Parrocchia s. Antonio di padova


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REGIONE MOLISE 

 

 



COMUNE DI SANTA CROCE DI MAGLIANO 

Provincia di Campobasso 

 

 

 

                                    

 

PARROCCHIA S. ANTONIO DI PADOVA 

Diocesi di Termoli – Larino 

 

CONSOLIDAMENTO CHIESA DI S. ANTONIO DI PADOVA 



 

Piano straordinario 2008 degli edifici di culto  danneggiati dalla crisi sismica iniziata il 31.10.2002 – Decreto  CD. n°243/2008 

 

REGIONE MOLISE 

EDIFICI DI CULTO FINANZIATI NEL PIANO STRAORDINARIO DEL 2008 

DECRETO DELLA PRESIDENZA DELLA REGIONE MOLISE COMMISSARIO DELEGATO n°243/2008  

IMPORTO DEL FINANZIAMENTO € 300’000,000 

PARROCCHIA S. ANTONIO DI PADOVA – SANTA CROCE DI MAGLIANO 

DIOCESI DI TERMOLI LARINO 

 

CONSOLIDAMENTO CHIESA DI S. ANTONIO DI PADOVA 

 

PROGETTO: 

 



Arch. Vincenzo Mascia con studio in Santa Croce di Magliano (CB) in Via Casale n°3 

 



Prof. Ing. Pietro Croce con studio in Ghezzano (PI) in Via Carducci n°49 

 

DIREZIONE LAVORI: 

 



Arch. Vincenzo Mascia con studio in Santa Croce di Magliano (CB) in Via Casale n°3 

 



Ing. Roberto Di Cesare con studio in Mirabello Sannitico in Viale Padre Pio n°33 

 

ALTA SORVEGLIANZA: 

 



Arch. Claudio Civerra, funzionario Soprintendenza BAP-PSAD del Molise 

 

COLLAUDATORE STATICO: 

 



Ing. Marco Chiaverini con studio in Venafro (IS) in Via Colonia Giulia 128 

 

COLLAUDATORE TECNICO AMMINISTRATIVO: 

 



Ing. Nicola Selvaggio con studio in Campobasso in Via Manzoni 273, funzionario regionale Direzione Gen. IV 

 

GEOLOGO:  

 



Geol. Gaetano Di Stefano con studio in Santa Croce di Magliano in Via della Chiesa n°2 

 

IMPRESA ESECUTRICE: 

 



De Maioribus Vincenzo con sede in Santa Croce di Magliano, in via XX Settembre n°67 

 

RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: 

 



 ing. Enzo Palermo 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

INQUADRAMENTO TERRITORIALE 

 

Santa Croce di Magliano sorge a m. 608 s.l.m. lungo un tratto di crinale, delimitato a valle dal fiume Fortore e dai torrenti 

Tona e Santa Croce. Il territorio è prevalentemente collinare ed è caratterizzato da morbidi rilievi a ovest, e da una vasta 

pianura a est. Il rinvenimento di manufatti archeologici di età protostorica, preistorica e romana nel territorio circostante 

l’attuale paese suggeriscono la presenza di insediamenti umani già in età antica, con continuità di soluzione fino alla 

metà del 1700. 

Tuttavia, le prime notizie certe sull’origine del paese risalgono all’epoca medievale; in una Bolla del vescovo di Larino 

Stefano del 1240, in cui vengono concesse le chiese di San Bartolomeo e di San Vito in favore del Monastero di 

Casamari, si fa menzione di un luogo chiamato Casale di S. Croce, come facente parte della terra di Magliano: all’entrata 

del paese giungendo da Rotello sono ancora visibili le mura e la Torre che, ancora oggi, conserva il significativo 

toponomo di Magliano.  

Il susseguirsi di eventi calamitosi a partire dal XV secolo hanno favorito il processo di spopolamento dei vari casali che 

dipendevano dalla terra di Magliano, ad eccezione del casale di Santa Croce che, al contrario, è sopravvissuto e si è 

sviluppato anche grazie all’arrivo di comunità albanesi e di epiroti a partire dal XV secolo.  

