Studio di architettura


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PARERI OBBLIGATORI

timbro uffici competenza:

SPAZIO RISERVATO ALL'UFFICIO

Arch. Tempesta Giuseppe

(CAPOGRUPPO)

Ing. Tili Felice

Arch. Faraone Mattia

STUDIO DI ARCHITETTURA

Via Madonna della Croce, snc

67045 Lucoli (AQ) ITALY

tel:0862028352  fax:08621960774   cell:3473757867

T E M P E S T A   G I U S E P P E



Scala

Data Emissione

Approvato

Cod. Inc.

File

Verificato

Rev. n.

Nota di revisione

Data

Redatto

Prima Emissione

Piano di Ricostruzione del Comune di

Cagnano Amiterno

Area Omogenea n. 2



( DECRETO n.3/2010  Commissario per la Ricostruzione STM )

00

ABRUZZO


REGIONE

YES! Engineering

via Roma, 27 - 06034 Foligno  (PG)

 tel. 0742 677379 -  fax 0742 393111

info@yes-engineering.it -

www.yes-engineering.it

COMUNE DI CAGNANO AMITERNO

PROGETTISTI:



ATP "CANIANUS"

ARCHITETTO

Mattia Faraone

Poggio Picenze AQ

Tel. 3289125624

TIMBRO E FIRMA

TIMBRO E FIRMA

TIMBRO E FIRMA

TIMBRO E FIRMA

06.02.2015

Pt 111

FARAONE


TEMPESTA

ATP "CANIANUS"

TIMBRO E FIRMA

OSSERVAZIONI

RELAZIONE TECNICA

ELABORATI  GRAFICI

A2

COMMITTENTE:



Amministrazione Comunale di

Cagnano Amiterno

Il responsabile del procedimento

RUP ING. ANDREA DE SIMONE Ph.D.

Organo di supporto al R.U.P.

ING. LUCA PANTANELLA



Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Indicazioni sui materiali, sulle tecniche e sulle tecnologie costruttive;

 

Indicazioni sui materiali, sulle tecniche e sulle tecnologie costruttive 

 

Il tessuto edilizio si presenta composto da edifici sia in muratura, che in c.a., tutti con 



altezza generalmente non superiore ai tre piani f.t. ed il processo di sostituzione edilizia, 

causato dalla elevata sismicità e frequenza degli eventi, ha comportato una diffusa 

disomogeneità degli aggregati edilizi, con conseguenze spesso non positive per le 

vecchie costruzioni in muratura laddove contigue a più recenti in c.a. 

I centri storici di Cagnano Amiterno, dopo la ricostruzione settecentesca e gli eventi 

sismici minori che si sono susseguiti fino ad oggi, con particolare riferimento al sisma del 

1950 che provocò danni anche maggiori rispetto all’ultimo dell’aprile 2009, aveva 

conservato diffuse testimonianze di edilizia storica, non di particolare pregio, ma 

caratteristiche dei luoghi; edifici in pietrame, con solai e tetti in legno, piattabande e stipiti 

in pietra, tipologicamente molto semplici e povere sotto l’aspetto architettonico, ma 

certamente dignitose e caratterizzanti il contesto edilizio. 

Con esclusione di qualche edificio storico recuperato prima del 2009, l’ultimo sisma ha 

definitivamente compromesso le possibilità di conservazione delle poche testimonianze 

ancora esistenti del vecchio tessuto, soprattutto a causa delle pessime condizioni di 

conservazione di molti antichi manufatti ormai dismessi, abbandonati o al più utilizzati 

come depositi, non risultando più idonei come residenze non solo sotto l’aspetto igienico, 

tipologico e funzionale, ma, soprattutto, strutturale. 

Anche i costi particolarmente elevati del recupero tipologico, risultando questo molto più 

oneroso della semplice sostituzione, in assenza di obblighi specifici di conservazione dei 

manufatti storici in quanto non vincolati, hanno favorito il processo in essere di 

sostituzione edilizia che ha fatto perdere quasi totalmente connotazione e riconoscibilità al 

centro antico. 

