Abbiamo la ricchezza della Sacra Scrittura che ci offre tutte le coordinate per comprendere il mistero del Figlio di Dio


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Sana27.06.2017
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Il mistero di Dio intreccia la nostra vita e i nostri pensieri. Dobbiamo essere capaci di lasciarci interrogare da Cristo per approfondirlo e conoscerlo meglio. Il tempo della quaresima è certamente una occasione propizia per vivere questo urgente impegno.

  • Il mistero di Dio intreccia la nostra vita e i nostri pensieri. Dobbiamo essere capaci di lasciarci interrogare da Cristo per approfondirlo e conoscerlo meglio. Il tempo della quaresima è certamente una occasione propizia per vivere questo urgente impegno.

  • Abbiamo la ricchezza della Sacra Scrittura che ci offre tutte le coordinate per comprendere il mistero del Figlio di Dio; non a caso il Risorto aiuterà i discepoli, che si stanno allontanando da Gerusalemme, a scorgere l’autenticità del suo annuncio rileggendo le pagine e le parole dei profeti. Chissà che idea si erano fatti di Gesù. Chissà cosa pensano realmente di Lui. Sembra siano delusi e amareggiati. Si sentono sconfitti e forse anche di essere stati dei creduloni.

  • Hanno bisogno di INCONTRARLO per scorgere che la tomba non ha chiuso l’esperienza di Cristo, ma proprio attraverso quella verità è risorto a vita nuova, riscattando l’uomo dal macigno del peccato. 



9 marzo

  • 9 marzo

  • l’ultima settimana

  • 16 marzo

  • farisei, scribi, sadducei, esseni, zeloti

  • 23 marzo

  • ricerca dei testimoni

  • 30 marzo

  • lavoro d’equipe

  • 6 aprile

  • processo



Vieni, o Santo Spirito,

  • Vieni, o Santo Spirito,

  • illumina con la luce della verità il nostro cammino.

  • Donaci di confessare con la fede ardente

  • Gesù Cristo, Signore e Redentore

  • morto e risorto per noi, colui che sempre vive.

  • Egli è il Vangelo della carità di Dio per l’uomo,

  • della comunione fraterna e dell’amore senza confini.

  • Egli è il germoglio fiorito nei solchi della storia:

  • da lui solo può maturare il vero rinnovamento

  • della Chiesa, della società e delle nostre comunità.







Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».

  • Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».



L’unzione di Betania



Getsemani

  • Getsemani

  • Arresto di Gesù

  • Gesù davanti al sinedrio

  • Rinnegamento di Pietro

  • Gesù davanti a Pilato



La Pasqua viene celebrata dopo il tramonto del sole del venerdì: quindi siamo a mercoledì.

  • La Pasqua viene celebrata dopo il tramonto del sole del venerdì: quindi siamo a mercoledì.

  • Al giovedì sera (anticipando di un giorno) Gesù celebra la Pasqua ebraica.

  • Alla notte del giovedì viene catturato e processato davanti al sinedrio.



Alla notte del giovedì viene catturato e processato davanti al sinedrio.

  • Alla notte del giovedì viene catturato e processato davanti al sinedrio.

  • Al venerdì mattino è trascinato davanti a Pilato

  • In tarda mattinata è condotto al calvario e affisso alla Croce.



Alle ore 15. del venerdì, la morte di Gesù

  • Alle ore 15. del venerdì, la morte di Gesù

  • Prima del tramonto viene sepolto

  • Dopo il tramonto del venerdì si celebra la Pasqua ebraica fino al tramonto del sabato



Il giorno dopo il sabato, all’alba della domenica, le donne scoprono la tomba vuota.

  • Il giorno dopo il sabato, all’alba della domenica, le donne scoprono la tomba vuota.





Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.

  • Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno.



Marco 8,31-33

  • Marco 8,31-33



Marco 10,32-34

  • Marco 10,32-34





Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.

  • Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.



Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».

  • Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».



Betania è la casa del povero presa a residenza da Gesù nei suoi soggiorni a Gerusalemme.

  • Betania è la casa del povero presa a residenza da Gesù nei suoi soggiorni a Gerusalemme.

  • All’inizio del suo ministero Gesù ha guarito un lebbroso (1,40). In quella casa dove si prefigura la morte trova residenza la vita.

  • Gesù è sdraiato a tavola, segno di condivisione.



Giovanni ci dice che si tratti di Maria la sorella di Marta e Lazzaro. Luca parla di una prostituta. Marco non accenna a nulla.

  • Giovanni ci dice che si tratti di Maria la sorella di Marta e Lazzaro. Luca parla di una prostituta. Marco non accenna a nulla.

