Donne religiose e donne sante in Italia tra XIII e XIV secolo Prof. Marco Bartoli


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Sana31.03.2018
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Donne religiose e donne sante in Italia tra XIII e XIV secolo

  • Prof. Marco Bartoli


fonti

  • [Berengario di Sant'Africano], Vita Sanctae Clarae de Cruce Ordinis Eremitarum S. Augustini, ed. A. Semenza, Città del Vaticano 1944

  • Il processo di canonizzazione di Chiara da montefalco, a c. di E. Menestò, Perugia-Firenze 1984



Breve profilo biografico

  • -nasce nel 1268 a Montefalco da una famiglia benestante e religiosa

  • -la sorella Giovanna si ritira in un reclusorio che il padre le fa costruire, con alcune compagne

  • -Chiara vi entra giovanissima e manifesta esperienze mistiche (visioni di Gesù bambino)

  • -la vita delle sorelle è povera (debbono chiedere l'elemosina

  • -nel 1290 il vescovo concede la regola di Sant'Agostino

  • -nel 1291 muore la sorella e Chiara è eletta abbadessa



-è in contatto con i cardinali Colonna e con il card. Napoleone Orsini, tramite Ubertino da Casale

  • -è in contatto con i cardinali Colonna e con il card. Napoleone Orsini, tramite Ubertino da Casale

  • -segnala all'inquisizione un gruppo di eretici della cosiddetta setta del "libero spirito"

  • -un giorno riferì alle suore di portare la croce di Cristo nel cuore

  • -dopo la sua morte, avvenuta il 17 agosto del 1308, preparando il cadavere, le consorelle ritrovano nel cuore i segni della Passione.



la visione di Berengario

  • «Signore Dio ti prego che tu mi mostri la tua volontà perché io sappia cosa fare riguardo a tutte queste cose. Tu infatti sai che per questa Chiara che non ho mai visto né conosco quel che ha fatto, e neanche per san Pietro o per san Paolo o per il maggiore dei santi in paradiso farei qualcosa, se non in quanto credessi di compiere la tua volontà. »

  • Ed ecco all'improvviso mentre terminavo di pronunciare queste parole, mi apparve, mentre stavo in piedi la predetta santa Chiara, vestita con candide vesti, con una stola violacea tra le spalle fino ai piedi, al modo di una dalmatica diaconale decorata con tondi di seta….



Gesù bambino coetaneo

  • Durante la sua infanzia, quando pregava, molte volte le appariva la beata vergine che portava con sé sotto il mantello il bambino Gesù che sembrava coetaneo di Chiara. E il bambino Gesù, con la volontà della madre, avanzava camminando verso Chiara e qualche volta la prendeva per mano e le faceva sentire consolazioni meravigliose. Chiara allora voleva prendere il bambino Gesù, che vedeva anche con gli occhi corporali, e giocare anche lei con lui. Ma il bambino Gesù fuggiva da Chiara e tornava dalla madre e allontandosi lasciava Chiara con un grande desiderio.



La povertà del romitorio

  • Giovanna con le sue compagne servivano il Signore in altissima povertà. Nulla avevano e nulla volevano, ma vivevano in modo essenziale solo di delle elemosine offerte spontaneamente senza che loro chiedessero.

  • E se venivano date a Chiara pane o altre cose in abbondanza, non conservava nulla per il domani ma distribuiva tutto ai poveri, trattenendo soltanto quel che sembra essere necessario per un pasto.



desiderio della vita eremitica

  • Allora. Per poter fare penitenza più liberamente bramava con grande desiderio di condurre, se le fosse stato possibile in modo onesto, una vita eremitica e trasferirsi nella comunità di una certa santa dama di nome Agnese che si diceva vivere in maniera eremitica sul Monte Cucco. E avrebbe realizzato il suo desiderio se, nella sua purezza non avesse creduto di incorrere nella scomunica, se fosse uscita dal suo reclusorio.



La clausura

  • Se arrivava una persona di sesso maschile al reclusorio per parlare con la rettrice Giovanna o con Chiara ancora giovane, Chiara, quando arrivava al parlatorio, si nascondeva dietro un muro o poneva un panno alla finestra tra sé e il forestiero, badando con attenzione di non vedere nessuna persona estranea sia laica che religiosa, e di non essere vista da alcuno.

  • Quando però veniva uno dei loro fratelli Giovanna voleva spingere Chiara a non nascondersi almeno qualche volta al cospetto del fratello, ma di parlare con lui alla finestra, togliendo il panno. Ma la vergine Chiara purissima, che desiderava conservare senza macchia l'onestà con la mente e con il corpo, fissati gli occhi in terra, con il velo del capo tirato, si chiudeva dentro il suo mantello e così parlava al fratello brevemente con poche parole, senza mai immischiarsi nel riso o nelle parole vane, anzi parlando sempre a voce tanto bassa che appena si riusciva ad udire.