Sotto l’aspetto programmatico il piano di ricostruzione dovrà assicurare la conservazione 

delle esigue testimonianze ancora superstiti nel vecchio tessuto edilizio ed il riuso dei 

materiali provenienti dalle demolizioni degli antichi edifici in pietrame, con particolare 

riferimento agli elementi lapidei più importanti. 

Il recupero del centro storico dovrà attuarsi anche attraverso la ricomposizione 

volumetrica del vecchio centro, andando a ricucire gli innumerevoli vuoti urbani causati da 

crolli e demolizioni stratificatesi nel tempo, mai risarciti in maniera adeguata e che 

costituiscono la causa primaria della perdita di identità dell’aggregato edilizio storico. 

 


Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento 

degli edifici esistenti in muratura 

 

Indice 



 

1.

 



GENERALITÀ ........................................................................................................................... 2

 

2.



 

INTERVENTI IN FONDAZIONE ............................................................................................... 3

 

3.

 



CONSOLIDAMENTO DELLE MURATURE CON LA TECNICA DI “SCUCI E 

CUCI” ........................................................................................................................................ 4

 

4.

 



CHIUSURA DI APERTURE, NICCHIE E CANNE FUMARIE ................................................... 5

 

5.



 

INIEZIONI DI MISCELE ............................................................................................................ 5

 

6.

 



INSERIMENTO DI DIATONI ARTIFICIALI ............................................................................... 6

 

7.



 

CONSOLIDAMENTO CON INTONACO ARMATO CON RETE IN FIBRA DI 

VETRO ...................................................................................................................................... 7

 

8.



 

RINFORZO DI ELEMENTI STRUTTURALI VERTICALI  CON NASTRI IN 

MATERIALE COMPOSITO ....................................................................................................... 8

 

9.



 

CONSOLIDAMENTO PIATTABANDE E ARCHI IN MURATURA ............................................ 9

 

10.


 

SOSTITUZIONI DI ARCHITRAVI ........................................................................................... 10

 

11.


 

CERCHIATURE DI APERTURE ............................................................................................. 11

 

12.


 

INSERIMENTO DI TIRANTI E FASCIATURE ESTERNE ORIZZONTALI IN 

NASTRI COMPOSITI .............................................................................................................. 13

 

13.



 

CONSOLIDAMENTO SOLAI VOLTATI CON FRENELLI ARMATI ........................................ 15

 

14.


 

CONSOLIDAMENTO VOLTE CON AUMENTO DI SPESSORE 

ALL’ESTRADOSSO ................................................................................................................ 17

 

15.



 

CONSOLIDAMENTO DELLE VOLTE CON NASTRI COMPOSITI ........................................ 18

 

16.


 

NUOVI SOLAI DI PIANO E DI COPERTURA ........................................................................ 20

 

17.


 

CAVITÀ DI ORIGINE NATURALE O ANTROPICA ................................................................ 22

 

 


Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

1. GENERALITÀ 

1.  Nel presente paragrafo sono descritte alcune tipologie di intervento per ogni 

elemento significativo oggetto di recupero strutturale; la scelta delle soluzioni 

proposte, individuate facendo riferimento alle tipologie costruttive presenti nel 

Comune di Cagnano Amiterno, si è basata sul principio-guida del rispetto formale 

e sostanziale degli elementi costitutivi dell’organismo strutturale originario, tenendo 

presente i dettami delle N.T.C. 2008, con lo scopo di conseguire in ogni caso un 

aumento della sicurezza locale o complessivo. Il funzionamento delle strutture 

esistenti originarie non dovrà essere stravolto dalle opere di consolidamento, che 

continueranno a svolgere la funzione per la quale sono stati originariamente 

realizzati. Le opere di progetto, quindi, più che per la ricerca del miglior rendimento 

strutturale, dovranno essere studiate per ottenere la migliore sinergia funzionale 

con gli elementi esistenti originari e per garantirne la riconoscibilità se non la 

reversibilità. 

L’intervento in progetto potrà avere come obbiettivo: 

 

1.  la riparazione dei danni strutturali e di rafforzamento locale; 



2.  il miglioramento sismico. 

