Variante urbanistica a crescita zero


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CASSINETTA DI LUGAGNANO – Milano 

VARIANTE URBANISTICA A CRESCITA ZERO 

Cassinetta di Lugagnano (MI) è il primo comune italiano ad aver approvato una variante urbanistica a crescita zero

In questi anni migliaia di sindaci ed assessori, costruttori e politici, affaristi ed impresari, ci hanno raccontato che non è possibile 

fermare lo sviluppo edilizio, che costruire case crea occupazione e ricchezza, muovendo la nostra stanca economia. Ora invece si 

scopre una cosa che sulla carta già sapevamo ma che necessitava di essere sperimentata concretamente per creare un precedente 

storico:  è possibile interrompere la spirale perversa che vede gli enti locali svendere interi pezzi di territorio per 



incamerare risorse a danno dell’ambiente. E’ possibile, cioè,  avviare politiche concrete di tutela del territorio, di messa al 

bando di quella cementificazione selvaggia che negli ultimi 15 anni ha letteralmente devastato ogni angolo d’Italia, vomitando 

palazzi, capannoni, centri commerciali, villette e, di conseguenza, opere pubbliche a corredo quali tangenziali, svincoli e viadotti. 

La necessità di porre un freno al consumo di suolo è stata  quindi una scelta considerata quasi obbligata. Una scelta che ha  

risposto alla constatazione che se non si procede ad un cambio di strategia nella politica urbanistica, in meno di 100 anni 

molte zone saranno completamente urbanizzate, superando il limite oltre il quale il sistema ecologico non è più in grado di 

autoriprodursi

Il Piano di Governo del Territorio adottato dal Comune di Cassinetta di Lugagnano nel 2007 si fonda su scelte di politica 

urbanistica che obbediscono alle seguenti linee guida: 

-

 



non procedere a nessun nuovo piano di insediamenti residenziali se non attraverso il recupero di volumi già esistenti o alla 

riconversione e al recupero di aree industriali; 

-

 

puntare sulla valorizzazione del centro storico e del patrimonio artistico ed architettonico (il naviglio grande, le sue ville, i 



parchi ed i giardini); 

-

 



salvaguardare e promuovere l’agricoltura; 

-

 



promuovere la qualità ambientale ed il turismo; 

-

 



opporsi alle grandi infrastrutture legate all’aeroporto di Malpensa.  

La decisione di adottare la “crescita zero” quale faro della politica urbanistica, è stata successivamente confermata attraverso 

assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza dalle quali è emersa la ferma volontà dei cittadini di voler mantenere integro il 

territorio tutelando la qualità ambientale. 

L’amministrazione ha quindi agito di conseguenza e, coerentemente alle indicazioni emerse dal percorso partecipativo, ha 

predisposto il piano perché rispondesse a questi precisi criteri: 

-

 

recupero e riutilizzo di volumi esistenti già edificati; 



-

 

programmazione di numerose piste ciclopedonali al fine di disincentivare l’utilizzo dell’automobile per brevi spostamenti; 



-

 

valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico; 



-

 

tutela del verde e salvaguardia dell’agricoltura. 



Il Comune di Cassinetta di Lugagnano, nei prossimi 5 anni, non prevede l’avvio di nuovi insediamenti e dovrebbe mantenere 

sostanzialmente inalterato il rapporto tra suolo urbanizzato e suolo libero. 

 

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/stop-al-consumo-di-suolo/18-consumo-di-suolo/299-zero-e-possibile



 

 

 



 

 

 



PONTE NELLE ALPI – Belluno 

PREMIO COMUNI A 5 STELLE 2008 

Adozione di un Piano energetico comunale, riqualificazione della pubblica illuminazione, riqualificazione termica e 

dell’illuminazione negli edifici pubblici, aiuti economici per chi recupera e utilizza l’acqua piovana, educazione ambientale nelle 

scuole, percorsi formativi per i professionisti della zona, introduzione degli acquisti verdi nella pubblica amministrazione e del 

sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti, attivazione di un progetto di mobilità sostenibile per il trasporto degli anziani, 

installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici. 

Basterebbe questo elenco, nemmeno esaustivo, per capire come mai Ponte nelle Alpi (BL) ha vinto la seconda edizione del 

Premio Comuni a 5 Stelle

Importante strumento a supporto delle attività messe in atto dal Comune è il Regolamento EMAS ad adesione volontaria, che 

regolamenta la realizzazione ed il mantenimento nel tempo di un Sistema di Gestione Ambientale grazie al quale gli uffici, le 

attività ed i servizi comunali vengono costantemente sottoposti a periodiche verifiche, in modo da porre maggiore attenzione alle 

attività che influiscono sulla qualità dell’ambiente, migliorandone le performance nel tempo. 