  • E talvolta, essendo stata rimproverata dalla sorella per essersi in tal modo nascosta al fratello carnale, scusandosi diceva: possiamo parlarci anche senza vederci.



elemosina

  • Quando avevano ordinato il luogo in cui doveva sorgere il monastero (ma non avevano ancora ottenuto la regola) le dame non avevano il necessario da mangiare. Fu necessario a causa dell'urgente necessità deputare alcune che andassero di uscio in uscio a mendicare e per le impellenti necessità esercitassero l'ufficio servile.

  • Chiara però spontaneamente si offrì e umilmente chiese di essere incaricata come serva in tutti i compiti. E quando, dopo un'inopportuna insistenza di preghiere, venne incaricata di fare da serva, al momento di andare a mendicare il pane lieta esultava tanto.



E al luogo dove altre volte aveva sentito vergogna o era stata respinta tornava più volentieri. Ma, affinché ricevuta la possibilità di girare, l'onestà irreprensibile radicata nel cuore di Chiara sin dalla sua infanzia non si disperdesse per la lascivia dei sensi del corpo e la sua bellezza corporale potesse occultare più segretamente e fortemente, si chiudeva in tal modo nel mantello che con il volto ed il corpo racchiusi, non si poteva riconoscere dalla faccia che era proprio Chiara.

  • E al luogo dove altre volte aveva sentito vergogna o era stata respinta tornava più volentieri. Ma, affinché ricevuta la possibilità di girare, l'onestà irreprensibile radicata nel cuore di Chiara sin dalla sua infanzia non si disperdesse per la lascivia dei sensi del corpo e la sua bellezza corporale potesse occultare più segretamente e fortemente, si chiudeva in tal modo nel mantello che con il volto ed il corpo racchiusi, non si poteva riconoscere dalla faccia che era proprio Chiara.

  • Ricevendo l'elemosina si genufletteva umilmente e rendeva grazie a Dio a voce alta in modo da essere sentita dagli altri.

  • E tuttavia, nel suo procede in mezzo agli uomini, stava in guardia di non esser vista e di non vedere nessuno. Con gli occhi chini a terra, nascondeva il volto e le mani sotto il mantello.

  • Dopo un certo spazio di tempo però, siccome frequentemente Chiara aveva dei rapimenti e delle elevazioni anche facendo questi servizi, sua sorella Giovanna rettrice sopraddetta, con il consiglio delle altre dame, ordinò che Chiara non svolgesse più questo incarico.



A questo ordine Chiara per umiltà si oppose con grande pioggia di lacrime, e dopo un certo tempo per obbedienza obbedì riverentemente e da allora in poi rimase reclusa in monastero continuamente fino alla morte.

  • A questo ordine Chiara per umiltà si oppose con grande pioggia di lacrime, e dopo un certo tempo per obbedienza obbedì riverentemente e da allora in poi rimase reclusa in monastero continuamente fino alla morte.



La visone dell'agnello

  • In una visione Chiara teneva nelle sue mani davanti al petto un agnello bellissimo in tutto dolcissimo, che aveva la faccia di un bambino, la cui lana era più candida della neve e più morbida della seta. L'agnello osservava Chiara in faccia e Chiara sentiva un'indicibile dolcezza ed amore che veniva dall'agnello e dagli occhi dell'agnello. E poco dopo lo stesso agnello scese in una fossa profonda, nella qual fossa stava ritta una verga altissima. L'agnello allora stando diritto e quasi sostenendo quella verga, chiamava dicendo: « Voi che sedete alle mense ricche, guardate a quell'agnello che portava la croce. »



la fede di Chiara

  • Era solita talvolta chiedere qualcosa in particolare al Signore e il Signore le concedeva pienamente ogni cosa. Infatti aveva tanta fede che credeva che qualsiasi cosa avesse chiesto al Signore l'avrebbe ottenuta, anche se avesse chiesto di resuscitare un morto.



il buio

  • Accadde però una volta che Chiara stava parlando con una sua compagna nella cella, e siccome parlavano tra loro della Passione del Signore, Chiara riferì alla compagna la visione predetta e aggiunse: Qualsiasi cosa si chiede con il cuore il Signore lo concede subito, io l'ho provato spesso per esperienza in me stessa. Credeva infatti che Dio facesse con tutti come con lei.

  • La sua compagna disse: So che io non sono tale che Dio adempia così la mia volontà. Chiara udendo ciò, pensò che lei era qualcosa (come lei stessa riferiva diverso tempo dopo con grande dolore).