Per diversi secoli le colonie albanesi hanno convissuto con le popolazioni autoctone seppure, entrambe, hanno 

mantenuto salda la propria identità e le proprie credenze religiose tanto che il paese è stato diviso in due zone: la parte 

orientale è stata occupata dagli albanesi, quella occidentale dai cosiddetti “Latini”. 

Di conseguenza, l’antica chiesa di Santa Croce ubicata sul lato orientale venne denominata Greca, in quanto vi si 

svolgeva il rito greco-ortodosso, mentre la chiesa di S. Antonio, in cui si svolgeva il rito latino, venne detta Latina. 

Nella chiesa Greca risiedeva l’Arciprete che governava tutto il paese, tant’è che, il paese medesimo, ha mantenuto 

l’appellativo di Santa Croce “dei Greci” almeno fino al 1727, ovvero quando il vescovo di Larino Mons. Giovanni Andrea 

Tria ha soppresso il rito greco, l’Arcipretura ed il Rettorato ed ha eretto una sola Arcipretura di rito latino nella chiesa di 

S. Antonio da Padova. 

Anche Santa Croce di Magliano è stata per secoli oggetto di contesa tra i vari signori feudali che si sono avvicendati per 

lunghi periodi di tempo, tra cui i Caldora, i Ceva Grimaldi e i Lante della Rovere che sono stati anche gli ultimi titolari. 

Fino al 1811, è stata pertinenza della Capitanata, per poi far parte della Provincia del Molise. 

 

 

                



 

ANALISI STORICO - CRITICA  

 

La chiesa di S. Antonio di Padova  è posta a ovest del nucleo originario di S. Croce.  

Fu edificata nel 16O7, e nel 1632, essendo cresciuto il numero dei latini, fu eretta in “Parrocchiale Economale” da mons. 

Vescovo Caracci, per preghiera di Don Bartolomeo Ceva Grimaldi  Duca di Telese e signore di S. Croce. 

Questi assegnò per dote alla chiesa: quaranta tomoli di grano sui territori burgensatici di S.Vito: una casa situata davanti 

alla Chiesa: una vigna in località Fontana e un censo (reddito) di 25 ducati annui derivanti da case e vigne.  

In cambio ebbe il diritto di Jus Patronato, cioè il privilegio di presentare al vescovo di Larino i candidati per le cariche di 

Canonico e di Curato; inoltre poteva nominare il Quartalano (procuratore) della Chiesa. Estintosi il rito greco, mons. Tria  

nel 1727 soppresse l’Arcipretura Greca ed eresse la Chiesa latina in Arcipretura(1). 

In origine la Chiesa era a tre navate, di 70 palmi (m.17,5) di lunghezza e 40 (m.10) di larghezza (2). Nel 1732 fu ampliata 

e ristrutturata con una sola navata lunga 10 palmi (m. 26) e larga 40 (m.10 ) di stile toscano, ben illuminata dalle finestre 

disposte lungo i muri laterali, abbellita di stucchi, con un pavimento di lastre di marmo bianche e nere, collocate a 

scacchiera, e un bell’organo posto sopra il coro. Ad est della navata è situata la sacrestia formata da una grande 

cappella e dalla canonica. 

Nel 1850 fu costruita una navata più piccola ad ovest di quella grande, illuminata solo da una finestra sulla porta 

d’ingresso e dagli archi di comunicazione.  

L’altare maggiore, sormontato da un maestoso presbiterio fu dedicato al Santissimo Sacramento, in marmo simile agli 

altri della Diocesi. Gli altari minori in stucco, distribuiti in cappelle, furono intitolati a S. Antonio da Padova, alla Madonna 

del Carmine, a S.Maria delle Grazie, al SS. Rosario, alla Madonna dell’Assunzione il cui quadro, si diceva, era quello 

trasportato dalla Chiesa di S. Maria di Magliano, allorché fu distrutta nel  1609. Negli atti della sua visita pastorale del 

1663-64 Mons. Apicella fa una descrizione della chiesa “A lato del Vangelo dell’altare maggiore vi è l’altare di S. Maria di 

Magliano con la statua in nicchia con cornici dorate. Manca la sacrestia, vi è l’ingresso al coro. Il campanile ha tre 

campane”. 

