Responsabilità penali in materia di rischio idrogeologico: legislazione e giurisprudenza


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Sana09.09.2017
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A partire dall’inizio del secolo gli eventi di

  • A partire dall’inizio del secolo gli eventi di

  • dissesto idrogeologico hanno provocato diversi e

  • gravi danni a persone, abitazioni ed

  • infrastrutture, ma soprattutto hanno messo a

  • rischio vite umane provocando spesso vittime.

  • Sono stati circa 12.600 i morti, dispersi o feriti,

  • ed il numero di sfollati supera i 750.000. Gli

  • eventi con danni gravi sono stati oltre 4.000, dei

  • quali 1.600 hanno prodotto vittime.



  • Solo nel 2014, queste catastrofi si sono verificate

  • in 220 Comuni di 19 Regioni, provocando 33

  • morti, 46 feriti e 10.000 sfollati, causando circa 4

  • miliardi di euro di danni, sia pubblici che privati.

  • La ricorrenza di questo fenomeno è in parte

  • legata alla stagionalità. Dall’analisi dei dati storici

  • emerge che la stagione che presenta la maggiore

  • incidenza degli eventi disastrosi è l’autunno,

  • quando aumentano le precipitazioni.



Possiamo affermare che il dissesto idrogeologico è

  • Possiamo affermare che il dissesto idrogeologico è

  • una delle grandi emergenze del nostro Paese. In

  • questi ultimi anni è sufficiente una pioggia un pò

  • prolungata o un violento temporale per scatenare

  • disastri sul territorio, con danni ingentissimi.

  • Fattori che contribuiscono a determinare lo squilibrio

  • idrogeologico del territorio: abusivismo edilizio;

  • estrazione illegale di inerti; disboscamento

  • indiscriminato; cementificazione selvaggia;abbandono

  • delle aree montane; agricoltura intensiva.



Approfondendo ulteriormente l’analisi emerge che in

  • Approfondendo ulteriormente l’analisi emerge che in

  • media ogni anno c’è stato almeno un evento che ha

  • causato la perdita di vite umane.

  • Alcuni esempi:

  • frana del Vajont del 1963: 1.910 vittime;

  • alluvione di Tesero (Val di Stava) del 1985: 268 vittime;

  • frana Valtellina del 1987: 49 vittime;

  • alluvione del Piemonte del 1994: 78 vittime;

  • alluvione della Versilia del 1996: 13 vittime;

  • frana di Sarno del 1998: 157 vittime;

  • alluvione che ha coinvolto l’Italia nord-occidentale del 2000: 37 vittime.



Il rischio naturale interessa praticamente tutto il

  • Il rischio naturale interessa praticamente tutto il

  • territorio nazionale. L’Italia è un territorio fragile: le

  • aree ad elevata criticità idrogeologica rappresentano

  • il 10% della superficie italiana e riguardano l’89%

  • dei Comuni (ben 6.633 Comuni sono interessati dal

  • fenomeno).

  • La tutela delle popolazioni residente in queste aree il

  • risanamento idrogeologico del territorio e la messa in

  • sicurezza del patrimonio degli eventi disastrosi

  • diventano dunque prioritarie per il Paese.



La superficie delle aree ad elevata criticità

  • La superficie delle aree ad elevata criticità

  • idrogeologica è pari a 29.500 Kmq e comprende

  • 6.633 Comuni secondo uno studio elaborato nel

  • 2008 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela

  • del Mare e pubblicato con il nome di “Rapporto

  • sul rischio idrogeologico in Italia”.

  • Complessivamente la popolazione residente nelle

  • aree di elevato rischio idrogeologico è pari a 5,8

  • milioni di persone (2,4 milioni di famiglie) e 6,3

  • milioni di edifici.



Secondo il citato rapporto del Ministero

  • Secondo il citato rapporto del Ministero

  • dell’Ambiente la superficie territoriale ad

  • elevata criticità idrogeologica è per il 58%

  • soggetta a fenomeni di frana che

  • interessano un’area di circa 17.200 Kmq e

  • per il 42% a rischio alluvione, ovvero



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