L’illuminazione pubblica rappresenta un settore estremamente importante per quanto riguarda le possibilità di attuare un efficace 

risparmio energetico e il Comune di Ponte nelle Alpi ha introdotto e sta implementando sistemi innovativi per il controllo del 

flusso luminoso, privilegiando le sorgenti più  efficienti, adeguando gli apparecchi ai sensi della Legge Regionale per la 

prevenzione dell’inquinamento luminoso, garantendo comunque gli obiettivi della sicurezza stradale, eliminando l’uso di lampade 

contenenti mercurio e quindi potenzialmente inquinanti, prediligendo lampade con vita utile maggiore e riducendo così anche le 

relative spese di sostituzione e lo smaltimento delle lampade esauste. Dei 1.417 punti luce, quasi la metà sono stati riqualificati, 

garantendo alle casse del comune risparmi medi del 30%. 

Negli edifici comunali di Ponte nelle Alpi, inoltre, è in atto una programmata e graduale sostituzione delle vecchie caldaie a 

gasolio con caldaie a condensazione alimentate a gas metano. La conversione degli impianti verso l’uso di combustibili più 

puliti determina significative diminuzioni delle emissioni in atmosfera ed un rilevante risparmio economico dovuto alla riduzione 

dell’uso di combustibili.  

Altro intervento concreto, pratico e sensato è quello mediante il quale l’amministrazione comunale ha attivato un bando rivolto 

agli agricoltori locali che eroga contributi per finanziare la realizzazione di impianti di recupero dell’acqua piovana

Probabilmente però è con i rifiuti che il Comune di Ponte nelle Alpi compie un vero miracolo amministrativo. Partendo da una 

percentuale di raccolta differenziata del 23,7% (dati relativi al 2006), con una produzione procapite di 389 kg per abitante all’anno 

di rifiuto indifferenziato, dopo ventitrè incontri che hanno coinvolto circa tremila persone (un componente per ogni nucleo 

familiare), la percentuale di differenziazione raggiunta nel mese di aprile 2008 è stata dell’80,55%. Attualmente la 

percentuale di raccolta differenziata supera l’80% e quella di riduzione del conferimento di rifiuto secco indifferenziato è 

superiore all’88%. 

I risultati ottenuti hanno permesso, come previsto, una riduzione del costo totale del servizio, sceso dai 950mila euro del 2007 agli 

839mila del 2008, con un risparmio dell’11,6%. 

 

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/viaggio-nellitalia-dei-comuni-a-5-stelle/13-viaggio-a-5-stelle/221-un-ponte-verso-il-



futuro

 

 



 

 

 



MEZZAGO – Milano 

PREMIO COMUNI A 5 STELLE 2007 

La tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici locali può rappresentare per una piccola comunità una strategia vincente in grado 

di ampliare i propri confini e porsi all'attenzione in un’economia globalizzata, con programmi dove la qualità diventa patrimonio 

comune attraverso forme di certificazione da parte delle istituzioni. 

Tra le tantissime progettualità sperimentate con successo dal Comune di Mezzago (MI), particolarmente interessante risulta quella 

che ha portato alla reintroduzione della coltivazione dell’asparago rosa, prima, e all’istituzione della Denominazione 



Comunale di Origine (De.C.O.), poi. 

In questo modo l’amministrazione si è posta l’importante obiettivo di dare visibilità all’opera dei piccoli e piccolissimi produttori 

nel territorio comunale e ai loro prodotti spesso straordinari, stimolando nuove curiosità nei consumatori e valorizzando le attività 

agroalimentari tradizionali locali ed il patrimonio culturale, gastronomico ed artigianale del paese. 

Diversamente da quanto accade in tutto il resto d’Italia, dove si producono turioni completamente verdi o bianchi, quelli raccolti a 

Mezzago hanno l’apice rosato. Il caratteristico colore e le peculiari qualità organolettiche fanno dell’asparago rosa di Mezzago un 

prodotto unico e particolarmente pregiato. 

Negli ultimi decenni purtroppo questo tipo di coltivazione era stato a tal punto soppiantato da altre a carattere intensivo ed 

indebolito dal venir meno di popolazione impegnata in agricoltura, da portare alla scomparsa totale dell’asparago rosa. Grazie 

al progetto volto alla reintroduzione di questa coltura tipica di Mezzago, l’amministrazione ha stimolato il recupero di una “storia” 

iniziata ai primi del ‘900 e che ha vissuto il periodo d’oro negli anni ’30, quando gli asparagi venivano venduti ai mercati 

ortofrutticoli di Monza e Milano. 