Le sacre reliquie venerate erano conservate in tre reliquiari: uno a forma di sfera con il cristallo avanti e due a forma di 

piramide. 

La facciata ha una distribuzione asimmetrica e non equilibrata dovuta alle continue trasformazioni dell’organismo 

architettonico e alle diverse fasi costruttive. 

La originari chiesa seicentesca era a tre navate, poi nel 1732 fu riedificata ad un’unica nave con copertura a botte e 

lunettata.  

Il portone è decentrato e il campanile a filo di muro, addossato alla navata unica, è avanzato rispetto alla navata laterale. 

La navata laterale aggiunta posteriormente è arretrata proprio per la presenza del campanile e quindi è più corta della 

navata centrale e con un secondo ingresso alla Chiesa.  

La facciata presenta due paraste che inquadrano il portale principale e la semplice finestra ellittica sovrastante, divisi da 

una cornice. Il progetto termina con una cornice orizzontale.  

La cortina muraria copre la visione della copertura che è a capanna.  

Il campanile ha subito notevoli trasformazioni perdendo le caratteristiche stilistiche settecentesche; si presenta 

quadripartito da una semplice cornice a cordolo, con ultimo piano con monofore e copertura piramidale. Nel 1962/63 la 

torre campanaria a partire dal secondo ordine è stata demolita e riedificata in muratura ordinaria di pietrame e malta 

cementizia. 

Il prospetto si presenta intonacato e tinteggiato. Salendo il sagrato si apre il bel portale architravato settecentesco in 

pietra calcarea, ben rifinito. La cornice, a tratti sfalsata, dai piedritti gira sull’architrave dove al centro è collocata una 

scultura in pietra raffigurante una conchiglia. Sopra l’architrave si individua una cornice e su di essa due volute in pietra 

(originali) che continuano con un andamento curvilineo in malta cementizia (aggiunta recentemente); al centro una lastra 

in pietra con sopra scolpito a rilievo una croce.  

1 G.MASCIOTTA, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cava dei Tirreni (SA)1952,pag 309. 

2 G.A.TRIA,Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, Roma 1744,pag 560-565 



palmi 40 (circa 10,55m)

N

palmi 104 (circa



 27,4

2

m)



palm

i 7


0

 (ci


rc

a 18,46m


)

edificato nel 1850

1827

costruito nel 1915



fine '800 inizi '900

esistente già a fine '800

esistente già a fine '800, recentemene ristrutturato

 periodo di costruzione 1732 - 1745

esistente già nel 1755

completato dopo il 1832

Cronologia dell'edificato

impianto della vecchia chiesa seicentesca



 

 

INDIVIDUAZIONE DELLE EPOCHE DI COSTRUZIONE 

 

 

 

 

 

 

Descrizione del complesso edilizio 

La chiesa è ubicata nel centro urbano di Santa Croce di Magliano, all’interno del primo nucleo storico, anticamente 

definito da quattro torri. E’ collegata a monte ad una schiera edilizia a destinazione abitativa ed è, pertanto, inserita in un 

comparto edilizio, definito a sud da Largo della Chiesa, ad ovest da Via Genio, ad est da Vico 2° Chiesa Quartetto e da 

Vico 1° Chiesa Quartetto, a nord da Via XX Settembre.  

Il corpo di fabbrica della chiesa si può inscrivere in un rettangolo di massimo ingombro di dimensioni di m. 38.50x30.00, 

con altezza massima sul colmo del tetto della navata principale di m. 16,00.  

La chiesa è formata da una navata principale ed una navata minore, posta sul lato sinistro, entrambe suddivise in quattro 

campate, un transetto, con la parte centrale occupata dal presbiterio. Posteriormente al presbiterio si sviluppa il coro, 

collegato ai locali della sagrestia, posti alla destra del coro stesso. 

