Parrocchia di San Giuseppe Chiesanuova di Voltana


Download 100.95 Kb.
Pdf ko'rish
Sana23.06.2017
Hajmi100.95 Kb.

Parrocchia di San Giuseppe

Chiesanuova di Voltana

La nostra storia 

dal 1721...

ai giorni nostri

San Giuseppe Patrono 

nella nicchia del presbiterio 

PREGHIERA

Ave, o Giuseppe,

uomo giusto,

sposo verginale di Maria,

e Padre davidico del Messia,

Tu sei benedetto fra gli uomini,

e benedetto è il Figlio di Dio 

che a Te fu affidato: Gesù.

San Giuseppe,

Patrono della Chiesa universale,

custodisci le nostre famiglie

nella pace e nella grazia divina,

e soccorrici nell’ora 

della nostra morte. Amen



(con approvazione ecclesiastica)

San Giuseppe di Chiesanuova di Voltana - Marzo 2010



Premessa

La Chiesa, è situata nel piccolo centro rurale di Voltana, frazione del

Comune di Lugo in Provincia di Ravenna, ed è dedicata a San

Giuseppe ma più comunemente conosciuta col nome attribuitogli dalla

popolazione del luogo come Chiesanuova data la novità della costru-

zione nel 1721.

La parrocchia si trova ai confini della Diocesi di Imola verso Ravenna,

posta in via Fiumazzo a 18 Km da Lugo e a 10 da Alfonsine. Giace

sulla riva destra del Fiume Santerno, fiume che dopo aver bagnato la

Citta di Imola, scorre attraverso la pianura padana, per molte terre e

valli confluendo nel Po d’Argenta (Po di Primaro).

Confina a levante con Alfonsine, a mezzogiorno con Fusignano e San

Bernardino, a ponente sia con San Bernardino e Lavezzola, a settentrio-

ne, mediante il fiume Reno con Filo e Longastrino.

Un tratto della Via Fiumazzo, che attraversa Voltana, era occupato,

prima della bonifiche, dal letto del fiume Santerno e proprio dove ora

sorge il paese, il fiume aveva un percorso tortuoso con numerose svol-

te, dando il nome a quella zona “Le Svoltane”, nome in seguito trasfor-

mato in Villa Voltana fino ad arrivare all’odierno nome di Voltana.

Fu Don Grisostomo Bondoli agli inizi del 1800 a promuovere il riem-

pimento dell’alveo del fiume abbandonato per farlo diventare via

Fiumazzo.

Nei primi anni del XVII secolo le acque del fiume Santerno vennero

fatte confluire nella valle di San Bernardino. 

Voltana fu edificata sul corso abbandonato del fiume e sulle sponde

demaniali dello stesso.

Il primo insediamento avvenne tra il 1713 e il 1717.

Dopo un secolo di dure bonifiche che videro cambiare il corso del

fiume Santerno, fu possibile avviare nella zona una fiorente agricoltu-

ra, consegnando hai “viandanti” di oggi il paesaggio caramente fami-

liare all’odierna popolazione.

4


5

Particolare della pianta raffigurante la zona 

dove è sita la Parrocchia di San Giuseppe

Cenni storici sulla costruzione della Chiesa

In origine questo territorio apparteneva alla Parrocchia di San

Bernardino in Selva, distante circa 12 Km. Questa distanza poneva in

evidenza la necessità di costruire, in quella località, una chiesa per ser-

vire meglio i fedeli, dato che per molti mesi dell’anno le terre erano

inondate al 50-60%, recando enorme difficoltà negli spostamenti da

San Bernardino.

Varie promesse, nel corso degli anni furono fatte a quelle popolazioni

dai conti Samaritani di Ravenna, dai Corelli e Spadazzi di Fusignano, i

più ricchi proprietari in quelle terre, promesse risultate poi vane.

Per realizzare tale opera occorreva un uomo di grande fede e determi-

nazione, questi fu Don Francesco Belletti, della Villa di San Lorenzo. 

Il 9 dicembre 1715, su un fondo di sua proprietà, fece porre dal parro-

co di San Bernardino, Don Marcantonio Faggioli, la prima pietra per

erigere la nuova chiesa. 

Il 20 giugno 1717, ultimata la chiesa, fu dedicata a San Giuseppe e

Benedetta da Mons. Camillo Spreti, Vescovo di Cervia. 