Negli ultimi anni l’obiettivo di riscoprire l’antica tradizione è ormai una realtà; le sinergie tra Amministrazione Comunale, 

Regione Lombardia e Istituto Sperimentale per l’Orticoltura di Montanaso Lombardo, insieme all’impegno della Cooperativa 

asparagicoltori e di altri agricoltori, hanno consentito produzioni eccellenti dal punto di vista qualitativo e in misura sufficiente per 

sostenere le aspettative dei consumatori locali. Alla Cooperativa Aspargicoltori si sono aggiunte altre tre giovani aziende agricole, 

che coltivano l’asparago di Mezzago dando lavoro a diverse decine di persone. L’asparago rosa di Mezzago, ora, è tornato ad 

essere una realtà importante nella tradizione e nell’economia del paese. 

Completamento naturale di questo percorso non poteva che essere l’istituzione di un disciplinare per la coltivazione e del relativo 

protocollo di produzione e commercializzazione a garanzia dei consumatori e degli stessi produttori. 

Il progetto della Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) segna un grande passo avanti e un’importante conquista sulla 

via della certificazione dell’origine dei prodotti e della preservazione della biodiversità come ostacolo agli ogm. Per un progresso 

compatibile con l’ambiente e per la valorizzazione di ciò che viene interamente prodotto in loco. 

 

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/premio-comuni-a-5-stelle-2007/7-edizione-2007/37-comune-di-mezzago



 

 

 



 

 


 

 

 



COLORNO – Parma 

MENSA SCOLASTICA SOSTENIBILE 

Dopo gli arredi ecologici per la nuova scuola media, la stampa in carta riciclata del periodico comunale, l’acquisto di 

apparecchiature tecnologiche e l’utilizzo di pannolini lavabili per i bimbi che frequentano il nido comunale, il Comune di Colorno 

(PR) ha inserito un’importante novità nel capitolato per la gestione delle mense scolastiche: con l’inizio del nuovo anno la ditta 

aggiudicataria del servizio sarà tenuta a distribuire ai bambini esclusivamente acqua del rubinetto, che non solo è più controllata 

ed  economica, ma che riduce drasticamente la produzione dei rifiuti, oltre che l’inquinamento atmosferico causato dal 

trasporto per migliaia di chilometri di interi bancali di bottiglie di plastica. 

Con questa iniziativa Colorno prosegue l’opera di introduzione degli acquisti verdi avviata dal Comune a partire dal 2004. 

Nel progetto della mensa scolastica è inoltre previsto un utilizzo consistente di prodotti biologici, tipici e di stagione, oltre che 

l’introduzione di prodotti provenienti dal circuito del commercio equo e solidale. La ditta, oltre a ciò, è anche tenuta a rendere 

disponibile il materiale a perdere in caso il Comune intenda attivare il progetto “Social Market” per la distribuzione gratuita di 

derrate alimentari che, in questo modo, si trasformano da rifiuti da smaltire a opportunità di integrazione sociale. 

Per il trasporto dei pasti dal centro di cottura alle mense scolastiche la ditta dovrà utilizzare esclusivamente mezzi ecologici, così 

come per la pulizia dei locali dovranno essere usati solo detersivi a basso impatto ambientale

Il caso di Colorno dimostra quindi come, introducendo dei vincoli semplici e chiari, sia possibile rendere realmente sostenibile un 

servizio pubblico importante come la refezione di una scuola o di un ospedale. 

Il Comune in provincia di Parma, fondatore insieme ad altri dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, ha negli anni attivato 

numerose iniziative volte alla tutela ambientale e al risparmio energetico. Tra queste ricordiamo Alla luce del sole – gruppo di 

acquisto comunale per i pannelli solari che offre ai cittadini l’opportunità di acquistare pannelli solari per il riscaldamento 

dell’acqua con uno sconto del 15 per cento sul prezzo di listino dell’azienda – la Banca Comunale – attività mediante la quale il 

Comune ha stampato delle eco-monete, del valore convenzione di un euro, distribuite ai bambini che conferiscono presso la 

stazione ecologica materiali post-consumo altrimenti destinati alla discarica o all’incenerimento (i soldi, quelli veri, vengono poi 

erogati dal Comune all’istituto scolastico che li utilizzerà per finanziare progetti a corredo dell’attività didattica convenzionale) – 

Fai la tua scelta! – progetto di realizzazione di un Bilancio Partecipativo per il 2009 – ed altre quali il Piano di efficienza 

energetica comunale e Ri-utilizziamo, iniziative sul riuso e la raccolta differenziata domiciliare 

 

http://www.comunivirtuosi.org/index.php/progetti-realizzati/1-progetti-realizzati/279-mensa-scolastica-sostenibile-a-colorno



 

 

 




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