Le chiese del centro storico di taranto itinerario redatto da sergio mulas e sabine scheck in collaborazione con la classe


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Sana25.06.2017
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La CAPPELLA commissionata dall’arcivescovo napoletano Tommaso Caracciolo arrivato a Taranto nel 1637 per rinnovare ed abbellire la cattedrale. Si presenta in forma ellittica, preceduta da un vestibolo quadrangolare. Per passare dal vestibolo alla cappella, bisogna oltrepassare un arco, opera di Andrea Ghetti. Oltrepassato l’arco, si arriva alla cappella del Santo,di forma ellittica in stile barocco. E’ il solo esempio di cappella di questa forma nel sud Italia, meravigliosa e pittoresca soprattutto per la ricchezza dei marmi policromi intarsiati presenti soprattutto sulle pareti. Sulle pareti ci sono delle nicchie predisposte per ospitare diverse statue: ai lati dell’entrata, si notano le sculture di San Sebastiano a sinistra e San Marco a destra, opera di Giuseppe Pagano nel 1804; ai lati dell’altare, si notano le statue di San Pietro, a destra e di San Giovanni Battista, a sinistra. Al centro delle pareti ci sono sei statue scolpite dallo scultore Giuseppe Sammartino e realizzate tra il 1754 e 1759. Alla fine della cappella, si trova l’altare maggiore, opera molto raffinata del Lombardelli. All’interno, si conservano le reliquie di San Cataldo, visibili da una piccola finestra. Al di sopra dell’altare, c’è la nicchia che ospita la statua del Patrono. Sulla volta c’è un affresco “ La Gloria di San Cataldo” opera del pittore Paolo de Matteis e un ciclo chiamato “le Sette Storie del Santo” dipinte sul tamburo della cappella.





La CAPPELLA DEL SANTO SACRAMENTO, in stile barocco è stata restaurata nel XVIII secolo, commissionata da Monsignor Caracciolo. Un cancello precede l’entrata. In alto, si sottolineano le iniziali M.P del Monte di Pietà e l’ostensorio, simbolo della confraternita del Sacramento . Si notano gli affreschi dipinti sulle pareti della cappella che l’arcivescovo Caracciolo aveva commissionato al pittore Giovanni Molinari: “L’ultima cena”, visibile a sinistra dell’entrata della cappella. A destra,si sottolinea un altro affresco rappresentante Mosé al centro ed altre figure in procinto di raccogliere la manna che cade dal cielo.

  • La CAPPELLA DEL SANTO SACRAMENTO, in stile barocco è stata restaurata nel XVIII secolo, commissionata da Monsignor Caracciolo. Un cancello precede l’entrata. In alto, si sottolineano le iniziali M.P del Monte di Pietà e l’ostensorio, simbolo della confraternita del Sacramento . Si notano gli affreschi dipinti sulle pareti della cappella che l’arcivescovo Caracciolo aveva commissionato al pittore Giovanni Molinari: “L’ultima cena”, visibile a sinistra dell’entrata della cappella. A destra,si sottolinea un altro affresco rappresentante Mosé al centro ed altre figure in procinto di raccogliere la manna che cade dal cielo.





La CRIPTA si presenta come un luogo sotterraneo a forma di croce dove si può accedere dalla navata centrale della Cattedrale attraverso una grande scalinata. Diversi elementi come la volta a crociera ci permettono di datare la cripta in epoca bizantina. Il prospetto della cripta corrisponde all’incirca alla parte finale della chiesa collocata aldilà dell’altare. La scalinata permette di accedere alla cappella di Santa Maria del Popolo che presenta sull’altare un basso rilievo in stucco che risale alla scuola fiorentina della seconda metà del XIII° secolo. Due accessi laterali conducono alla cripta vera. E’ divisa in due navate da colonne basse con lastre sormontate da volte a crociera. Ci sono vari affreschi nella cripta che risalgono al XIII° e al XIV° secolo. Nella zona dell’abside, si nota un affresco che rappresenta San Cataldo.

  • La CRIPTA si presenta come un luogo sotterraneo a forma di croce dove si può accedere dalla navata centrale della Cattedrale attraverso una grande scalinata. Diversi elementi come la volta a crociera ci permettono di datare la cripta in epoca bizantina. Il prospetto della cripta corrisponde all’incirca alla parte finale della chiesa collocata aldilà dell’altare. La scalinata permette di accedere alla cappella di Santa Maria del Popolo che presenta sull’altare un basso rilievo in stucco che risale alla scuola fiorentina della seconda metà del XIII° secolo. Due accessi laterali conducono alla cripta vera. E’ divisa in due navate da colonne basse con lastre sormontate da volte a crociera. Ci sono vari affreschi nella cripta che risalgono al XIII° e al XIV° secolo. Nella zona dell’abside, si nota un affresco che rappresenta San Cataldo.







Ogni anno e durante tre giorni dall’8 al 10 maggio la città di Taranto celebra il suo patrono San Cataldo, monaco irlandese del V° secolo divenuto vescovo della città. La tradizione prevede che la sera dell’8 maggio la statua in argento del Santo esca in processione dalla cattedrale e s’imbarchi su una grande nave concessa dalla Marina Militare.Nel corso del suo tragitto fino al Canale Navigabile, questa nave è seguita da varie barche di diverse dimensioni che rendono questa processione unica e affascinante. I fuochi d’artificio che illuminano il cielo sopra il Castello Aragonese contribuiscono a creare questa atmosfera magica che incanta i Tarantini e le migliaia di turisti provenienti da varie regioni e dall’estero.Durante la sua navigazione per Mar Grande, la statua riceve la benedizione dell’arcivescovo di Taranto prima di rientrare in processione nella cattedrale. La sera del 10 maggio,la conclusione della festa prevede la processione della statua del Santo che attraversa il centro storico, oltrepassa il Ponte Girevole per arrivare nel borgo di Taranto su un grande carro pieno di fiori.

  • Ogni anno e durante tre giorni dall’8 al 10 maggio la città di Taranto celebra il suo patrono San Cataldo, monaco irlandese del V° secolo divenuto vescovo della città. La tradizione prevede che la sera dell’8 maggio la statua in argento del Santo esca in processione dalla cattedrale e s’imbarchi su una grande nave concessa dalla Marina Militare.Nel corso del suo tragitto fino al Canale Navigabile, questa nave è seguita da varie barche di diverse dimensioni che rendono questa processione unica e affascinante. I fuochi d’artificio che illuminano il cielo sopra il Castello Aragonese contribuiscono a creare questa atmosfera magica che incanta i Tarantini e le migliaia di turisti provenienti da varie regioni e dall’estero.Durante la sua navigazione per Mar Grande, la statua riceve la benedizione dell’arcivescovo di Taranto prima di rientrare in processione nella cattedrale. La sera del 10 maggio,la conclusione della festa prevede la processione della statua del Santo che attraversa il centro storico, oltrepassa il Ponte Girevole per arrivare nel borgo di Taranto su un grande carro pieno di fiori.







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