 

2.  Gli interventi appartenenti al punto 1, ovvero quelli locali, ricadono in quelli descritti 



al §8.4.3 delle NTC2008 qui di seguito riportato: 

 

“In generale, gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi 



della struttura e interesseranno porzioni limitate della costruzione. Il progetto e la 

valutazione della sicurezza potranno essere riferiti alle sole parti e/o elementi 

interessati e documentare che, rispetto alla configurazione precedente al danno, 

al degrado o alla variante, non siano prodotte sostanziali modifiche al 

comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme e che gli 

interventi comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.”  

 

Tali interventi vengono poi descritti al §C8.4.3 della Circolare esplicativa alle 

NTC2008:

 

 

“Rientrano in questa tipologia tutti gli interventi di riparazione, rafforzamento o 

sostituzione di singoli elementi strutturali (travi, architravi, porzioni di solaio, 

pilastri, pannelli murari) o parti di essi, non adeguati alla funzione strutturale che 

debbono svolgere, a condizione che l’intervento non cambi significativamente il 

comportamento globale della struttura, soprattutto ai fini della resistenza alle 

azioni sismiche, a causa di una variazione non trascurabile di rigidezza o di 

peso.” 

 

3. Gli interventi che sono volti al raggiungimento dell’obbiettivo 2, ovvero il 



miglioramento sismico, ricadono negli interventi descritti al par. 8.4.2 delle 

NTC2008 qui di seguito riportato: 

 

“Rientrano negli interventi di miglioramento tutti gli interventi che siano comunque 

finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture esistenti alle 

azioni considerate. È possibile eseguire interventi di miglioramento nei casi in cui 

non ricorrano le condizioni specificate al paragrafo 8.4.1. Il progetto e la 

valutazione della sicurezza dovranno essere estesi a tutte le parti della struttura 

potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura 

nel suo insieme.” 

 

Tali interventi vengono poi descritti al par.C8.4.2 della Circolare esplicativa 2009: 



Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

 

“La valutazione della sicurezza per un intervento di miglioramento è obbligatoria, 

come specificato nel § 8.3 delle NTC, ed è finalizzata a determinare l’entità 

massima delle azioni, considerate nelle combinazioni di progetto previste, cui la 

struttura può resistere con il grado di sicurezza richiesto. Nel caso di intervento di 

miglioramento sismico, la valutazione della sicurezza riguarderà, 

necessariamente, la struttura nel suo insieme, oltre che i possibili meccanismi 

locali. In generale ricadono in questa categoria tutti gli interventi che, non 

rientrando nella categoria dell’adeguamento, fanno variare significativamente la 

rigidezza, la resistenza e/o la duttilità dei singoli elementi o parti strutturali e/o 

introducono nuovi elementi strutturali, così che il comportamento strutturale 

locale o globale, particolarmente rispetto alle azioni sismiche, ne sia 

significativamente modificato. Ovviamente la variazione dovrà avvenire in senso 

migliorativo, ad esempio impegnando maggiormente gli elementi più resistenti, 

riducendo le irregolarità in pianta e in elevazione, trasformando i meccanismi di 

collasso da fragili a duttili”. 

 

4.  In ogni caso si ritiene corretto procedere nella progettazione degli interventi di 



consolidamento utilizzando le seguenti priorità: 

 

-  Riduzione dei carichi e loro adeguata distribuzione; 



-  Ripristino della continuità strutturale negli elementi in muratura; 

-  Ripristino e incremento delle connessioni tra gli elementi costruttivi; 

-  Incremento delle caratteristiche meccaniche degli elementi costruttivi; 

-  Sostituzione degli elementi costruttivi inadeguati. 

 

 

2. 