Sono annessi e collegati alla chiesa alcuni locali parrocchiali di cui una parte destinati a centro sociale, posti sulla parte 

destra e recentemente ristrutturati. 

Le strutture portanti verticali sono costituite da muratura di pietrame sbozzato a doppio paramento, di spessore variabile, 

tranne che per il locale parrocchiale a valle distrutto dal terremoto e ricostruito nell’anno 2003 in muratura di tipo Poroton 

adatta  all’impiego in zona sismica.  

La navata principale è coperta con volte di mattoni in foglio con schema geometrico a botte con lunette, impostate sugli 

archi trionfali e sulle pareti laterali. La navata minore è coperta anch’essa con volte di mattoni in foglio, con schema a 

vela, impostate ad una quota inferiore rispetto alla navata principale. La parte centrale del transetto è coperto con una 

volta di mattoni in foglio, con schema a cupola ellittica, le porzioni laterali sono con schema a botte con lunette. Il coro ed 

i locali della sagrestia, sono coperti con volte a botte con lunette, sempre costruiti con mattoni in foglio. I locali 

parrocchiali annessi, e recentemente ristrutturati hanno solai in latero cemento poggianti su cordoli in c.a. 

La copertura della parte centrale della chiesa è costituita da un tetto a doppia falda, con pendenza del 30%, con manto 

di tegole in terracotta, poggianti su pannelli metallici coibentati, agganciati su capriate in acciaio. La parti laterali della 

chiesa sono coperti con tetto a falda unica, con struttura metallica. Le porzioni recentemente ristrutturate, per la parte 

destinata a centro sociale, hanno la struttura di copertura in latero cemento poggiante su cordoli in c.a., mentre i locali 

parrocchiali hanno la struttura di copertura formata da capriate in acciaio, arcarecci con profilati a omega e pannelli 

metallici coibentati. 

La facciata principale e le facciate dei locali parrocchiali annessi,  sono intonacate e tinteggiate. Le altre facciate hanno 

la muratura in pietra lasciata a vista. 

I soffitti e le pareti interne sono intonacate e tinteggiate. 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SITUAZIONE ANTE OPERA 

Documentazione fotografica dei prospetti 

 

 

 

 

 

Prospetto frontale 

Prospetto posteriore 

 

 

 

 

 

 

Prospetto laterale sx 

Prospetto laterale dx 

 

 

 

 

 

 

Vista portale 

Vista Campanile 

 

 

 

 

 

Dettaglio angolo dx 

Dettaglio angolo sx 

 

DISEGNI DI RILIEVO 

S. Antonio

Piano superiore della casa parrocchiale

N

na



va

ta

 m



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g

io



re

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va



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 minor


e

presbiterio

coro

cappella 



transetto

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16

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3

4

5'



5'

1

2



18

19

20



20

19

18



1

2

4



3

 

Pianta Piano Terra 



(b)

Prospetto Frontale 



(a)

Prospetto Posteriore 

(c)

(a)


Prospetto Laterale Sinistro 

(d)

Prospetto Laterale Destro 

(b)

Sezione 1-1 



 

 

 



                                                  Sezione 5-5                                                          Sezione 5’-5’ 

(c)


(a)

(b)


Sezione 7-7 

 

 



Sezione 9-9 

Sezione 10-10 

 

 

 



PROGETTO 

 

GENERALITA’ 

Il progetto di intervento riguarda la struttura della torre campanaria della chiesa di Sant’Antonio di Padova sita nel 

comune di Santa Croce di Magliano (CB).  

La torre a seguito agli eventi sismici del 31 ottobre e del 1 novembre 2002 è stata danneggiata, riportando lesioni 

evidenti nelle murature portanti, come evidenziato nelle carte del danno. 

