Tuo volto, signore


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Diocesi di Cuneo e di Fossano 

 

 

IL



 

TUO

 

VOLTO,

 

SIGNORE,

 

CERCHIAMO 

 

Credere oggi 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

 



 

 

Catechesi per adulti e famiglie 

ANNO PASTORALE 2012-2013 

 

 



Anno della fede. 

Sussidio diocesano per chi partecipa 

alla catechesi degli adulti e delle famiglie 

 

 

Collaboratori 

I membri della commissione che hanno  

partecipato alla stesura del testo:  

-Don Mariano BERNARDI 

-Mons. Giuseppe CAVALLOTTO 

-Don Michele DUTTO 

-Elsa e Nino MANA 

-Francesco MASSOBRIO 

-Don Carlo OCCELLI 

-Tommy REINERO 

-Don Piero RICCIARDI 

-Pasqualino VIADA 

La commissione è stata 

coordinata dal Vescovo 

 

 

 



Il testo è disponibile presso  

l’Ufficio Catechistico diocesano  

di Cuneo e di Fossano.  

Lo si può anche scaricare dal sito:  

–   www.diocesicuneo.it 

–   www.diocesifossano.it/it/index.php?id=619&id2=617 

 

 

 



 

 

 



 

 

Cuneo, 14 settembre 2012 



Esaltazione della Santa Croce 

 


 

1

Presentazione 



“Le frasi di un libro sono parole incartate. 

Ruminate possono diventare luce, fiori, opere di bene” 

 

 



L’Anno della fede, voluto da Papa Benedetto, è un tempo di grazia 

per scoprire la bellezza della nostra fede, per approfondirla e testimoniarla.  

Come la Samaritana ci avviciniamo al pozzo, che è Cristo, per essere 

dissetati e illuminati, per ricominciare con nuovo slancio il nostro cammino 

di credenti. Il Signore è venuto non per i sani, ma per gli ammalati: per chi 

è ferito, è in ricerca, è stanco, per chi, credendo di credere, avverte la pro-

pria fragilità, si sente come Pietro risucchiato dalle onde, può dubitare della 

vicinanza di Dio e del suo aiuto.  

 

Cerco il tuo volto, Signore 

Ripetutamente il Salmista si rivolge al Signore: “Non nascondermi il 

tuo volto” (Sal 27,2; 69,18; 102,3). È il gemito di chi è afflitto o in pericolo 

e attende una risposta dal Signore. È il grido dello smarrito o di chi branco-

la nel buio per trovare un senso alla sua vita, per vedere una luce.  

È anche l’invocazione che sostiene i nostri giorni. Essa diventa pre-

ghiera, domanda, attesa nel percorso proposto in questo sussidio. È il desi-

derio di conoscere e incontrare il Signore. È disponibilità ad affidarci a Lui 

per essere sollevati e presi per mano. È richiesta di risposta ai nostri interro-

gativi. Per questo ci domandiamo: “Che cosa Dio ci offre e ci propone? È 

un Dio affidabile? Qual è il suo vero volto?” 

 

Padre giardiniere 

L’espressione è di

 

Torres



 

Queiruga: “Dio è il

 

giardiniere che permet-



te

 

alla



 

nostra vita di fiorire. Ci dà il coraggio per vincere l’angoscia. Il dia-

logo

 

con



 

Lui purifica la nostra esistenza”

1

. Dio creatore, Dio dell’alleanza, 



Pastore, Sposo, Colui

 

che



 

è

 



vicino… sono appellativi che possono trovare 

una


 

sintesi


 

concreta ed efficace in Dio che è “Padre giardiniere”. Anche la 

Scrittura parla di Dio agricoltore

 

o



 

vignaiolo, che dissoda il terreno, semina, 

attende pazientemente,

 

che



 

pianta


 

e

 



coltiva la sua vigna, la visita, la difende.  

                                                 

1

 

TORRES QUEIRUGA A., La rivelazione di Dio nella realizzazione dell’uomo, Borla, 



Roma 1991, p. 208. 