INTERVENTI IN FONDAZIONE 

1.  Salvo i casi in cui sono presenti cedimenti in fondazione dovuti ad una inadeguata 

portanza del sistema terreno-strutture di fondazione, per i quali è necessario 

prevedere la realizzazione di interventi di allargamento della base fondale e/o 

l’utilizzo di fondazioni profonde (il cui utilizzo è da valutare con attenzione e 

cautela a causa della possibile alterazione della distribuzione originaria delle forze 

nelle strutture fondali e nei terreni), in generale è opportuno collegare alla base le 

murature portanti per una migliore distribuzione dei carichi sul terreno. Se la 

realizzazione dell’intervento richiede uno scavo bisognerà porre in opera ogni 

possibile cautela per non turbare l’equilibrio statico del sistema murario da 

consolidare nè quello degli edifici vicini. Sarà infatti necessario che lo scavo venga 

eseguito controllando lo stato delle fondazioni esistenti e il loro approfondimento. 

Inoltre, considerata la delicatezza dell’operazione di scavo in corrispondenza delle 

fondazioni esistenti, è necessario che questa avvenga per tratti non contigui 

individuando cantieri di lavoro e in condizioni di sicurezza con l’eventuale messa in 

opera di puntellature in corrispondenza delle strutture cointeressate. Se al 

procedere dello scavo risultasse insufficiente l’approfondimento delle strutture 

fondali esistenti verrà eseguito un intervento di sottomurazione volto a trasferire il 

carico ad un piano di posa più profondo, ritenuto più idoneo di quello esistente 

eventualmente allargando la base di appoggio per ridurre il carico unitario sul 

terreno. 

 


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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

 

 



2.  Particolare attenzione dovrà essere posta circa la profondità del piano di posa 

della fondazione che deve essere scelta e giustificata in base alle caratteristiche 

della struttura in elevazione e del sottosuolo ed alle condizioni ambientali. 

A titolo di esempio, l’intervento in fondazione mirato al collegamento delle strutture 

fondali esistenti può essere realizzato attraverso le seguenti fasi esecutive: 

-  scavo a mano o con piccolo mezzo meccanico; 

-  vespaio con materiale arido e drenante; 

-  soletta in c.a. armata con rete elettrosaldata

-  perfori perimetrali armati di collegamento tra le murature esistenti e la soletta 

in c.a. di nuova realizzazione. 

 

 

3. CONSOLIDAMENTO 



DELLE 

MURATURE CON LA TECNICA DI 

“SCUCI E CUCI” 

1.  L'operazione di “scuci e cuci” consiste nel sostituire, a piccoli tratti, i conci, non più 

solidali con il complesso dell'apparecchiatura muraria originale, a causa di lesioni 

presenti ovvero in caso di grave deterioramento. Le operazioni di “scuci e cuci” 

devono essere condotte avendo cura di non danneggiare, nel corso dei lavori, la 

funzionalità statica della muratura e degli elementi ad essa connessi. Si 

provvederà a demolire la porzione di muratura da sostituire, ad aprire una breccia 

di estensioni limitate e provvedere a ricostruire la porzione smontata. Nel 

rimontaggio si avrà cura di ammorsare la nuova muratura a quella esistente. Tale 

intervento dovrà essere eseguito utilizzando materiali (pietra e/o mattoni, materiali 

nuovi o di recupero) simili a quelli originari per forma, dimensioni, rigidezza e 

resistenza, collegando i nuovi elementi alla muratura esistente con adeguate 

ammorsature nel piano del paramento murario e, se possibile, anche 

trasversalmente al paramento stesso per ottenere un buon ingranamento nello 

spessore delle murature, in modo da conseguire la massima omogeneità e 

monoliticità della parete riparata. 

 


Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

 

 



2.  L’utilizzo di malte idrauliche a ritiro controllato è consigliato, sebbene l’uso di 

eventuali additivi dovrà essere verificato, in relazione alla consistenza e al degrado 

della malta e dei conci in pietra o mattoni esistenti, ed in modo tale da evitare in 

ogni caso stati di coazione dovuti ad un eccessivo contrasto tra gli elementi.  

 

4. 

CHIUSURA DI APERTURE, NICCHIE E CANNE FUMARIE 

1.  L’intervento di chiusura di elementi di discontinuità nella muratura quali aperture, 

nicchie o canne fumarie è spesso eseguito nel consolidamento di edifici esistenti in 

muratura. In genere si tratta di un intervento volto a garantire una maggiore 

continuità strutturale eliminando le aperture quando costituiscono elementi di 

vulnerabilità specie se presenti in prossimità degli incroci d’angolo.  

