Osservatorio per le Politiche Sociali La vulnerabilità sociale Strategie di analisi del territorio


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Sana22.03.2017
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Indice

  • Indice

  • La vulnerabilità sociale

  • Finalità dell’osservatorio

  • Architettura e fonti

  • Le dimensioni della vulnerabilità

  • Il percorso di analisi: indicatori e profili dei territori

  • Il Piemonte attraverso gli indicatori sociali di sintesi

  • Allegati

  • Fascicolo di cartografia e analisi degli indicatori sociali in Piemonte

  • Fascicolo con i dati comunali del Piemonte









  • In questo scenario, l’osservatorio si propone come uno strumento utile alle politiche:

  • consente di elaborare rappresentazioni della realtà su cui si interviene

  • consente di seguire nel tempo la sua evoluzione

  • crea le condizioni di dialogo e confronto tra saperi diversi, tra chi opera nei servizi, chi studia e chi programma

  • Per svolgere questo ruolo l’osservatorio deve

  • produrre conoscenza su fenomeni specifici, come la crescita della vulnerabilità sociale: a partire dal trattamento di dati, identificare relazioni e costruire modelli di interpretazione della realtà che diano significato ai dati

  • avere un buon potere di risoluzione: consentire di distinguere territori, gruppi sociali, aspetti della loro condizione, cambiamenti nel tempo

  • essere tempestivo

  • utilizzare le diverse fonti di conoscenza: 1) le fonti istituzionali, 2) la conoscenza che deriva dal lavoro dei servizi, 3) quella che proviene dalle ricerche e dagli studi. In particolare la conoscenza dei servizi è vasta e articolata, ma difficilmente utilizzabile. L’utilizzo richiede che i servizi attivino strumenti tecnologici e organizzativi, oltre che una cultura attenta alla riflessione e alla comprensione. Proprio quest’ultima,

  • può essere stimolata e resa visibile dalla relazione con l’osservatorio.



Osservatorio sulla vulnerabilità sociale



  • realtà differenziata/in cambiamento









  • L’architettura dell’osservatorio è fondata su due semplici principi:

  • l’unità territoriale per la raccolta dei dati è il Comune. Questo consente di fare analisi a livello comunale e a qualsiasi livello più aggregato, ricostruendo i valori per Enti gestori, Distretti, ASL, Comunità Montane, ecc.

  • la raccolta dei dati è sistematica. Riguarda tutte le fonti istituzionali disponibili, attinenti all’ambito delle politiche sociali. Le fonti istituzionali sono universali, non sono costose e sono aggiornate periodicamente in base alla loro funzione.

  • Questo archivio, con dati a livello comunale, aggiornati periodicamente, viene trattato, in modo da rendere disponibili un numero ridotto di indicatori sociali significativi, cui viene attribuito un senso esplicito, che consentono di leggere lo stato e l’evoluzione del fenomeno o dell’aspetto considerato, ai diversi livelli di aggregazione territoriale. Questa base-dati può essere progressivamente ampliata, includendo nel sistema di osservazione sia nuove fonti istituzionali, sia informazioni provenienti dai servizi, che possano descrivere con dettaglio comunale aspetti della realtà rilevanti per le politiche. Ricerche approfondite, svolte in territori specifici, che non sono in grado di fornire dati nuovi su tutti i Comuni, possono però servire a migliorare la comprensione dei dati e la costruzione degli indicatori.







  • Ad oggi l’osservatorio ha acquisito e trattato dati a livello comunale delle seguenti fonti istituzionali:

  • Istat (popolazione, abitazioni, famiglie, istruzione)

  • BDDE (popolazione)

  • Provincia, banca dati Centri Provinciali per l’Impiego (stranieri, lavoro e disoccupazione)

  • Ancitel (redditi)

  • Regione (politiche e disagio sulla casa)



  • La fisionomia del territorio può essere guardata di volta in volta seguendo logiche:

  • Amministrative

  • Geografiche

  • Legate alle vie di comunicazione

  • Legate a insediamenti economici

  • Legate a culture/gruppi

  • Ecc.

