A. A. 2013-2014 sp 2014 Prof ord. Uberto motta storia letteraria moderna: La letteratura dell’Italia Unita (1861-1968) martedí 17-19h, mis 3026


Io giovinetto imberbe, t’ho guardato con ira, padre, per la tua vecchiezza. Stizza contro te vecchio mi prendeva. 1903-1925 La poesia


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Io giovinetto imberbe, t’ho guardato con ira, padre, per la tua vecchiezza. Stizza contro te vecchio mi prendeva.

1903-1925 La poesia

1903 Govoni, Armonia in grigio et in silenzio

1907 Gozzano, La via del rifugio

1910 Moretti, Poesie scritte col lapis; [Palazzeschi, L’incendiario]

1911 Gozzano, I colloqui; Moretti, Poesie di tutti i giorni; Sbarbaro, Resine; Saba, Poesie

1912 [Fòlgore, Il canto dei motori]

1913 Rebora, Frammenti lirici

1914 Campana, Canti orfici; Sbarbaro, Pianissimo; Bacchelli, Poemi lirici; [Marinetti, Zang Tumb Tumb]

1915 [Govoni, Rarefazioni e parole in libertà]

1916 Cardarelli, Prologhi; Ungaretti, Il porto sepolto

1918 Boine, Frantumi

1919 Ungaretti, Allegria di naufragi

1920 Cardarelli, Viaggi nel tempo

1921 Saba, Canzoniere

1922 Rebora, Canti anonimi

1925 Montale, Ossi di seppia



D. Campana, Il canto della tenebra, in Canti orfici, 1914

La luce del crepuscolo si attenua: Inquieti spiriti sia dolce la tenebra Al cuore che non ama più! Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare, Sorgenti, sorgenti che sanno Sorgenti che sanno che spiriti stanno Che spiriti stanno a ascoltare… Ascolta: la luce del crepuscolo attenua Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra: Ascolta: ti ha vinto la Sorte: Ma per i cuori leggeri un'altra vita è alle porte: Non c'è di dolcezza che possa uguagliare la Morte Più Più Più

Intendi chi ancora ti culla: Intendi la dolce fanciulla Che dice all'orecchio: Più Più Ed ecco si leva e scompare Il vento: ecco torna dal mare Ed ecco sentiamo ansimare Il cuore che ci amò di più! Guardiamo: di già il paesaggio Degli alberi e l'acque è notturno Il fiume va via taciturno… Pùm! Mamma quell'omo lassù!



Il «cubismo orfico» (G. Apollinaire)

F. Léger, Nudi nella foresta, 1909-10,

Otterlo, Rijksmuseum

V. Cardarelli, Saluto di stagione, in Prologhi, 1916

Benvenuta estate. Alla tua decisa maturità m'affido. Mi poserò ai tuoi soli, ricambierò alla terra in tanto sudore caldo delle mie adempiute nutrizioni i suoi veleni vitali. Lascio la primavera dietro di me come un amore insano d'adolescente. Lascio i languori e le ottusità, i sonni impossibili, le faticose inerzie animali, il tempo neutro e vuoto in cui l'uomo è stagione. Io che non spunto a febbraio coi mandorli, non mi compiaccio all'arido sapore di sasso che acuisce il gusto dolce dell'acqua dei rivi, alle gocciole chete

U. Saba, La capra e Trieste, da Canzoniere, 1921

Ho parlato a una capra.

Era sola sul prato, era legata.

Sazia d’erba, bagnata

dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno

al mio dolore. Ed io risposi, prima

per celia, poi perché il dolore è eterno,

ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita

sentiva querelarsi ogni altro male,

ogni altra vita.

PROGRAMMA D’ESAME

1. Manuale di riferimento (G. Contini, La letteratura dell’Italia unita 1861-1968)

Autori da preparare: Francesco De Sanctis, Graziadio Isaia Ascoli, Giosue Carducci, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Emilio De Marchi, Carlo Dossi, Carlo Collodi, Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce, Carlo Levi, Italo Svevo, Luigi Pirandello, Guido Gozzano, Giovanni Papini, Piero Jahier, Clemente Rebora, Dino Campana, Scipio Slataper, Camillo Sbarbaro, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Umberto Saba, Anna Banti, Elio Vittorini, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Salvatore Quasimodo, Mario Luzi, Vittorio Sereni, Federigo Tozzi, Alberto Moravia, Cesare Pavese, Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Vasco Pratolini, Pier Paolo Pasolini, Carlo Emilio Gadda

 2. Letture domestiche (una, a scelta, delle opere seguenti)
  • F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana;

  • G. Verga, I Malavoglia  oppure  Mastro-don Gesualdo;

  • G. D'Annunzio, Il Piacere;

  • L. Pirandello, Il fu Mattia Pascal  oppure  Uno, nessuno e centomila;

  • I. Svevo,  La coscienza di Zeno.

3. Testi e documenti utilizzati a lezione (Gestens)

S. Quasimodo, Vento a Tindari, da Acque e terre, 1930

Tindari, mite ti so fra larghi colli pensile sull’acque delle isole dolci del dio, oggi m’assali e ti chini in cuore. Salgo vertici aerei precipizi, assorto al vento dei pini, e la brigata che lieve m’accompagna s’allontana nell’aria, onda di suoni e amore, e tu mi prendi da cui male mi trassi e paure d’ombre e di silenzi, rifugi di dolcezze un tempo assidue e morte d’anima. A te ignota è la terra ove ogni giorno affondo e segrete sillabe nutro: altra luce ti sfoglia sopra i vetri nella veste notturna, e gioia non mia riposa sul tuo grembo.



S. Quasimodo, Vento a Tindari, da Acque e terre, 1930

Tindari, mite ti so fra larghi colli pensile sull’acque delle isole dolci del dio, oggi m’assali e ti chini in cuore. Salgo vertici aerei precipizi, assorto al vento dei pini, e la brigata che lieve m’accompagna s’allontana nell’aria, onda di suoni e amore, e tu mi prendi da cui male mi trassi e paure d’ombre e di silenzi, rifugi di dolcezze un tempo assidue e morte d’anima. A te ignota è la terra ove ogni giorno affondo e segrete sillabe nutro: altra luce ti sfoglia sopra i vetri nella veste notturna, e gioia non mia riposa sul tuo grembo.


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