L’iniziativa Ospedale Amico del Bambino nell’Azienda ulss n°20 Verona a cura dello Staff Baby Friendly Hospital


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Sana03.10.2017
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L’iniziativa Ospedale Amico del Bambino nell’Azienda ULSS n°20 Verona






Le ragioni di un progetto

    • Gli standards come sfida
    • Diventare “Ospedale Amico dei Bambini” è sembrato per lungo tempo un obiettivo troppo ambizioso per l’ Italia
    • Gli standard di qualità raggiunti nell’ Ospedale di Soave, ancorché insufficienti, erano già nel 1999 molto buoni
    • Animati dalla volontà di promuovere comunque un buon inizio di vita attraverso l’allattamento al seno abbiamo deciso di provare
    • La necessità di un percorso originale
    • Ci siamo subito resi conto che non era possibile imporre nuove pratiche ed una formazione standard: occorreva puntare ad un cambiamento culturale nell’organizzazione, le conoscenze e le emozioni e a una metodologia che passasse dalla prescrizione alla condivisione (da top-down a bottom-up), nel contesto locale.


L’iniziativa “Ospedale Amico dei Bambini”

  • Lanciata nel 1992 da UNICEF e OMS vuole assicurare che tutti gli ospedali:

  • accolgano nel migliore modo possibile i bambini neonati

  • divengano centri di sostegno per l’allattamento al seno (al 2000 sono 15.000 in 128 paesi, “0” in Italia)

  • Un ospedale è dichiarato “Amico dei Bambini” quando:

  • applica le 10 norme in favore dell’allattamento al seno

  • non accetta campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, di biberon o di tettarelle



Le 10 norme UNICEF-OMS (1)

  • Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale

  • Istruire tutto il personale sanitario per mettere in pratica il protocollo

  • Informare le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento

  • Aiutare le madri ad iniziare l’allattamento al seno già mezz’ora dopo il parto

  • Mostrare alle madri come allattare e mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati



Le 10 norme UNICEF-OMS (2)

  • Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su specifica prescrizione medica

  • Praticare il “rooming-in”, permettendo alle madri e ai loro bambini di rimanere insieme tutto il giorno

  • Incoraggiare l’allattamento a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento

  • Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell’allattamento

  • Favorire la creazione di gruppi di supporto ed indirizzarvi le madri dimesse



Un esempio di programmazione aziendale integrata

  • Fare le cose che contano in una sanità che cambia. Gli obiettivi OMS, PSN e Regione

  • Lavorare per obiettivi coinvolgendo tutte le articolazioni aziendali

  • Sinergia ed ottimizzazione delle risorse: un modello di integrazione ospedale/territorio in vista della nuova autonomia degli ospedali

  • Un’azienda calata nella comunità per promuovere le risorse delle persone

  • Rinsaldare le reti aziendali e con la comunità per creare un “sistema salute” (Verona Initiative)



Promozione della salute promozione della qualità

  • Promozione della salute: un cambiamento culturale negli operatori sanitari

  • Aprirsi all’innovazione mettendo in discussione i propri modelli

  • Il riferimento a standards di qualità (i 10 passi OMS/UNICEF) per guidare la trasformazione

  • La valutazione esterna come sfida e sostegno del cambiamento



Il profilo del Punto Nascita

  • Area: Distretti 6 e 7 (110.000 abitanti)

  • U.O.A. di Ost/Gin e Pediatria di 2° livello

  • > 1200 parti all’anno – III° in Provincia di VR con mobilità in attivo

  • Particolare attenzione anestesiologica al parto spontaneo (Anestesista dedicato - in organico)

  • Neonatologia (mobilità in attivo) – Patologia Neonatale in rete con strutture III° Liv.



Un intervento nel presente con lo sguardo sul futuro

  • Un esempio di dipartimento funzionale

  • Il polo unico (apertura nel 2003): il nuovo ospedale progettato per ospitare insieme mamme e neonati



Primi passi per promuovere BFHI in Ospedale e nel Territorio

  • Valorizzare il percorso pregresso (dal 1995)

  • Istituire un Comitato BFHI

  • Identificare problemi e obiettivi specifici

  • Stendere un progetto/piano di azione

  • Attribuire compiti specifici

  • Prevedere budget e tempi



Dall’inizio (ago 1999) al riconoscimento BFH (dic 2001)

  • Parti Cesarei ~ 19 %

  • Allattamento escl. alla dimissione > 80.1% (criteri non standard)

  • Rooming-in Diurno

  • Consulenza parziale per l’allattamento

  • Nessun follow-up post dimissione

  • Formazione parziale per un gruppo limitato di operatori

  • Debole comunicazione tra ospedale e territorio



Compiti individuati per completare i 10 passi OMS/UNICEF

  • Aumentare e migliorare l’informazione su allattamento e criteri del BFHI nelle visite e nei corsi di preparazione alla nascita

  • Promuovere l’allattamento fin dalla nascita

  • Garantire il Rooming-in e le pratiche di sostegno all’allattamento esclusivo in degenza

  • Sostenere l’allattamento dopo la dimissione

  • Stabilire una comunicazione tra operatori dell’ospedale e del territorio

  • Istituire un sistema di Follow-up



Suddivisione del progetto in 7 sottoprogetti

  • Istituito per ogni progetto un gruppo di lavoro

  • Assegnata ad ogni gruppo la valutazione della situazione corrente e la stesura di un piano di azione

