Esperienze valutative e loro modelli teorici Daniele Pitturelli


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Esperienze valutative e loro modelli teorici

  • Daniele Pitturelli

  • Pavia – 22 aprile 2008


  • Per quanto riguarda la valutazione delle scuole, è vero che esistono alcune significative esperienze che, tuttavia, sono limitate a esperienze locali o regionali.

  • Tali esperienze sono direttamente legate al dibattito sulla valutazione della qualità della scuola che si è svolto in Italia in questi ultimi anni e con i progetti avviati su vasta scala relativi a modalità di autovalutazione e di eterovalutazione delle singole istituzioni scolastiche.



  • Si possono citare, a proposito, alcune esperienze italiane quali:

  • il Progetto A.I.R. (Autoanalisi di Istituto in Rete) dell’I.T.C.S. di Bollate;

  • il Progetto “Qualità totale” delle scuole in rete della Provincia di Cremona in collaborazione con la società Galgano & Associati;

  • il Progetto S.T.R.E.S.A. (Strumenti per l’efficacia della Scuola e l’Autovalutazione) realizzato dal Provveditorato di Bergamo, sulla base anche di esperienze pratiche di autovalutazione che si erano attivate in precedenza sul territorio (Barzanò, Mosca, Scheerens, 2000);

  • il MONIPOF, il progetto di monitoraggio dell’autonomia scolastica, promosso dal MPI già nel biennio 1998/2000;



  • il progetto di valutazione della qualità della scuola elaborato dal POLO QUALITA’ di Milano (ITC Schiaparelli-Gramsci), risultato di una collaborazione tra MIUR e Confindustria che applica il modello realizzato dal gruppo CLAS e si sviluppa attraverso una rete di scuole consolidata nelle varie aree del paese (Poli per la qualità della scuola);

  • la Provincia autonoma di Trento (IPRASE- Istituto provinciale per la formazione in servizio e per la ricerca educativa), attraverso un Comitato di Valutazione del sistema scolastico, predispone, ogni due anni, un rapporto approfondito che delinea gli aspetti principali che caratterizzano il sistema scolastico trentino, stabilendo un confronto, secondo le indicazioni di analisi dell’OCSE, con analoghe esperienze nazionali e internazionali.















CONTESTO  

  • 1. Qualità dell'immagine esterna: è la percezione positiva o negativa dell'istituto da parte dei soggetti esterni che interagiscono con esso.

  •  Contesto 1.1 - Percentuale studenti che hanno presentato domanda di iscrizione per la prima volta dal Distretto o dal bacino d'utenza di fatto, rispetto ai potenziali del Distretto che proseguono gli studi dopo la media.

  • Contesto 1.2 - Numero di domande d'iscrizione di studenti provenienti da scuole medie esterne al Distretto o al bacino d'utenza di fatto, accolte e non. Totale e % sul totale degli iscritti in prima. 



INPUT

  •  1) Adeguatezza delle risorse materiali e cura dell'ambiente di apprendimento: livello quantitativo e qualitativo delle risorse di materiali che l'istituto ogni anno si trova a disposizione, cura, valorizza e di fatto utilizza.

  •  Input 1.1 - Rapporto mq interni attrezzati e accessibili / numero di iscritti.

  • Input 1.2 - Rapporto n° computer / studenti iscritti

  • Input 1.3 - Cifra di bilancio impiegata per manutenzione, materiale di consumo / totale studenti.

  • Input 1.4 - Numero totale prestiti libri della biblioteca nell'a.s. / totale studenti.

  • Input 1.5 - % di utilizzo dei computer



Processi Processi A – Condizioni organizzative e gestionali

  •  2) Coesione e collegialità del personale: grado di accordo, di concertazione, di partecipazione alle decisioni collettive del personale educativo e assenza di dissonanza fra i diversi messaggi educativi.

  •  Processi A.2.1 - Percentuale docenti con ruoli formalizzati di coordinamento gruppi di lavoro.