 

2

La nostra idea di Dio talvolta è confusa, impropria, persino distorta. 



Il cammino proposto in questo testo intende aiutarci a purificare la nostra 

visione di Dio, a scoprire il vero volto del Padre che l’Antico Testamento e 

soprattutto Gesù ci hanno rivelato.  

Dopo una prima riflessione introduttiva, dove siamo invitati a inter-

rogarci sulla nostra fede e sul nostro essere credenti e praticanti, sono pro-

poste  nove schede, ognuna delle quali intende richiamare un tratto essen-

ziale del volto del Signore: Dio che abita la storia, che è custode di ogni 

uomo, che cammina con noi, che offre liberazione e libertà, il Dio della te-

nerezza, di una vita felice, della cura, il Dio crocifisso che è sorgente di vi-

ta, infine Dio Padre e Creatore. 

I tratti richiamati non esauriscono il mistero di Dio. Sottolineano, pe-

rò, la sua vicinanza, la sua cura, la sua affidabilità. Meditati e pregati con 

cuore disponibile, suscitano stupore, rafforzano la nostra fede, ravvivano la 

nostra fiducia nel Signore, trasformano la nostra vita. 

 

Risposta esistenziale e sempre aperta 

La fede, innestata sull’umano, scrive Enzo Bianchi, “è capace di o-

rientare e portare a pieno sviluppo ciò che di più autentico c’è nell’uomo”

2



Se da una parte la fede cristiana invoca un decentramento dalle nostre cer-

tezze, un distacco dalla ripetitività e dalla consuetudine del credere, per di-

ventare progressivamente un pieno affidamento a Dio, dall’altra ci spinge a 

investire il nostro quotidiano con la creatività dell’amore.  

Crescere nella fede è sviluppare una relazione vitale con Dio, che 

lentamente modifica il nostro legame con Lui, il nostro rapportarci con le 

persone e con il mondo. L’autentica fede non allontana l’uomo dalla sua 

realtà esistenziale, ma assume la sua situazione -vita familiare e professio-

nale, paure e difficoltà, dubbi e interrogativi… gioie e fallimenti- la illumi-

na, la riscatta e la nobilita. Il cristiano, sostenuto dalla fede, è un credente in 

ricerca.

 

Con



 

intelligenza

 

e

 



libertà

 

è



 

aperto


 

al

 



nuovo,

 

all’inedito



 

di

 



Dio,

 

a



 

scel-


te alte e coraggiose, con la consapevolezza che ciò che sembra irraggiungi-

bile è possibile a Dio. 

Per suscitare risposte responsabili ogni scheda di questo sussidio pro-

pone un progressivo passaggio: partire dalla situazione esistenziale, dal vis-

suto, mettersi poi in ascolto della Parola che illumina e riscalda il nostro 

cuore, infine intravedere ricadute per purificare la nostra fede e rimodellare 

la nostra vita di cristiani. 

                                                 

2

 

BIANCHI E., La fede è un rischio, in “MicroMega. Almanacco di filosofia” 2 (2000), p. 



80. 

 

3

Pagine da sfogliare e non solo 

Il sussidio che tu, fratello o sorella, hai fra le mani è stato pensato per 

te: per la tua riflessione e preghiera, da condividere possibilmente in fami-

glia. Puoi anche utilizzarlo come “diario personale” per annotare le tue ri-

flessioni e i tuoi impegni, per arricchirlo con citazioni, preghiere, interroga-

tivi. Esso è uno strumento che aiuta e integra la riflessione in gruppo. È un 

“compagno di viaggio”: sostiene e orienta la tua crescita nella fede. 

C’è un altro testo assai più prezioso: la Bibbia. Essa è il libro per ec-

cellenza della parola di Dio, che nutre la nostra fede. Di qui l’invito a sfo-

gliarla, meditarla, pregarla. Ognuno ha il proprio modo di fare spazio alla 

parola di Dio e accoglierla nella sua vita. È sempre proficuo l’invito rivolto 

da Dietrich Bonhoeffer, teologo tedesco della Chiesa evangelica e martire 

del nazismo: 



“Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio, 

     perché i nostri pensieri sono già avvolti da quella Parola. 

Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola di Dio, 

     perché essa ci parla ancora, vive e dimora in noi. 

Facciamo silenzio la mattina, 

     perché Dio deve avere la prima parola. 

Facciamo silenzio prima di coricarci, 

     perché l’ultima parola appartiene a Dio. 

Facciamo silenzio 

     solo per amore della Parola di Dio”. 

 

O Dio, vieni a salvarmi 

È l’invocazione con la quale, più volte al giorno, la Chiesa propone 

di iniziare la liturgia delle ore. La stessa preghiera dovrebbe ispirare ogni 

incontro di riflessione in gruppo e cadenzare la vita di ognuno. La fede, per 

svilupparsi, ha bisogno dell’ascolto della parola di Dio, della ricerca e del 

confronto. Essa, però, è un dono del Signore: cresce se è alimentata e so-

stenuta dalla preghiera personale e liturgica, in gruppo e in famiglia. 

Conosciamo la fatica e la difficoltà nel credere e nel testimoniare la 

nostra fede. Con la forza che viene dall’Alto è possibile riprendere il nostro 

cammino spirituale e avanzare. Ci sostiene la certezza espressa dal Salmi-

sta: “Il Signore sta alla mia destra, non potrò vacillare” (Sal 16,8).  

 

+ Giuseppe Cavallotto 



Vescovo di Cuneo e di Fossano 

.

SCHEDA


 

0

.

 



 

4

CREDO. 



SIGNORE,

 

AIUTA

 

LA

 

MIA

 

INCREDULITÀ 

“Io credo nel Dio che ha creato gli uomini, 

non nel Dio che gli uomini hanno creato”  

(Alphonse Karr) 

 

 

    Signore, aumenta la mia fede. 

Come tanti ho dubbi e interrogativi. 

    Signore, chiedo la tua luce. 

Fammi conoscere il tuo volto. 

    Signore, donami la tua forza. 

Che io non mi stanchi di cercarti. 

    Signore, prendimi per mano. 

Ho paura d’incontrarti, della tua richiesta. 

 

 



 

Credo a modo mio 

     “O Signore dell’universo,  

ascolta questo figlio disperso 

che ha perso il filo e non sa dov’è 

e che non sa neanche più parlare con te. 



    Ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino 

e un Buddha sereno sopra il comodino. 



    Conosco a memoria il Cantico delle Creature, 

grandissimo rispetto ho per le mille sure del Corano. 



    C’ho pure un talismano  

che me l’ha regalato un mio fratello africano. 



    E io lo so che tu da qualche parte ti riveli, 

che non sei solamente chiuso dietro ai cieli… 

e a volte ti sento in tutto quello che c’è”.  

(Jovanotti) 


.

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0

.

 



 

5

LA PAROLA DI DIO 

 

Chi si lascia incontrare da Gesù cambia vita. 



 Due discepoli del Battista, dopo avere trascorso una giornata affascinante con 

Gesù, per sempre ricorderanno la conclusione di quell’incontro: “Erano circa le 

quattro del pomeriggio” (Gv 1,39). Più tardi lasceranno tutto per seguire Gesù. 

 Il ricco Zaccheo, piccolo di statura, incuriosito salì su un sicomoro per vedere 

Gesù che passava per strada. Incrociò lo sguardo del Maestro che gli disse: “Zac-

cheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua” (Lc 19,5). Zaccheo, 

colpito dallo sguardo di Gesù e dalla sua visita, cambiò radicalmente vita: “Ecco, 

Signore, io do la metà di ciò che posseggo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, re-

stituisco quattro volte tanto” (Lc 19,8). 

 Mentre Gesù, arrestato, veniva condotto dal sommo sacerdote, Pietro, dopo aver-

lo rinnegato per la terza volta, si incontrò con il Signore che, “si voltò e fissò lo 

sguardo su Pietro”, che “uscito fuori, pianse amaramente” (Lc 25,61-62). Trascorsi 

pochi giorni, Pietro, rassicurato dall’amore e dalla fiducia di Gesù risorto, sarà ri-

confermato nella missione di guidare la Chiesa. 