  • Individuati dai primi 6 Gruppi i bisogni locali rispetto al compito assegnato

  • Organizzata dal Gruppo 7 la formazione secondo le indicazioni OMS/UNICEF



7 Gruppi di lavoro

  • Preparazione alla nascita e all’allattamento

  • Procedure nel travaglio e nel parto

  • Rooming-in ed allattamento in degenza

  • Supporto dopo la dimissione

  • Protocolli e strategie informative

  • Follow-up e valutazione dei risultati

  • Formazione degli Operatori



Caratteristiche del Progetto

  • Metodologia: dalla prescrizione alla condivisione (da top-down a bottom-up)

  • Analisi dei bisogni assegnata a gruppi interdisciplinari

  • Analisi in staff e nel comitato delle dinamiche istituzionali e di gruppo

  • Utilizzo di strumenti gruppoanalitici

  • Utilizzo di metodi di Project Management

  • Frequenti incontri con consulenti OMS

  • Coinvolgimento di tutti gli Operatori nella valutazione



Operatori coinvolti nel BFHI

  • 59 dell’U.O.A. di Ostetricia e Ginecologia

  • 40 dell’ U.O.A. di Pediatria

  • 7 della Sala Operatoria

  • 26 nei distretti (17 Pediatri di L.S.)

  • TOT 132

  • di cui il 97,7% ha avuto una formazione specifica in 5 gruppi misti (21 h.)

  • ( Corso OMS/UNICEF a cura del GLASE – TS)

  • *Diretto da Adriano Cattaneo



La sfida della trasformazione del punto nascita in “ospedale amico del bambino”

  • Un

  • Cambiamento

  • Culturale



Sfide Organizzative

  • Problemi Reali:

    • Poco tempo per incontri e formazione
    • Compiti aggiuntivi (transitori)
    • Sovrapposizione di vecchi e nuovi stili di lavoro
    • Debole metodologia progettuale
  • Difficoltà percepite dagli operatori:

    • Operatori riluttanti verso il cambiamento e preoccupati per i compiti aggiuntivi
    • Risultati del cambiamento non immediatamente percepibili


Interventi Predisposti

  • Assicurare una dotazione di personale adeguata

  • Assicurare la participazione degli operatori allo sviluppo del processo

  • Scrivere insieme un progetto coerente con i bisogni rilevati

  • Garantire agli operatori un tutoring adeguato



Sfide cognitive

  • Una buona conoscenza dei principi di base non sempre tradotta in pratica

  • Differenza di conoscenze:

    • tra le varie équipes
    • nelle équipes tra i vari operatori


Interventi Predisposti

  • Valutazione in gruppo dei bisogni formativi

  • Più attenzione nella formazione alla pratica del counselling

  • Formazione integrata delle diverse figure professionali

  • Valutazione ante/post formazione (tests)



Sfide Emotive

  • Individuali e di gruppo

  • Caratteristiche di ogni cambiamento

  • Caratteristiche del lavoro di rete

  • Specifiche del compito della promozione dell’allattamento:

    • Ansie specifiche emergenti nella cura di : Gravidanza, Parto, Allattamento, Svezzamento
    • Narcisismo (Potere dell’operatore sanitario):
    • spostare la centralità dalla struttura alla persona


Interventi Predisposti

  • Promuovere la comunicazione e la critica nei gruppi

  • Favorire la partecipazione alla pianificazione delle azioni

  • Istituire uno sportello di ascolto e supporto per gli operatori

  • Fornire strumenti per trasformare emozioni e conflitti in utili opportunità di apprendimento



Punti di forza in Ostetricia Dott. Umberto Tosadori – Resp. U.O.A. Ostetricia

  • Promozione dell’allattamento in gravidanza (Ambulatorio Divisionale e di Cardiotocografia, Day Hospital, Corsi di preparazione al parto)

  • Basso tasso di Parti Cesarei (17,8% nel 2001)

  • Analgesia periferica nel 99% dei parti cesarei (la madre partecipa all’evento)

  • Anestesista a disposizione e a richiesta 24h./24 per analgesia in travaglio di parto (epidurali pari al 13% dei parti spontanei - punto distintivo)

  • Nessun distacco in sala parto e operatoria del bambino dalla madre

  • Coinvolgimento del padre



Punti di forza in Pediatria Dott.ssa Giovanna Marcer – Resp. U.O.A. Pediatria

  • Rooming-in (madre e bambino stanno nella stessa stanza) 24 h./24 fin dal momento del parto

  • Assistenza personalizzata sull’allattamento anche nei prematuri

  • Gruppi con le mamme in reparto per l’informazione e la soluzione dei problemi sull’allattamento

  • Allattamento pieno al seno alla dimissione 97,8% nel III° trimestre 2001 - dato di eccellenza

  • Ambulatorio del latte

  • Linea telefonica dedicata attiva 24h./24



Punti di forza sul Territorio Dott. Francesco Raimo – Pediatra di Libera Scelta

  • Tempestiva presa in carico del pediatra di libera scelta, in particolare delle situazioni critiche

  • Coinvolgimento dei pediatri di libera scelta nel sostegno dell’allattamento al seno

  • Monitoraggio dell’allattamento da parte dei pediatri con i bilanci di salute del 1°,3°,6°,9° mese - implementata scheda ad hoc

  • Sostegno nel territorio attraverso consultori familiari e ostetriche del distretto

  • Connessione in rete di tutti gli operatori













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