Le pratiche per far sì che la nuova Chiesa fosse dichiarata parrocchia

vennero iniziate subito da Don Belletti.

Il Cardinale Gozzadini si recò sul luogo, trattando con il parroco di San

Bernardino, Don Gianfrancesco Rondinelli, avvalendosi, per realizzare

il progetto, delle garanzie dei compatroni cioè il padre guardiano pro



tempore dei Conventuali di San Francesco di Lugo e il conte ferrarese

Ignazio Trotti e i suoi discendenti. 

Presentata la causa a Roma, sottoposta all’attenzione della Sacra

Congregazione, si ebbe ufficialmente il riconoscimento della parroc-

chia, con il decreto, qui sotto riportato, che deliberò lo smembramento

dell’unica parrocchia di San Bernardino, in due: 



Fieret dismembratio dummodo oratorium nuncupatum La Pianta

remaneret sub ecclesia matrici et jus praesentandi spectaret ad rev.

Belletti solutis annualis 7 corb. Triticieccl. Matrici

Decreto registrato dal cancelliere vescovile di Imola Giuseppe Avenali

il 7 ottobre 1721. 

6


Il 20 agosto, il cardinale Gozzadini si recò di nuovo a Voltana per lo

smembramento della parrocchia e diede mandato al sacerdote Don

Antonio Guerrini di San Lorenzo di redigere una pianta dei territori

interessati dallo smembramento. 

La pianta della parrocchia venne designata dall’Ing. Luigi Manzieri

nell’anno 1735 su commissione di Don Andrea Pasetti, Rettore della

Chiesa, in cui sono indicati gli Oratori della Marmana, dell’Arginino,

della Chiesa della Pianta, del Passo del Gatto e della Frascata, tutti allo-

ra nella Parrocchia di Voltana.

Il disegno della pianta è attualmente conservata nell’archivio parroc-

chiale.

7

Don Francesco Belletti 



Il primo parroco della natia comunità di Chiesanuova fu Don Francesco

Caravita (cappellano sin dal 1717) che ne prese possesso il 18 ottobre

1721.

A Don Belletti, il fondatore, ed ai suoi eredi rimase il giuspatronato*



della Chiesa di Voltana. 

Si deve al quarto rettore, Don Torelli, la targa ricordo dei primi rettori

della Parrocchia, a cui aggiunse questa inscrizione a lode di Don

Belletti:

J.M.J. A

EDEM HANC

D.O.M.

NEC NON SANTI



P

ATRIARCHAE

J

OSEPH


DICATAM EX INTEGRO EXCITAVIT

1717


SACRA VERO SUPELLECTILI

AC CENSU DOTATAM IN PAROECHIALEM ERIGENDAM CURAVIT

1721

A

DM



.R.

D

.



F

RANCISCUS

B

ELLETTI A



S. L

AURENTIO


.P

RO TANTO BENEFACTORE

D

EUM EXORATE



. P

AULUS


A

NTONIUS


T

ORRELLIUS

IV

HUIUS ECCLESIAE



RECTOR POSUIT

. A


NNO

D.

NI



MDCCLII K

AL

. S



EXTILIS

8

* Giuspatronato (jus patronatus) – era un diritto concesso su un altare di una



Chiesa ad una famiglia. Tecnicamente era il diritto di proteggere nel senso di

mantenere, e difatti veniva concesso a chi si faceva carico di dotare l’altare stes-

so, cioè donargli soldi e beni immobili dal quale l’altare (e soprattutto chi lo

gestiva) traeva rendite.

9

La pianta disegnata da Luigi Manzieri nel 1735

Struttura muraria esterna della Chiesa e del Campanile

La facciata si erge, a levante, vaga e maestosa sulla pianura. Misura

m.18 per 9 di lato, in fondo a sinistra il presbiterio e coro di circa m.10

per 4 e davanti una piazza ottocentesca antistante la Chiesa con una

serie di fittoni lungo il perimetro della stessa.

Molto probabilmente tale piazzale fatto costruire da Don Grisostomo

Bondoli segnava il punto non valicabile delle acque quando d’inverno

si allagava molto terreno.

Al lato sinistro della Chiesa, dove passava il Fiume Santerno, c’era il

traghetto (barca).

