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Sana14.08.2018
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  • “Quindi si può dire che l’Italia assomiglia ad una figura di quattro lati piuttosto che ad una di tre e non potremmo dirla un triangolo, se non impropriamente. (…). Considerando separatamente le singole parti, è possibile dire che la base delle Alpi è curva e sinuosa, con la concavità volta verso l’Italia. La parte intermedia di questa concavità è occupata dal paese dei Salassi, le estremità si volgono da una parte fino al monte Ocra e al lato più interno dell’Adriatico, dall’altra verso la costa della Liguria fino a Genua, emporio dei Liguri, dove gli Appennini si congiungono con le Alpi. Subito sotto le Alpi si estende per 2100 stadi, quasi uguale in lunghezza come in larghezza, una pianura considerevole; la sua parte meridionale è limitata alla costa dei Veneti e da quei monti Appennini che giungono fino alla zona intorno a Ariminum e Ancona. Questi monti infatti cominciano dalla Liguria, penetrano nella Tirrenia lasciando solo uno stretto litorale; inoltrandosi poi un poco nell’entroterra, raggiunto il porto di Pisa, si volgono verso l’aurora e verso l’Adriatico fino a raggiungere le regioni di Ariminum e Ancona, collegandosi in linea retta con la costa dei Veneti. Da questi confini, pertanto, è chiusa la Celtica Cisalpina (…). Questa regione è una pianura fertile, ornata di colli fruttiferi. Il fiume Po la divide quasi nel mezzo e le due regioni si chiamano Cispadana e Transpadana; si chiama Cispadana la parte che è situata verso gli Appennini e la Liguria, Transpadana la restante. La Cispadana è abitata dai popoli Liguri e Celtici che abitano i primi sui monti, i secondi in pianura; la seconda dai Celti e dai Veneti. I Celti appartengono alla stessa stirpe dei Celti d’Oltralpe. Quanto ai Veneti, c’è su di loro una duplice tradizione: alcuni, infatti, sostengono che sono anch’essi coloni di quei Celti omonimi che abitano lungo le coste dell’Oceano; altri invece sostengono che, dopo la guerra di Troia, alcuni dei Veneti della Paflagonia trovarono scampo qui, sotto la guida di Antenore e adducono, a testimonianza di ciò, la cura con cui attendono all’allevamento di cavalli, attività che oggi è quasi scomparsa del tutto, ma che una volta era tenuta in grande onore presso di loro a ricordo dell’antico zelo verso le cavalle generatrici di muli. Di ciò fa menzione anche Omero quando dice: “di tra gli Eneti, da dove proviene la stirpe delle mule selvagge”.



  • Strabone descrive le tribù celtiche stanziate nell’Italia settentrionale.

    • Strabone descrive le tribù celtiche stanziate nell’Italia settentrionale.

    • (STRABONE,Geografia,V, 6)

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    • “Anticamente, dunque, come ho detto, la regione intorno al Po era abitata per la maggior parte dai Celti. Le stirpi più importanti tra i Celti erano quelle dei Boi e degli Insubri e, inoltre, quelle dei Senoni che con i Gesati avevano occupato al primo assalto la città dei Romani. Questi popoli furono completamente distrutti dai Romani e i Boi furono cacciati dalle proprie sedi. Essi andarono ad insediarsi nelle regioni dell’Istro e qui abitarono insieme con i Taurisci, combattendo contro i Daci finché tutta la loro stirpe fu sterminata. Abbandonarono così, come pascolo per i popoli vicini, quella terra che faceva parte dell’Illiria. Gli Insubri, invece, ci sono ancora oggi. Essi avevano come metropoli Mediolanum, che anticamente era un villaggio (tutti infatti abitavano sparsi in villaggi); ora invece è una città importante, al di là del Po, quasi ai piedi delle Alpi. Nei pressi c’è poi Verona, anch’essa una grande città. Ci sono poi dei centri minori rispetto a queste due, quali Brixia, Mantua, Regium e Comum.



    Strabone spiega le modalità di insediamento di questi popoli, le loro abitudini e la loro organizzazione sociale.

    • Strabone spiega le modalità di insediamento di questi popoli, le loro abitudini e la loro organizzazione sociale.

    • (STRABONE, Geografia, V, 217)

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    • 11 There are some famous cities in Cispadana and in the neighbourhood of the Padus. First, Placentia and Cremona, which are very near each other and are at about the centre of the country; and secondly – between these two and AriminiumParma, Mutina and Bononia (once in Bononia you are near Ravenna), and also some small town scattered between these three which also lie on the road to Rome – I mean 5 Ancara, Regium Lepidum, Macri Campi where a public festival is held every year, Claterna, and Forum Cornelium; and then, Faventia and Caesena, near the River Sapis and the Rubicon, where, at last, you are on the borders of Ariminum.

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    • Ariminum is a settlement of the Ombri, just as Ravenna is, although each of them has received Roman colonists. And Ariminium has a harbour and a river of like name.From Placentia to Ariminum the distance is one thousand three hundred stadia. Beyond Placentia, towards the boundaries of the land of Cottius, there lies, within a distance of thirty-six miles from Placentia, the city of Ticinum (and also the river of like name that flows past it and joins the Padus), and also, on a road which runds slightly to one side, there lie Clastidium, Derton, and Acquae Statiellae. But the direct road to Ocelum runs along the Padus and the River Durias, the greater part of it over ravines, since, besides these two, it has several other rivers to cross, among which is the Druentia, a distance of about sixty miles. And this is where the Alps Mountains and Celtica begin.

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