  • Processi A.2.2 - Deviazione standard della % di insufficienze per materia e fascia di classe nel I° quadrimestre.

  • Processi A.2.3 a) - Numero totale gruppi di lavoro attivati nell'a.s. (esclusi c.d.c. presidenza e materia).

  • Processi A.2.3 b) - Percentuale docenti che fanno parte di questi gruppi

  •   3) Livello di comunicazione: tempi, modi e intensità della comunicazione tra soggetti, componenti e organismi della scuola.

  •  Processi A.3.1 a) - Numero totale di circolari nell'a.s.

  • Processi A.3.1 b) - Percentuale circolari indirizzate non solo ai docenti nell'a.s.

  • Processi A.3.2 a) - Numero incontri formalizzati (ossia con convocazione ufficiale) presidenza / comitato genitori, "comitato studenti", sezione sindacale.

  • Processi A.3.3 - Numero di pubblicazioni periodiche interne (a cura di studenti, docenti, genitori)

  •  



PROCESSI B - PROCESSO DI INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO

  •   1) Differenziazione processi formativi: capacità dell'insegnamento di recepire in modo positivo la varietà e l'eterogeneità delle attitudini e degli interessi degli studenti.

  •  Processi B.1.1 - Numero medio ore di attività di recupero per studente.

  • Processi B.1.2 - Percentuale docenti interni coinvolti nelle attività di recupero extracurriculare.

  • Processi B.1.3 - Percentuale ore totali opzionali nel curriculum.

  • Processi B.1.4 - Percentuale questionari culturali, relazionali, motivazionali, e/o schede informative sull'iter scolastico promossi dai C.d.C. e utilizzati nelle classi prime sul totale delle classi prime.

  •   3 - Clima di accoglienza e valorizzazione degli studenti: attenzione da parte dell'Istituto alle problematiche degli studenti in quanto persone e strutturazione di una didattica finalizzata alla piena espressione delle potenzialità degli studenti.

  • Processi B.3.1 a) - Percentuale studenti che hanno utilizzato strutture di ascolto individuali: Tutor e/o coordinatore di classe

  • Processi B.3.1 b) - Percentuale studenti che hanno utilizzato strutture di ascolto individuali: altre figure

  • Processi B.3.2 - n° problemi segnalati al preside nei rapporti docenti/studenti e/o docenti/genitori.

  • Processi B.3.3 - % di studenti che hanno usufruito di forme di riconoscimento/valorizzazione per merito



OUTPUT

  •  2 - Valore aggiunto offerta formativa: misura in cui l'operato formativo dell'Istituto conferma o meno gli esiti della media inferiore, contrasta o meno l'handicap negativo delle condizioni socio-culturali di partenza. In altri termini quanto più i dati in uscita si discostano dai dati in entrata, nel senso di un peggior risultato scolastico delle fasce svantaggiate, tanto meno la scuola ha svolto il suo compito di “resistenza” alla pressione ambientale e di compensazione per gli studenti in difficoltà.

  • Output 2.1 - studenti della leva in corso, per indice socioculturale di provenienza; dato medio, per fasce e deviazione standard

  • Output 2.2 - studenti della leva in corso, articolati sulla base del giudizio di scuola media; dato medio, per fasce e deviazione standard

  • Output 2.3 - % studenti della leva, che avevano preso all'esame di licenza media "sufficiente" o "buono", che hanno conseguito in corso un voto di maturità pari o superiore al voto medio d'Istituto

  • Output 2.4 - % di studenti che non finiscono in corso ma si diplomano: A: per fascia di giudizio della scuola media inferiore; B: per fascia socioculturale

  • Output 2.5 - media diplomati: A: indice socioculturale; B: giudizi scuola media; deviazione standard per entrambi i dati











Altri due elementi che completano il modello AIR

  • Questionari di percezione/soddisfazione  opportunità di integrare il monitoraggio mediante indicatori metrici con altri strumenti di autodiagnosi.

  • Test di livello circa gli apprendimenti degli studenti







  • Che cosa si valuta? Il funzionamento complessivo dell’istituto, le azioni e non i soggetti.