La Chiesa è dotata di una Torre Campanaria non di grande mole, ma di

buona architettura, arricchita da tre campane. Da ricordare che il tetto

non era a quattro spioventi, come è ora, ma a cipolla, per intendersi cioè

come quello di San Patrizio o Belricetto.

Fu un fulmine all’inizio del novecento a decretarne la trasformazione.

La campana grossa, venne fusa nel 1676 da Giacomo Landi di Imola,

si ipotizza proveniente dal Duomo di Faenza, in ricordo del Card. Carlo

Rossetti e dell’Arciprete Sebastiano Magnani, entrambi della Chiesa

Faentina.

La seconda fusa nel 1723 da Francesco Landi di Imola, si deve alla

munificenza del Compatrono Don Francesco Belletti, e presenta questa

iscrizione:

F

RANCISCUS



B

ELLETTUS PAROECH

. S. J

OSEPH RECTOR ET COMPATRONUS



F

.

F



. A.D. MDCCXXIII F

RANC


. L

AND


. I

MOL


. F

UND


.

La terza, fusa nel 1713, è opera sempre di Francesco Landi e riporta

questa epigrafe:

S. M


ARIA ORA PRO NOBIS

A

N



. MDCCXIII.

Queste antiche campane sono state prese per esigenze belliche e rifuse

“moderne” nel dopoguerra.

10


Dei vecchi bronzi rimane solo la campanella nel presbiterio con la sem-

plice scritta: 

O

PUS HEREDUM DE POLIS



Il 6 aprile del 1725, cinquanta giorni prima di morire, Don Belletti

scrisse il testamento lasciando alla Parrocchia dieci tornature di terra

poste di fronte alla Chiesa perché fosse celebrata la seconda messa

festiva, soprattutto a vantaggio della popolazione vicina ma inclusa

nelle Diocesi di Ravenna e Faenza, eredità molto probabilmente mai

goduta.


Il parroco Don Torelli registra nel 1745 l’innalzamento a sue spese del-

l’argine del fiume per difendersi dalle inondazioni. 

Nel corso del 1800 Carlo Ruina di Lugo, nonno di Don Stagni, dipinse

il soffitto e fece le decorazioni delle pareti con pitture stile impero di

buon effetto.

11


Arredo interno della Chiesa

Nel 1814 fu eretto il Battistero come risulta dal libro dei battesimi, aven-

do ottenuto tale diritto distaccandosi così da San Bernardino.

Nel promemoria della visita del Cardinale Bandi si ha la distinta delle

spese sostenute da Don Francesco Belletti, primo parroco, per la

costruzione e l’arredo che ammontano a 4000 scudi.

Anticamente, all’interno della Chiesa, erano posti tre altari. Dietro al

maggiore col quadro di San Giuseppe si legge l’epigrafe: 

A

ER

. J.C.R.B. 



CONSTRUIXIT

1827,


IN CORNU

E

VANGELII



Sotto all’altare della Madonna del Rosario, con relativa statua, vi è

posta un’icona con la sottostante iscrizione:

I

N HONOREM



B.V.M. 

A

R



OSARIO

: J


OANNES

C

HRISOSTOMI



B

ONDOLI


CURIO

,

ALTARE ORNAVIT A



.

D

. 1838



12

Veduta interna della chiesa

Sulla facciata sono riportate le icone relative ai Misteri del Rosario. 

L’altro intitolato a Sant’Antonio di Padova con una statua di legno non

di strabiliante fattura.

Alle pareti laterali interne della Chiesa sono posti dei dipinti raffiguran-

ti le icone della Via Crucis comprate dallo stesso Belletti a Bologna.

Nella Chiesa erano presenti tre sepolcreti, le cui lapidi di ingresso sono

state nascoste dall’odierno pavimento, fatto nel corpo della Chiesa nel

1965 circa con materiale di scarto. 

Davanti all’altare della Madonna c’era l’ingresso del sepolcreto della

Famiglia Bondoli-Pastorelli.

Davanti al presbiterio c’era l’ingresso della sepoltura dei Parroci.

Verso il fondo della Chiesa (entrata) molto probabilmente c’era l’in-

gresso del sepolcreto della Confraternita o del Santissimo Sacramento

o di San Giuseppe.