  • Un vaso prezioso e un profumo altrettanto prezioso, proprio come il corpo di Gesù.

  • Profumo PURO (greco = pistikos) che richiama la parola fede.



Non basta aprire il vasetto: occorre romperlo, occorre sprecarlo affinché ci sia amore.

  • Non basta aprire il vasetto: occorre romperlo, occorre sprecarlo affinché ci sia amore.

  • Tutto avviene in silenzio. Versato sul capo di Gesù che lo consacra Re, Sacerdote, Profeta.



Marco non ci dice chi rimane contrariato, forse tra questi anche noi?

  • Marco non ci dice chi rimane contrariato, forse tra questi anche noi?

  • Perché tanto spreco, non bastava una sola goccia o poco più? L’amore conosce forse calcoli? Con Dio puoi forse giocare al ribasso?

  • Viene valutato il costo di un anno di lavoro



Solo l’opera di Dio è buona e bella (pensiamo alle pagine della creazione). Questa donna ha dato inizio alla nuova creazione che si compirà nel sacrificio della Croce e nell’annuncio della resurrezione.

  • Solo l’opera di Dio è buona e bella (pensiamo alle pagine della creazione). Questa donna ha dato inizio alla nuova creazione che si compirà nel sacrificio della Croce e nell’annuncio della resurrezione.

  • L’opera deve avere come termine il Signore Gesù.



È Lui che si è fatto povero e umile, servo di tutti: questa è la sorgente dell’elemosina. Noi ci limitiamo all’elemosina, ma dovremmo essere capaci di trasformarla in un amore che ci eleva alla loro dignità, che è la dignità stessa vissuta e assunta da Cristo.

  • È Lui che si è fatto povero e umile, servo di tutti: questa è la sorgente dell’elemosina. Noi ci limitiamo all’elemosina, ma dovremmo essere capaci di trasformarla in un amore che ci eleva alla loro dignità, che è la dignità stessa vissuta e assunta da Cristo.



Ha fatto quanto poteva, tutto ciò che poteva come la vedova al Tempio.

  • Ha fatto quanto poteva, tutto ciò che poteva come la vedova al Tempio.

  • L’unzione è interpretata da Gesù come preannuncio della sua resurrezione. Dove c’è amore che dà tutto, c’è già vittoria sulla morte.



Il Vangelo è Gesù. Il Vangelo è racconto e ricordo di Gesù Cristo Figlio di Dio.

  • Il Vangelo è Gesù. Il Vangelo è racconto e ricordo di Gesù Cristo Figlio di Dio.

  • Si crea identificazione tra questa donna e Gesù, perché dove c’è amore reciproco, si esprime il Vangelo di Cristo.





Non vogliamo rispendere a delle domande sui testi che abbiamo cercato di incontrare e snocciolare, ma bensì provare ad immergerci nell’episodio che ci è stato presentato.

  • Non vogliamo rispendere a delle domande sui testi che abbiamo cercato di incontrare e snocciolare, ma bensì provare ad immergerci nell’episodio che ci è stato presentato.

  • Immaginiamoci presenti a Betania presso la casa di Simone:

    • Con che ruolo saremmo presenti?
    • Quale il nostro comportamento?
    • Quali i nostri pensieri?




Il racconto della passione e morte di Gesù occupa soltanto un paio di capitoli di ciascun vangelo. Eppure tutti e quattro i vangeli sono stati scritti nella prospettiva di quegli eventi decisivi, quasi come una progressiva introduzione alla testimonianza di quanto si consumò a Gerusalemme in pochi giorni.

  • Il racconto della passione e morte di Gesù occupa soltanto un paio di capitoli di ciascun vangelo. Eppure tutti e quattro i vangeli sono stati scritti nella prospettiva di quegli eventi decisivi, quasi come una progressiva introduzione alla testimonianza di quanto si consumò a Gerusalemme in pochi giorni.

  • L’orientamento alla croce appare più esplicito ed immediato nel racconto che i vangeli ci lasciano della seconda parte del ministero pubblico di Gesù, dopo la confessione di fede di Cesarea.



Gli studiosi fanno notare come le trasparenti allusioni al Calvario delle parole e dei gesti di Gesù successivi a Cesarea, possano essere dovute in qualche misura anche ad accentuazioni deliberate degli evangelisti. Per essi, che non intendono fare semplicemente opera di cronisti, ma piuttosto proclamare il mistero di Gesù, la luce pasquale della morte e risurrezione illumina ed interpreta anche la memoria degli avvenimenti che la precedono.