  • Come? Mediante un modello basato sui campi d’indagine, fattori di qualità e indicatori; i dati vengono confrontati sia diacronicamente sia sincronicamente

  • Per quale scopo? Per il miglioramento della qualità del servizio fornito dal singolo istituto; altre finalità importanti sono: l’intersoggettività e la trasparenza nei confronti degli utenti e delle istituzioni.

  • A vantaggio di chi? Di studenti, genitori, istituzioni e di tutti gli operatori della scuola





Nasce nel 1998 per iniziativa d’un gruppo di Presidi e di un’ispettrice del Provveditorato di Bergamo e prosegue fino ad oggi .

  • Nasce nel 1998 per iniziativa d’un gruppo di Presidi e di un’ispettrice del Provveditorato di Bergamo e prosegue fino ad oggi .

  • Il modello fa riferimento al CIPP, alla teoria delle “ effective schools”, alla teoria del “management della scuola orientato ai risultati.”, ovvero una leadership educativa che interviene sui risultati con azioni intenzionali, la cui pianificazione deriva dall’analisi dei dati diagnostici



STRESA è un progetto di autovalutazione per il miglioramento della qualità della scuola, realizzato da una rete di scuole prevalentemente della provincia di Bergamo.

  • STRESA è un progetto di autovalutazione per il miglioramento della qualità della scuola, realizzato da una rete di scuole prevalentemente della provincia di Bergamo.

  • Si propone di lavorare sull'idea di scuola come organizzazione che apprende.

  • Favorisce il feed-back sui processi, l'apertura della scuola al contesto sociale e culturale, lo sviluppo professionale dei docenti e dei dirigenti.

  • Le scuole si sono costituite in rete dal 1998.

  • Nel 2004 hanno anche costituito l'Associazione Rete Stresa.









L’iniziativa nasce- in 14 istituti - nel dicembre ’98 per iniziativa di un gruppo di Dirigenti Scolastici e di un’Ispettrice del Provveditorato di Bergamo, sulla base di una condizione di ricettività favorita da precedenti iniziative di autovalutazione attuate negli anni nella stessa provincia e anche mettendo a frutto contatti a livello europeo.

  • L’iniziativa nasce- in 14 istituti - nel dicembre ’98 per iniziativa di un gruppo di Dirigenti Scolastici e di un’Ispettrice del Provveditorato di Bergamo, sulla base di una condizione di ricettività favorita da precedenti iniziative di autovalutazione attuate negli anni nella stessa provincia e anche mettendo a frutto contatti a livello europeo.



I SOCI FONDATORI: LE SCUOLE

  • Circolo Didattico di Cassano d'Adda (MI)

  • Circolo Didattico di Caravaggio (BG)

  • Circolo Didattico di Spirano (BG)

  • Istituto Comprensivo "Gabriele Camozzi" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Edmondo De Amicis" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Alberico da Rosciate" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Mastri Caravaggini" Caravaggio (BG)

  • Istituto Comprensivo di Fara Gera d'Adda (BG) 

  • Istituto Comprensivo di Lovere (BG)

  • Istituto Comprensivo di Osio Sotto (BG)

  • Istituto Comprensivo di Paladina (BG)

  • Istituto Comprensivo di Ponteranica (BG)

  • Istituto Comprensivo di Tavernola (BG)

  • Scuola Media "Rubini" di Romano di Lombardia (BG)



Finalità di fondo dell’iniziativa è il miglioramento della qualità della scuola, ma in base ad una precisa “filosofia”: quella del “management della scuola orientato ai risultati” (una leadership educativa che si esplichi mediante azioni intenzionali di miglioramento derivanti dall’analisi di dati diagnostici).

  • Finalità di fondo dell’iniziativa è il miglioramento della qualità della scuola, ma in base ad una precisa “filosofia”: quella del “management della scuola orientato ai risultati” (una leadership educativa che si esplichi mediante azioni intenzionali di miglioramento derivanti dall’analisi di dati diagnostici).