13

Gli affreschi dell’abside opera di Carlo Ruina


Alle pareti sono poste le lapidi di defunti sepolti nel piccolo cimitero

posto sulla destra della Chiesa o nel sotterraneo della stessa.

Dopo un centinaio di anni il cimitero venne trasferito nella sede in cui

si trova ai giorni nostri.

Alcuni defunti sono stati dei benefattori della Chiesa.

14

I



N HONOREM

B.V.M. 


A

R

OSARIO ALTARE ORNAVIT A



.

D

. 1838



Altare dedicato alla Madonna del Rosario

Nella facciata sono riportate le icone relative ai Misteri del Rosario

15

Altare dedicato a Sant’Antonio da Padova

Archivio Parrocchiale

L’archivio parrocchiale è in buono stato di conservazione e racchiude:

- Libro dei Matrimoni e Libro dei defunti fin dal 1721;

- Libro dei Battesimi fin dal 1814;

- Elenco dei Confratelli della Compagnia del Santissimo 

Sacramento;

- Libro Mastro Parrocchiale, che registra tanti avvenimenti e rap

presenta la vita semplice della gente;

- Appunti di diversi parroci.

Gli archivi parrocchiali generalmente sono poco apprezzati da chi ne tiene

la custodia, come pure dagli studiosi, mentre meriterebbero miglior sorte

e più vivo interesse per la loro singolare importanza.

Nell’archivio sono conservati degli opuscoli, denominati anche “libri-

ricordi” per le notizie che vi si trovano.

16

Lettera datata 11 agosto 1825

indirizzata a Don Crisostomo

Bondoli


Qui sono raccolte alcune informazioni relative a tempeste, inondazio-

ni, terremoti, comete, stelle cadenti ed altro.

Riteniamo opportuno citare di seguito alcuni esempi degli eventi acca-

duti, e in essi riportati, facendo notare la diversità di argomenti raccon-

tati:

Un’influenza micidiale risalente al periodo 1729-1730 che infierì e si

diffuse non solo a Voltana, ma anche nei luoghi limitrofi, provocò la

morte di moltissime persone.

L’apparizione di stelle comete nell’anno 1744 e precisamente il 3 gen-

naio e il 23 febbraio.

Nel corso dello stesso anno il 30 marzo è riportato l’evento di una

grande abbondanza di pesce.

Nel 1744, il 12 aprile si incominciò a Voltana una missione affidata ai

Padre Domenicani. Il 24 si tenne una processione di penitenza a cui

intervennero circa 3000 persone con tanto di fune al collo e corona di

spine in capo.

Il 3 maggio alla Benedizione Papale di Papa Benedetto XIV, concessa

a chi usufruiva della missione, presero parte circa 6000 fedeli.

La notte tra il 3 e 4 settembre 1814 si scatenò un gran vento e una

furiosa tempesta nelle valli di Filo e Longastrino, arrecando spavento

smisurato negli abitanti.

Nei suoi appunti il Rettore Don Antonio Barittoni riporta annotata una

frase che denota tutta la gravità del disastro: 

«La tempesta in dette valli uccise una grandissima, oltre ogni crede-

re, quantità d’uccelli di valle e furono raccolti carra e carra dei mede-

simi».

Nei verbali della visita del Vescovo Marelli, avvenuta nel 1739, sono

riportate queste ulteriori informazioni: «I Belletti hanno dotato la par-

rocchia di 16 tornature di terra nella località detta Viola senza alcun

obbligo, e di altre 10 nel fondo Voltana per la celebrazione della prima

messa».

17


La Chiesa è descritta come assai venusta, mentre la canonica è discreta.

Negli appunti di Don Torelli rileviamo i dati relativi alla popolazione

residente nella parrocchia: 160 famiglie con 800 abitanti. 

Nel 1828 il Visitatore pastorale impone ai Belletti il restauro, a proprie

spese, della Torre Campanaria entro un mese dalla firma del decreto in

data 29 agosto, pena la privazione del diritto di nomina.

Nel frattempo la Parrocchia di Voltana si espande includendo la costru-

zione di altri luoghi di preghiera, in questo modo sorge a circa 3 Km di

distanza dalla Chiesa, verso mezzogiorno, un elegante e spazioso

Oratorio detto l’Arginino, dedicato alla Vergine Assunta, già proprietà

dei conti Emaldi.