  • L’osservatorio, quindi, si presta ad approfondimenti diversi,

  • seguendo logiche di aggregazione e trattamento diverse, a seconda dei bisogni.





  • Per realizzare la prima analisi è stato seguito, a partire dai dati raccolti, il seguente percorso:

  • Creazione di un unico archivio comunale omogeneo

  • Costruzione di 37 indicatori rilevanti

  • Valorizzazione delle potenzialità di ogni indicatore, attraverso la creazione di tre varianti: 1) il valore assoluto (ad esempio, il numero di bambini sotto i tre anni che abitano nel Comune), 2) il valore in rapporto alla popolazione di riferimento (i bambini sotto i tre anni in percentuale a tutti i residenti) e 3) la variazione percentuale nel tempo (variazione percentuale del numero di bambini sotto i tre anni residenti rispetto all’anno precedente)

  • Costruzione di indicatori di sintesi (analisi fattoriale, spiegata di seguito)

  • Costruzione di una tipologia del profilo socio-economico del territorio

  • Realizzazione di analisi per comune ed Ente gestore





  • Questo primo lavoro di analisi ha consentito di realizzare i seguenti tre prodotti:

  • Lettura di sintesi del profilo socio-economico del territorio provinciale, contenuta nel presente fascicolo, realizzata attraverso cartografia e grafici

  • Analisi territoriale sistematica del territorio provinciale attraverso 37 indicatori sociali, contenuta nel fascicolo allegato. L’analisi è stata condotta per Comune e per Ente gestore, in modo da facilitare il confronto tra i bisogni del territorio e le politiche e i servizi, ed è stata sviluppata attraverso cartografia e grafici

  • Banca dati di tutte le fonti e degli indicatori sociali a livello Comunale e di Ente Gestore (CD-ROM)













Il percorso di analisi, sulla base di questi 25 indicatori, si è sviluppato in tre passi:

  • Il percorso di analisi, sulla base di questi 25 indicatori, si è sviluppato in tre passi:

  • Creazione di 6 indicatori sintetici con l’analisi fattoriale. Si tratta di una procedura statistica che ‘sintetizza’ i dati, rimanendo fedele alle loro caratteristiche. Il nuovo indicatore prende l’informazione da quelli originari, e ne riassume diversi, che erano ‘correlati’ dal punto di vista statistico. Anche il nuovo indicatore ha un punteggio per ciascuno dei 315 comuni della provincia, e possiamo ricavare il suo significato, il suo nome, proprio guardando da quali indicatori di base ha preso l’informazione. La tabella successiva riporta gli indicatori, a sinistra (righe), e i fattori, in alto (colonne). In ciascuna casella di incrocio è riportato un valore, il ‘peso’ dell’indicatore sul fattore. Quando è alto (ad esempio 0,6 oppure 0,7), vuol dire che il fattore ha sintetizzato quell’indicatore. Se il punteggio è negativo, vuol dire che quando l’indicatore sale (ad esempio, la percentuale di ultrasettantacinquenni), il fattore scende (in questo caso, il dinamismo demografico, punteggio –0,78). I punteggi alti (positivi o negativi) sono evidenziati in grigio, per facilitare la lettura. Seguendo il grigio, possiamo dire che il fattore immigrazione, ad esempio, ultimo a destra, ha sintetizzato 2 indicatori: la % di stranieri sulla popolazione e la % di avviamenti al lavoro non qualificati. I comuni che hanno molti stranieri e molti avviamenti non qualificati, avranno un valore alto dell’indicatore di sintesi che abbiamo chiamato ‘immigrazione’ (violetto). Con questa logica abbiamo denominato tutti i fattori: 1)dinamismo demografico 2) Povertà riguardo alla casa 3) Capitale umano e reddito 4)dinamismo turistico 5) Disoccupazione 6) immigrazione. Nel complesso i 6 indicatori sintetici recuperano circa il 60% dell’informazione utile nei 25 di partenza (varianza).

  • Creazione di una tipologia socio-economica del territorio

  • Analisi della provincia, sulla base di questa tipologia e degli indicatori sintetici





















 




























































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