  • Di fatto, tuttavia, il modello non vede protagonista il solo Dirigente, ma prevede il coinvolgimento in entrambe le fasi (diagnosi e miglioramento) degli operatori della scuola e degli utenti.



Attualmente fanno parte della Rete STRESA 34 scuole: 33 di base (elementari, medie, comprensivi), tutte della provincia di Bergamo e 1 superiore.

  • Attualmente fanno parte della Rete STRESA 34 scuole: 33 di base (elementari, medie, comprensivi), tutte della provincia di Bergamo e 1 superiore.

  • Le singole scuole aderiscono alla Rete su base volontaria, mediante opportune delibere dei Collegi Docenti e dei Consigli d’Istituto; dell’attività vera e propria di Autovalutazione d’Istituto si occupa una “task force” interna (3/5 docenti eletti, più il Dirigente).

  • Vi è un preciso collegamento informativo e organizzativo in Rete, che fa capo a momenti centrali di coordinamento e indirizzo (Coordinamento Provinciale).



Dimensione della rete per l’anno scolastico 2006/2007

  • Dimensione della rete per l’anno scolastico 2006/2007

  • Istituti 33

  • Classi 1.363

  • Alunni 27.818

  • Insegnanti 3.215

  • 140 Insegnanti coinvolti nelle attività di formazione per l’anno scolastico 2006/2007



ISTITUTI SCOLASTICI ASSOCIATI ALLA RETE STRESA

  • Circolo Didattico di Caravaggio (BG)

  • Circolo Didattico di Cassano d'Adda (MI)

  • VII° Circolo Didattico di Forlì

  • Circolo Didattico di Pandino (CR)

  • Circolo Didattico di Spirano (BG)

  • Circolo Didattico 2° circolo di Treviglio (BG)

  • Istituto Comprensivo di Azzano S. Paolo (BG)

  • Istituto Comprensivo "Alberico da Rosciate" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Gabriele Camozzi" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Edmondo De Amicis" Bergamo

  • Istituto Comprensivo "Eugenio Donadoni" di Bergamo

  • Istituto Comprensivo di Brembilla

  • Istituto Comprensivo "Mastri Caravaggini" Caravaggio (BG)

  • Istituto Comprensivo di Castelli Calepio (BG)

  • Istituto Comprensivo di Chiuduno (BG)

  • Istituto Comprensivo di Costa Volpino (BG)



  • Istituto Comprensivo di Curno

  • Istituto Comprensivo di Fara Gera d'Adda (BG)

  • Istituto Comprensivo di Grumello del Monte (BG)

  • Istituto Comprensivo di Leffe

  • Istituto Comprensivo di Nembro (BG)

  • Istituto Comprensivo di Osio Sotto (BG)

  • Istituto Comprensivo di Paladina (BG)

  • Istituto Comprensivo di Ponteranica (BG)

  • Istituto Comprensivo di Sarnico (BG)

  • Istituto Comprensivo di Sovere (BG)

  • Istituto Comprensivo di Stezzano (BG)

  • Istituto Comprensivo di Suisio (BG)

  • Istituto Comprensivo di Tavernola (BG)

  • Istituto Comprensivo di Verdellino (BG)

  • Istituto Comprensivo di Verdello (BG)

  • Istituto Comprensivo di Villa d'Almè (BG)

  • Scuola Media "Rubini" di Romano di Lombardia (BG)

  • Istituto Superiore di Breno (BS)





Mentre gli strumenti di osservazione e rilevazione diagnostica sono definiti in modo preciso e abbastanza vincolante, le procedure di passaggio dalla diagnosi al miglioramento sono lasciate all’autonomia dei singoli istituti (sia pur con un rilevante supporto in termini di formazione in servizio per i referenti delle varie scuole).

  • Mentre gli strumenti di osservazione e rilevazione diagnostica sono definiti in modo preciso e abbastanza vincolante, le procedure di passaggio dalla diagnosi al miglioramento sono lasciate all’autonomia dei singoli istituti (sia pur con un rilevante supporto in termini di formazione in servizio per i referenti delle varie scuole).

