Responsabilità penali in materia di rischio idrogeologico: legislazione e giurisprudenza


delle aree a rischio idrogeologico”


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Sana09.09.2017
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delle aree a rischio idrogeologico”;

  • varie ordinanze del Dipartimento per la Protezione Civile.

  • Tali normative, pur instaurando prassi più spedite e

  • funzionali per gli interventi da realizzare, costituiscono

  • strumenti-tampone dettati dall’emergenza, privi di un’ottica

  • strategica complessiva.



  • Ci vogliono le successive gravi alluvioni del

    • Ci vogliono le successive gravi alluvioni del

    • Piemonte nel ‘94, della Versilia nel ‘96, di Sarno

    • nel ‘98 per arrivare al D.L. 11 giugno 1998, n°

    • 180 “Misure urgenti per la prevenzione del rischio

    • idrogeologico ed a favore delle zone colpite da

    • disastri franosi nella Regione Campania che,

    • dopo gli eventi di Sarno, introduce l’obbligo, per

    • le Autorità di Bacino, di delimitare le aree a

    • rischio idrogeologico e di redigere Piani stralcio

    • per la tutela dal rischio idrogeologico e misure di

    • prevenzione per le aree a rischio, oltre a piani di

    • emergenza gestiti dagli organi della Protezione

    • Civile.



    • Il decreto prevede che nelle aree a rischio

    • idrogeologico le Regioni debbano individuare le

    • infrastrutture ed i manufatti di ogni tipo che

    • determinano rischi idrogeologici, per i quali i

    • soggetti proprietari possono accedere alle

    • misure di incentivazione allo scopo di adeguare

    • le infrastrutture e di rilocalizzare fuori dell’area

    • a rischio le attività produttive e le abitazioni

    • private.



    DPCM 29.09.1998

    • DPCM 29.09.1998

    • A seguito dell’emanazione della legge 267/1998 - di

    • conversione del citato decreto 180/1998 - in considerazione

    • dell’estremo ritardo nella redazione dei Piani di bacino, con il

    • DPCM 29.09.1998, lo Stato fissa, quale termine ultimo per la

    • redazione dei PAI, il 30 giugno 1999, mentre sono fissate al 30

    • giugno 2001 ed al 30 giugno 2002 le scadenze per l’adozione e

    • l’approvazione.

    • Si conferma che tali Piani debbano contenere in particolare :

    • l’individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio

    • idrogeologico;

    • l’adozione di idonee misure di salvaguardia delle persone e delle infrastrutture presenti.



    D.L. 12 ottobre 2000, n. 279

    • D.L. 12 ottobre 2000, n. 279

    • Il successivo D.L. 12 ottobre 2000, n. 279 “Interventi

    • urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e

    • in materia di protezione civile, nonché a favore di

    • calamità naturali” viene emanato dopo il disastro di

    • Soverato, in Calabria.

    • Questo decreto estende le misure di salvaguardia

    • previste dal D.L. 180/98 ad aree ricomprese in un

    • limite maggiore rispetto a laghi, fiumi ed altri corsi

    • d’acqua (150 mt.) e ad aree con probabilità di

    • inondazione corrispondente alla piena con tempo di

    • ritorno minore (200 anni).



    La legge 11.12.2000,n° 365

    • La legge 11.12.2000,n° 365

    • Con la legge 365/2000 - di conversione del D.L.

    • 12.10.2000, n° 279 - si stabilisce la necessità

    • della convocazione da parte delle Regioni di una

    • Conferenza Programmatica

    • con lo scopo di assicurare la necessaria coerenza tra

    • pianificazione territoriale e pianificazione di bacino.

    • Alla Conferenza programmatica partecipano

    • rappresentanti delle Province, dei Comuni e delle

    • Autorità di bacino che esprimono pareri sul progetto

    • di piano.



    • Il progetto di piano, così come approvato

    • ed integrato a seguito della conferenza

    • programmatica, viene adottato come

    • Piano stralciodal Comitato Istituzionale



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