L’intervento concepito seguendo criteri di reversibilità ed economicità mira al ripristino della funzionalità del campanile ed 

al miglioramento sismico, compatibilmente all’esigenza di conservare il valore storico del bene e nel rispetto della regola 

dell’arte. Con l’intervento in progetto il livello di sicurezza raggiunto nei confronti dell’azione sismica rispetta l’obiettivo di 

sicurezza indicato nel Decreto Commissario Delegato (Presidente Giunta Regione Molise) n.35 del 6.04.2005, risultando 

superiore al 65%. 

 

OPERE PREVISTE NEL PROGETTO: 

CONSOLIDAMENTO CAMPANILE 

Il consolidamento del campanile prevede la demolizione della pesante copertura in c.a. e della scala e la realizzazione di 

una struttura metallica interna in acciaio, adeguatamente collegata alla muratura esterna, portante la scala e i ballatoi. La 

struttura della copertura sarà anch’essa metallica al fine di contenerne la massa. Questo intervento, oltre a garantire la 

necessaria sicurezza statica, consentirà anche di migliorare l’accessibilità alla struttura, rendendo coerente lo sviluppo 

della scala interna. La guglia del campanile sarà rivestita con lastre in rame patinate in verde rame. 

 

CONSOLIDAMENTO DI FONDAZIONE 



Questo intervento localizzato all’esterno in corrispondenza della facciata principale e del campanile prevede la 

realizzazione di un cordolo esterno in c.a., collegato all’esistente fondazione in muratura mediante perfori armati. La 

reversibilità dell'intervento è garantita dalla interposizione di un fascia metallica tra il cordolo in c.a. e la fondazione 

esistente. Scopo dell’intervento è essenzialmente quello di costituire un presidio contro eventuali cedimenti differenziali. 

 

REGIMAZIONE DELLE ACQUE DELLA PARETE NORD, OVEST ED EST:  



Questo intervento ha uno scopo duplice. Esso, infatti, da un lato si propone di risanare le pareti dal punto di vista 

igienico, eliminando le infiltrazioni d’acqua, dall’altro tende ad evitare eventuali cedimenti causati dal dilavamento delle 

parti fini del terreno di fondazione. Per il definitivo risanamento interno dalla umidità di risalita sarà installato all’interno 

della chiesa un dispositivo tipo AQUAPOL. 

 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



OPERE PREVISTE IN VARIANTE: 

La variante venne redatta rispettando le prescrizioni impartite dalla commissione sismica ed evidenziate 

nell’autorizzazione n. 12/2009 del 16/12/2009. 

Rispettando l’ordine delle stesse prescrizioni si ha: 

In primo luogo si è provveduto come richiesto all’allontanamento delle acque meteoriche mediante opportuno drenaggio 

È stato approfondito come richiesto lo studio delle fondazioni mediante sondaggi a cura della ditta Di Geo srl con sede in 

Ferrazzano(CB), e gli esiti di tali indagini vengono riportati nella allegata relazione. I saggi hanno evidenziato la presenza 

di un considerevole allargamento della fondazione rispetto alla sovrastante muratura del campanile. L’allargamento è di 

ben 80 cm rispetto alla muratura del paramento sovrastante. Inoltre lo scavo di indagine è stato spinto fino ad una 

profondità di -190cm dal piano campagna e qui si ci è fermati per motivi di sicurezza e a questa quota le fondazioni del 

campanile sono ancora presenti. Il terreno risulta inoltre compatto e asciutto e costituito da una arenaria piuttosto 

consolidata. Pertanto le condizioni sicuramente più favorevoli rispetto a quelle preventivate in fase di progettazione, 

confermano le perplessità del gruppo tecnico per le autorizzazioni sismiche e giustificano l’assenza di manifesti 

cedimenti fondali. Pertanto le successive verifiche numeriche condotte, evidenziate nella relazione geotecnica e delle 

fondazioni appositamente dedicata, evidenziano la mancanza di necessità ad intervenire sulle fondazioni mediante un 

allargamento delle stesse con cordolo ammorsato in cls armato. 