Un secondo oratorio dedicato a San Marco si trova a ponente della

Chiesa nei pressi della stazione, già proprietà Bondoli-Pastorelli, poi

del sig. Giovanni Giardini. 

Don Taglioni rende noto ai posteri la notevole espansione della popo-

lazione rispetto a quanto riportato dal suo predecessore Don Torelli,

annotando che nel 1891 le famiglie sono 403, con 2378 abitanti.

18


Elenco dei Rettori della Parrocchia

Qui sotto è riportato in ordine cronologico l’elenco dei Parroci che si

sono susseguiti a Chiesanuova:

1721 – 1725  Caravita Francesco di San Lorenzo  

1725 – 1729  Tallarini Carlo di Bagnacavallo

1730 – 1739  Pasetti Andrea di San Lorenzo

(morto il 15 dicembre)

1739 – 1759  Torelli Paolo Antonio di Faenza

1759 – 1767  Giampiccoli Francesco di Ravenna

1767 – 1798  Farini Gianantonio di Alfonsine

1798 – 1800  Retta da Cappellano

1800 – 1808  Toni Antonio di Solarolo

1809 – 1819  Barittoni Antonio di Fusignano

1819 – 1822  Tamborini Tommaso di Cotignola

1822 – 1869  Bondoli Giangrisostomo (unico parrocco di origi

ne voltananese, membro della cospicua Famiglia 

Bondoli-Ortolani)

1869 – 1871

Soldati Lorenzo di Lugo, retta da economo spirituale 

1871 – 1898  Taglioni Francesco di San Lorenzo (morto il 14 

aprile)

1898 – 1904



Bresadola Domenico di Castelbolognese

1905 – 1920

Andalò Sante di Mordano (morto l’8 aprile) unico 

parroco la cui sepoltura risulta essere nel cimitero

comunale di Chiesanuova

1920 – 1960

Stagni Giuseppe di Lugo

1960 – 1970

Giovanni de Sanctis di Bitonto

1971 – 1981

Albano Calamelli di Imola

1981 – 2001

Massimo Randi di Barbiano, ultimo Parroco residente

2001 – ...

Felice Marchi 

19


20

Santa Cresima a Chiesanuova di Voltana, 

amministrata dal Vescovo Mons. Benigno Carrara

e Prima Comunione con Don Giovannino nel 1966

Racconti e testimonianze dei Rettori degli ultimi 80 anni

Don Giuseppe Stagni

Domenica 23 ottobre 1921, in concomitanza con la celebrazione del

secondo centenario della sua fondazione, prendeva possesso della

Chiesa il nuovo parroco Don Giuseppe Stagni.

Il sacerdote troverà quella chiesa bisognosa di molti restauri e ripara-

zioni, troverà inoltre molte anime aliene alle pratiche religiose, perché

travolte in questi ultimi tempi in lotte di classe di fervente predicazio-

ne anarchica.

Gli giungono dai suoi superiori gli auguri più fervidi che possa riabbel-

lire la casa del Signore e trarre sulla buona via il gregge affidatogli.

21

Don Giuseppe Stagni, il terzo da destra, con al suo fianco 

il fratello Don Luigi con alcuni membri della famiglia Tazzari


Don Giovanni de Sanctis

Don Giovannino, come affettuosamente veniva chiamato dai parroc-

chiani, arrivò a Voltana nel 1960, ma c’è chi lo ricorda officiante in

Chiesa la notte di Natale del 1959. 

Proveniva dalla Parrocchia di Monte Mauro, che veniva in quegli anni

progressivamente spopolandosi.

Don Giuseppe Stagni, morto il 21 novembre 1960 a 81 anni, di cui gli

ultimi due anni della sua vita trascorsi al Santa Teresa a Ravenna, aveva

lasciato una canonica e una chiesa in condizioni precarie, come la trovò

Don Giovannino.

È da ricordare che partecipavano della missione di Don Giuseppe

anche il fratello Don Luigi Stagni e la preziosissima sorella Margherita,

perpetua ed anche catechista.

Si ricorda pure che nei moti insurrezionali del 1910, la Chiesa di San

Giuseppe non fu attaccata dai rivoltosi per rispetto alla serva (Marghe-

22

Don Giovannino celebra un matrimonio



il 20 settembre 1964

rita) provvidenzialmente ammalata. 