  • Gli studiosi fanno notare come le trasparenti allusioni al Calvario delle parole e dei gesti di Gesù successivi a Cesarea, possano essere dovute in qualche misura anche ad accentuazioni deliberate degli evangelisti. Per essi, che non intendono fare semplicemente opera di cronisti, ma piuttosto proclamare il mistero di Gesù, la luce pasquale della morte e risurrezione illumina ed interpreta anche la memoria degli avvenimenti che la precedono.

  • Verifichiamo brevemente quest'affermazione in Marco e Luca.



Essi hanno esplicitamente organizzato la seconda parte del racconto della vita pubblica del Maestro come una «via crucis», un cammino deliberato di Gesù incontro alla croce. E dato che il vangelo di Marco è servito da traccia per Luca e Matteo, il suo schema si ritrova anche in essi, benché arricchito di altri elementi.

  • Essi hanno esplicitamente organizzato la seconda parte del racconto della vita pubblica del Maestro come una «via crucis», un cammino deliberato di Gesù incontro alla croce. E dato che il vangelo di Marco è servito da traccia per Luca e Matteo, il suo schema si ritrova anche in essi, benché arricchito di altri elementi.

  • Marco dunque, immediatamente dopo la confessione di Pietro a Cesarea, pone sulla bocca di Gesù un primo annuncio della passione imminente: «È cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare» (Mc 8,31).



Quest’annuncio è ripetuto altre due volte. Tre è un numero simbolico, la triplice ripetizione di un gesto o di una parola vuole esprimerne la gravità. Con questa triplice profezia della passione sembra che Marco voglia sottolineare l’insistenza e la gravità con cui Gesù parlava della sua morte prossima. Quanto ai termini usati da Gesù per parlare della sua morte, non possiamo dedurli con sicurezza assoluta dal testa di Marco. Egli potrebbe essersi servito delle parole usate dalle comunità cristiane primitive per confessare la propria fede nella croce quale mistero di salvezza.

  • Quest’annuncio è ripetuto altre due volte. Tre è un numero simbolico, la triplice ripetizione di un gesto o di una parola vuole esprimerne la gravità. Con questa triplice profezia della passione sembra che Marco voglia sottolineare l’insistenza e la gravità con cui Gesù parlava della sua morte prossima. Quanto ai termini usati da Gesù per parlare della sua morte, non possiamo dedurli con sicurezza assoluta dal testa di Marco. Egli potrebbe essersi servito delle parole usate dalle comunità cristiane primitive per confessare la propria fede nella croce quale mistero di salvezza.



Che Gesù possa forse aver usato termini meno chiari ed espliciti di quelli che Marco pone sulla sua bocca, risulterebbe anche da questa considerazione: dopo il secondo annuncio il vangelo dice che i discepoli «non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni» (Mc 9,32). Non si capirebbe questa annotazione se davvero Gesù si fosse espresso in termini tanto precisi e inequivocabili, come sono quelli del triplice annuncio.

  • Che Gesù possa forse aver usato termini meno chiari ed espliciti di quelli che Marco pone sulla sua bocca, risulterebbe anche da questa considerazione: dopo il secondo annuncio il vangelo dice che i discepoli «non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni» (Mc 9,32). Non si capirebbe questa annotazione se davvero Gesù si fosse espresso in termini tanto precisi e inequivocabili, come sono quelli del triplice annuncio.



Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. La traduzione italiana «si diresse decisamente» non riesce a rendere con efficacia l’espressione greca, che riflette alla lettera un modo di dire aramaico: «Induri la sua faccia per partire verso Gerusalemme».

  • Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri. La traduzione italiana «si diresse decisamente» non riesce a rendere con efficacia l’espressione greca, che riflette alla lettera un modo di dire aramaico: «Induri la sua faccia per partire verso Gerusalemme».



Accanto all’idea di una risoluzione ferma c’è quella dello scontro con il nemico. Più volte, nei due capitoli successivi, viene richiamata l’attenzione sul fatto che Gesù sta camminando verso Gerusalemme: « Mentre andavano per la strada...»; Gesù «passava per citta e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme»; Gesù disse ancora una parabola «perché era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro».

  • Accanto all’idea di una risoluzione ferma c’è quella dello scontro con il nemico. Più volte, nei due capitoli successivi, viene richiamata l’attenzione sul fatto che Gesù sta camminando verso Gerusalemme: « Mentre andavano per la strada...»; Gesù «passava per citta e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme»; Gesù disse ancora una parabola «perché era vicino a Gerusalemme ed essi credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro».



Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra.

  • Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra.

  • Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.






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