterclasses, recommended as one of the best shows in town and a remarkable 
insight into film interpretation. The Collegium will bring to Pordenone twelve new young scholars and enthusiasts of silent film; and one of last year’s collegians will 
be selected for the annual Award presented by the Banca Popolare FriulAdria, for the year’s best Collegium Paper. A special Collegium presentation is devoted to the 
Turconi Project, so incidentally serving as a tribute to a great historian and the Giornate’s long-time director, Davide Turconi.
Every year we hope to create our best programme ever, and sometimes we succeed. This year we are certainly proud of a festival which we are confident shows no 
symptoms of the current inevitable and universal economic restraints on culture: and for this we owe great gratitude to our guests who willingly and generously share 
some of the cost, whether as patrons, or in understanding the need for higher accreditation charges. If we say that our 30th edition is remarkable in its richness and 
range, we do so without embarrassment or boasting, since the credit is due not to us, the Giornate team, but primarily to our friends and essential supporters, those 
international film archives who have generously given their time, research, and films to make the festival possible, and those who have dedicated themselves to curating 
the different sections and contributing to the writing of this catalogue. Among our archival supporters we must this year mention especially the EYE Film Institute of 
Amsterdam, whose Jean Desmet Collection was this year inscribed on UNESCO’s “Memory of the World” Register – the first individual collection to be so recognized: 
guests will notice many new Desmet discoveries this year. – D
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Premio Jean Mitry
 / The Jean Mitry Award
Fin dalla loro nascita, avvenuta nel 1982, le Giornate del Cinema Muto hanno prestato una speciale attenzione al tema del restauro e della salvaguardia dei film. 
Nell’intento di approfondire questa direzione di ricerca, nel 1986 la Provincia di Pordenone ha istituito un premio internazionale che viene assegnato a personalità o 
istituzioni che si siano distinte per l’opera di recupero e valorizzazione del patrimonio cinematografico muto. Nel 1989 il premio è stato dedicato alla memoria di Jean 
Mitry, primo presidente onorario delle Giornate.
From its beginnings in 1982, the Giornate del Cinema Muto has been committed to supporting and encouraging the safeguard and restoration of our cinema patrimony. 
With the aim of encouraging work in this field, in 1986 the Province of Pordenone established an international prize, to be awarded annually to individuals or institutions 
distinguished for their contribution to the reclamation and appreciation of silent cinema. In 1989 the Award was named in memory of Jean Mitry, the Giornate’s first 
Honorary President.

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