  • L’esperienza si distingue per il fatto che tematizza in modo esplicito, critico e pluralistico l’idea di fondo di “qualità della scuola”: dichiara, di fatto, di sceglierne una accezione ben precisa fra diverse possibili.







Vengono combinate metodologie diagnostiche sia quantitative (avvalendosi di tecniche statistiche che permettono correlazioni tra variabili, confronti sincronici e diacronici fra indicatori) che qualitative.

  • Vengono combinate metodologie diagnostiche sia quantitative (avvalendosi di tecniche statistiche che permettono correlazioni tra variabili, confronti sincronici e diacronici fra indicatori) che qualitative.











IL MONIPOF (Monitoraggio Autonomia Scolastica)

  • Il progetto di monitoraggio dell’autonomia scolastica è stato avviato dal MPI già nel biennio 1998/2000 quando le scuole erano ancora in fase di sperimentazione.

  • L’obiettivo era rilevare la capacità della scuola di strutturare in modo organico le proprie azioni nel Piano dell’offerta formativa.

  • Il progetto e il piano di fattibilità sono stati impostati dal Comitato Paritetico per il monitoraggio dell’autonomia, formato da diversi soggetti (MPI, gli Istituti nazionali per la Documentazione, ex BDP, e per la valutazione, ex CEDE, il sistema nazionale degli IRRE, ex IRRSAE).

  • Il campione monitorato sul territorio nazionale era costituito inizialmente da 1000 scuole, salite nel corso del 2000/2001 a 1300, che hanno aderito all’iniziativa sulla base di un’autosegnalazione.



  • Il progetto è stato realizzato grazie a una rete nazionale di osservatori articolata in Gruppi Regionali di Ricerca, a loro volta articolati in Team di Ricerca (tecnici IRRSAE, Ispettori, nuclei di supporto all’autonomia, risorse presenti sul territorio).

  • I team hanno condotto il monitoraggio sulla base di un protocollo nazionale elaborato da un Gruppo tecnico nazionale di progettazione.

  • Nell’attività di monitoraggio sono stati impegnati circa 400 osservatori che hanno seguito un apposito percorso di formazione.

  • Nella regione Lombardia sono state monitorate nell’anno scolastico 2000/2001 99 scuole.



  • Il progetto si è articolato in due fasi:

  • - la rilevazione documentaria

  • - il monitoraggio interattivo di un campione di scuole attraverso incontri tra il team di osservatori e le varie componenti degli Istituti scolastici.



Obiettivi MONIPOF

  • Conoscere le modalità con cui le scuole si muovono sul terreno dell’autonomia

  • Ricostruire il panorama delle esperienze in corso, al fine di migliorare la comprensione dei processi che si stanno sviluppando

  • Diffondere le informazioni sulle potenzialità della scuola a livello regionale e nazionale

  • Offrire alle scuole uno strumento di aiuto alla loro autovalutazione



Che cosa si esamina con il Monipof ?

  • Il dichiarato  incontri tra team di osservatori, Dirigente scolastico e staff di collaboratori

  • L’agito  eventi significativi attraverso l’analisi di documenti prodotti rilevanti

  • Il pensato e il percepito  utilizzo di strumenti semiproiettivi e la tecnica del focus group con docenti, genitori e studenti



L’indagine è stata condotta a partire da tre categorie (macroindicatori):

  • Flessibilità, intesa come capacità della scuola di praticare scelte innovative sotto il profilo educativo, didattico e organizzativo e come disponibilità ad accogliere le “diversità” e le differenti esigenze degli studenti

  • Responsabilità, intesa come insieme di processi attraverso i quali la scuola assume e persegue scelte e decisioni

  • Integrazione, intesa come coerenza progettuale tra le diverse attività scolastiche, come rapporto tra la scuola e il territorio.



Come è stato condotto il Monipof ?

