Arte paleocristiana


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Sana11.01.2018
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…Abitano la loro rispettiva patria, ma come gente straniera; partecipano a tutti i doveri come cittadini e sopportano tutti gli oneri come stranieri. Ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti gli altri e generano figli, ma non espongono i nati.

  • …Abitano la loro rispettiva patria, ma come gente straniera; partecipano a tutti i doveri come cittadini e sopportano tutti gli oneri come stranieri. Ogni terra straniera è patria per loro e ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti gli altri e generano figli, ma non espongono i nati.





Arte paleocristiana è il termine che designa la produzione artistica dei primi secoli dell'era cristiana, compresa entro limiti di spazio e di tempo convenzionali: le testimonianze più importanti risalgono in genere al III-IV secolo. L'arte paleocristiana comunque si situa nell'orbita di Roma imperiale, e ha il suo momento di massimo splendore fra i primi decenni del IV secolo e gli inizi del VI secolo, fino al 604, anno della morte di Gregorio Magno, tanto che l'ideale cristiano assunse, ai suoi inizi, le forme offerte dall'arte della tarda antichità. Una specifica iconografia cristiana si sviluppò solo gradualmente e in accordo col progredire della riflessione teologica.

  • Arte paleocristiana è il termine che designa la produzione artistica dei primi secoli dell'era cristiana, compresa entro limiti di spazio e di tempo convenzionali: le testimonianze più importanti risalgono in genere al III-IV secolo. L'arte paleocristiana comunque si situa nell'orbita di Roma imperiale, e ha il suo momento di massimo splendore fra i primi decenni del IV secolo e gli inizi del VI secolo, fino al 604, anno della morte di Gregorio Magno, tanto che l'ideale cristiano assunse, ai suoi inizi, le forme offerte dall'arte della tarda antichità. Una specifica iconografia cristiana si sviluppò solo gradualmente e in accordo col progredire della riflessione teologica.





















Con il numero crescente dei fedeli venne resa necessaria la creazione di spazi idonei alla celebrazione del culto. Si adottò un edificio già presente nell’edilizia romana, che rispondeva appieno alle nuove esigenze : la Basilica.

  • Con il numero crescente dei fedeli venne resa necessaria la creazione di spazi idonei alla celebrazione del culto. Si adottò un edificio già presente nell’edilizia romana, che rispondeva appieno alle nuove esigenze : la Basilica.



La basilica romana era un luogo deputato alle riunioni per trattare affari, prendere accordi, celebrare processi. Le ampie dimensioni dell’edificio e la pianta longitudinale, di cui si apprezzò lo sviluppo spostando l’ingresso dal lato lungo al lato breve, in modo che chi entrava fosse immediatamente in asse con l’altare e vi si dirigesse, rendevano la struttura pienamente idonea alle nuove funzioni.

  • La basilica romana era un luogo deputato alle riunioni per trattare affari, prendere accordi, celebrare processi. Le ampie dimensioni dell’edificio e la pianta longitudinale, di cui si apprezzò lo sviluppo spostando l’ingresso dal lato lungo al lato breve, in modo che chi entrava fosse immediatamente in asse con l’altare e vi si dirigesse, rendevano la struttura pienamente idonea alle nuove funzioni.

  • Interni della basilica di Massezio





La pianta delle basiliche presenta alcune caratteristiche costanti. L’edificio sacro, orientato secondo l’asse ovest-est (la zona presbiteriale e l’altare dovevano essere nella direzione del sole nascente), è preceduto da un atrio o quadriportico: il portico addossato alla facciata (nartece) era riservato ai catecumeni e ai penitenti, che non potevano entrare nella chiesa. All’interno, l’aula è suddivisa in tre o cinque navate, delle quali quella centrale è di larghezza notevolmente maggiore di quella delle laterali (spesso doppia). Lo sviluppo longitudinale termina nel transetto, trasversale alle navate: al centro di esso, davanti all’abside sulla parete di fondo, si trova l’altare.

