Le Origini di Somma Vesuviana


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Sana31.03.2018
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 Le Origini di Somma Vesuviana

  •  Le Origini di Somma Vesuviana

  • Nei luoghi dove ora sorge Somma Vesuviana, era presente in epoca preromana una colonia italica, abitata da Sanniti, Opici (popolazione di origine campana) ed Osci.

  • Con la conquista romana della Campania, la cittadina divenne un luogo di villeggiatura per i ricchi patrizi, che fecero costruire splendide ville.

  • Fonti storiche sostengono l'esistenza di un grande complesso residenziale, dove Augusto avrebbe trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Dai dati raccolti si pensa che la villa, come del resto Somma Vesuviana, sia stata seppellita dalla lava proveniente dal Vesuvio durante l'eruzione del 79 d.C.

  • La presenza "ufficiale" di Somma Vesuviana, nella storia, potrebbe risalire al 184 a.C. quando Roma inviò il console Quinto Fabio Labeone a dirimere le controversie territoriali tra Napoli e Nola e furono eretti per mantenere l'ordine, alcuni presidi militari, i "castri". Uno di essi fu costruito alle falde del Vesuvio, allora ancora intero ed alto circa 3000 m. e venne denominato Sussuvio.

  • Al tempo non esisteva ancora Somma, come agglomerato cittadino. Il primo a parlare di Somma, fu Paolo Diacono, rievocando la conquista di Napoli nel 536 da parte dei Bizantini. Le devastazioni furono continue e incessanti sia per le popolazioni barbariche che per le eruzioni del vulcano limitrofo e delle innumerevoli alluvioni verificatesi in questo periodo storico.

  • Verso la fine dell'8°sec. Somma rientrò nel Ducato Napoletano e fu partecipe delle lotte contro i Saraceni. I cavalieri di Carlo Magno combatterono contro i saraceni ed ottennero una schiacciante vittoria in cui però persero la vita 700 francesi, 720 cavalieri, e 2000 fanti e più di 5000 soldati locali.











  • Il borgo del Casamale prende il nome dalla aristocratica famiglia dei Causamala, che compare per la prima volta in un atto di locazione del 1011. Circondano il borgo le antiche mura aragonesi, consolidate nel 1467 dal re Ferrante d’Aragona. Tali mura servivano per il contenimento dei terrapieni intorno alla Terra Murata. Quattro porte si aprono ancora lungo le mura: Porta Terra o Porta San Pietro situata sul lato Nord, Porta Formosi o Porta Marina situata sul lato Ovest, Porta della Montagna o Porta Castello situata sul lato Sud, Porta Piccioli o Porta Tutti i Santi situata sul lato Est.





Oggi la festa delle lucerne si celebra nei primi giorni del mese d’agosto, ogni quattro anni. Il luogo dove si svolge è il centro storico del nostro paese, il Casamale.Questa festa nasce in onore della Madonna della Neve, in ringraziamento del raccolto e per annunciare la morte del ciclo estivo.Il rituale, ricco di simboli magici e fantastici, prevede l’addobbo dei vicoli medioevali con migliaia di lucerne su strutture di legno, a forma di triangoli, quadrati, cerchi e rombi, che a sera, alimentate continuamente di olio, illuminano l’antico borgo di una luce molto suggestiva.Il fascino di questa festa è tutto racchiuso in un gioco di luci e di prospettive, nella manualità e nella fantasia degli abitanti del luogo che, personalmente, curano la costruzione delle strutture per le lucerne e preparano festoni con edere e felci.La festa, della durata di tre giorni, si conclude con la processione della Madonna della Neve nell’ultimo giorno: dai balconi si leva un canto di donne, raccolto, dolce, una cantilena che è un insieme di lutto e di malinconia, con le vocali modulate all’infinito, quasi un pianto.Si pensa che sia cantato da sole donne perché risale alle feste in onore di Adone, il mitico giovanetto amato da Venere, dea dell’Amore.A questa festa sono stati attribuiti molti significati: che venga celebrata nel mese di agosto può significare, per esempio, la fine dell’annata agricola.L’addobbo dei vicoli prevede l’allestimento di scene di vita quotidiana, come tavole apparecchiate alle quali siedono gli abitanti stessi del vicolo o anche pupazzi. Questo banchetto può anche simboleggiare il cosiddetto “consuolo”, che nei tempi passati veniva offerto alle famiglie che avevano perso una persona cara.La presenza della Madonna della Neve in questa festa deriva da un’antica leggenda del Medioevo nella quale si racconta che nella prima settimana del mese di agosto, a Roma, sarebbe caduta tantissima neve: come segno miracoloso della Madonna che fu chiamata, perciò, “della neve”.

  • Oggi la festa delle lucerne si celebra nei primi giorni del mese d’agosto, ogni quattro anni. Il luogo dove si svolge è il centro storico del nostro paese, il Casamale.Questa festa nasce in onore della Madonna della Neve, in ringraziamento del raccolto e per annunciare la morte del ciclo estivo.Il rituale, ricco di simboli magici e fantastici, prevede l’addobbo dei vicoli medioevali con migliaia di lucerne su strutture di legno, a forma di triangoli, quadrati, cerchi e rombi, che a sera, alimentate continuamente di olio, illuminano l’antico borgo di una luce molto suggestiva.Il fascino di questa festa è tutto racchiuso in un gioco di luci e di prospettive, nella manualità e nella fantasia degli abitanti del luogo che, personalmente, curano la costruzione delle strutture per le lucerne e preparano festoni con edere e felci.La festa, della durata di tre giorni, si conclude con la processione della Madonna della Neve nell’ultimo giorno: dai balconi si leva un canto di donne, raccolto, dolce, una cantilena che è un insieme di lutto e di malinconia, con le vocali modulate all’infinito, quasi un pianto.Si pensa che sia cantato da sole donne perché risale alle feste in onore di Adone, il mitico giovanetto amato da Venere, dea dell’Amore.A questa festa sono stati attribuiti molti significati: che venga celebrata nel mese di agosto può significare, per esempio, la fine dell’annata agricola.L’addobbo dei vicoli prevede l’allestimento di scene di vita quotidiana, come tavole apparecchiate alle quali siedono gli abitanti stessi del vicolo o anche pupazzi. Questo banchetto può anche simboleggiare il cosiddetto “consuolo”, che nei tempi passati veniva offerto alle famiglie che avevano perso una persona cara.La presenza della Madonna della Neve in questa festa deriva da un’antica leggenda del Medioevo nella quale si racconta che nella prima settimana del mese di agosto, a Roma, sarebbe caduta tantissima neve: come segno miracoloso della Madonna che fu chiamata, perciò, “della neve”.









LA MADONNA DELLA NEVE

  • Il centro della festa è senz'altro il culto della Madonna. Inizialmente la festa era certamente collegata a particolari riti agricoli che celebravano la fine del ciclo produttivo, quindi come ringraziamento per il raccolto o, comunque, come momento della "morte" dell'estate. Il passaggio dalla venerazione pagana a quella cristiana è collegata alla "morte della Madonna, (15 agosto) e avviene, presumibilmente, nel Medioevo, quando viene aggiunto anche l'appellativo "della Neve", per ricordare l'evento miracoloso di una abbondantissima nevicata a Roma verificatasi all'inizio del mese di agosto.




















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