  • E da allora la chiarezza delle rivelazioni e l'altezza delle frequenti visioni furono sottratte a Chiara in gran parte per 11 anni.



il ritorno della pace

  • Passati tuttavia 11 anni durante i quali era durata la predetta tribolazione, un certo giorno, verso l'ora terza, un uomo che aveva una lucerna accesa con olio e in mano portava un pugno di paglia, apparve a Chiara. E quell'uomo pose le paglie sulla fiamma ma non riusciva ad accenderle. Essendo Chiara stupefatta che le paglie non si potessero accendere, udì la voce di quell'uomo che diceva: Intingi le paglie nell'olio e così bruceranno bene. Ed avvenne così.

  • Chiara, tornata in sé, capì chiaramente l'interpretazione della visione e capì che le paglie del desiderio che aveva dovevano essere immerse nell'olio dell'umiltà e allora si sottomise totalmente alla volontà divina e non si ritenne più nulla. Ugualmente contenta se Dio le avesse tolta o non le avesse tolta la predetta tribolazione.

  • Ed ottenne… la pace, la consolazione e la luce più ampiamente di quanto avesse prima.



la predicazione di Chiara

  • Una sera, circa un anno dopo la morte di Giovanna, mentre Chiara nel chiostro del suo monastero esortava le dame alle opere di perfezione, una colonna rossa come fuoco e lucida, alta come un uomo, ma senza avere i lineamenti delle membra, stette davanti a Chiara. E il quel rossore c'erano misti altri colori che decoravano quella colonna di fuoco, e dopo essere stata davanti a Chiara elevata un poco da terra, disparve e lasciò alle dame che erano lì un'unzione spirituale. Le dame che erano nel chiostro videro la statura davanti a Chiara, ma quelle che erano nelle case videro solo il chiarore.



la lebbrosa reclusa

  • Una lebbrosa reclusa del monastero di san Bartolomeo di Monte Luco, invecchiata nelle opere della vita di perfezione e di santità. Mentre un giorno stava in preghiera, vide nella gloria sopra il cielo, come riferì con giuramento, molti angeli e santi e la beata Vergine madre di Dio, e una tavola preparata meravigliosamente ornata con vivande delicate in abbondanza.

  • E un bambino bellissimo che la detta reclusa riconobbe essere Cristo figlio di Dio, andava in giro intorno alla Vergine e attorno alla tavola. E disse a quella reclusa: Vedi tu questa tavola e questi cibi? Questo è il pane degli angeli e Chiara da Montefalco mangia di questo pane.



l'amore per i poveri

  • La vergine Chiara ardeva accesa dal fervore della carità e volendo offrirsi ai poveri, quel che poteva avere lo distribuiva ai poveri, non credendo che bastasse dare se stessa, vesti, scarpe, cibo, medicine, stoffe, mantelli che molti quantunque indigenti le donavano per la sua necessità corporale a causa della frequenza delle sue infermità, li erogava misericordiosamente alle altre persone che credeva ne avessero bisogno, riservando al proprio uso le vesti peggiori.

  • Infatti un giorno vide nella cappella un povero che poco prima era evaso dal carcere, quasi nudo, gli diede il suo mantello perché si facesse una tunica.



Giacomo Colonna

  • Chiara predisse anche la deposizione di messere Giacomo Colonna. In una rivelazione lo vide infatti che se ne andava per luoghi impervi e solitari senza cappello rosso, quasi come un profugo.



Sede vacante

  • Mentre era vacante la Sede apostolica per la morte di Benedetto XI, un certo frate minore faceva trattative e portava ambasciate per un certo prelato per promuoverne l'elezione a sommo Pontefice. Di lui Chiara disse: Quel tale frate, di cui ho fatto il nome, ha una coscienza "maganiatam" perché da tale ambasceria che sta facendo si aspetta una utilità temporale. Dio però non risponderà al suo desiderio questa volta.



religione popolare o propaganda vocazionale?

  • Un uomo della città di Foligno, che spendeva i suoi giorni in opere cattive e dissolute, a tal punto fu colpito da una malattia che si disperava per la sua salute. Sua sorella lo raccomandò alle preghiere di Chiara con grande affetto. E, avendo preso un po' di melograno dall'albero che Chiara aveva piantato con le sue mani, lo fece avere, a insaputa da Chiara al fratello, sperando con fiducia che per le preghiere di Chiara e per l'assunzione di quel pomo, potesse essere liberato nel corpo e nello spirito. Ed ecco dopo pochi giorni quell'uomo, convalescente dalla sua malattia, venne da Chiara e la ringraziava per avergli dato la salute, e fu corretto dalla sua vita disonesta e cattiva, e poi entrò nella religione dei frati minori.




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