 

 

 



2.  Se non risulta possibile procedere alla chiusura o spostamento delle aperture, è 

opportuna la realizzazione di un rinforzo localizzato della muratura intorno al foro, 

ad esempio, confinandone i bordi con muratura in mattoni pieni realizzata con la 

tecnica del “scuci e cuci” precedentemente descritta.  

 

5. INIEZIONI 

DI 

MISCELE 

1.  Mentre gli interventi sopra descritti sono volti a un consolidamento localizzato in 

presenza di lesioni o discontinuità murarie, gli interventi che di seguito verranno 

descritti sono volti ad un consolidamento generale della muratura.  

In particolare in presenza di scarse caratteristiche meccaniche delle murature 

costituenti l’organismo strutturale, si può prevedere una bonifica diffusa degli 

elementi murari mediante l’esecuzione di iniezioni di miscele a base di malte 

idrauliche. 



Comune di Cagnano Amiterno (AQ) 

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Piano di Ricostruzione  

Linee di indirizzo sulle tipologie di intervento per recupero e il consolidamento degli edifici esistenti in muratura

 

Questa tecnica è appropriata in presenza di lesioni diffuse di limitata ampiezza 



(indicativamente fino ad 1 cm), con contorni netti e poco ramificati, e per murature 

in pietra, generalmente dotate di percentuali relativamente elevate di vuoti interni. 

È fondamentale che esista la "possibilità fisica" di far penetrare all'interno del 

corpo murario le miscele leganti che esercitano il loro ruolo di miglioramento delle 

prestazioni meccaniche del muro, sia eliminando in parte le cavità (fessure e 

vuoti), sia rafforzando i legami fra i vari componenti della muratura stessa.  

Le iniezioni infatti, sono rivolte al consolidamento delle pareti murarie al fine di 

migliorarne il comportamento meccanico e la compattezza; lo scopo è ripristinare 

la continuità interna del materiale fessurato e sconnesso, sia per fatiscenza, sia 

per i dissesti subiti, oppure anche per il tipo di tessitura o tipologia muraria (giunti 

spessi con malta degradata e pulverulenta, conci di pietra arrotondati, muratura a 

sacco con nucleo scadente). Si tratta di un metodo di consolidamento 

comunemente definito "passivo", che non altera l'aspetto esteriore della struttura. 

L’intervento ben si presta a murature con una presenza diffusa di vuoti al suo 

interno, pertanto i benefici apportati si traducono in una omogeneizzazione del 

comportamento, saturando le cavità e reintegrando il materiale sciolto. 

 

 

 



2.  Le fasi realizzative dell’intervento potranno essere le seguenti: 

 

-  preparazione delle pareti tramite spicconatura dell’intonaco esistente; 



-  scarnitura delle connessioni; 

-  pulitura abbondante e lavaggio della superficie muraria; 

-  sigillatura dei giunti con idonea malta; 

-  esecuzione di un reticolo costituito mediamente da 4 iniezioni per ogni 

metro quadrato utilizzando le cavità presenti sui giunti o praticandole con 

trapano elettrico a solo rotazione, il cui diametro sia minimo di 20 mm e la 

profondità sia almeno pari alla metà dello spessore del muro; 

-  fissaggio dei boccagli con idonea malta o legante puro; 

-  pulitura del foro mediante lavaggio a pressione controllata con acqua ed 

aria partendo dall’alto verso il basso; 

-  iniezioni di miscela legante dal basso procedendo verso l’alto; 

-  asportazione dei boccagli e della malta di fissaggio. 

 

E’ opportuno che l’intervento venga eseguito avendo cura di scegliere una 



opportuna miscela legante e verificandone l’adeguatezza attraverso la 

realizzazione di cantieri di prova de sottoporre a test in sito (ad esempio martinetti 

piatti prima e dopo l’intervento di prova). 

 



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