 Scribi e farisei portarono una donna, colta in flagrante adulterio, dinanzi a Gesù, 

perché


 

approvasse

 

la

 



sua

 

lapidazione, ma lui disse: “Chi di voi è senza peccato, get-



ti

 

per



 

primo


 

la

 



pietra contro di lei” (Gv 8,7). Quelli, iniziando dai più anziani, se ne 

andarono. Allora

 

Gesù


 

disse


 

a

 



chi

 

aveva



 

peccato: “Donna,

 

nessuno ti ha condanna-



to? Neppure io ti condanno: va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8,10-11). Gli 

uomini sono facili alla condanna. Gesù accoglie con misericordia e mette in piedi. 

 Dopo la morte di Gesù due discepoli, sconsolati, decisero di fare ritorno al loro 

villaggio, a Emmaus. Lungo il tragitto Gesù in persona, non riconosciuto, si mise a 

camminare con loro e a spiegare le Scritture. Verso sera, i due pregarono il Vian-

dante di fermarsi da loro. Allo spezzare del pane “si aprirono i loro occhi e lo rico-

nobbero” (Lc 24,31). La loro tristezza si mutò in gioia, la delusione in speranza. 

Ritornarono sui loro passi per annunciare “ciò che era accaduto lungo la via e come 

l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane” (Lc 24,35) e per narrare che Gesù 

era risorto. Il Vangelo lascia intendere che a questo dedicheranno tutta la loro vita. 

 Saulo, ostinato persecutore dei cristiani, era in viaggio verso Damasco. “All’im-

provviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che diceva: 

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io 

sono


 

Gesù,


 

che


 

tu

 



perseguiti! Ma alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che de-

vi fare»” (At 9,3-6). L’inaspettato e travolgente incontro con Gesù cambierà total-

mente la vita di questo intransigente fariseo: Saulo si chiamerà Paolo; il grande 

persecutore sarà il più infaticabile testimone e annunciatore di Cristo.  

 

CRISTIANI NON SI NASCE SI DIVENTA. 

Ciascuno è debitore della sua fede    

e dell’incontro con il Signore a particolari persone, eventi… esperienze.    

QUALI? 


.

SCHEDA


 

0

.

 



 

6

DALLA PAROLA  ALLA FEDE… 

 

Dio Padre, Creatore… Salvatore 

Il Dio, nel quale crediamo, si è manifestato al popolo d’Israele ed è stato piena-

mente rivelato da Gesù Cristo. Possiamo richiamare alcuni tratti essenziali di Dio 

che saranno arricchiti e integrati negli incontri successivi.  

 



 



Crediamo in un solo Dio, unico e non solitario: è Padre, Figlio e Spirito Santo. 

Le tre Persone divine sono unite da una profonda relazione e comunione: è il 

mistero della Trinità. Sant’Agostino, riferendosi alle tre Persone, parla rispet-

tivamente di Amante, di Amato, di Amore. 

 



Per amore Dio ha creato l’universo, ogni essere vivente e l’uomo. Per la nostra 

salvezza ha donato il suo Figlio unigenito. Per la nostra continua rinascita si 

rende presente con il suo Spirito. 

 



Dio non vuole il male, ma la nostra felicità. Condivide le nostre sofferenze, ma-

lattie… difficoltà per offrire il suo aiuto e per aprire sentieri di speranza. 

 



È un Padre misericordioso che attende a braccia aperte. Ha inviato il suo Fi-

glio non per i sani, ma per gli ammalati, non per i giusti, ma per i peccatori. 

 



Dio è presente nella nostra storia e nella vita degli uomini. Ha scelto la Chiesa 

come suo popolo, spazio privilegiato di azione, luogo di salvezza, segno di spe-

ranza e di comunione di tutta la famiglia umana. 