Al suo arrivo alcuni parrocchiani gli regalarono vestiario di prima

necessità e da parte sua si rimboccò le maniche facendo realizzare un

pozzo artesiano che serve tuttora la popolazione ed iniziò a rimettere in

sesto la Chiesa. 

Con l’aiuto di molti parrocchiani che contribuirono generosamente, ini-

ziò anche il rifacimento del pavimento e della volta del soffitto.

Forte del suo spirito di iniziativa, si dedicò subito ad organizzare atti-

vità pastorali come gli incontri serali, a quel tempo tenuti solo fra uomi-

ni, in cui si parlava di temi religiosi.

Ancora, tra le sue iniziative, la benedizione del primo maggio ai mezzi

di trasporto davanti al piazzale della Chiesa. 

Don Giovannino fu poi trasferito nel 1970 a Budrio ma nel ricordo dei

voltanesi resta davvero una persona speciale.

23

1° maggio 1966 - Festa di San Giuseppe lavoratore

Don Giovannino benedice le auto e i camion


Don Albano Calamelli

Il successore di Don Giovannino fu Don Albano.

Con grande affetto questi ricorda la sua permanenza a Chiesanuova

durata dieci anni dal 1971 al 1981.

Durante la sua permanenza ci fu la visita pastorale di Mons. Aldo

Gobbi nel 1972.

Don Albano si ricorda un episodio particolare accaduto attorno 

all’anno 1975 dove una sera, durante la Santa Messa crollò una parte

del tetto della Chiesa causata da infiltrazioni d’acqua.

Fortunatamente non vi furono feriti e dopo pochi giorni cominciarono

subito i lavori per la riparazione dello stesso.

24

1972, visita pastorale di Mons. Aldo Gobbi e



consacrazione del nuovo altare

Un’altra cara reminiscenza rammenta la Celebrazione del 50°

Anniversario di Matrimonio dei coniugi Pagani di Chiesanuova.

Ricorda con che rigore le Celebrazione delle Prime Comunioni avveni-

vano nel giorno di San Giuseppe.

Don Albano ricopriva anche l’incarico di cappellano nella nuova

Parrocchia di Voltana.

25

19 Marzo 1975 – Prima Comunione


Don Massimo Randi 

Ultimo parroco a Chiesanuova

Nel 1981 con l’arrivo di Don Massimo Randi comincia l’opera di

ristrutturazione della Chiesa, della canonica e la costruzione ex-novo

del “CIRCOLINO DELLA VALLE”.

Prima di tutto sembrava evidente partire con il tetto, il taglio laterale

per le infiltrazioni di umidità, il rifacimento dell’abitazione e il restau-

ro del campanile.

In seguito la ristrutturazione della Chiesa, iniziando dall’interno con la

decorazione delle pareti e del soffitto dove sotto gli ultimi strati di ver-

nice si sono trovati degli affreschi risalenti al 1800 del famoso Carlo

Ruina.

Con questa scoperta si è poi deciso di procedere al ripristino delle stes-



se decorazioni e riaperture delle nicchie con relative statue e reliquiari.

26

Ingresso di Don Massimo Randi nel giugno del 1981.



Da destra il maestro Salvagni, vice-sindaco per Voltana, Don Giovannino, 

Don Massimo e Don Albano (foto recentemente ritrovata nell’archivio)

In questi anni dal 1981 al 2001 sono nate molte iniziative a

Chiesanuova come la squadra di pallavolo “MACCABEUS” ancora

oggi esistente, il Centro estivo dove tantissimi ragazzi partecipavano.

Don Massimo reintrodusse la Festa di San Giuseppe (allora soppressa)

dove ogni anno prendevano parte numerosissime persone sia durante le

processioni del Santo Patrono fino al cimitero, ma anche al succulento

pranzo comunitario preparato dalle arzdore del luogo. 

Nella giornata della domenica si propose un gioco per famiglie “La

gara del coniglio”. Consisteva nel fare entrare in una delle cassette per

la frutta, poste in cerchio, un coniglio. I partecipanti al gioco radunati

in cerchio all’esterno del piccolo recinto di cassette, incitavano il coni-

glio a rifugiarsi in una di queste. Il possessore della casetta in questio-

ne si aggiudicava il coniglio stesso.