  • Team di osservatori con schede predisposte

  • Risultati elaborati e restituiti alla scuola con relazione finale

  • Comparabilità dei dati a livello nazionale



IL MODELLO TRENTINO

  • L’esperienza trentina parte nel 1990 con la istituzione del Comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico trentino “al fine di fornire alla Giunta provinciale gli strumenti per valutare la produttività del sistema scolastico nella provincia di Trento, nel suo complesso e nelle sue articolazioni territoriali, nonché per valutare nel tempo gli effetti delle iniziative legislative e delle politiche scolastiche condotte a livello provinciale”.

  • Modello ripreso dal CIPP model di Stufflebeam (1971) e scuole efficaci di Hopkins

  • Nell’a.s. 1997-98 il modello è stato applicato a 20 scuole medie superiori della provincia di Trento mentre nell’a.s. 1998-99 il modello ha coinvolto 9 Circoli didattici, 8 scuole medie inferiori ed un istituto comprensivo.

  • Negli anni successivi l’esperienza si è estesa e ampliata ad altre istituzioni scolastiche della provincia trentina



Gli obiettivi del modello di valutazione del sistema e di autovalutazione delle scuole sono plurimi ed interconnessi e possono essere specificati nel:

  • ! Sostenere ed accompagnare il processo di autonomia delle scuole

  • ! Individuare modelli generalizzabili di autovalutazione

  • ! Unificare diversi aspetti (POF, Carta dei servizi, autanalisi) in un disegno comune

  • ! Migliorare la qualità del servizio intervenendo sui punti deboli

  • ! Responsabilizzare le componenti scolastiche all’autovalutazione

  • ! Informare famiglie e comunità locali.



  • Il modello offre uno schema e una serie di domande per l’analisi del funzionamento dell’istituto nel suo complesso, integrato da una mappa di indicatori significativi per la rilevazione dei processi e dei risultati d’istituto.

  • La mappa degli indicatori è organizzata nei seguenti macro indicatori:

  • ♦ Contesto

  • ♦ Risorse

  • ♦ Processi

  • ♦ Risultati



Oggetto della valutazione

  • Contesto: Offerta territorio – carattteristiche alunni

  • Risorse: strutturali – Umane – Finanziarie

  • Processi: Progettazione e valutazione – Contratto formativo- Organizzazione delle classi – Organizzazione didattica e tempo scuola – Uso del materiale didattico – Sperimentazioni – Apertura al territorio – Continuità didattica – Uso spazi e servizi scolastici – Regolarità percorsi – Valutazione alunni – Clima scolastico

  • Risultati: Livello di apprendimento – Riuscita scolastica – Soddisfazione utenza – Raggiungimento degli obiettivi del POF



Metodo di valutazione

  • Si raccolgono i dati dalle scuole alla fine dell’anno

  • Viene somministrato un questionario di soddisfazione ai genitori e agli studenti

  • I dati sono rappresentati da indicatori numerici o a risposta si/no e si riferiscono a tutta la scuola



  • Sulla base dell’analisi condotta seguendo lo schema e dei dati rilevati tramite l’utilizzo della mappa potrà essere redatta una relazione per illustrare l’andamento complessivo dell’istituto scolastico sul piano qualitativo e quantitativo.

  • I risultati sono pubblicati su internet e permettono comparazioni tra scuole



Conclusioni

  • La caratteristica essenziale della nuova realtà che sembra delinearsi per il sistema scolastico italiano nel campo della valutazione delle scuole è quella dell’integrazione tra ricerca valutativa, sostegno esterno alla valutazione interna delle scuole, autovalutazione, puntando ad una diffusione di una cultura della valutazione che sia in primo luogo strumento per lo sviluppo di iniziative di innovazione delle scuole e per migliorare la qualità del servizio formativo da esse offerto.



  • Siti consigliati:

  • www.progettoair.it

  • www.retestresa.it

  • www.irrefvg.it/Monipof/monipof.htm

  • www.uni.com

  • www.iprase.tn.it/




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