 



Dio, amante della vita, ci chiama alla comunione con sé. La pienezza della vita 

“è già e non ancora”. Fiorirà domani, quando saremo per sempre con il Si-

gnore, e troverà il suo compimento con la nostra risurrezione. 

 

Noi crediamo 

La nostra fede talvolta è segnata da dubbi e interrogativi. Formuliamone alcuni. 

Tre domande a Dio  

…………………………………………………………………………… 

…………………………………………………………………………… 

…………………………………………………………………………… 

Tre domande alla Chiesa 

…………………………………………………………………………… 

…………………………………………………………………………… 

…………………………………………………………………………… 

 


.

SCHEDA


 

0

.

 



 

7

… ALLA VITA

 

 

Il Credo è la nostra “regola della fede”. Per ogni 



articolo

 

del

 

Credo

 

ognuno

 

è invitato a sbarrare un 

riquadro, a seconda di quanto ci crede davvero.

 

 

Credo 



pienamente

Credo


in 

parte


Ho 

difficoltà

a

 

credere



Credo in un solo Dio, 

 

 



 

Padre onnipotente, creato-

re del cielo e della terra,  

di tutte le cose visibili ed 

invisibili. 

 

 



 

Credo in un solo Signore, 

Gesù Cristo, unigenito 

figlio di Dio, nato dal Pa-

dre prima di tutti i secoli. 

 

 



 

Dio da Dio, Luce da Luce, 

Dio vero da Dio vero, 

 

 



 

generato, non creato, della 

stessa sostanza del Padre

 

 



 

per mezzo di lui tutte le 

cose sono state create. 

 

 



 

Per noi uomini e per la 

nostra salvezza 

discese dal cielo, 

 

 

 



e per opera dello Spirito 

Santo si è incarnato nel 

seno della Vergine Maria 

e si è fatto uomo. 

 

 

 



Fu crocifisso sotto Ponzio 

Pilato, morì e fu sepolto. 

 

 

 



Il terzo giorno è risuscita-

to, secondo le Scritture, è 

salito alla destra del Padre.

 

 



 

E di nuovo verrà, nella 

gloria, per giudicare i vivi 

e i morti, e il suo regno 

non avrà fine. 

 

 



 

Credo nello Spirito Santo

che è Signore e dà la vita, 

e procede dal Padre e dal 

Figlio. 

 

 



 

Con il Padre e il Figlio è 

adorato e glorificato, e ha 

parlato


 

x

 



mezzo

 

dei



 

profeti.


 

 

 



Credo la Chiesa, una santa 

cattolica e apostolica. 

 

 

 



Professo

 

un solo battesimo 



per il perdono dei peccati. 

 

 



 

Aspetto la risurrezione dei 

morti e la vita del mondo 

che verrà. Amen. 

 

 

 



Credo Niceno-costantinopolitano 

    È la professione di fede fatta abitual-

mente ogni domenica nella messa. Esso 

è il frutto di due Concili ecumenici: di 

Nicea (325) e di Costantinopoli (381). 

 

Impegno: il mio diario 

È l’invito a comporre un diario persona-

le (anche utilizzando le pagine bianche 

riportate in fondo a questo sussidio) do-

ve si possono riportare frasi, preghiere, 

domande… impegni.  

 

Il mio credo 

   Il mio credo è Antico

Ha il sapore dei miei timori di bambina  

e del coraggio di mia madre. 

   Il mio credo è Facile

Ha il sapore di ogni entusiasmo,  

della voglia di vita, di un incontro. 

   Il mio credo è Intenso

Ha il sapore del futuro: immaginato, 

assaporato, 

costruito giorno dopo giorno. 

   Il mio credo è Salato

Ha il sapore dei faticosi aggiustamenti,  

dei passi traballanti,  

delle possibilità trascurate,  

degli ostinati ricominciamenti. 

   Il mio credo è Libero

Capace di compagnia 

e talvolta volutamente solitario. 

   Il mio credo sei Tu, Signore Gesù

Mi precedi. Il mio credo 

ha il sapore della mia vita. Amen.   

 

 



(Gabriella Romano) 

.

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