Il programma della festa includeva la serata dialettale con la polenta e

i suonatori, la famosa gara del “Beccaccino” e non dimentichiamo il

“Premio del Fondatore ” premio che voleva sottolineare che si promuo-

27

Scuola di “alianti”. Attività parrocchiale degli anni ‘80 per valorizzare 

l’abilità tecnica e la fantasia dei ragazzi; il progetto prototipo era il

“Pinguino” dell’ing. Cassiano Tabanelli di Lugo


veva il lavoro, la cultura, lo sviluppo integrale del nostro paese.

L’associazione del premio comprendeva un concerto in Chiesa.

Presente per l’intera durata della festa e funzionante una “Pesca di

Beneficienza” realizzata interamente con doni pervenuti con donazioni

dei parrocchiani.

Un’altra iniziativa introdotta da Don Massimo finalizzata al manteni-

mento della Chiesa e tuttora rimasta attiva, è la presenza durante la

Commemorazione dei Defunti di un banchetto presso il locale cimite-

ro con la vendita dei Cartelli votivi.

Non si può dimenticare il rifacimento, grazie all’impegno della Cassa

di Risparmio di Lugo, della piazza ottocentesca antistante la Chiesa col

recupero dei fittoni ancora esistenti avvenuta nel 1996 e la piastra poli-

valente per la pallavolo estiva.

28

Premio del Fondatore, 1a edizione 1983, attribuito alla memoria di 



Edmondo Baroncini fabbro imprenditore. Ritira il premio il figlio Serafino

Nello stesso periodo è stato realizzato e posto in opera il cancello in

ferro su disegno di Don Massimo Randi eseguito fedelmente dal fab-

bro Fernando Taroni.

Prima di concludere il suo mandato, ha dovuto affrontare anche un’al-

tra avversità atmosferica, un fulmine verso la fine del mese di agosto

del 1998 colpì il campanile provocando notevoli danni allo stesso e

anche a parte della canonica e della chiesa. 

29

Gruppo di parrocchiani con Don Massimo, Pasqua 2000



Don Felice Marchi

All’inizio del 2001 il Vescovo Mons. Giuseppe Fabiani trasferisce Don

Massimo Randi alla Parrocchia di Sasso Morelli e Giardino e nomina

amministratore parrocchiale di Chiesanuova, Don Felice Marchi

Parroco di Voltana.

Il nuovo responsabile affida la gestione dei beni a un gruppo di perso-

ne che dimostrano particolare zelo e premura per gli ambienti e la

pastorale parrocchiale di Chiesanuova.

Don Felice è molto soddisfatto della collaborazione con questo gruppo,

perché attualizza l’orientamento che avanza nella Chiesa: coinvolgere

sempre più i laici nella pastorale parrocchiale.

Il comitato di gestione “San Giuseppe” con l’aiuto della “Fondazione

di Banca di Romagna” e l’aiuto di benefattori e dell’intera comunità ne

stanno mantenendo il decoro con alcune opere di ristrutturazione.

30

Santa Cresima impartita da Mons. Tommaso Ghirelli; a fianco Don Felice


Prima fra queste il restauro

del Fonte Battesimale e

dell’Altare della Madonna.

In seguito il restauro della

porta d’ingresso della Chie-

sa, il tetto della canonica ed

infine lavori di riparazioni

varie al “Circolino”.

-

La Meridiana è stata realiz-



zata da Don Massimo

Randi nel 1996 a conclusio-

ne dei lavori di restauro

della facciata della canoni-

ca in ricordo di Don Fran-

cesco Belletti Fondatore

della Parrocchia nel lontano

1721.


31

M

ANE NOBISCUM



,

QUONIAM AD

VESPERASCIT

,

ET INCLINATA EST



IAM DIES

.

Lc.24,29



Eretto nel 1814 e restaurato dal

pittore Giulio Galassi di

Bagnacavallo nel 2002.

La parte sottostante, tavolo ot-

tagonale con borchie in bronzo, è

attualmente nel Museo Vescovile

32

1965

Programma Festa di San

Giuseppe al tempo di

Don Giovannino

Si ricordano il nuovo

pavimento e la tinteggia-

tura dei banchi

Gruppo di catechismo

nei primi anni ‘80.