  • La pianta delle basiliche presenta alcune caratteristiche costanti. L’edificio sacro, orientato secondo l’asse ovest-est (la zona presbiteriale e l’altare dovevano essere nella direzione del sole nascente), è preceduto da un atrio o quadriportico: il portico addossato alla facciata (nartece) era riservato ai catecumeni e ai penitenti, che non potevano entrare nella chiesa. All’interno, l’aula è suddivisa in tre o cinque navate, delle quali quella centrale è di larghezza notevolmente maggiore di quella delle laterali (spesso doppia). Lo sviluppo longitudinale termina nel transetto, trasversale alle navate: al centro di esso, davanti all’abside sulla parete di fondo, si trova l’altare.



La forma basilicale non era l’unica struttura adibita a luogo di culto cristiano. Ad essa si affiancò la pianta centrale che fu prevalentemente utilizzata per i mausolei (tombe monumentali) e i battisteri, più raramente per i martyria e gli oratori.

  • La forma basilicale non era l’unica struttura adibita a luogo di culto cristiano. Ad essa si affiancò la pianta centrale che fu prevalentemente utilizzata per i mausolei (tombe monumentali) e i battisteri, più raramente per i martyria e gli oratori.

  • La pianta centrale nei mausolei era legata alla tradizione micenea e aveva un’ampia funzione nella classe dominante: lo stesso Costantino innalzò alla figlia un mausoleo a pianta centrale ornato.

  • Il battistero di san Giovanni



Inizialmente il battistero era un ambiente all’interno della basilica, ma divenne poi un edificio autonomo, a pianta circolare o ottagonale.

  • Inizialmente il battistero era un ambiente all’interno della basilica, ma divenne poi un edificio autonomo, a pianta circolare o ottagonale.

  • Il Battistero di Alberga

  • La forma ottagonale alludeva alla resurrezione di Cristo, che avvenne all’alba dell’ottavo giorno dalla sua morte, ed è il simbolo della salvezza del battezzando. L’ambiente dove avveniva la cerimonia era coperto da una volta e i ricchi mosaici che la ornavano erano la prima visione per il neofita purificato.

  • Particolare del mosaico di Santa costanza (RM)



I più antichi cimiteri cristiani seguendo l’uso funerario pagano, vennero posti fuori dalle mura delle città dove i defunti venivano inumati secondo le modalità imposte dalla religione.

  • I più antichi cimiteri cristiani seguendo l’uso funerario pagano, vennero posti fuori dalle mura delle città dove i defunti venivano inumati secondo le modalità imposte dalla religione.

  • Alla fine del II secolo prevalse la consuetudine di creare aree appositamente destinate alle sepolture cristiane.



Ben presto il gran numero dei defunti e il prezzo vertiginoso dei terreni rese appetibili le cave di tufo nei pressi di Roma dove la natura dei territori, consentisse di realizzare grandi tombe collettive sotterranee.

  • Ben presto il gran numero dei defunti e il prezzo vertiginoso dei terreni rese appetibili le cave di tufo nei pressi di Roma dove la natura dei territori, consentisse di realizzare grandi tombe collettive sotterranee.

  • Non corrisponde dunque a verità la legenda che i cristiani ricavassero nel sottosuolo le catacombe per sfuggire alle persecuzioni.



Le catacombe erano costituite da numerose gallerie sotterranee oggi definite ambulacri, e anticamente chiamate criptae (nascoste) dagli operai che eseguivano gli scavi.

  • Le catacombe erano costituite da numerose gallerie sotterranee oggi definite ambulacri, e anticamente chiamate criptae (nascoste) dagli operai che eseguivano gli scavi.

  • Le catacombe scoperte a Roma sono oggi 60, divise in sette regioni, tutte collocate fuori dalla cinta muraria della città, che presero il nome del proprietario del terreno o del martire sepolto.














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