In terzo luogo, invece del traliccio in acciaio previsto in progetto si prevede la realizzazione di cerchiature interne 

orizzontali, opportunamente ancorate alle murature con perfori di lunghezza paria 2/3 dello spessore. A rendere più 

efficaci detti orizzontamenti si è provveduto alla realizzazione di solai in ferro con orso grill in corrispondenza di dette 

cerchiature e all’inserimento di catene con capo chiave.  

Per rendere compatibile l’intervento di cerchiaggio interno, con la forma irregolare dello scatolare interno del campanile 

si è provveduto a rendere complanare la muratura del paramento interno. Il risultato è stato conseguito  mediante 

scarnitura profonda della malta ammalorata presente tra i conci lapidei, la rasatura con materiale del tipo Mapei Planitop 

HDM restauro o similare, l’applicazione di rete in fibra di vetro del tipo Mapei Mapegrid G220 o similare fissata alla 

muratura mediante fiocchi in fibra di vetro, la sovrastante rasatura con materiale tipo Mapei Planitop HDM Restauro o 

similare. Tale intervento ha inoltre  il pregio di aumentare le caratteristiche a taglio della muratura rendendola prossima

 



quella del paramento esterno in pietra squadrata senza aumentare la rigidezza (tale dato emerge dagli studi sperimentali 



effettuati presso l’università Federico II di Napoli dai quali emerge un aumento fino al 230% della capacità a taglio della 

muratura). 

Infine si è provveduto come richiesto alla realizzazione di una efficace collegamento della cuspide in acciaio alla 

sottostante muratura mediante travi ad L che fissate alle pareti del tamburo proseguono fino al cordolo sottostante.  

Proprio in merito alla cuspide è da evidenziare che durante lo svolgimento dei lavori è stata fornita una documentazione 

fotografica che mostra come la cuspide fosse stata già in passato realizzata in acciaio, con forma differente rispetto alla 

attuale, e che solo a seguito di un crollo fosse stata ricostruita con l’attuale forma in cls e muratura. Pertanto per 

rispettare il volere della Soprintendenza che a seguito di tali informazioni ha richiesto la ricostruzione della cuspide così 

come era prima di detto crollo, è stata cambiata la forma secondo quanto evidenziato negli elaborati di progetto, pur 

mantenendo il materiale previsto nel progetto approvato, vale a dire l’acciaio e la lamiera zincata, sicuramente materiali 

più leggeri dell’attuale cordolo massiccio in cls armato e sovrastante piramide in muratura e cls.  

In ogni caso tutti gli interventi di progetto mirano, a partire dalla diagnosi di vulnerabilità e del dissesto, alla riparazione 

funzionale ed al miglioramento sismico della torre campanaria, compatibilmente all’esigenza di conservare il valore 

storico del bene e della regola dell’arte, preservando l’originaria concezione statica della struttura. 

In base alle analisi effettuate, al rilievo del danneggiamento, si è studiato un quadro di interventi volto essenzialmente a 

riparare il danno subito, aumentare la resistenza e la duttilità delle pareti senza modificare la rigidezza della struttura, il 

tutto per consentire alla torre campanaria di raggiungere il livello di sicurezza,nei confronti della azione sismica, pari al 

65% di quella necessaria per conseguire il completo adeguamento. 

Gli interventi sono stati concepiti perseguendo criteri di reversibilità ed economicità. 

 

 



IMMAGINI DELLA VECCHIA CUSPIDE 

 

 

 



  

 

 



DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA DEI LAVORI 

 

  

  

    

 

     

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 



 

 

                   

                

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 

 



 

 

 



 

 

 

 



 

 

 



 

 

  

  



 

 

 



 

 


 

 

 



 

 

 



 

 

 

 



 

 

 



 

                 

 

 



 

 

 



 

 

 

 



  

 

 



 

  

 

 



 

 

                   



 

 

 



 

 

 



 

                   

 

 


                   

 

 



 

 

                   



 

 

 



 

 

 



 

 

                   

 

                  



 

                 

 

       


 

 

 



 

                                              

 

                             



 

       


 

 

 



 

 

             



 

 

 



 


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