Aprono la fila, a sinistra,

i fratelli Bernagozzi e

chiude la fila, ultimo a

destra, Oscar Paolucci

33

1992

Programma Festa di San

Giuseppe

19 marzo, 

festa Patronale. 

Uscita della processione

con la statua di San

Giuseppe

34

1986, gruppo di

“Indiani” durante il

Centro estivo in

vacanza a Piedimonte

1991, la locandina

del 1° Centro estivo 

35

1998, serata al

“Circolino” con le

note bariste

Gruppo di pellegrini dalla Scuola Media di Voltana 

alla chiesa di San Giuseppe a ringraziare per l’anno scolastico

Claudio Chieffo

alla Festa di

San Giuseppe

nel concerto in

chiesa

36

In occasione della festa del patrono nel-

l’anno 2009 è stato posto sul portale d’in-

gresso un mosaico raffigurante “San

Giuseppe con bimbo” realizzato da

Elisabetta Argnani con la collaborazione

del fabbro della Parrocchia, Fernando

Taroni, per la struttura in ferro.



A sin. San Francesco di Paola con reliquia di Santa Barbara martire; 

a ds. San Vincenzo Ferreri con reliquia di Santa Costanza v.m., dopo il restauro

37

Attualmente si è dato inizio al restauro dei banchi della Chiesa.

Sotto allo strato di vernice, i restauratori Simonetta Zannoni e Stefano

Foschini, hanno rinvenuto le decorazioni originali e i nomi delle fami-

glie che avevano effettuato la donazione per la realizzazione degli stes-

si, seguendo come traccia le fotografie rinvenute nell’archivio parroc-

chiale degli anni sessanta.

I banchi della Chiesa nel 1960


38

Il sostentamento della Parrocchia avviene tramite l’introito ricavato

dagli incassi delle Messe Domenicali in ricordo ai defunti dei parroc-

chiani e benefattori.

Il Comitato di Gestione per integrare e affrontare nel modo più tran-

quillo e sicuro le spese da sostenere, organizza pranzi e feste varie pres-

so il “Circolino” anche per proseguire lo spirito di evangelizzazione

iniziato tempo addietro e chiede che quanti sono sensibili alla vita della

Parrocchia si aggiungano per i vari servizi.

Il Comitato ringrazia di cuore tutti coloro che già hanno collaborato.

Sportello originario della chiesa settecentesca per la custodia delle reliquie.

Trovato nella legnania nel 1983, dipinto di grigio, nel restauro parziale ha rive-

lato la prima iscrizione esistente di VOLTANA. Ritrovata la nicchia originale,

oggi fa bella mostra di sè al lato nord del presbiterio.

In copertina: sul fronte, la Chiesa di San Giuseppe (Chiesa Nuova di Voltana),

costruita nel 1715 e riconosciuta come Parrocchia nel 1721;

nel retro, la cartina del territorio disegnata da Luigi Manzieri nel 1745


La documentazione storica è tratta dal volume: Le Chiese della Diocesi

di Imola di P. S

ERAFINO


G

ADDONI


O.F.M.

La parte relativa a Don Giovanni De Sanctis è tratta dal volume:



Don Giovannino, un sorriso per tutti di G

IUSEPPE


T

ONI


Alcune fotografie e illustrazioni sono tratte dal volume: Voltana – Una

Comunità particolare di A

TOS


B

ILLI


RINGRAZIAMENTI:

Fondazione Banca di Romagna

Diocesi di Imola

Don Massimo Randi 

per il suo operato nell’ambito parrocchiale

Don Felice Marchi

Comitato di Gestione “San Giuseppe”

a tutti i parrocchiani per testimonianze, 

racconti ed immagini fotografiche

a tutti un grazie di cuore

39

© 2010 Gabriele Angelini Photo Editore

Via F. Orsini, 11 - 40026 Imola (BO) Tel./ Fax 0542-28711 



E-mail: info@angelinieditore.it 

Proprietà artistica e letteraria riservata.

Ogni riproduzione di immagini e testi, anche parziale, è vietata.


Download 100.95 Kb.

Do'stlaringiz bilan baham:




Ma'lumotlar bazasi mualliflik huquqi bilan himoyalangan ©fayllar.org 2020
ma'muriyatiga murojaat qiling